Per ascoltare l’audio di oggi, 16 febbraio 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/045 (1997)
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Le notizie
Genocidio a Gaza
Non c’è nessun cessate-il-fuoco a Gaza. Israele continua ad uccidere impunemente. È calato un silenzio complice da parte del sistema informativo scorta mediatica del genocidio.
È salito a 12 il numero delle vittime dei bombardamenti israeliani, ieri, sulle zone fuori dalle aree in cui è schierato l’esercito di occupazione nella Striscia di Gaza, la cosiddetta “linea gialla”. Nel frattempo, fonti di Hamas hanno riferito dell’assassinio di Sami al-Dahdouh, comandante delle Brigate Al-Quds, in un attentato a Gaza.
La protezione civile ha riferito che 5 delle vittime di ieri sono state uccise con un missile lanciato su una tenda sul campo Fallouja, a Jebalia. Altre 5 sono state uccise in un bombardamento a Khan Younis. Un’altra vittima è stata uccisa da un proiettile sparato da un drone, mentre si trovava a Tall el-Hawa, a sud-ovest di Gaza città.
All’alba di stamattina, una persona è stata uccisa da un cecchino israeliano.
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Situazione umanitaria a Gaza
Medici senza Frontiere ha denunciato la presenza di palestinesi armati che si aggiravano come accompagnatori di malati, nell’ospedale Nasser a Khan Younis. L’Ong ha annunciato che ha bloccato il servizio nel loro laboratorio fino al ristabilimento dell’ordine.
L’ong ha omesso però di chiarire chi siano gli intrusi. Sono collaborazionisti armati da Israele per devastare dall’interno la società palestinese. Il ministero della salute ha risposto al comunicato, chiarendo che il personale sanitario e la polizia palestinesi hanno sempre cercato di persuadere gli intrusi dall’ingresso negli ospedali. “Non è onesto accusare nel mucchio, senza specificare chi siano i responsabili dei crimini”, ha sottolineato il comunicato.
I giornali nostrani scorta mediatica del genocidio hanno preso la palla al balzo, per attaccare la resistenza palestinese, dimenticando la sistematica distruzione della sanità palestinese da parte dell’esercito israeliano e il rifiuto di Tel Aviv di rinnovare le autorizzazioni a 37 ong internazionali, compresa la stessa MSF.
Cisgiordania
Ieri, domenica, centinaia di coloni ebrei israeliani, tra cui un deputato, hanno invaso, protetti dai militari, la moschea di Al-Aqsa nella Gerusalemme occupata, in concomitanza con la decisione delle autorità di occupazione di bandire otto palestinesi nativi dall’ingresso nella moschea, mentre aumentano le demolizioni di case dei palestinesi in città.
Sono all’ordine del giorno attacchi militari contro le città palestinesi e gli arresti tra gli attivisti.
I coloni imperversano con le loro incursioni armate, distruggendo raccolti, sradicando alberi e minacciando i cittadini autoctoni.
Una tv israeliana ha rivelato che è stato approvato il piano per “una guerra totale” nel nord della Cisgiordania, “con l’impiego di caccia, carri armati e ingenti truppe nelle città e villaggi, come avvenuto a Gaza, per distruggere ogni forma di resistenza armata”.
Colonizzazione ebraica terroristica
Il regista premio Oscar Hamdan Ballal (No Other Land) è in ospedale dopo essere stato aggredito da un colono ebreo israeliano, che continua a vessare lui e i suoi familiari con la protezione dell’esercito di occupazione israeliano.
Quando i membri della famiglia Ballal, che vive Massafer Yatta, hanno chiamato le autorità militari per chiedere aiuto, si sono visti piombare in casa i soldati per interrogarli e intimorirli. Nel marzo dello scorso anno, Hamdan aveva subito un’altra aggressione, a mano armata, da un colono ben noto alla caserma militare degli occupanti, ma ad essere arrestato è stato proprio lui, la vittima.
