Per ascoltare l’audio di oggi, 02 aprile 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/087 (2039)
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Causale: Donazione per Anbamed
A marzo, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 240 € (+ 110 €) rispetto al precedente mese di febbraio).
Siamo ancora sotto la media. Vi preghiamo di darvi da fare, cari ascoltatori.
Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 10.101,00 € per adozioni + per pasti caldi + libro “Strega!”; nel solo mese di marzo.
Siamo a 141 adozioni.
I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.
Sempre per email: anbamedaps@gmail.com
Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.
Le notizie
Genocidio a Gaza
Artiglieria israeliana ha cannoneggiato Bei Lahia nel nord della Striscia e contro il quartiere Zeitoun, ad est di Gaza città.
I cecchini israeliani hanno colpito un gruppo di persone vicino a Rafah, provocando diverse ferite. Tra di loro, vi è un bambino in gravi condizioni.
Il rapporto quotidiano del ministero della sanità palestinese informa di 4 uccisi dal fuoco israeliano e 12 feriti, nella giornata di ieri.
A Gaza non c’è nessun cessate-il-fuoco.
All’Università si torna in classe

Questa settimana è iniziata la fase di prova della città universitaria. Dopo due anni e mezzo di lezioni online, si torna ai banchi. La città è stata costruita nel cuore dei campi profughi di Mawasi, a Khan Younis, su un’area di circa 3 dunom (un dunom equivale a 1.000 metri quadrati), grazie a un’iniziativa di “Scientists Without Borders” (Scienziati senza confini), un’organizzazione internazionale, con una sede di rappresentanza nella Striscia di Gaza. Le sue strutture sono realizzate in lamiera ondulata (lamiera di zinco) e sono state assemblate, installate e attrezzate sette aule.
Le aule sono attrezzate per discipline scientifiche, tra cui medicina, infermieristica, ingegneria e informatica, che saranno a disposizione degli studenti di tutte le università gazzawi, secondo un meccanismo di coordinamento e programmazione gestito dalle università stesse.
Secondo una valutazione congiunta del Ministero dell’Istruzione palestinese e dell’UNESCO, pubblicata lo scorso novembre, il 95% degli istituti di istruzione superiore a Gaza, su un totale di 38 campus universitari, ha subito danni; di questi, 22 sono stati completamente distrutti dall’aggressione militare israeliana e 14 hanno riportato danni di varia entità.
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Cisgiordania
Durante il mese di marzo, l’esercito israeliano e i coloni hanno compiuto 8.220 aggressioni contro villaggi e città palestinesi della Cisgiordania e Gerusalemme est occupata.
Sono stati uccisi 28 palestinesi e feriti altri 337.
Gli arrestati ancora in carcere sono 890.
Le costruzioni rase al suolo 159.
La deportazione e l’Apartheid continuano.
I paesi complici esprimono “la loro preoccupazione” e non fanno nulla per impedire un crimine di guerra e contro l’umanità.
L’unico modo per isolare la politica segregazionista di Israele è il boicottaggio, come nel caso sudafricano ai tempi dei governi bianchi.
Libano
Il bombardamento israeliano su Beirut ha causato l’uccisione di 11 persone. Altre vittime sono cadute nei bombardamenti su villaggi e città del sud. Le operazioni militari israeliane, gli annunci di attacchi futuri e le minacce di deportazione mirano alla cacciata della popolazione verso nord, per occupare permanentemente il territorio, senza la presenza di libanesi.
Nel frattempo continuano i lanci di missili e droni da parte di Hezbollah contro il territorio israeliano. Uno di questi missili ha colpito ad Ashdod, 40 km a sud di Tel Aviv.
In Siria, l’esercito ha scoperto tunnel al confine con il Libano. Servivano a Hezbollah per contrabbandare armi e miliziani ai tempi del regime di Assad. Nel tunnel sono ancora presenti gigantografie di Nasrullah, l’ex segretario del partito ucciso da un attacco israeliano a Beirut.
