Per ascoltare l’audio di oggi, 23 febbraio 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo    

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/052 (2004)

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A gennaio c’è stato un altro balzo nelle donazioni a favore di Anbamed. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 1260,00 € (+ 290 €) rispetto al precedente mese di dicembre).

Grazie a chi si è mobilitato per venirci in soccorso.

Adozioni a distanza: È stato importantissimo anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 6.400,00 € per adozioni e pasti caldi + 1.570 € per il libro “Strega!”; nel solo mese di gennaio.

Abbiamo effettuato, in data 13 gennaio 2026, un bonifico di 11.250 euro al conto correte di Al-Najdah. Il totale dei bonifici, da marzo al 31 dicembre 2025, è stato di 43.450 euro. Siamo a 117 adozioni.

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

Sempre per email: anbamedaps@gmail.com                                                                            

Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Ieri sera, duri bombardamenti di artiglieria su Mawassi, nel sud della Striscia, e su Bureij, nel centro. Campi di sfollati colpiti da obici in mezzo alle tende. Una violazione gratuita della falsa tregua, perché in nessuna delle due zone vi erano presenze di armati. Nel pomeriggio di ieri un altro bombardamento ha toccato il complesso di Sheikh Zayed, nel nord.

Secondo fonti ospedaliere si sono avuti 2 vittime uccise e 11 feriti. Tra gli uccisi una donna e un uomo anziano. A Mawassi sono state usate bombe incendiarie che hanno divorato con il fuoco molte tende.

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Cisgiordania

Violenta irruzione delle truppe israeliane, ieri, ad el-Bira. Un ragazzo è stato colpito da una pallottola militare e versa in fin di vita in ospedale. Il proiettile ha colpito la testa e i medici sono pessimisti sulla possibilità di salvarlo.

Tutti i giorni, anche nel mese del digiuno islamico di Ramadan, i coloni entrano nelle spianate delle moschee di Gerusalemme est a compiere i loro riti religiosi ebraici, profanando il luogo di culto musulmano. È un’azione contraria agli accordi del 1967, subito dopo l’occupazione della città da parte dell’esercito israeliano; accordi che vietano l’ingresso ai non musulmani nelle spianate delle moschee, considerate parte integrante del luogo di culto. Il movimento estremista dei coloni ebrei sionisti messianici rivendica la ricostruzione del Tempio. La pratica dell’irruzione nei luoghi di preghiera islamici sono iniziate nel 2000 con il generale Sharon, candidato allora alle elezioni e con la sua mossa provocatoria ha vinto nelle urne. Da tale data, il luogo viene denominato insistentemente, nel linguaggio governativo e nei media israeliani, il Monte del Tempio.  

Deportazione

Il piano di deportazione coercitiva dei nativi dalla valle del Giordano va avanti, con sempre più forte collaborazione tra esercito e coloni. Ieri altre 15 famiglie sono state sloggiate da Khirbet Samra. I coloni hanno invaso la zona, preso possesso dei pozzi e aggredito i pastori. Tutta la violenza è stata espressa sotto gli occhi dei militari.

Non è un incidente isolato. È la pratica di tutti i giorni. Nei giorni scorsi, oltre 20 famiglie di Burj sono state costrette ad abbandonare i propri averi e terreni di pascolo, in seguito agli attacchi dei coloni. Sono 189 le comunità palestinesi deportate dalla valle del Giordano, in due anni.

Un altro segnale del piano di deportazione lo si vede dalle demolizioni delle case dei nativi, con il pretesto di mancata autorizzazione militare. In 11 anni, dal 2009 al 2020, in tutta la Cisgiordania, ai palestinesi sono state concesse 40 licenze edilizie contro 22 mila ai coloni.

Diritti biblici

Finora nessuna dichiarazione ufficiale della Casa Bianca o del dipartimento di stato di stigmatizzazione, o almeno di presa di distanze, dalle dichiarazioni sulla “Grande Israele dall’Eufrate fino al Nilo”.

