Per ascoltare l’audio di oggi, 16 aprile 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/101 (2053)
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Siamo ancora sotto la media. Vi preghiamo di darvi da fare, cari ascoltatori.
Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 10.101,00 € per adozioni + per pasti caldi + libro “Strega!”; nel solo mese di marzo.
Siamo a 144 adozioni.
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Le notizie
Libano
Malgrado le dichiarazioni di Trump, Israele non intende fermare l’aggressione contro il territorio libanese. Il Tycoon parla di un incontro imminente, giovedì prossimo, tra “i due leader” per un accordo di pace, senza definire chi siano questi due personaggi.
Le trattative dirette tra ambasciatori di martedì a Washington finora non hanno prodotto nulla sul terreno. La stampa israeliana vicina al governo sostiene che gli scontri continueranno fino al disarmo di Hezbollah. Il portavoce dell’esercito invasore ha dichiarato che non ci sono direttive del governo per la fine delle operazioni in Libano.
La stampa di Tel Aviv scrive che le condizioni israeliane per un cessate il fuoco sono: “una striscia di sicurezza disarmata fino al fiume Litany, libertà di azione dell’esercito israeliano in questa fascia e un programma di lunga durata, per il disarmo di Hezbollah, sotto il comando di militari USA.
Sono continuati, per tutta la giornata di ieri e la notte, i bombardamenti sui villaggi del sud, le demolizioni di case con bulldozer e dinamite e soprattutto le minacce alla popolazione con gli ordini di sfollare a nord del fiume Zaharany.
Gli attacchi israeliani contro il Libano, iniziati il 2 marzo, hanno causato l’uccisione di 2.167 civili, 7.061 feriti e lo sfollamento di oltre un milione di persone dalle proprie case.
L’esercito di occupazione è invece impantanato a Bint Jbeil, una roccaforte della resistenza. Ieri i combattenti libanesi hanno distrutto due carri armati Mirkava utilizzando droni esplosivi telecomandati. Ci sono stati dei soldati morti e feriti, secondo il comunicato libanese, ma la stampa di Tel Aviv parla soltanto di soldati feriti.
Hezbollah ha lanciato ieri 40 droni e razzi contro il territorio di confine israeliano. “Postazioni militari e colonie”, dice il comunicato libanese. La censura militare israeliana ha vietato le interviste con gli abitanti delle colonie di confine.
Genocidio a Gaza
Ieri, l’aeronautica israeliana ha preso di mira, con un missile, un gruppo di persone a est di Khan Yunis, nella Striscia di Gaza meridionale.
Tre persone sono rimaste ferite e trasportate in ospedale dopo che una bomba è stata lanciata da un drone israeliano nel quartiere di Zeitoun, a est di Gaza città.
Nelle ultime 24 ore, il numero totale di persone giunte negli ospedali della Striscia di Gaza è stato di 8 uccisi e 29 feriti.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Situazione umanitaria a Gaza
Un altro pericolo per la vita dei gazzawi è quello rappresentato dagli ordigni israeliani non esplosi. Alcuni sono delle trappole lasciate o lanciate appositamente dai soldati, per attirare i civili e soprattutto i bambini (scatole di tonno o di cibo, giocattoli, scarpe, confezioni di vestiti, portafogli, ecc…).
Ieri, nel campo di sfollati di Nuseirat, mentre una donna stava cucinando su un fuoco acceso in una buca, davanti alla sua tenda issata sulle macerie, c’è stata un’esplosione che ha incendiato una decina di tende. La donna è rimasta ferita abbastanza gravemente, ma il rogo si è esteso alle tende vicine fatte tutte di listelli di legno e fogli di plastica, materiale altamente infiammabile. Una decina di famiglie hanno passato la notte all’aperto.
