VIVERE A GAZA è una iniziativa di solidarietà con la popolazione civile palestinese.
Venerdì 10 aprile 2026 ore 18.30 – biblioteca comunale “Piero Angela” Spoltore (PE), saremo in collegamento con Marwan e Mohammad Naeem da Gaza City e Nasser Salameh da Houston (USA).
Marwan e Mohammad Naeem da Gaza City testimonieranno le drammaticissime condizioni di vita a cui è costretta l’intera popolazione palestinese, e Nasser Salameh da Houston (USA) condividerà tutta la gravità dei rischi per la salute umana, naturale e territoriale a seguito del massacro in corso.

Mohammad Naeem è giornalista e, nonostante sia malato e ferito, continua a documentare anche se
non può pubblicare. Insieme con sua moglie Marwa lavora ad un progetto di terapia post-traumatica
con i bambini, utilizzano le macerie per creare opere di memoria. Mohammad e la sua famiglia
sono nelle liste dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) per raggiungere l’Italia, per poter
usufruire di medicine essendo affetto da malattia autoimmune.
Nasser Salameh è biologo molecolare e ricercatore sul cancro e condividerà riflessioni urgenti
sull’ecocidio in corso a Gaza.
A Gaza gli abitanti, gli animali, le piante, i terreni, l’aria, un intero territorio poco più grande della
città di Napoli sopravvivono in condizioni inenarrabili. A Gaza – tra tende/case, tende/scuole,
macerie di case, acqua inquinata, terreni contaminati, montagne di rifiuti, sistemi fognari collassati,
presenza di topi ed insetti, campi agricoli, ospedali, infrastrutture sanitarie, luoghi di culto distrutti,
rischio di malaria, poliomielite e diffusione della dengue, – in questa catastrofe ambientale la
popolazione palestinese resiste. Le famiglie, i bambini, le donne, gli adulti, gli anziani, le terre
agricole avvelenate, il mare e quel pochissimo degli animali ancora vivi (il 97% uccisi), –
nonostante l’incommensurabile dolore emotivo, l’inumano stress psicologico, e con l’ecocidio sotto
gli occhi del mondo – vivono resistendo con forza ai crimini contro l’umanità che l’esercito
israeliano continua a commettere contravvenendo a tutte le convenzioni, i trattati e le leggi
internazionali.
Durante l’incontro parteciperanno volontari di Gazzella OdV per la quale faremo una raccolta fondi.
Gazzella è attiva a Gaza dove sostiene famiglie e collettività con pane, acqua, kit igienici di
primissima necessità, indumenti per bambini, e negli ultimi mesi finanziando una autobotte con
cisterna d’acqua e 5 scuole tende in luoghi diversi della Striscia di Gaza.
Link per partecipare al collegamento
https://comunespoltore.webex.com/comunespoltore/j.php?MTID=m53c16cec84b45df71954d080c7
eb9084
Promuove l’incontro l’Associazione Deposito Dei Segni ETS.
Patrocinio Comune di Spoltore – Ass.to Cultura.
Diverse le associazioni territoriali che aderiscono tra cui Anpi Spoltore; I Colori del Territorio; Pro
Loco Terra dei 5 borghi; Coordinamento Palestina Pescara-Chieti; Rete di solidarietà con la
Palestina e pace nel Mediterraneo Abruzzo Molise.
PER APPROFONDIMENTI:
Secondo dati diffusi il 12 febbraio 2026 dal Ministero della salute di Gaza in linea con altre
valutazioni indipendenti – i morti sarebbero 72.045 e i feriti 171.686. Il prezzo pagato dai minori è
particolarmente impressionante: al 3 febbraio 2026 l’Unicef stimava almeno 21.289 bambini uccisi
e 44.500 feriti. La violenza non si è arrestata neanche dopo che il cessate il fuoco è entrato in vigore
il 10 ottobre 2025. Fino al 25 febbraio 2026 sarebbero state uccise 618 persone e ferite 1.663.
Questi sono gli elementi essenziali di un quadro complessivo che ha portato alcune importanti
organizzazioni per i diritti umani, società scientifiche di sanità pubblica ed esperti delle Nazioni
Unite a parlare apertamente di genocidio. … Insieme a un genocidio, a Gaza si è consumato ciò
che molti analisti, scienziati e organismi internazionali hanno definito un ecocidio. Con questo
termine non si intende un generico “disastro ecologico”, ma la distruzione grave, diffusa o duratura
di ecosistemi e condizioni di vita, tale da compromettere la salute, la sopravvivenza e le prospettive
di vita della popolazione… c’è una battaglia che non riguarda solo il lessico: il riconoscimento
dell’ecocidio nel diritto internazionale. Rendere un territorio inabitabile, distruggere l’ambiente e
compromettere la vita futura delle popolazioni devono diventare oggetto di responsabilità giuridica
per chi li commette. A maggior ragione quando rischia di diventare, o forse sta già diventando, uno
strumento di guerra.
Mettere la parola ecocidio sul tavolo non serve a sostituirne altre, ma a completare il quadro
giuridico, dando un nome e una sostanza a un crimine gravissimo che, in caso contrario,
potrebbe restare impunito. …
Perché la questione, in fondo, è semplice: anche se un giorno le armi taceranno, i danni
all’ambiente e alla vita umana continueranno a esercitare i loro effetti nel tempo. Senza suolo
fertile, senza memoria della biodiversità locale, senza acqua sicura, senza aria respirabile e
senza istituzioni del sapere, nessuna ricostruzione è realmente possibile. La distruzione di
Gaza non riguarda soltanto il presente della guerra: riguarda la possibilità stessa di un
futuro.
https://www.micromega.net/gaza-lecocidio-oltre-la-guerra
