Per ascoltare l’audio di oggi, 26 aprile 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/111 (2063)
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Siamo ancora sotto la media. Vi preghiamo di darvi da fare, cari ascoltatori.
Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 10.101,00 € per adozioni + per pasti caldi + libro “Strega!”; nel solo mese di marzo.
Siamo a 147 adozioni.
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Le notizie
Genocidio a Gaza

Ieri sera, sabato, tre palestinesi, tra cui un bambino, sono stati uccisi e altri feriti in un raid aereo israeliano nel quartiere di Sheikh Radwan, a nord di Gaza città. L’ospedale Al-Shifa, nella parte occidentale di Gaza City, ha confermato di aver ricevuto i corpi dei tre persone uccisi da arme di fuoco e diversi feriti.
In precedenza, un palestinese era stato ucciso dal fuoco israeliano nel campo profughi di Jabalia.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Situazione umanitaria a Gaza
Un rapporto delle Nazioni Unite afferma:
– La Striscia di Gaza è pesantemente contaminata da ordigni inesplosi che regolarmente uccidono e mutilano i civili e minacciano gli sforzi di ricostruzione a lungo termine, a due anni dalla guerra genocida.
– Queste bombe, proiettili e persino pallottole sono sparsi in tutta la Striscia.
– Più di 1.000 persone sono state uccise a Gaza a causa di queste munizioni durante la guerra. Il bilancio reale è probabilmente molto più alto, e metà delle vittime sono bambini.
– Gaza ha ora il più alto numero di bambini amputati al mondo. I dati disponibili mostrano un’alta densità di contaminazione da ordigni inesplosi nella Striscia.
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
L’aggressione Israele-USA contro l’Iran
Trump ha annunciato l’annullamento del viaggio dei suoi inviati a Islamabad. L’Iran rifiuta una trattativa sotto le minacce e con i porti bloccati dalle navi militari Usa nella regione. La missione del ministro degli esteri iraniano, Araqchi, ad Islamabad era considerata da Teheran soltanto “per scambio di messaggi tra i due paesi, nel quadro di collaborazione regionale”. Il viaggio ha toccato poi l’Oman e prossimamente Mosca. Una forma di trattativa-non-trattativa. Le idee e le proposte iraniane sono state trasmesse alla Casa Bianca e oggi, Araqchi farà ritorno ad Islamabad per capire gli orientamenti di oltreatlantico.
Tra le righe dei dispacci dell’agenzia stampa Irna si capisce che è in corso una trattativa camuffata. “Parte della delegazione è tornata a Teheran”, ha scritto l’agenzia, “per consultarsi e ottenere le istruzioni necessarie sulle questioni relative alla fine della guerra, e dovrebbe ricongiungersi ad Araghchi a Islamabad domenica sera”.
Tel Aviv preme per la ripresa dell’aggressione congiunta contro infrastrutture civili e industriali iraniane, ma i conti di Washington non collimano con quelli del criminale Netanyahu, che vuole una vittoria per fini elettorali. La ripresa degli attacchi israeliani in Libano mirano a provocare Teheran.
Cisgiordania
I coloni ebrei israeliani hanno bloccato le strade principali di accesso alla cittadina di Makhmas, a nord di Gerusalemme occupata. Ronde armate e blocchi di cemento hanno impedito ai palestinesi di ritornare alle loro case. Un blocco che dura da ieri, senza che i militari presenti in zona intervenissero per mettere fine all’aggressione.
È andata peggio per i palestinesi di Beit Iksa, sempre a nord di Gerusalemme occupata. Un consistente gruppo di coloni ha aggredito gli abitanti, con mitra e bastoni, per impossessarsi dei loro terreni ed allargare l’avamposto coloniale, istituito lo scorso mese su terreni delle famiglie palestinesi. L’esercito di occupazione ha dato manforte ai coloni, circondando il villaggio ed impedendo alla popolazione di andare a soccorrere le famiglie aggredite.
Elezioni in Palestina
Si sono svolte ieri le prime elezioni amministrative locali in Cisgiordania e a Deir Balah a Gaza. Quest’ultime sono le prime da 22 anni. Sono elezioni parziali, che avvengono in un clima di guerra israeliana contro il popolo palestinese, con il genocidio a Gaza e la pulizia etnica e Apartheid in Cisgiordania e Gerusalemme est. Il Comitato elettorale ha fornito i dati dell’affluenza alle urne: una media di 53%. In alcune zone l’affluenza ha superato il 60%, in altre si è fermata al disotto del 40%. A Deir Balah, Gaza, si è recato alle urne soltanto il 22,7% degli aventi diritto. Nablus e Ramallah, dove le liste vicine al presidente Abu Mazen non hanno rivali per il boicottaggio delle elezioni della totalità delle organizzazioni politiche, tranne Al-Fatah, l’affluenza è stata meno del 50% degli aventi diritto. Il comunicato di stamattina di Fatah canta vittoria, ancora prima dell’annuncio ufficiale dei risultati: “Il popolo ha premiato la linea nazionale consapevole”.
