
Si discute molto nei social di una campagna per la promozione dei datteri delle colonie ebraiche israeliane illegali istituite sulle terre e campi palestinesi confiscati da Israele, dopo la guerra del 1967.
Guardate per esempio la seguete pubblicità fuorviante:

è grave che una catena di negozi bio distribuisca prodotti delle colonie israeliane ed è sicuramente una svista da parte dei responsabili di Emergency di aver dato spazio alla promozione di prodotti che sostengono l’economia del genocidio e dell’Apartheid. Abbiamo contattato l’ong e ci hanno assicurato che la partnership è stata tolta nel 2026; non è stata più rinnovata, ammetendo un errore che la stessa base dell’associazione fondata di Gino Strada ha sottolineto e chiessto di coreggere una pratica pericolosa.
La questione dei datteri israeliani coltivati negli insediamenti nei Territori Palestinesi Occupati è un tema centrale nelle campagne di boicottaggio (BDS) e nelle discussioni sul consumo etico.
Ecco i punti principali emersi dalle ricerche:
- Origine e Luogo di Produzione: Una quota significativa dei datteri (in particolare la varietà Medjoul) venduti come “prodotti in Israele” o “Made in Israel” proviene in realtà da insediamenti israeliani nella Valle del Giordano in Cisgiordania, terra palestinese occupata.
- Entità della Produzione negli Insediamenti: Si stima che circa il 40% – 60% dei datteri israeliani sia coltivato in insediamenti illegali situati nei territori occupati. Altre fonti indicano che i datteri sono la coltura più redditizia per tali insediamenti.
- Etichettatura e Tracciabilità: Spesso i datteri prodotti negli insediamenti vengono commercializzati con etichette fuorvianti, come “Prodotto in Israele”, nascondendo la loro origine dai territori occupati. Alcune inchieste indicano che datteri provenienti da insediamenti vengono esportati in Europa passando per Paesi terzi, pratica talvolta definita “date laundering” (riciclaggio dei datteri).
- Come Riconoscerli:
- Codice a barre: Il codice a barre che inizia con 729 indica un prodotto israeliano.
- Marchi: Marchi come Jordan River, Carmel Agrexco (e altri associati a Hadiklaim) sono stati segnalati come produttori o esportatori di datteri da insediamenti.
- Etichetta di origine: Verificare attentamente l’etichetta; spesso l’origine non è specificata chiaramente o è ambigua.
- Impatto e Boicottaggio: Le campagne BDS Italia e altre organizzazioni propongono il boicottaggio di questi prodotti, sostenendo che l’acquisto finanzia l’occupazione e l’espropriazione di terre e risorse idriche ai danni dei contadini palestinesi.
In sintesi, per evitare datteri provenienti dagli insediamenti, è consigliabile controllare il codice a barre (729), evitare prodotti con dicitura vaga o indicante la Valle del Giordano come parte di Israele, e cercare datteri certificati come prodotti da aziende palestinesi.
