Per ascoltare l’audio di oggi, 23 aprile 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/108 (2060)

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A marzo, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 240 € (+ 110 €) rispetto al precedente mese di febbraio).

Siamo ancora sotto la media. Vi preghiamo di darvi da fare, cari ascoltatori.

Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 10.101,00 € per adozioni + per pasti caldi + libro “Strega!”; nel solo mese di marzo.

Siamo a 147 adozioni.

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

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Le notizie

Genocidio a Gaza

Ieri, raid israeliano ha ucciso 5 persone a Gaza, tre sono bambini. La Protezione civile palestinese ha riferito, ieri sera, che cinque persone, tra cui tre bambini, sono state uccise in un raid aereo israeliano contro un gruppo di civili a Beit Lahia, nella parte settentrionale del territorio palestinese. L’attacco israeliano ha colpito vicino alla moschea di Al-Qassam a Beit Lahia. I loro corpi sono stati portati all’ospedale Al-Shifa di Gaza città.

Stamattina, un palestinese è rimasto ucciso e altri 3 feriti a seguito dei bombardamenti israeliani su Khan Younis.

Dallo scorso ottobre, le violazioni israeliane dell’accordo di Sharm Sheikh, con la mediazione USA, Egitto e Qatar, hanno ucciso 786 civili palestinesi.

L’esercito di occupazione israeliano continua a muovere la cosiddetta linea gialla verso ovest, occupando nuove terre palestinesi (dal 53% iniziale è passato al 58%). È stato istituito un altro limite inventato dai militari israeliani denominato “linea arancione”, che dista da 200 a 300 metri dalla linea gialla. Questa è segnata da cubi di cemento colorato di giallo. Cubi che sono stati man mano spostati dalla loro posizione di origine. Interi campi di sfollati si sono trovati in zona militare vietata per decisione delle truppe di occupazione.

Questi sviluppi significano che Israele non intende ritirarsi da Gaza e che lavora per l’annessione, come in Cisgiordania.

A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

L’aggressione Israele-USA contro l’Iran

L’estensione del cessate il fuoco non convince Teheran, che teme una trappola e invita Washington a togliere il blocco nello Stretto di Hormuz. L’esercito iraniano sequestra due navi petroliere, dopo che gli Stati Uniti avevano sequestrato due navi commerciali iraniane.

Ieri, le forze navali Usa hanno ordinato a 31 navi commerciali di varie nazionalità, dirette in Iran, di invertire la rotta o di rientrare in porto, nell’ambito del blocco contro l’Iran. È una guerra con altri metodi, per affamare il popolo e costringere il governo di Teheran alla resa. Ma sembra una strategia che si ritorce contro gli alleati di Washington, dall’Europa all’India, Giappone e Corea del sud.

I timori di Teheran sono avvalorati dalla concentrazione di forze militari statunitensi nella regione. Una nuova portaerei, la Ford, sta facendo ritorno in zona dopo le riparazioni in Slovenia e Grecia, in seguito all’incendio a bordo causato da un drone iraniano, all’inizio di marzo.

Il presidente Pezeshkian ha dichiarato che “Il blocco dei porti, le continue minacce e il sequestro di navi commerciali iraniane sono un ostacolo al negoziato”.

Malgrado che Trump continui a dichiarare che la trattativa riprenderà domani, venerdì, non ci sono evidenze che tale negoziato riprenderà.

Cisgiordania

Stamattina, giovedì, le forze di occupazione israeliane hanno fatto irruzione nelle città di Silwan, Bir Nabala e Anata, nella regione di Gerusalemme occupata. Distruzioni di infrastrutture, irruzione nelle case e arresto di militanti palestinesi.

Irruzioni armate dell’esercito a Nablus. Betlemme, El-Khalil e Tulkarem. 53 arrestati, tra i quali anche un’avvocata palestinese.

I coloni hanno compiuto, ieri, 32 invasioni di terreni e villaggi palestinesi.

Libano

Il quotidiano israeliano Haaretz ha riportato testimonianze di soldati israeliani, sia di carriera che di riserva, secondo le quali i soldati starebbero saccheggiando ingenti quantità di beni civili da case e negozi nel Libano.

Il furto di motociclette, televisori, opere d’arte e tappeti dalle abitazioni nel Libano è diventato una pratica diffusa e abituale tra le truppe dell’invasione. I comandanti militari, a tutti i livelli, sono pienamente consapevoli delle pratiche di saccheggio compiute dai soldati israeliani, ma non stanno prendendo alcun provvedimento per fermarle. Esattamente come avvenuto a Gaza.

Operazioni militari e bombardamenti israeliani in sud Libano non sono cessati. È stata presa di mira la cittadina di Al-Tayri, dove ci sono stati 4 uccisi e decine di feriti e dispersi sotto le macerie. Tra di loro una giornalista.

Giornalisti nel mirino

la giornalista libanese, Amal Khalil, assassinata ieri dall’esercito israeliano

È stato trovato il corpo della giornalista libanese Amal Khalil, uccisa in un attacco israeliano nella città di Al-Tayri. È stata trovata morta tra le macerie in seguito ad un criminale raid aereo israeliano. La conferma è arrivata anche dal quotidiano per cui lavorava, Al-Akhbar. La fotoreporter, Faraj, è stata trovata ferita sotto le macerie, secondo un rapporto della Mezzaluna rossa libanese. Il presidente libanese Aoun ha accusato Israele di aver colpito deliberatamente la casa dove risiedevano i giornalisti, “perché gli israeliani non vogliono che il mondo sappia dei loro crimini”.

