Per ascoltare l’audio di oggi, 1° aprile 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/086 (2038)
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A marzo, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 240 € (+ 110 €) rispetto al precedente mese di febbraio).
Siamo ancora sotto la media. Vi preghiamo di darvi da fare, cari ascoltatori.
Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 10.101,00 € per adozioni + per pasti caldi + libro “Strega!”; nel solo mese di marzo.
Siamo a 141 adozioni.
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Le notizie
Genocidio a Gaza
Il rapporto quotidiano del ministero della sanità palestinese informa di 14 uccisi e 26 feriti nella giornata di ieri 31 marzo.
I bombardamenti sono stati incessanti ieri ed hanno colpito sia a Jebalia, sia a Gaza città, oltre a Khan Younis e la sua spiaggia Mawassi. Un drone israeliano ha preso di mira una ronda della polizia palestinese intenta a mantenere l’ordine e la sicurezza dei cittadini. 3 agenti uccisi. Erano armati di manganelli, non di pistole. Non è il primo attacco contro gli agenti. Tre giorni fa sono stati trucidati 9 agenti a Khan Younis. Sono attacchi mirati, non casuali. Israele vuole scatenare il crimine nella società palestinese.
Ancora una volta l’artiglieria marina ha colpito le coste della Striscia per affondare le barche dei pescatori. Il diktat dei criminali generali israeliani è che la popolazione palestinese debba morire di fame: oltre al blocco degli aiuti, di impedisce ai palestinesi di produrre cibo con la pesca in mare o con l’agricoltura in terra.
A Gaza non c’è nessun cessate-il-fuoco.
Situazione umanitaria a Gaza
“I generatori elettrici negli ospedali stanno esaurendo il carburante e mancano pezzi di ricambio”. È il grido di allarme lanciato dai medici palestinesi ieri. “90 generatori sono fuori uso. 11 hanno bisogno di revisione e 38 stanno lavorando al minimo a causa della mancanza di carburante”, hanno comunicato in una conferenza stampa all’ospedale Nasser di Khan Younis.
Prematuri salvati dalle grinfie dei militari israeliani

Sono tornati a Gaza 16 bambini palestrinesi che erano nati prematuri e torturati dai soldati israeliani, con la distruzione dell’ospedale Shifa, nel novembre 2023. Erano allora in cura nelle incubatrici nei reparti di terapia intensiva devastati dall’invasione militare. Una trentina di loro, con la mediazione della Croce Rossa, erano stati evacuati verso l’Egitto dove sono stati curati. Ieri, il ritorno inatteso, subito dopo Ied Iftar e poco prima della Pasqua. Qualcuno ci vede segni premonitori di salvezza. Noi crediamo che siano un simbolo della tenace resistenza dei palestinesi alla macchina di morte israeliana ed al suo genocidio in corso.
L’agenzia Ansa ha avuto il coraggio di pubblicare la notizia senza citare minimamente, e neanche da lontano, le responsabilità di Israele in questa vicenda. Ed a cascata hanno fatto tutte le testate scorta mediatica del genocidio. L’informazione è anche uso surrettizio del linguaggio, per distrarre il pubblico e indirizzare le sue opinioni.
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
L’aggressione Israelo-statunitense contro l’Iran
Trump lo ha incautamente ammesso: “Lasceremo l’Iran nell’arco di due o tre settimane”. Parla del ritiro prima, per far digerire l’invasione di terra ai suoi sostenitori, divisi sull’attacco all’Iran, che ha avuto effetti negativi per l’economia dei cittadini e ha fatto guadagnare i fabbricanti d’armi e la finanza speculativa.
Spaventosi bombardamenti su obiettivi iraniani. Dalle immagini trasmesse sono in prevalenza civili. Il tycoon ha postato sulla sua piattaforma personale un video di un bombardamento con bombe anti-bunker da una tonnellata di esplosivo “per colpire obiettivi sotto terra”, dice.
