Per ascoltare l’audio di oggi, 09 aprile 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/094 (2046)
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Le notizie
Libano

254 civili uccisi e 1.165 feriti. Ieri, mercoledì, Israele ha lanciato un attacco senza precedenti contro il Libano, il più intenso e su vasta scala dall’invasione del 1982. L’attacco ha colpito l’intero Paese, dal sud fino alla valle della Bekaa, comprese Beirut e il Monte Libano, e ha interessato aree mai bombardate prima dagli invasori israeliani.
Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Direzione della Protezione Civile libanese, la serie di raid aerei ha provocato 254 morti e 1.165 feriti. L’esercito israeliano ha annunciato di aver effettuato oltre 100 raid aerei in soli 10 minuti, prendendo di mira appartamenti e edifici civili.
Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha decretato per oggi, giovedì 9 aprile, “una giornata di lutto nazionale in ricordo dei martiri e dei feriti degli attacchi israeliani che hanno colpito centinaia di civili”.
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha esortato la comunità internazionale a contribuire a porre fine a questo “incubo”. “L’entità delle uccisioni e della distruzione in Libano è a dir poco orribile”, ha dichiarato Volker Turk. “Una tale carneficina, a poche ore dall’accordo per il cessate il fuoco con l’Iran, è incredibile. Mette a dura prova una pace fragile, di cui i civili hanno disperatamente bisogno”.
(Come al solito, nelle dichiarazioni Onu non si cita l’assassino: Israele. NdR).
Vergognosa reazione del governo delle destre a Roma, che ha rilasciato dichiarazioni sull’attacco dell’esercito invasore contro unità italiane dell’Unifil, mettendo in secondo piano la carneficina compiuta contro i libanesi.
L’azione criminale di Netanyahu in Libano è il frutto del suo calcolo elettorale. La tregua accettata da Trump non ha soddisfatto le mire di Tel Aviv e per coprire l’isolamento, Netanyahu ha riversato sui civili libanesi un fiume di fuoco, per ottenere qualche punto in più nei sondaggi, in un paese assetato di sangue altrui.
Genocidio a Gaza
Le operazioni militari israeliane non sono cessate un solo minuto a Gaza. Bombardamenti aerei, missili da droni e artiglieria hanno operato costantemente senza obiettivi, ma sparando nel mucchio. Anche per terrorizzare la popolazione e dimostrare il controllo sulla vita di ognuno dei 2 milioni di palestinesi intrappolati nella piccola striscia di terra.
Gli attacchi mirati hanno ucciso un giornalista e due operatori della protezione civile. Il corrispondente di Al-Jazeera, Mohammed Wasshah, è stato colpito, da un missile sparato da un drone, mentre guidava la sua auto sulla strada costiera.
A Gaza non c’è nessun cessate-il-fuoco.
Situazione umanitaria a Gaza
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha sospeso le evacuazioni mediche da Gaza all’Egitto, attraverso il valico di Rafah, dopo che uno dei suoi collaboratori è stato ucciso dalle forze israeliane, lunedì.
Il direttore generale dell’OMS, Ghebreyesus, ha dichiarato che il collaboratore, Magdi Aslan, di 54 anni, è stato ucciso in un “attacco militare”, aggiungendo che altri due membri dello staff dell’OMS erano presenti sul posto, ma sono rimasti illesi. (anche qui si usa un linguaggio neutro, depurato; non si cita l’aggressore, Israele NdR).
All’ospedale Al-Aqsa, nella Striscia di Gaza centrale, un collega di Majdi Aslan ha riferito ai giornalisti che il veicolo che stava guidando recava chiaramente il logo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità su tutti i lati e che si trovava in testa a un convoglio coordinato per il trasporto di pazienti al valico di Rafah, quando è stato colpito da un carro armato israeliano.
Secondo gli ospedali locali e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre 18.000 pazienti palestinesi sono in attesa di lasciare Gaza per ricevere cure all’estero, in un momento in cui la crisi sanitaria si sta aggravando a causa delle continue restrizioni alla circolazione e della carenza di servizi medici, imposte dall’esercito israeliano.
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
L’aggressione Israelo-statunitense contro l’Iran
Una tregua fragile. Trump è stato trascinato da Netanyahu in una guerra senza una via d’uscita. Nessuno degli obiettivi dichiarati all’inizio delle operazioni il 28 febbraio è stato raggiunto. Hanno distrutto il paese Iran, ucciso migliaia di persone, hanno preso di mira capi politici e militari, ma non hanno visto le mani alzate dell’avversario. L’apertura dello Stretto di Hormuz sta avvenendo alle condizioni di Teheran.
Le plateali e contraddittorie dichiarazioni del Tycoon non coprono più la sua ritirata e per trovare un diversivo ha cominciato ad accusare gli alleati della Nato di “tradimento”, proprio nel momento dell’incontro, alla Casa bianca, con il segretario dell’Alleanza Atlantica, Rutte. Una velina rivela che “Trump vuole ritirare truppe da Paesi Nato poco collaborativi sull’Iran”.
Washington trumpiana vuole arruolare l’Europa nelle sue guerre e non accetta il silenzio sui crimini, ma vuole che le potenze europee partecipino alla distruzione del proprio futuro. I costi e gli effetti di questa guerra ricadranno tutte principalmente sull’Europa, in termini di sicurezza e di costi economici.
Dopo il criminale attacco israeliano sul Libano, Teheran ha di nuovo chiuso lo Stretto di Hormuz. Nelle poche ore di tregua sono passate soltanto due navi. Altre 800 stanno aspettando. Teheran sta dettando le proprie condizioni: “tregua anche in Libano oppure non ci saranno le condizioni per una trattativa indiretta a Islamabad”. Il negoziato per la fine del conflitto sarebbe dovuto iniziare sabato, con la partecipazione del vice presidente USA, Vance, dopo che il ministro degli esteri iraniano Araqchi aveva messo il veto su Wittkof, considerato troppo amico di Netanyahu.
Israele
L’esponente dell’opposizione, Lapid: “Netanyahu ci ha trasformati in uno Stato satellite, ricevendo istruzioni per telefono su questioni fondamentali per la nostra sicurezza nazionale. Questa guerra è stata condotta come se i cittadini israeliani fossero carne da macello. È ora di ammettere la verità: Netanyahu ha perso la testa”. Con queste parole, in una conferenza stampa poche ore dopo l’annuncio del cessate il fuoco, il leader dell’opposizione Yair Lapid ha attaccato il primo ministro israeliano.
“Netanyahu ha spinto gli Stati Uniti in guerra senza alcuna visione politica su come porvi fine. Ha prodotto il peggior risultato possibile: il regime iraniano non è stato sconfitto, la minaccia nucleare non è stata eliminata, i missili balistici e i razzi di Hezbollah sono ancora puntati su ogni casa in Israele. Israele è entrato in questa guerra con un consenso nazionale raro. L’opinione pubblica l’ha sostenuta all’unanimità. Dopo sei settimane di vittime e di cittadini in fuga verso i rifugi, è diventato chiaro che Netanyahu non è in grado di vincere una sola campagna. Il primo ministro ha ingannato i cittadini di Israele e ha ingannato i suoi partner, ha venduto all’opinione pubblica un piano strategico che non esisteva. Israele non ha avuto alcuna influenza sull’accordo firmato ieri sera tra gli Stati Uniti e l’Iran, vi diranno che l’abbiamo influenzato dietro le quinte ma sono solo bugie”. Governo e opposizione in Israele guardano soltanto al proprio ombelico. Migliaia di morti iraniani, libanesi e palestinesi non contano.
Cisgiordania
I soldati e i coloni hanno assassinato un giovane palestinese, Alaa Khaled Sbeih, a Tayassir, vicino a Toubas. Il Ministero della Salute palestinese ha riferito che Alaa Khaled Mohammed Sbeih, di 28 anni, è stato ucciso ieri sera da colpi di arma da fuoco israeliani vicino a Tayasir, a est di Toubas.
Fonti locali hanno confermato che gli abitanti del villaggio di Tayasir hanno reagito a un attacco di coloni prima che le forze israeliane facessero irruzione nel villaggio e uccidessero Sbeih.
La Mezzaluna Rossa palestinese di Toubas ha dichiarato di aver ricevuto la segnalazione su un giovane ferito a Tayasir, ma le forze israeliane hanno impedito alle sue squadre mediche di raggiungere il luogo. Fino al decesso e poi il corpo è stato preso in ostaggio dall’esercito occupante.