Il governo siriano ha dato molta pubblicità alla scoperta, chiamando le agenzie internazionali e autorizzando le riprese, per dimostrare la sua totale estraneità agli attacchi di Hezbollah contro Israele.
L’aggressione Israelo-statunitense contro l’Iran
In un discorso televisivo alla nazione, delirante e criminale, trasmesso dalla Casa Bianca nelle prime ore di oggi, giovedì, Trump ha confermato che gli Stati Uniti continuano le operazioni militari contro l’Iran. Ha spiegato che dall’inizio dell’aggressione le forze statunitensi avevano conseguito “vittorie rapide e decisive” sul campo di battaglia, sottolineando che la maggior parte dell’Iran era stata “distrutta” e che ciò che restava sarebbe stato “facile” annientarlo. Trump ha minacciato: “Li colpiremo duramente nelle prossime due o tre settimane. Li ridurremo all’età della pietra, dove appartengono. Nel frattempo, le trattative sono in corso”. Da Teheran, il ministro degli esteri, Araqchi, ha smentito ogni trattativa: “Falso. Non c’è in corso nessuna trattativa. Continuo a ricevere messaggi da Wittkof e Rubio, ma non ho mai risposto. Il nostro dialogo è con il Pakistan e i paesi della regione. Non trattiamo sotto la minaccia delle bombe”.
Il tycoon ha anche aggiunto: “Se non si raggiungerà un accordo, colpiremo duramente ognuna delle loro centrali elettriche, e forse anche tutte insieme”.
Incarna l’Hitler moderno. E pensare che lo slogan iniziale era di liberare il popolo iraniano. Adesso, vuole annientarlo.
E nessun commentatore della stampa benpensante ha nulla da dire?
Sigonella
Il “no” che significa “vediamo” e “forse sì”. È tutta propaganda. Gli aerei americani atterrano e partono dalle basi militari in Italia. Lo stesso ministro Crosetto lo ha confermato. E anche le piattaforme di tracciamento dei voli aerei lo chiariscono con cartine alla mano. È la neolingua, bellezza!
Nato e USA
Trump ha minacciato di uscire dalla Nato. Il fianco molle del vecchio continente è allo scoperto e il segretario dell’Alleanza atlantica, Mark Rutte, volerà la prossima settimana a Washington, per un’udienza alla Casa Bianca con Trump.
Ci sarebbe, in un simile contesto, da risolvere un problema apparentemente paradossale: infatti secondo l’articolo 13 del trattato della NATO un Paese che desidera lasciare l’Alleanza può farlo un anno dopo la comunicazione trasmessa al governo statunitense, il quale a sua volta è tenuto a informare gli altri governi del deposito di notifica di denuncia. In questo caso dunque Washington dovrebbe notificare a sé stessa la sua uscita dalla NATO.
Per approvare un eventuale passo di Trump servirebbero, però, i due terzi di Camera e Senato USA.
Iraq
Una giornalista statunitense, che lavora anche per una testata italiana, è stata sequestrata in Iraq, in pieno giorno.
La giornalista americana, Shelley Kittleson, infatti, aveva continuato a svolgere il suo lavoro nel cuore di Baghdad, malgrado le severe raccomandazioni di Washington. Le telecamere di sorveglianza hanno documentato ciò che il Dipartimento di Stato temeva: un audace rapimento in pieno giorno, conclusosi con il trasferimento della Kittleson in un luogo sconosciuto, nonostante i suoi tentativi di resistere. Le autorità irachene hanno annunciato di aver catturato uno dei rapitori, dopo aver distrutto la sua auto dopo un duro inseguimento. Per il momento non è stato pubblicato nessun comunicato di rivendicazione. Si sospetta che dietro il sequestro sia “Kataeb Hezbollah” irachene.
Paesi del Golfo
Tre missili iraniani sono stati lanciati contro il territorio del Qatar. Due sono stati intercettati e il terzo ha colpito una nave petroliera. Enormi danni ma senza vittime.