Per tutta la giornata di ieri,si sono rincorse le ricerche delle due giornaliste libanesi assediate nella cittadina Al-Tayri sotto il bombardamento israeliano. Una fonte della sicurezza libanese aveva riferito, ieri, che due giornaliste libanesi erano intrappolate nella città di Al-Tayri, nel sud del Paese, a seguito di un bombardamento israeliano che ha preso di mira la città. Il team giornalistico assediato comprendeva la giornalista Amal Khalil e la fotoreporter freelance Zainab Faraj, che stavano svolgendo il loro lavoro sul campo, prima che le forze di occupazione lanciassero un raid aereo, seguito da un bombardamento di artiglieria sulla città.

Le due giornaliste si trovavano in una situazione di “assedio”, nonostante tutti gli appelli e i contatti intrapresi dal ministero dell’informazione libanese con l’UNIFIL, l’esercito libanese e la Croce Rossa Internazionale e libanese per garantire la loro liberazione. Israele invece ha voluto ucciderle, ritardando l’arrivo dei soccorsi con i continui bombardamenti.

Migrazioni

Gli ultimi dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) mostrano che circa 7.904 persone sono morte o scomparse lungo le rotte migratorie nel 2025. Il numero totale delle vittime dal 2014 sale così a oltre 80.000. “Tutto questo avviene a causa dei tagli senza precedenti agli aiuti e restrizioni alla diffusione di informazioni sulle rotte irregolari, da parte degli Stati”, denuncia l’organismo internazionale.

Il rapporto ha inoltre evidenziato cambiamenti nei modelli migratori nelle Americhe, in Europa e nel Golfo del Bengala, con l’anno 2025 che ha segnato il record di mortalità per la rotta dei rifugiati Rohingya. L’OIM ha lanciato l’allarme su un “fallimento globale” nel prevenire morti evitabili e ha presentato un appello urgente alla volontà politica di proteggere i migranti e le loro famiglie.

Flotilla

Le barche della Global Sumuod Flotilla arrivano in Sicilia, una dopo l’altra, prima ad Augusta e poi a Siracusa, lungo la costa orientale dell’Isola. È la conclusione di una settimana di mobilitazioni dentro e fuori dall’Italia. Eventi pubblici, appuntamenti per la stampa, incontri istituzionali, iniziative culturali ad Augusta, Catania, Castellammare del Golfo, Siracusa e Roma, oltre che a Bruxelles. A ogni passo, nuove barche e nuovi partecipanti da tutto il mondo si sono unite alla missione. La Flotilla si prepara a lasciare, l’Italia da Siracusa in direzione alla volta di Gaza, “con l’intento di rompere l’assedio e creare un canale umanitario permanente”.

Dichiarazione di Bruxelles

Martedì si è svolto il congresso inaugurale della Global Sumuod Flotilla incentrato sulla ‘Dichiarazione di Bruxelles’: al centro c’è l’appello a istituire un corridoio marittimo umanitario riconosciuto dalle Nazioni Unite e fondato sul diritto internazionale. La dichiarazione di Bruxelles è basata su tre principi:

-Diritto di accesso: il diritto del popolo palestinese di accedere liberamente alle proprie acque e al proprio territorio e di ricevere “continuamente e senza ostacoli” i beni di prima necessità;

-Diritto all’autodeterminazione, ossia il diritto del popolo palestinese di guidare la propria ricostruzione e la ricerca della giustizia, “libero dall’imposizione di forze esterne”;

– Rifiuto dell’impunità: il rifiuto del sopruso della forza militare, secondo cui “i governi possono agire impunemente”, con l’invito ad applicare gli ordini di cattura nei confronti dei politici e militari israeliani riconosciuti responsabili del genocidio.

Unesco

Il Consiglio esecutivo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO), nella sua 224ª sessione, ha adottato una risoluzione sulla necessità di dare seguito all’attuazione delle risoluzioni dell’organizzazione riguardanti la situazione nella Striscia di Gaza.

La risoluzione evidenzia i danni inflitti a centinaia di scuole, università e siti del patrimonio culturale nella Striscia di Gaza a causa degli attacchi israeliani, oltre ai gravi pericoli affrontati da giornalisti e operatori dei media, sotto le bombe e i droni israeliani, in flagrante violazione del diritto internazionale umanitario e dei principi dell’UNESCO.

L’adozione unanime di questa risoluzione riflette il riconoscimento da parte della comunità internazionale della portata della catastrofe umanitaria, culturale ed educativa che affligge il popolo palestinese, in particolare nella Striscia di Gaza, alla luce della distruzione sistematica, da parte di Israele, che colpisce i settori sotto il mandato dell’UNESCO.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Sono passati 11 mesi e 8 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, giovedì 23 aprile, il digiuno a staffetta prosegue.

Ecco l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori, che ci hanno segnalato la loro adesione oggi.

Per capire i motivi, clicca!

Solidarietà/Al-Najdah

È arrivata una nuova adozione a distanza di un bambino di Gaza. Il numero dei bambini presi in affido a distanza è salito così a 147.

Si è tenuto sabato pomeriggio, ad Orvieto, a cura del Coordinamento per la Palestina, un incontro con laboratorio per bambini sulla fiaba di Mia Lecomte, “Strega!”. Lo ha condotto Federica Pagnucco, una delle illustratrici della fiaba. In collegamento Farid Adly e l’autrice Mia Lecomte. Prossimamente, pubblicheremo il video realizzato durante l’evento.

Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .

La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.

Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Tutti gli altri eventi e campagne: clicca!

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