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
L’aggressione Israele-USA contro l’Iran
Visita del capo di stato maggiore pakistano, generale Asim Munir, a Teheran a capo di un’importante delegazione, dove è stato ricevuto dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi. La proposta di mediazione di Islamabad verte sullo stoccaggio in Pakistan dell’uranio iraniano arricchito. È uno dei punti di discordia tra la Casa Bianca e il governo di Teheran, secondo le dichiarazioni di il vicepresidente Vance, capodelegazione nel negoziato della scorsa settimana. Lo stoccaggio all’estero è stato proposto anche da Mosca, ma Teheran lo aveva respinto.
Finora non è stata confermata la ripresa del negoziato di Islamabad, annunciata ufficiosamente come possibile entro domenica.
Il Tycoon alterna dichiarazioni e interviste dal tono ottimista ad altre di minacce di ripresa dei bombardamenti. Il blocco dello Stretto di Hormuz dichiarato dagli stati uniti è illegale tanto quanto quello iraniano, ma nessuno in Europa, la principale economia danneggiata oltre a quella dei paesi del Golfo, esprime una posizione contraria a questa misura. Teheran dice che le sue navi sono passate e il blocco è soltanto una propaganda. Non ci sono navi militari usa nello Stretto, ma nel mare Arabico. E apre ad una soluzione parziale. L’Oman, l’altro paese rivierasco, potrebbe far passare le navi vicino alle sue coste.
Uno dei pericoli per la libertà di navigazione riguarda Bab Mandab, nel Mar Rosso. Le milizie yemenite Houthi potrebbero riprendere la sua chiusura di fronte alle navi considerate nemiche.
Cisgiordania

Ieri, mercoledì, decine di coloni ebrei israeliani hanno fatto irruzione nel complesso della moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme occupata. Vogliono imporre nuove realtà sull’uso del luogo. L’amministrazione palestinese di Gerusalemme (ANP) ha dichiarato che l’area orientale della moschea di Al-Aqsa sta assistendo a un’escalation di violazioni. “I coloni, guidati da rabbini, stanno celebrando riti religiosi pubblici all’interno dei suoi cortili, sotto la stretta protezione delle forze miltari di occupazione, che isolano il luogo e impediscono ai fedeli musulmani di raggiungerlo durante le incursioni”.
Ricordiamo che il ministro fascista Bin Gvir aveva dichiarato, nell’agosto 2024, che intendeva costruire una sinagoga nella parte occidentale della spianata delle Moschee, “come prima base per la ricostruzione del Tempio”. Invasati impuniti. Immaginate cosa succederebbe se dei musulmani entrassero a pregare in una sinagoga.
Nel frattempo, le forze militari di occupazione israeliane hanno lanciato una vasta campagna di demolizioni contro strutture agricole e commerciali palestinesi e abitazioni in tutta la Cisgiordania.
I coloni hanno sparato contro gli abitanti nativi in un villaggio vicino a Salfit. Un giovane di 28 anni è rimasto ferito da un colpo di arma da fuoco.
Siria
Scoperto un tunnel che collega la città di Homs fino al territorio libanese. Secondo quanto riportato dai media statali, le autorità siriane hanno scoperto un tunnel nella campagna meridionale della provincia di Homs, nella Siria centrale, che si estende fino al Libano, e hanno sequestrato depositi di armi e munizioni destinati al contrabbando.
Tunisia
Un tribunale tunisino ha condannato Rached Ghannouchi, leader di Ennahda ed ex presidente del parlamento, a 20 anni di carcere per cospirazione contro la sicurezza dello Stato, in un caso noto mediaticamente come “l’incontro serale del Ramadan”. Si tratta semplicemente di un convegno pubblico, di tre anni fa, nel quale Ghannouchi ha messo in guardia dalla repressione inaudita contro gli esponenti dell’opposizione.
Ghannouchi, 84 anni, incarcerato nell’aprile del 2023, deve rispondere di molteplici assurde e false accuse, tra cui reati legati al terrorismo, nonché di corruzione finanziaria e cospirazione contro la sicurezza dello Stato. Le condanne complessive a suo carico in questi casi ammontano a oltre 60 anni. Ha boicottato la maggior parte delle udienze, non riconoscendo la legittimità della magistratura politicamente comandata.
