A cura di Cambiano per Gaza, Cuoche e Sarte Rribelli e LTC
Teatro comunale di Cambiano
Via Lame, 4 – Cambiano (To)
Sabato 14 marzo 2026- ore 17:30
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A Gaza non c’è nessuna tregua.
Dalla firma dell’accordo di Sharm Sheikh, il 10 ottobre 2025, sono stati assassinati, fino al 25 febbraio, 629 palestinesi.
Non si intravvedono, inoltre, prospettive di ritiro dell’esercito israeliane dalla metà della Striscia, ancora occupata militarmente. Le distruzioni delle costruzioni ancora in piedi, anche se già bombardate, per raderle al suolo con dinamite e bulldozer, alfine di impedire il ritorno della popolazione cacciata dalla sua terra, sono un chiaro segnale di futura annessione per la creazione di nuove colonie ebraiche a Gaza.
A queste azioni, che sono il proseguimento del genocidio a Gaza, si aggiungono le operazioni militari e le aggressioni dei coloni ebrei israeliani in Cisgiordania e Gerusalemme est occupate dal 1967. Un’annessione di fatto che si sta trasformando anche di diritto.
Apartheid e deportazioni avvengono sotto gli occhi di tutti, ma le cancellerie non agiscono. Continuano a blaterare sulla soluzione dei due Stati, ma non intraprendono provvedimenti sanzionatori nei confronti di Israele. L’ambasciata Usa comincia a fornire servizi consolari in Cisgiordania, un quasi riconoscimento dell’annessione.
Il conflitto in Medio Oriente è politico. È una corsa al controllo sulle risorse energetiche. Il piano della Grande Israele minaccia tutti i popoli della regione e la mobilitazione dell’armata di Trump è un grave segnale, anche per l’Europa.
La questione palestinese è una lotta per il diritto all’autodeterminazione e per la creazione di uno stato nazionale, a fianco di Israele, in convivenza pacifica.
La solidarietà internazionale si esprime, sostenendo concretamente le aspirazioni del popolo palestinese alla libertà e sovranità. In questa fase drammatica c’è la forte necessità di sostenere la popolazione palestinese a contrapporsi ai piani di deportazione.
L’azione di adozioni a distanza, di bambini e bambine di Gaza, non è soltanto un’azione umanitaria, ma un sostegno politico per rafforzare l’attaccamento delle donne palestinesi alla loro terra.
Su questi temi vogliamo confrontarci con Farid Adly, direttore editoriale della testata giornalistica Anbamed, specializzata sulle vicende del Grande Vicino Oriente e promotrice, insieme al Circolo Arci di Acquedolci (Me), del progetto Ore Felici per i Bambini e le Bambine di Gaza.