Ieri, mercoledì, i paesi del Golfo sono stati teatro di attacchi, alcuni dei quali attribuiti all’Iran, che hanno provocato la morte di una persona negli Emirati Arabi Uniti, danni a una petroliera al largo delle coste di Doha e due incendi in serbatoi di carburante presso l’aeroporto del Kuwait e un impianto aziendale in Bahrein, mentre l’Arabia Saudita ha annunciato l’intercettazione di quattro droni.
Sudan
Un rapporto pubblicato da Medici Senza Frontiere (MSF) afferma che i miliziani delle Forze di Supporto Rapido (RSF) sudanesi e i gruppi alleati stanno usando la violenza sessuale come “arma di guerra e mezzo sistematico per soggiogare la popolazione civile, in violazione del diritto internazionale umanitario” nel Darfur. Secondo l’organizzazione, 3.396 sopravvissuti alla violenza sessuale, il 97% dei quali donne e ragazze, hanno cercato cure presso le strutture di MSF, tra gennaio 2024 e novembre 2025. MSF sottolinea che questo numero rappresenta solo “una frazione parziale del numero reale”.
L’organizzazione ritiene che la violenza sessuale sia diventata un “indicatore nefasto” del conflitto in Sudan e si inserisca nel contesto di una “punizione collettiva inflitta ai civili” su base etnica.
Tunisia
Un tribunale tunisino ha condannato il giornalista Ghassan Ben Khalifa a due anni di carcere, come confermato dal Sindacato dei giornalisti tunisini. Il caso si inserisce in un contesto di crescenti critiche da parte delle organizzazioni per i diritti umani, secondo le quali il governo starebbe conducendo una “campagna di repressione contro gli oppositori, tra cui politici, giornalisti e attivisti della società civile”, da quando il presidente Kais Saied ha sciolto il parlamento nel 2021 e ha successivamente iniziato a governare per decreto.
A gennaio, un altro tribunale ha condannato i giornalisti Mourad Zghidi e Borhane Bsaies a tre anni e mezzo di carcere per evasione fiscale, una sentenza che i critici hanno considerato una ritorsione per il loro lavoro giornalistico e un atto di intimidazione nei confronti delle voci indipendenti.
Pakistan/Afghanistan
Secondo fonti di Kabul e Islamabad, un nuovo ciclo di colloqui tra Afghanistan e Pakistan è iniziato nella città di Urumqi, nel nord-ovest della Cina, con l’obiettivo di raggiungere un accordo per porre fine alla più violenta ondata di scontri di confine che la regione abbia visto, da quando i talebani sono tornati al potere nel 2021.
I colloqui si concentrano principalmente sulla possibilità di raggiungere un accordo per il cessate il fuoco e riaprire i valichi di frontiera vitali per il commercio e la circolazione, dopo che le due parti si sono scambiate colpi d’arma da fuoco in seguito al fallimento della tregua temporanea dichiarata in occasione dell’Eid al-Fitr.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Sono passati 10 mesi e 19 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, giovedì 02 aprile, il digiuno a staffetta prosegue.
Ecco l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori, che ci hanno segnalato la loro adesione oggi. Per capire i motivi, clicca!
Solidarietà/Al-Najdah
Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .
Arrivano sempre nuove richieste di copie del libro “Strega!” di Mia Lecomte. La scorsa settimana abbiamo spedito 90 copie.
Il numero dei bambini presi in affido a distanza è salito a 141.
Sulla pagina social di Al-Najdah sono state pubblicate le foto di alcuni bambini in affido tramite ACM e Anbamed. L’occasione era la distribuzione delle rate trimestrali delle adozioni e regali per l’Eid Al-Fitr, la festa della rottura del digiuno del mese islamico, Ramadan.
Il numero delle adozioni a distanza di bambini e bambine di Gaza è salito a 141. E ci sono altre richieste, soprattutto da classi scolastiche. Molti anche i rinnovi volontari, per il secondo anno, delle adozioni fatte in marzo 2025.