Boicottaggio
Oltre 350 ex ministri, ambasciatori e funzionari di paesi dell’Ue hanno chiesto la sospensione dell’Accordo di associazione UE-Israele, citando “violazioni sistematiche” dei diritti umani dei palestinesi.
In una dichiarazione congiunta diffusa mercoledì, hanno affermato che Israele ha continuato le sue politiche “illegali” nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est. Hanno sottolineato che oltre 73.000 palestinesi sono stati uccisi a Gaza e che i piani di espansione degli insediamenti e di annessione continuano nella Palestina occupata.
I firmatari hanno evidenziato che Israele agisce con “totale impunità”, minando la soluzione dei due Stati, nonostante il riconoscimento internazionale dello Stato di Palestina da parte della maggior parte degli Stati membri delle Nazioni Unite. Hanno inoltre fatto riferimento agli attacchi in Libano, che hanno causato centinaia di morti e distruzioni diffuse.
Francesca Albanese
Nemo profeta in patria. In Italia, le notizie di e su Francesca albanese difficilmente le potete leggere sulla stampa scorta mediatica del genocidio. Soprattutto se sono notizie positive. Quando una deputata francese falsificò un video suo, tutta la stampa ben pensante ha pubblicato in prima pagina la notizia e per tre giorni commenti su commenti, ma quando è stato scoperto il trucco, nessuno ha chiesto scusa.
In aprile, il suo libro “Quando il mondo dorme” sarà edito in inglese a Londra, Washington e Sidney. Un’eccellenza italiana che sbarca nel mondo. Silenzio. Per fortuna c’è The Guardian, che ha pubblicato una lunga intervista con lei, da Ginevra: “La mia libertà è più forte della mia paura. Sei sconfitto nel momento in cui smetti di combattere”.
Un nome un bambino, un nome una bambina
Oggi è l’ultimo giorno di esposizione a Bologna dell’installazione “un nome un bambino, un nome una bambina”. per tutte le info e il video della manifestazione dell’11 aprile in piazza maggiore.
Eni e gas palestinese
Eni vuole fare causa all’associazione “ReCommon”, per diffamazione, in merito alle licenze per l’estrazione di gas in acque palestinesi. La multinazionale del fossile chiede all’associazione un risarcimento di 800.000 euro.
Le dichiarazioni fatte dalla portavoce Eva Pastorelli durante la trasmissione Report dello scorso dicembre sono: “ENI ha all’attivo due partnership con società o istituzioni israeliane: la prima con il ministero dell’energia israeliano, che il 29 ottobre 2023 ha assegnato licenze di esplorazione al largo delle coste di Gaza a due consorzi di compagnie energetiche nazionali. La seconda partnership ENI l’ha stabilita con una società israeliana di nome Delek Group che si trova nella lista nera delle Nazioni Unite perché opera nei Territori Palestinesi occupati e opera illegalmente in questi”. L’Associazione ha risposto in un comunicato: «È l’ennesimo tentativo di tapparci la bocca, non ci faremo intimidire». leggi tutto.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Sono passati 11 mesi ed un giorno di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, giovedì 16 aprile, il digiuno a staffetta prosegue.
Ecco l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori, che ci hanno segnalato la loro adesione oggi.
Per capire i motivi, clicca!
Solidarietà/Al-Najdah
Il numero dei bambini presi in affido a distanza è salito a 144.
Si terrà il 18 aprile ad Orvieto, a cura del Coordinamento per la Palestina, un incontro con laboratorio per bambini sulla fiaba di Mia Lecomte, “Strega!”. Lo condurrà Federica Pagnucco, una delle illustratrici della fiaba. In colegamento Farid Adly e l’autrice Mia Lecomte Clicca!
Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .
Arrivano sempre nuove richieste di copie del libro “Strega!” di Mia Lecomte. La scorsa settimana abbiamo spedito 90 copie.
La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.
Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Tutti gli altri eventi e campagne: clicca!
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