Il portavoce dell’esercito di Tel Aviv si è vantato che “Israele ha svolto 10 incursioni aeree e missilistiche contro 4 mila obiettivi e ucciso più di 2 mila iraniani”.
Da Teheran sono partiti missili verso Israele, che hanno fatto scattare le sirene d’allerta e creato tanto panico. Secondo un comunicato della protezione civile, “la caduta di alcune schegge ha provocato qualche ferito”.
La posizione dell’Europa
I capi di governo europei ricevo schiaffi mediatici dal tycoon, che li ha sfidati ad “andare a prendere il petrolio da Hormuz, se avete le p…”. Il linguaggio scurrile non è riservato soltanto al saudita MBS.
Gli europei non condannano l’aggressione illegale e immotivata all’Iran, ma non vogliono parteciparvi e soprattutto non vogliono subirne gli effetti negativi sui rifornimenti energetici, che bloccherebbero il sistema produttivo. “La GB ha messo a disposizione dei paesi alleati della regione i suoi sistemi difensivi”, dice il premier Starmer da Londra. È bastato che la Francia non dia le autorizzazioni al sorvolo del suo spazio aereo ai caccia Usa, per scatenare il presidente col ciuffo. La Spagna da tempo aveva annunciato che non permetterà l’uso delle basi sul suo territorio e lo spazio aereo negli attacchi considerati illegali all’Iran. La Polonia ha respinto la richiesta di spostare in Medio Oriente i Patriot, dispiegati ai suoi confini orientali. L’Italia ha detto no all’uso delle basi militari Usa in Sicilia, ma solo perché “non siamo stati avvisati prima”. Usando la terminologia di Trump: “La faccia come il c…”. Si sposta il dibattito dal rifiuto della guerra, all’onore della patria infranto. Le basi italiane sono state già usate in passato, come hanno dimostrato inchieste giornalistiche serie, ma adesso c’è mezza Europa che si ribella; i sovranisti a sovranità limitata all’italiana fano finta di opporsi. Meglio così, rafforza la scossa popolare contro le guerre.
Libano
Gravi perdite tra le file dei soldati israeliani impiegati nell’offensiva di terra in Libano. Ieri, 8 di loro sono tornati in bare. Hezbollah sostiene di aver distrutto 40 carri armati in un mese di aggressione. La stampa israeliana sostiene che dal Libano sono arrivati ieri 20 missili. I bombardamenti israeliani hanno toccato ieri sia Beirut, sia la valle Della Bekaa. Il numero delle vittime libanesi ha superato i 1300 uccisi e 4 mila feriti.
Il ministro della guerra Katz ha minacciato di distruzione totale le città di prima linea ha annunciato che “il sud Libano rimarrà sotto il controllo dell’esercito israeliano, anche dopo la fine della guerra ed eventuale accordo con il governo di Beirut”.
Paesi del Golfo
Un enorme incendio nell’aeroporto del Kuwait dopo l’esplosione di un drone lanciato dall’Iran o da un gruppo sostenitore iracheno. Anche il Bahrein ha subito un attacco con droni e lo stesso per il Kurdistan iracheno. Secondo i comunicati ufficiali ci sono stati danni, ma nessuna vittima. In Arabia Saudita, il sistema di difesa di difesa anti missile ha funzionato distruggendo in cielo due droni, secondo una dichiarazione del ministero di guerra di Riad.
Cisgiordania
Incursioni dell’esercito a Beita, vicino a Nablus e al campo profughi di Sha’afat, a nord di Gerusalemme.
Ieri, martedì, quattro giovani palestinesi sono rimasti feriti in seguito a un attacco perpetrato da un gruppo di coloni nella città di Tayasir, vicino Tubas, nella parte settentrionale della Cisgiordania occupata.
Testimoni oculari hanno riferito ad Anbamed che i coloni hanno attaccato anche la zona di Al-Rahwa, nella città di Sa’ir, a nord-est di Hebron, incendiando due veicoli e rubando 25 pecore.