L’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza è sempre più forte: 7.250,00 € per adozioni + 750,00 € per pasti caldi + 1.428 € per il libro “Strega!”; nel solo mese di febbraio, per un totale di 9.428 €.
Si terrà il 18 aprile ad Orvieto, a cura del Coordinamento per la Palestina, un incontro con laboratorio per bambini sulla fiaba di Mia Lecomte, “Strega!”. Lo condurrà Federica Pagnucco, una delle illustratrici della fiaba. Il 17 maggio, il libro “Strega!” sarà presentato a Boom, festa di letture per bambini, che si tiene a Bologna. Interverrà Emanuela Bussolati.
Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Il 19 marzo, si è tenuto un incontro con il gruppo di affidatari “Granarolo x Gaza”, al palazzo municipale con la presenza del sindaco. (vedi le immagini).
A Bologna, si sono tenuti il 17 e 18 marzo, due incontri sulla situazione a Gaza, in solidarietà concreta con Al-Najdah ed in sostegno ai bambini e bambine. Il primo incontro organizzato dal gruppo “Pd per Gaza” (leggi tutto) e il secondo dall’associazione di donne “Armonie”, dal titolo: “Racconti su Gaza dove non c’è tregua- esperienze e partiche di resistenza delle donne”. (maggiori info). Presso la sede di Armonie è stato realizzato un collegamento audio con Asmaa Khaled Al-Hassanat, direttrice di Al-Najdah.
Sabato 14 marzo, a Cambiano (To), il Comitato per Gaza e le Cuoche e Sarte Ribelli (di Trofarello) hanno organizzato due incontri su Gaza. Uno è nel teatro comunale, con un intervento in diretta online, da Gaza, con la direttrice di Al-Najdah, Asmaa Khaled Al-Hassanat. clicca!
A Milano, l’11 marzo, la cena di solidarietà è stata un successo. 54 partecipanti tra affidatari/ie e amici di Anbamed, lettori e sostenitori. È stato un bell’appuntamento per discutere e conoscersi, consumando i piatti tipici della cucina palestinese e araba. Sono state raccolte nuove due adozioni e diversi rinnovi di adozioni dello scorso anno.
Libertà Barghouti
Si tenuto nei giorni scorsi un incontro online sulle condizioni delle donne palestinesi prigioniere nelle carceri israeliane. Clicca! e clicca.
Il Consiglio Comunale di Firenze ha approvato la mozione che impegna l’amministrazione ad aderire formalmente alla campagna internazionale per la liberazione di Marwan Barghouti e dei prigionieri politici palestinesi.
Appello per la liberazione dei medici in ostaggio nei campi di concentramento israeliani. Rapporto:clicca!
Il 27 dicembre 2024, il dott. Hussam Abu Safiya veniva preso in ostaggio e non più rilasciato. La sua colpa è di aver curato i bambini. clicca!
Palestinesi arrestati in Italia
È stato presentato, in una conferenza stampa a Roma, il Comitato nazionale in difesa dei detenuti palestinesi in Italia. clicca!
Il Comitato è costituito da giuristi, giornalisti, professori e attivisti per chiedere la liberazione di Hannoun e gli altri palestinesi arrestati sulla base di documenti dei servizi di sicurezza israeliani. Per aderire: Clicca!
Giornata mondiale per il ricordo del genocidio a Gaza
Il Coordinamento del Parlamento inter-arabo, in riunione al Cairo, ha approvato la data del 17 ottobre di ogni anno come giornata di commemorazione delle vittime del genocidio di Gaza.
Il 17 ottobre 2023, l’esercito israeliano ha bombardato l’ospedale Al-Ahly Al-Maamadany (Battista), uccidendo 500 persone tra gli sfollati che hanno trovato rifugio negli spazi aperti della struttura. Nello stesso giorno sono avvenute altre stragi con oltre 200 uccisi, per un totale di assassinati in un solo giorno di oltre 700 vittime.
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