La legge elettorale approvata da abu Mazen, lo scorso ottobre, escludeva i movimenti che non fanno parte dell’OLP, cioè Hamas e Jihad Islamica. Ma altri movimenti politici hanno deciso di boicottare le elezioni, per le condizioni di sudditanza dell’ANP alle imposizioni di Israele e dei suoi alleati, USA e UE, finanziatori della macchina amministrativa di Ramallah. Oggi pomeriggio saranno pubblicati i risultati ufficiali.
Libano
attacchi israeliani in almeno quattro diverse località nel sud del Paese, dopo che il ricercato internazionale per crimini di guerra, Netanyahu aveva ordinato al suo esercito di attaccare il sud Libano. Secondo la stampa libanese, le forze occupanti hanno compiuto due attacchi in rapida successione in una città del distretto di Bint Jbeil, un altro a Tiro e altri attacchi a Nabatieh.
Siria
Il Ministero degli Interni siriano ha annunciato l’arresto di Amjad Youssef, principale sospettato del massacro del 2013 nel quartiere Tadhamon a Damasco. Il massacro, in cui decine di persone furono uccise a colpi d’arma da fuoco a distanza ravvicinata e i loro corpi bruciati, fu ripreso in video. Le autorità hanno ribadito la loro determinazione a “dare la caccia ai restanti responsabili del massacro, arrestarli e consegnarli alla giustizia”.
Anni fa, Amjad Yousef apparve in un video trapelato online, vestito con un’uniforme militare, mentre ordinava a degli uomini bendati e ammanettati di correre. Non appena questi iniziavano a correre, sparava loro e li gettava in una fossa già piena di cadaveri. Dopo aver ucciso 41 giovani uomini e ragazzi, i corpi vennero bruciati.
Tunisia
Le autorità tunisine hanno deciso di sospendere per un mese le attività della Lega tunisina per i diritti umani, una delle più antiche organizzazioni della società civile del Paese. La Lega considera questa decisione una “flagrante violazione della libertà di associazione e di riunione”.
Le autorità non hanno fornito alcuna spiegazione per la sospensione delle attività della Lega, che aveva già subito restrizioni e repressioni durante la dittatura di Ben Ali.
Lo scorso ottobre, il governo tunisino ha sospeso le attività di diverse organizzazioni di spicco, tra cui le Donne Democratiche, il Forum per i Diritti Economici e Sociali e l’Associazione Nawaat, un’azione che rientrava nella linea di repressione delle libertà attuata dal 2021, anno del colpo di Stato del presidente Saied.
La Lega tunisina per i diritti umani è una delle quattro organizzazioni della società civile insignite del Premio Nobel per la Pace nel 2015. La vendetta del potere è provocata dalle critiche al presidente Kais Saied e per aver ripetutamente avvertito che la Tunisia sta scivolando verso un regime autoritario.
Fondata nel 1976, la Lega è ampiamente considerata uno degli ultimi baluardi dei diritti umani in Tunisia ed è tra le più antiche organizzazioni in difesa dei diritti di tutti nel mondo arabo e in Africa.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Sono passati 11 mesi e 11 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, domenica 26 aprile, il digiuno a staffetta prosegue.
Ecco l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori, che ci hanno segnalato la loro adesione oggi.
Per capire i motivi, clicca!
Solidarietà/Al-Najdah
Il numero dei bambini presi in affido a distanza è salito così a 147.
Si è tenuto sabato pomeriggio, ad Orvieto, a cura del Coordinamento per la Palestina, un incontro con laboratorio per bambini sulla fiaba di Mia Lecomte, “Strega!”. Lo ha condotto Federica Pagnucco, una delle illustratrici della fiaba. In collegamento Farid Adly e l’autrice Mia Lecomte. Prossimamente, pubblicheremo il video realizzato durante l’evento.
Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .
La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.
Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Tutti gli altri eventi e campagne: clicca!
Notizie dal mondo
Spari nella sala dell’albergo dove si teneva la cena presidenziale con i giornalisti corrispondenti alla Casa Bianca. Evacuati d’emergenza il presidente, la first lady e il ministro degli esteri. Arrestato un lupo solitario, che aveva preso una stanza nell’albergo il giorno prima.
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