Dubitiamo che leggerete questa notizia sui media scorta mediatica del genocidio a Gaza e della deportazione e Apartheid in Cisgiordania occupata.
Polizia ANP collaborazionista

A Tammoun, vicino a Toubas, la polizia palestinese ha teso un agguato ad un militante ricercato dall’esercito di occupazione israeliano, Samer Samarah. Inseguita la sua auto, i poliziotti collaborazionisti hanno sparato con i mitra contro l’auto della famiglia piena di bambini. Hanno ucciso un ragazzo di 16 anni e una bambina di 3 anni, figli di Samer. Hanno ferito la moglie e un altro ragazzo. Prima di arrestare Samer, gli hanno sparato alle gambe. Proteste e condanne da tutta la società civile palestinese e dalle forze politiche. Silenzio assordante del presidente Abbas. Il portavoce dei servizi segreti, Anuar Rajab, per coprire il crimine ha annunciato un’inchiesta interna, “per capire la dinamica degli avvenimenti”. Un tentativo di insabbiare il tutto, sotto un velo di ipocrisia. Nel comunicato non ha avuto neanche la sensibilità di nominare il perseguitato. Non ha fatto le condoglianze alla famiglia per l’assassinio di una bambina di 3 anni e un minorenne di 16 anni, che l’unica loro colpa è stata di trovarsi in auto con la propria famiglia.
Una pagina nera che si aggiunge al lungo elenco di crimini delle truppe speciali d’insicurezza del presidente Abbas, messi al servizio di Israele.
I familiari di Nazar Bannat aspettano ancora le risultanze dell’inchiesta per il suo assassinio all’interno di un commissariato di polizia di el-Khalil, il 26 giugno 2021.
Giornalisti nel mirino
A Gerusalemme, le forze dell’occupazione militare hanno arrestato, ieri, la giornalista palestinese, Nisrin Salem, mentre stava svolgendo il suo lavoro di copertura su fatti di cronaca. Fonti locali hanno riferito che Salem è stata arrestata mentre seguiva le incursioni e gli arresti sul campo da parte dell’esercito israeliano. È stata fermata e portata in una località sconosciuta.
Salem è una reporter sul campo che in passato ha subito minacce e molestie da parte delle forze di occupazione, mentre seguiva gli eventi a Gerusalemme est occupata, in un contesto di crescenti violazioni ai danni dei giornalisti palestinesi e di tutta la popolazione autoctona.
Ciò avviene nel contesto di quella che le organizzazioni per i diritti umani descrivono come una politica israeliana di deliberata limitazione della libertà di lavoro giornalistico in città, attraverso arresti, citazioni in giudizio e impedimento alla copertura giornalistica sul campo.
Iran
Domani martedì l’incontro indiretto tra il ministro degli esteri iraniano e gli inviati della Casa Bianca, a Ginevra, ma sempre con la mediazione dell’Oman. Araqchi è già arrivato alla sede del negoziato e si è detto ottimista. Da Teheran, il consulente della presidenza, Larijani, ha affermato che lo spettro della guerra si è allontanato: “L’Iran vuole raggiungere un accordo equo per via negoziale. Siamo disponibili a ridurre l’arricchimento dell’uranio in cambio di cancellazione delle sanzioni. Ma se veniamo attaccati risponderemo”. Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniana ha aggiunto che “per dimostrare che l’Iran non è alla ricerca di armi nucleari, consentiremo all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) di ispezionare i nostri siti nucleari”.
Lo scenario più probabile è che Trump prosegua le trattative con l’Iran sul programma nucleare, ma dia allo stesso tempo luce verde e supporto logistico ad un attacco militare israeliano contro le basi missilistiche di Teheran.
Libano
Ancora attacchi militari israeliani sul territorio libanese. Non passa un giorno che non ci siano bombardamenti e avanzamenti di truppe di terra per destabilizzare il paese e provocarne una guerra civile interna.