Giornalisti nel mirino

Ieri a Gaza è stato assassinato un altro giornalista. Un crimine perpetrato con preparazione e determinazioni terroristiche. Un drone israeliano ha preso di mira l’auto del corrispondente di Al-Jazeera, Mohammed Wasshah, trasformandola in lamiere accartocciate annerite e disintegrando il corpo della vittima. Israele non vuole testimoni sui suoi crimini di guerra.
Secondo il “Comitato per le Libertà” del Sindacato dei giornalisti palestinesi (Ramallah), le forze di occupazione israeliane, prima di questo assassinio mirato, hanno commesso 53 violazioni contro giornalisti palestinesi nel mese di marzo, tra cui due omicidi.
Le violazioni includevano anche 12 casi di detenzione e impedimento alla copertura di eventi, otto casi di lancio diretto di gas lacrimogeni e granate stordenti, otto casi di aggressione fisica, sette casi di confisca e distruzione di attrezzature giornalistiche, sei arresti, quattro perquisizioni domiciliari di giornalisti, due casi di minacce verbali e due casi di interrogatorio.
Il comitato ha aggiunto che il perseguimento dei giornalisti palestinesi, inclusi omicidi, arresti e aggressioni fisiche, rientra in un “modello crescente di gravi violazioni” che, ha definito, costituiscono crimini gravi.
Il sindacato ha denunciato una “pericolosa e sistematica” escalation degli attacchi contro i giornalisti, considerando tali violazioni parte di una politica volta a mettere a tacere la voce palestinese e a minare la libertà di stampa, soprattutto alla luce delle crescenti violazioni contro la popolazione civile nativa sotto occupazione militare e quotidianamente minacciata di deportazione a favore dei coloni ebrei israeliani.
Dall’inizio dell’aggressione contro la Striscia di Gaza nell’ottobre 2023, l’occupazione israeliana ha ucciso 260 giornalisti e ne ha feriti altri 550, mentre 39 giornalisti sono tuttora in stato di arresto, oltre alla distruzione di circa 150 testate giornalistiche.
Palestinesi in carcere in Italia
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio le ordinanze del Riesame che confermavano gli arresti del gip del tribunale di Genova nei confronti del presidente dei palestinesi in Italia Mohammad HANNOUN, Ra’ed Dawoud, Yaser Elasaly e Ryad Albunstanji, in carcere dal 27 dicembre per aver fatto delle opere di bene a favore di famiglie disagiate palestinesi. Prima della pronuncia, a Roma è stato tenuto un presidio sotto la Corte di Cassazione, in attesa della decisione dei giudici.
La Suprema Corte ha inoltre decretato inammissibili i due ricorsi della procura di Genova contro la scarcerazione, decisa dal tribunale del Riesame in precedenza, nei confronti di Raed Al Salahat. Per quanto riguarda l’annullamento delle ordinanze di arresto, il Riesame avrà adesso dieci giorni per riesaminare il caso. approfondimento.
BDS
La “Settimana globale di azione” si sta svolgendo in tutto il mondo dal 7 aprile e continuerà fino all’11 aprile, in coincidenza con la “Giornata Mondiale della Salute”, che celebra il diritto alla salute, un bene primario di cui però i palestinesi sono volutamente privati dal regime israeliano di colonialismo e apartheid.
In questa settimana, il movimento BDSe le reti Sanitari per Gaza e Digiuno Gaza lanceranno azioni di sensibilizzazione e boicottaggio contro l’azienda farmaceutica TEVA (e le sue consociate Cephalon, Ratiopharm, Dorom).
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Sono passati 10 mesi e 25 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, giovedì 09 aprile, il digiuno a staffetta prosegue.
Ecco l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori, che ci hanno segnalato la loro adesione oggi. .
Per capire i motivi, clicca!
Solidarietà/Al-Najdah
Si terrà il 18 aprile ad Orvieto, a cura del Coordinamento per la Palestina, un incontro con laboratorio per bambini sulla fiaba di Mia Lecomte, “Strega!”. Lo condurrà Federica Pagnucco, una delle illustratrici della fiaba.
Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .
Arrivano sempre nuove richieste di copie del libro “Strega!” di Mia Lecomte. La scorsa settimana abbiamo spedito 90 copie.
Il numero dei bambini presi in affido a distanza è salito a 141.
La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.
Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
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