Araqchi, ministro degli esteri iraniano

L’Iran ha presentato ieri, 6 aprile 2026, una controproposta articolata in 10 punti. Questo documento, inviato al Pakistan, è stato definito “massimalista” da fonti statunitensi poiché sposta l’asse della trattativa da una tregua temporanea a una fine permanente delle ostilità. 

La stampa iraniana, invece, lo definisce l’unica strada per garantire sicurezza e stabilità a tutta la regione. “Non è una trattatriva con gli USA, ma un dialogo tra i paesi del Medio Oriente, alla ricerca dell’interesse comune”, ha scritto l’agenzia FARS.

Sebbene l’elenco completo e testuale non sia ancora ufficiale, le principali richieste emerse dalle prime indiscrezioni includerebbero :

1. La fine permanente della guerra con il rifiuto di un cessate il fuoco temporaneo a favore di un termine definitivo di tutti i conflitti regionali

2. La revoca immediata delle sanzioni con l’eliminazione totale di tutte le restrizioni economiche e commerciali imposte dagli Stati Uniti all’Iran.

3. Riparazioni per danni di guerra: la richiesta di indennizzi finanziari per le distruzioni subite durante il conflitto.

4. Un nuovo protocollo per lo Stretto di Hormuz, con la definizione di nuove regole di transito e il riconoscimento dell’autorità iraniana sulla gestione della rotta.

5. Garanzie di sicurezza per il Libano e lo Yemen con l’impegno formale di Israele affinché cessi di colpire il Libano in futuro o bombardare lo Yemen

6. Sostegno alla ricostruzione: garanzie di supporto internazionale per il ripristino delle infrastrutture colpite.

7. Stop agli assassini mirati con l’interruzione immediata di attacchi e operazioni contro i capi del govcerno e dell’esercito iraniani.

8. Riconoscimento della sovranità regionale, accompagnata dalla fine delle interferenze esterne negli affari dei paesi alleati dell’Iran (come Iraq e Yemen).

9. Garanzie contro futuri conflitti, con assicurazioni vincolanti che impediscano la ripresa delle ostilità una volta raggiunto l’accordo.

10. Quadro per la sicurezza regionale con una proposta di governance collettiva del Medio Oriente che includa formalmente tutti i paesi della regione, compresi l’Iran e i suoi partner.

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