I testimoni ci hanno raccontato che i coloni hanno imbrattato i muri delle case con scritte razziste in ebraico prima di ritirarsi. Anche nella vicina zona di Al-Minya, i coloni hanno attaccato abitazioni palestinesi, imbrattato i muri con scritte razziste in ebraico e tentato di incendiare veicoli prima di essere affrontati dai residenti, secondo il racconto che ci hanno fatto i militanti palestinesi anti occupazione.
Queste notizie vengono occultate dai media scorta mediatica del genocidio e dell’Apartheid. Un sito in italiano vicino al Mossad parla di “ragazzi delle coline un po’ scontrosi”.
Pulizia etnica
Un piano israeliano denominato “Quartiere Shami” mira a rimodellare la realtà geografica e demografica a est di Gerusalemme. Porrà fine all’esistenza delle comunità pastorizie palestinesi e trasferirle dal vasto loro territorio, ad est di Gerusalemme, a un nuovo quartiere in una piccola area circoscritta, al fine di favorire la realizzazione di progetti coloniali espansionistici al loro posto.
Le autorità di occupazione israeliane hanno depositato la scorsa settimana il piano presso il Sottocomitato per la pianificazione e le licenze del Consiglio superiore di pianificazione dell’Amministrazione civile israeliana, affiliato all’esercito, per la sua realizzazione su circa 170 dunam (un dunam equivale a mille metri quadrati) all’interno dei terreni della città di “Abu Dis”, a est di Gerusalemme. Il numero di insediamenti e avamposti ebraici in Cisgiordania e Gerusalemme occupata supera i 542, abitati da oltre 780.000 coloni.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Sono passati 10 mesi e 18 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, mercoledì 1° aprile, il digiuno a staffetta prosegue.
Ecco l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori, che ci hanno segnalato la loro adesione oggi. Per capire i motivi, clicca!
CENTO PORTI. DA GAZA ALLE PIAZZE
Sono in corso i preparativi per la nuova missione in soccorso a Gaza. Si prevede la partecipazione di 100 barche di 50 paesi diversi, con equipaggio professionale e a bordo medici, ingegneri per la cura e la ricostruzione.
È in corso anche la campagna di terra di mobilitazione e di raccolta fondi. “100 Porti–100 Città” è il nuovo itinerario di solidarietà della Freedom Flotilla Italia. Si parte da Taranto il 2 maggio: una barca salperà e navigherà lungo le coste italiane, mentre un camper percorrerà le zone interne. Ogni tappa sarà un punto d’incontro con testimonianze, mostre fotografiche, proiezioni, presentazioni di libri, incontri nelle scuole, proposte di adesione alla campagna di boicottaggio del movimento BDS, gemellaggi, iniziative di sostegno alle strutture sanitarie di #Gaza… Sono tanti i modi con cui singoli e realtà collettive possono partecipare per spezzare l’assedio del silenzio che avvolge Striscia di Gaza e Cisgiordania.
Solidarietà/Al-Najdah
Arrivano sempre nuove richieste di copie del libro “Strega!” di Mia Lecomte. La scorsa settimana abbiamo spedito 90 copie.
Il numero dei bambini presi in affido a distanza è salito a 141.
Sulla pagina social di Al-Najdah sono state pubblicate le foto di alcuni bambini in affido tramite ACM e Anbamed. L’occasione era la distribuzione delle rate trimestrali delle adozioni e regali per l’Eid Al-Fitr, la festa della rottura del digiuno del mese islamico, Ramadan.
Il numero delle adozioni a distanza di bambini e bambine di Gaza è salito a 141. E ci sono altre richieste, soprattutto da classi scolastiche. Molti anche i rinnovi volontari, per il secondo anno, delle adozioni fatte in marzo 2025.
L’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza è sempre più forte: 7.250,00 € per adozioni + 750,00 € per pasti caldi + 1.428 € per il libro “Strega!”; nel solo mese di febbraio, per un totale di 9.428 €.
