di Alessandro Robecchi (dal suo account social; il titolo è nostro. La Redazione)

“Chiedere di interrompere (meno ancora: sospendere) il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv è il minimo sindacale, restare gemellati con la capitale di uno stato genocida non sarebbe accettabile. Essere gemellati con una città israeliana oggi non è diverso da essere gemellati con Berlino nel ’43. Ma visto che naturalmente il paragone scandalizzerà le anime belle, diciamo che nessuno negli anni Settanta si sarebbe gemellato con Johannesburg, in quanto città dove vigeva l’apartheid, esattamente come oggi a Tel Aviv. (Notizia per Fiano: anche il Sudafrica dell’apartheid aveva bravi cittadini contrari all’apartheid, e questo non impedì il più grande boicottaggio di sempre ). Per informazione di Fiano, il gemellaggio di Milano con San Pietroburgo, che lui cita, è sospeso dal 23 novembre 2012, a causa di una legge omofoba di quella città, che è un po’ meno grave di un genocidio. Questo per la cronaca. Per tutto il resto, forse bisognerebbe spiegare a Fiano una cosa che si ostina a non capire. Dopo Gaza, certe cose sono cambiate per sempre: con Israele nessuno vuole avere niente a che fare, non c’è possibilità di remissione o di pietà o di perdono per chi conduce una guerra di sterminio pianificata e scientifica, per chi obbliga intere popolazioni a spostarsi in “luoghi sicuri” e poi bombarda i “luoghi sicuri”. La gente perbene non vuole avere niente a che fare con chi usa l’arma della carestia e della fame come strumento di sterminio. Chi bombarda e uccide i negoziatori non avrà occasione di redimersi. Chi spara in testa ai bambini (come testimoniato e documentato da decine di medici di molte nazionalità) non potrà sperare in un ripensamento di chi ne ha orrore. La tragedia dell’Olocausto, spesso e vilmente usata come ombrello per giustificare o negare un genocidio, ci ha insegnato proprio questo ( e Fiano è uno di quelli che l’ha ripetuto per una vita): a non dimenticare. E tutti – in special modo gli elettori di sinistra, anche del Pd – non dimenticheranno chi distrugge ospedali e scuole, chi spara sui soccorritori, chi brucia tendopoli d’emergenza piene di donne e bambini. Cosa ci ha insegnato Fiano? Mai più, giusto? Ecco, mai più: Istraele sarà Gaza nei secoli dei secoli. Fiano ci ha spiegato più volte di essere favorevole all’opposizione e contrario alle politiche di Nethanyahu. Forse si è dimenticato di Piombo Fuso, 1.500 civili palestinesi assassinati a Gaza da Israele, allora guidato dai laburisti che lui stima tanto e che sul genocidio di Gaza hanno approvato senza un sospiro, a volte applaudito e incoraggiato. Ogni empatia, dopo Gaza, è finita, e ci faccia la grazia di non tirare in ballo l’arma più stupida e controproducente, la solfa tanto in voga dell’antisemitismo: le questioni religiose e bibliche vedetevele tra voi, la religione per fortuna più diffusa è quella che non si spara in testa ai bambini, e il principale generatore di antisemitismo sul pianeta si chiama Israele. Quanto al partito, la cosa è abbastanza irrilevante, come del resto l’attuale posizione di Fiano al suo interno. Invece preoccupa che il suo accorato sfogo si chiuda con un interrogativo e non come una certezza. Insomma, Fiano, se i vertici del partito avessero un minimo di cervello e un minimo di rispetto per il proprio elettorato, le indicherebbero la porta, con un saluto cordiale, perché – mi ripeto – dopo Gaza niente sarà più lo stesso per chi sostiene Israele, né conservatore né progressista né Ben Gvir. Spiace naturalmente per l’anziana laburista malmenata dalla polizia, dovrebbe lei stessa essere favorevole a sanzioni durissime contro Israele, mentre nell’accorato post di Fiano non c’è una riga – una – di pietà per 20.000 bambini deliberatamente assassinati da Idf, anche con metodi puramente nazisti, da far invidia a Marzabotto. Chiudo qui, senza nessuna animosità, ma che sia chiaro il concetto: nessuna pietà o comprensione è più possibile. In poche parole: Fiano, vada pure”