In un’intervista con Tucker Carlson, Huckabee ha suggerito che sarebbe “accettabile” se Israele si espandesse per prendere il controllo di più territori, basandosi su un falso diritto biblico. Ha definito l’Area C della Cisgiordania come “Israele” e ha espresso sostegno per l’annessione della Cisgiordania.

Malgrado la richiesta esplicita di Riad di un chiarimento, da Washington è arrivato soltanto silenzio. D’altra parte, Rubio a Monaco ha affermato di non volere alleati “incatenati dalla colpa e dalla vergogna”, ma alleati “orgogliosi della loro cultura e del loro patrimonio”, cioè colonialista. Un discorso che è un tentativo di riallineare l’Europa su basi identitarie “bianche” e nazionaliste, tralasciando la natura multiculturale dell’Europa moderna, un’offerta di amicizia condizionata, in linea con l’agenda MAGA (Make America Great Again).

Iran/Usa

Fino a giovedì non ci sarà l’aggressione di Trump contro l’Iran. Almeno si spera. Per la data di giovedì 26 febbraio, infatti, è stata fissata la prossima fase del negoziato indiretto tra i due paesi, a Ginevra. La notizia è stata data dal ministro degli esteri di Teheran, Araqchi, confermata da Muscat, paese intermediario, e infine ammessa anche dalla Casa Bianca.

Le posizioni sono molto distanti o almeno lo sono secondo le dichiarazioni pubbliche. Trump, su pressioni di Netanyahu, parla di blocco dell’arricchimento dell’uranio, dismissione dei sistemi missilistici e abbandono dei suoi alleati nei paesi arabi (Iraq, Libano e Yemen) e minaccia di una guerra senza precedenti. Mobilitando la più grande macchina di guerra alle porte del Golfo. La terza portaerei è arrivata ieri nelle acque del Mediterraneo.

Molti analisti sostengono che l’aggressione ci sarà e che le trattative sarebbero soltanto un diversivo per arrivare al momento di poter rafforzare le difese antimissilistiche, per proteggere Israele dalla risposta iraniana.

Iran

L’inizio delle lezioni universitarie in presenza ha segnato il ritorno alle proteste, sia a Teheran che in altre sedi universitarie. Finora, le lezioni si erano tenute online dall’inizio delle proteste represse nel sangue.

L’agenzia di stampa iraniana Fars ha riferito di tensioni in diverse università ieri, sottolineando che gli studenti in protesta all’Università Khajeh Nasir Toosi hanno rotto le finestre dell’edificio della facoltà di ingegneria elettrica. Ha aggiunto che slogan anti-regime sono stati scanditi in diverse altre università.

Nelle università si sono avuti manifestazioni sia contro il regime sia commemorazioni delle vittime, organizzate dagli studenti basiji, formazioni affiliate al regime, che hanno incendiato bandiere Usa e foto di Trump. In alcuni video, trasmesse dalle organizzazioni di opposizione all’estero, si vedono professori e personale universitario che si erano messi in mezzo ai due schieramenti, per evitare scontri.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Sono passati 9 mesi e 9 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, lunedì 23 febbraio, il digiuno a staffetta prosegue.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori che ci hanno segnalato la loro adesione oggi.

Per capire i motivi, clicca!

Solidarietà/Al-Najdah

A metà marzo, una delegazione di Anbamed visiterà Milano, Trofarello-Cambiano (To), Parma e Bologna, per una serie di incontri con i gruppi di affidatari e affidatarie, nel quadro del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza. Sarà presentata anche la fiaba “Strega!” di Mia Lecomte, in sostegno della ricostruzione di un ‘Giardino d’infanzia’, una struttura per ospitare bambini orfani di Gaza.

Si terrà prossimamente ad Orvieto, a cura del Coordinamento per la Palestina, un incontro con laboratorio per bambini sulla fiaba di Mia Lecomte, “Strega!”. Lo condurrà Federica Pagnucco, una delle illustratrici della fiaba. Il 17 maggio, il libro “Strega!” sarà presentato a Boom, festa di letture per bambini, che si tiene a Bologna. Interverrà Emanuela Bussolati.

Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

CENTO PORTI. DA GAZA ALLE PIAZZE

“100 Porti–100 Città” è il nuovo itinerario di solidarietà della Freedom Flotilla Italia. Si parte da Taranto il 2 maggio: una barca salperà e navigherà lungo le coste italiane, mentre un camper percorrerà le zone interne. Ogni tappa sarà un punto d’incontro con testimonianze, mostre fotografiche, proiezioni, presentazioni di libri, incontri nelle scuole, proposte di adesione alla campagna di boicottaggio del movimento BDS, gemellaggi, iniziative di sostegno alle strutture sanitarie di #Gaza… Sono tanti i modi con cui singoli e realtà collettive possono partecipare per spezzare l’assedio del silenzio che avvolge Striscia di Gaza e Cisgiordania.

Libertà Barghouti

Si tenuto nei giorni scorsi un incontro online sulle condizioni delle donne palestinesi prigioniere nelle carceri israeliane. Clicca! e clicca.

Il Consiglio Comunale di Firenze ha approvato la mozione che impegna l’amministrazione ad aderire formalmente alla campagna internazionale per la liberazione di Marwan Barghouti e dei prigionieri politici palestinesi.

Appello per la liberazione dei medici in ostaggio nei campi di concentramento israeliani. Rapporto:clicca!

Il 27 dicembre 2024, il dott. Hussam Abu Safiya veniva preso in ostaggio e non più rilasciato. La sua colpa è di aver curato i bambini. clicca!

BDS

Boicottare i datteri israeliani è una campagna internazionale rivolta anche alle comunità musulmane, che aumentano il consumo di datteri durante il mese di Ramadan. Non comperare datteri israeliani significa danneggiare l’economia di guerra israeliana.

Una catena commerciale ha avviato una pubblicità promozionale di datteri delle colonie israeliane, presentandole con un linguaggio solidale. Per coprire la loro vergogna hanno assunto come partner Emergency alla quale verrebbe destinata una quota del 4% del ricavato. Un’elemosina per farsi belli. Per fortuna, nel 2026, Emergency non ha rinnovato il partenariato, in seguito anche a molte segnalazioni di attivisti e volontari. Per approfondire il tema: clicca

Palestinesi arrestati in Italia

È stato presentato, lunedì, in una conferenza stampa a Roma, il Comitato nazionale in difesa dei detenuti palestinesi in Italia. clicca!

Il Comitato è costituito da giuristi, giornalisti, professori e attivisti per chiedere la liberazione di Hannoun e gli altri palestinesi arrestati sulla base di documenti dei servizi di sicurezza israeliani. Per aderire: Clicca!  

Giornata mondiale per il ricordo del genocidio a Gaza

Il Coordinamento del Parlamento inter-arabo, in riunione al Cairo, ha approvato la data del 17 ottobre di ogni anno come giornata di commemorazione delle vittime del genocidio di Gaza.

Il 17 ottobre 2023, l’esercito israeliano ha bombardato l’ospedale Al-Ahly Al-Maamadany (Battista), uccidendo 500 persone tra gli sfollati che hanno trovato rifugio negli spazi aperti della struttura. Nello stesso giorno sono avvenute altre stragi con oltre 200 uccisi, per un totale di assassinati in un solo giorno di oltre 700 vittime.

Notizie dal mondo 

Appello del Papa: “Dopo quattro anni di guerra, tacciano le armi”.

Oggi discussione, a Bruxelles, sul 20° pacchetto di sanzioni a Mosca, Kallas: “Non penso ci saranno sviluppi in merito”. L’Ungheria, infatti, intende mettere il veto per ripicca contro Kiev, che aveva bloccato le forniture di petrolio russo a Budapest.

Messico, caos dopo l’uccisione del narco trafficante El Mencho: almeno 26 morti.

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