Si terrà il 18 aprile ad Orvieto, a cura del Coordinamento per la Palestina, un incontro con laboratorio per bambini sulla fiaba di Mia Lecomte, “Strega!”. Lo condurrà Federica Pagnucco, una delle illustratrici della fiaba. Il 17 maggio, il libro “Strega!” sarà presentato a Boom, festa di letture per bambini, che si tiene a Bologna. Interverrà Emanuela Bussolati.
Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Il 19 marzo, si è tenuto un incontro con il gruppo di affidatari “Granarolo x Gaza”, al palazzo municipale con la presenza del sindaco. (vedi le immagini).
A Bologna, si sono tenuti il 17 e 18 marzo, due incontri sulla situazione a Gaza, in solidarietà concreta con Al-Najdah ed in sostegno ai bambini e bambine. Il primo incontro organizzato dal gruppo “Pd per Gaza” (leggi tutto) e il secondo dall’associazione di donne “Armonie”, dal titolo: “Racconti su Gaza dove non c’è tregua- esperienze e partiche di resistenza delle donne”. (maggiori info). Presso la sede di Armonie è stato realizzato un collegamento audio con Asmaa Khaled Al-Hassanat, direttrice di Al-Najdah.
Sabato 14 marzo, a Cambiano (To), il Comitato per Gaza e le Cuoche e Sarte Ribelli (di Trofarello) hanno organizzato due incontri su Gaza. Uno è nel teatro comunale, con un intervento in diretta online, da Gaza, con la direttrice di Al-Najdah, Asmaa Khaled Al-Hassanat. clicca!
A Milano, la cena di solidarietà è stata un successo. 54 partecipanti tra affidatari/ie e amici di Anbamed, lettori e sostenitori. È stato un bell’appuntamento per discutere e conoscersi, consumando i piatti tipici della cucina palestinese e araba. Sono state raccolte nuove due adozioni e diversi rinnovi di adozioni dello scorso anno.
Libertà Barghouti
Si tenuto nei giorni scorsi un incontro online sulle condizioni delle donne palestinesi prigioniere nelle carceri israeliane. Clicca! e clicca.
Il Consiglio Comunale di Firenze ha approvato la mozione che impegna l’amministrazione ad aderire formalmente alla campagna internazionale per la liberazione di Marwan Barghouti e dei prigionieri politici palestinesi.
Appello per la liberazione dei medici in ostaggio nei campi di concentramento israeliani. Rapporto:clicca!
Il 27 dicembre 2024, il dott. Hussam Abu Safiya veniva preso in ostaggio e non più rilasciato. La sua colpa è di aver curato i bambini. clicca!
Palestinesi arrestati in Italia
È stato presentato, in una conferenza stampa a Roma, il Comitato nazionale in difesa dei detenuti palestinesi in Italia. clicca!
Il Comitato è costituito da giuristi, giornalisti, professori e attivisti per chiedere la liberazione di Hannoun e gli altri palestinesi arrestati sulla base di documenti dei servizi di sicurezza israeliani. Per aderire: Clicca!
Giornata mondiale per il ricordo del genocidio a Gaza
Il Coordinamento del Parlamento inter-arabo, in riunione al Cairo, ha approvato la data del 17 ottobre di ogni anno come giornata di commemorazione delle vittime del genocidio di Gaza.
Il 17 ottobre 2023, l’esercito israeliano ha bombardato l’ospedale Al-Ahly Al-Maamadany (Battista), uccidendo 500 persone tra gli sfollati che hanno trovato rifugio negli spazi aperti della struttura. Nello stesso giorno sono avvenute altre stragi con oltre 200 uccisi, per un totale di assassinati in un solo giorno di oltre 700 vittime.
Notizie dal mondo
La Polonia ha risposto “niet” a Trump, sulla richiesta di trasferire in Israele i sistemi anti missili Patriot, dislocati al confine orientale del paese. “Servono alla difesa del nostro territorio”.
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