Ieri è stata attaccata Aynata, con danni materiali e feriti. All’alba di oggi un bombardamento ha preso di mira la cittadina di Haneen, provocando il ferimento di due persone e la distruzione di due auto.
Tunisia
L’oppositrice tunisina, Olfa Al-Hamdy, è stata arrestata appena sbarcata dall’aereo al momento del suo arrivo a Tunisi proveniente dall’estero. È stata trasferita al carcere di Manuba per accuse di reati tra i quali “oltraggio al capo dello Stato”. Lo ha affermato uno dei suoi difensori, avvocato Anis Ezzine, secondo cui nei confronti di Hamdy era stato emesso un mandato di cattura da parte delle autorità giudiziarie tunisine in seguito a una denuncia presentata contro di lei. Hamdy ha fondato il movimento “Terza Repubblica” ed è molto attiva sui social con proposte che mettono in dubbio la legittimità del presidente Saied. Aveva tentato di presentarsi alle elezioni presidenziali, ma la modifica della costituzione da parte di Saied ha sbarrato la sua strada con il limite di età minima riportato a 40 anni.
Libertà Barghouti
Il Consiglio Comunale di Firenze ha approvato la mozione che impegna l’amministrazione ad aderire formalmente alla campagna internazionale per la liberazione di Marwan Barghouti e dei prigionieri politici palestinesi.
Appello per la liberazione dei medici in ostaggio nei campi di concentramento israeliani. Rapporto:clicca!
Il 27 dicembre 2024, il dott. Hussam Abu Safiya veniva preso in ostaggio e non più rilasciato. La sua colpa è di aver curato i bambini. clicca!
BDS
La società di navigazione MSC, di proprietà dell’imprenditore italiano, Gianluigi Aponte, ma registrata in Svizzera, è implicata nel trasporto di prodotti delle colonie ebraiche illegali in Cisgiordania occupata e nel Golan siriano occupato.
Palestinesi arrestati in Italia
Oggi, lunedì 16 febbraio a mezzogiorno, si tiene una conferenza stampa a Roma del Comitato nazionale in difesa dei detenuti palestinesi in Italia. clicca!
Il Comitato è costituito da giuristi, giornalisti, professori e attivisti per chiedere la liberazione di Hannoun e gli altri palestinesi arrestati sulla base di documenti dei servizi di sicurezza israeliani. Per aderire: Clicca!
Giornata mondiale per il ricordo del genocidio a Gaza
Il Coordinamento del Parlamento inter-arabo, in riunione al Cairo, ha approvato la data del 17 ottobre di ogni anno come giornata di commemorazione delle vittime del genocidio di Gaza.
Il 17 ottobre 2023, l’esercito israeliano ha bombardato l’ospedale Al-Ahly Al-Maamadany (Battista), uccidendo 500 persone tra gli sfollati che hanno trovato rifugio negli spazi aperti della struttura. Nello stesso giorno sono avvenute altre stragi con oltre 200 uccisi, per un totale di assassinati in un solo giorno di oltre 700 vittime.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Sono passati 9 mesi e due giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, lunedì 16 febbraio, il digiuno a staffetta prosegue.
Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori che ci hanno segnalato la loro adesione oggi: clicca!
Per capire i motivi, clicca!
Solidarietà/Al-Najdah
Si terrà prossimamente ad Orvieto, a cura del Coordinamento per la Palestina, un incontro con laboratorio per bambini sulla fiaba di Mia Lecomte, “Strega!”. Lo condurrà Federica Pagnucco, una delle illustratrici della fiaba.
Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Notizie dal mondo
Domani si apre il negoziato USA-Russia a Ginevra sul futuro dell’Ucraina, escludendo l’Ue. Mosca avanza di nuovo, per bocca del ministro degli esteri Lavrov, la proposta di un protettorato Onu sull’Ucraina.
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