Sabato 11 aprile si è tenuto a Milano una grande manifestazione sindacale, per la difesa della sanità pubblica. Doveva essere un presidio davanti alla sede della Regione Lombardia, ma la grande partecipazione ha trasformato la manifestazione in un corteo lunghissimo. Si parla di 10 mila persone.

In piazza sono scesi sindacati, associazioni, partiti e tanta gente comune che vive quotidianamente le conseguenze della privatizzazione della salute.

Il tema di politica interna, però, non ha fatto dimenticare un altro territorio dove la salute è presa di mira da cannoni e missili: in Libano, dopo Gaza, il sistema sanitario è sotto l’attacco deliberato del’esercito israeliano invasore. Bombe contro ospedali e ambulatori; droni contro ambulanze e soccorritori.

Alla manifestazione è stata invitata a intervenire la dott.ssa Clara Rodella, che è intervenuta per portare una parola di slodarietà per il Libano.

Nel novembre 2024, durante la precedente invasione israeliana del Libano aveva contribuito a coordinare l’iniziativa culturale : “Tutti insieme per il Libano”, presso la Camera del Lavoro, con l’obietivo di realizzare una raccolta fondi a favore della popolazione sfolata. Tale manifestazione era organizzata dalla Comunità libanese in Milano e Lombradia. Leggi tutto

Ecco il testo del suyo intervento (in fondo i video)

Discorso della dott.ssa Clara Rodella, per il Libano alla Manifestazione Sanità 11/4/2026

“Ringrazio gli Organizzatori della manifestazione per l’opportunità di esprimere la vicinanza al Libano.

“Oscurità eterna”, così è stata chiamata da Israele la forza, la rabbia che ha riversato sul Libano.

“Oscurità” delle bombe che coprono il cielo.

“Eterna”: per sempre. Come auspicasse un’aggressione continua e la fine di un popolo.

 In Libano sta accadendo tutto ciò che Israele ha collaudato a Gaza e nei territori palestinesi occupati:

 invasione e occupazione del Sud

 demolizione di case, di villaggi e delle infrastrutture

 bombardamenti indiscriminati e sempre più intensi

 è colpita Beirut, la capitale, il cuore del Libano

 La popolazione libanese è sotto attacco: morti, feriti e 1 milione e 600 mila persone sfollate, che non sanno se potranno tornare nel loro villaggio e se ritroveranno mai la loro casa.

Vi domando: se vi dessero due ore per lasciare la vostra casa, forse per l’ultima volta, cosa portereste con voi?

Le risposte potrebbero essere tante e diverse.

Ma poi, quando le mani cominciano a tremare e il tempo stringe succede qualcosa di strano: si prende la foto del matrimonio, il disegno fatto da un bambino, un oggetto che non vale niente e vale tutto.

Perché in quelle due ore non scegliamo quello che ci serve per sopravvivere.

Scegliamo quello che ricorda chi siamo!

Questo è esattamente ciò che la guerra distrugge.

Non solo le case.

Non solo i corpi.

Distrugge la memoria.

Vuole che dimentichi come eri fatto prima che cominciasse la paura.

Le conseguenze economiche, sociali e sanitarie sono insostenibili.

Gli ospedali non riescono ad accogliere i feriti.

Il Libano è in grave emergenza umanitaria.

Cosa possiamo fare?

Non sappiamo se il sostegno popolare riuscirà a convincere il nostro Governo a posizionarsi con decisione con quanti vogliono fermare l’aggressione e ripristinare l’integrità territoriale del Libano.

Ma una cosa è certa: “L’uomo del mio tempo” non può essere, né tornare ad essere, l’uomo dell’età della pietra e dell’annientamento della civiltà.

Non dobbiamo lasciare che accada!

Il Libano vuole vivere!

Dobbiamo far sentire la nostra solidarietà e sostenere il suo sforzo.

PACE, SUBITO!

La prof. Clara Rodella dal palco della manifestazione per la sanità pubblica, milano sabato 11 aprile 2026

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *