di Iacopo Melio (dal suo account social; il titolo è nostro. La Redazione)

La copertina dell’Espresso intitolata “L’ABUSO” ha fatto il giro del mondo e ovviamente c’è chi subito, per provare a salvarsi quel nulla di dignità rimasta, ha già accusato il giornale di fake news.

Anche l’ambasciata isr@eliana in Italia ha dichiarato:

“Condanniamo fermamente l’uso manipolatorio della recente copertina de L’Espresso. L’immagine distorce la complessa realtà con cui Isr@ele deve convivere, promuovendo stereotipi e odio”.

Così voglio pubblicare anche io il video integrale dell’accaduto, perché si veda che il volto sfigurato dall’odio del soldato isr@eliano che ha umiliato una donna p@lestinese, terrorizzata, non è il frutto di una manipolazione ma l’ennesima prova della disumanizzazione di uno Stato criminale.

Una faccia brutta e non per estetica ma perché distorta dalla più totale mancanza di umanità. Una faccia che buona parte del mondo vorrebbe nascondere o giustificare, come gli oltre cinquant’anni (settantotto anni. NdR) di soprusi colonialisti che hanno spazzato via un popolo intero.

Queste sono le parole di Pietro Masturzo, il fotografo che ha scattato la foto della copertina:

“L’espressione del colono è la conseguenza del gesto che lui fa, mimando il verso che fa il pastore per radunare il suo gregge, rivolgendosi ai p@lestinesi come alle proprie bestie.

Ho scattato questa foto nel villaggio p@lestinese di Idhn@ (a ovest di H3bron) lo scorso 12 ottobre, nel primo giorno di raccolta delle olive. Doveva essere un giorno di festa. Oltre ai proprietari del terreno e alle famiglie di p@lestinesi venuti ad aiutare nella raccolta, sul luogo erano presenti anche le autorità p@lestinesi locali, un gruppo di attivisti internazionali e diversi giornalisti p@lestinesi e internazionali, compreso il New York Times.

Proprio all’inizio della raccolta è sopraggiunto un gruppo di coloni isr@eliani armati (alcuni dei quali indossavano l’uniforme dell’esercito, come il colono in questione) e accompagnati da veri soldati (con il volto coperto), che hanno impedito ai p@lestinesi di raccogliere le proprie olive”.

*️⃣ Le “parole sensibili” sono state censurate per evitare blocchi automatici dai social.

Il vittimismo:

“L’Espresso”. Il giornale è arrivato in edicola con il titolo “L’Abuso” e, proprio in copertina, si vede l’immagine di un colono ebreo israeliano che indossa l’uniforme dell’esercito di ocupazione che, armato, affronta una donna palestinese coragiosa e dignitosa che lo respinge con parole chiare e determinate. Il focus del settimanale, infatti, è quello di denuciare gli abusi che la popolazione palestinese subisce a causa dell’esercito di occupazione e dei coloni ebrei che occupano le loro terre. Scelta editoriale che, però, non ha incontrato il gradimento dell’ambasciatore di Tel Aviv in Italia, Jonathan Peled, che con il solit vittimismo racconta bugie e vorrebbe dare lezioni di giornalismo (proprio lui il rappresentante di uno stato genocida che ha assasinato 262 giornalisti palestinesi a Gaza).  

La posizione di Peled ha scatenato il dibattito sotto il post che, tra l’altro, è stato anche al centro di una segnalazione della community di X da cui è emerso che “l’immagine sulla copertina de L’Espresso è una vera fotografia scattata dal fotografo italiano Pietro Masturzo nell’ambito di un reportage sui coloni della Cisgiordania. Lo stesso uomo compare in altre foto di Hazem Bader dell’AFP”.

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