Per ascoltare l’audio di oggi, 28 aprile 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/113 (2065)
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A marzo, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 240 € (+ 110 €) rispetto al precedente mese di febbraio).
Siamo ancora sotto la media. Vi preghiamo di darvi da fare, cari ascoltatori.
Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 10.101,00 € per adozioni + per pasti caldi + libro “Strega!”; nel solo mese di marzo.
Siamo a 147 adozioni.
I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.
Sempre per email: anbamedaps@gmail.com
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Le notizie
Genocidio a Gaza
Numero totale di persone arrivate negli ospedali della Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore, per effetto di bombardamenti israeliani: uccisi: 7, feriti: 18.
Violazioni in corso… Principali sviluppi sul campo nella Striscia di Gaza nelle ultime ore di stamattina:
Una donna di 49 anni è rimasta gravemente ferita dal fuoco israeliano nel campo Al-Masry, nel nord della Striscia di Gaza; Bombardamenti di artiglieria e spari da veicoli militari israeliani a nord-est di Beit Lahia; Intensi bombardamenti di artiglieria, accompagnati da pesanti spari, hanno preso di mira le zone orientali del campo di Jabalia; Le forze israeliane hanno aperto il fuoco e preso di mira chiunque tentasse di raggiungere via Salah al-Din, in particolare nelle zone orientali del quartiere di Zeitoun, dalla rotonda di Kuwait fino a Wadi Gaza.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Situazione umanitaria a Gaza
La crescente crisi idrica a Gaza si aggrava per il guasto di una centralina di desalinizzazione a Jabalia. Migliaia di sfollati rischiano di morire di sete dopo la chiusura di uno dei più importanti impianti di desalinizzazione, che ha privato oltre 15.000 palestinesi della loro principale fonte di acqua potabile.
Abbiamo sentito un cittadino a Jabalia. Ci ha riferito che l’impianto di desalinizzazione di Al-Hassan, costruito grazie all’impegno di giovani palestinesi e gruppi di volontari, ha cessato completamente le attività a causa dell’impossibilità di effettuare la manutenzione o di reperire pezzi di ricambio, nonostante avesse fornito acqua filtrata agli abitanti 24 ore su 24 fino a due giorni fa.
La protezione civile di Gaza ha confermato la chiusura dell’impianto. “La crisi idrica è generalizzata. L’aggressione israeliana ha distrutto circa 400.000 metri lineari di reti idriche, oltre a più di 700 pozzi, complicando ulteriormente l’accesso degli abitanti a fonti di acqua potabile”.
Un altro piano per la deportazione dei nativi e lasciare spazio alle colonie ebraiche per gente arrivata da ogni dove.
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
L’aggressione Israele-USA contro l’Iran
Il blocco dei porti iraniani è ancora in corso e sta mettendo in difficoltà la produzione petrolifera iraniana, per mancanza di stoccaggi. Tutte le petroliere sono cariche, ma ferme nel Golfo. Washington mira al blocco non soltanto delle esportazioni, ma anche della produzione.
Ma la trattativa sotto il tavolo continua. Il pakistan ha trasmesso le proposte iraniane in tre fasi: apertura dello Stretto, fine della guerra e trattative per il nucleare. Non ci sono dichiarazioni esplicite dalla Casa Bianca, ma la stampa di Washington sostiene che sono allo studio, ma con poco entusiasmo. “Trump e i suoi consiglieri alla sicurezza nazionale sono scettici sull’offerta dell’Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz e sospendere le trattative sul nucleare”, dicono i media USA.
Il ministro degli esteri iraniano Araqchi è stato ieri a San Pietroburgo, dove si è incontrato con Putin e Lavrov, riaffermando la collaborazione tra i due paesi. Russia non si sbilancia e afferma il suo impegno per il negoziato.
Cisgiordania

I bambini del villaggio di Umm al-Khair, a sud di Hebron, hanno manifestato per il loro diritto di accesso alle scuole. Una recinzione eretta dai coloni, protetta dall’esercito di occupazione, si erge davanti a loro, bloccando la strada e soffocando la loro vita quotidiana nel tentativo di costringerli ad andarsene. Dall’altra parte, i figli dei coloni li osservano, la loro coscienza è plasmata da una narrazione di odio e superiorità, all’interno di un ambiente coloniale basato sull’esclusione e su un sistema di Apartheid.
Libano
Si inasprisce l’aggressione israeliana contro il Libano. Netanyahu, dopo una serie di riunioni dei comitati di sicurezza, ha dato l’ordine di colpire più duramente. “Creare una terra bruciata, perché nessuno torni nei villaggi di frontiera”.
Il ministro della guerra, Katz, ha detto alla Coordinatrice speciale delle Nazioni Unite per il Libano, Jeanine Hennis-Plasschaert: “Bruceremo anche i cedri”. Le immagini satellitari danno un’idea molto chiara della devastazione criminale israeliana. Interi quartieri e villaggi sono stati cancellati con le demolizioni utilizzando dinamite e bulldozer. I pochi libanesi che sono riusciti a tornare ai loro villaggi nel sud, non hanno trovato una traccia delle loro case e si sono accampati sulle macerie.
La recrudescenza degli attacchi militari israeliani è motivata dalle ingenti perdite tra i soldati e di carri armati colpiti dai droni esplosivi della resistenza libanese contro gli invasori.
La scena libanese è stata caratterizzata, ieri, anche da uno scambio di accuse tra il segretario di Hezbollah, Naim, e il presidente Aoun. Il primo ha accusato i governanti, senza nominarli, di accorrere alle trattative dirette, senza un piano chiaro di obiettivi da raggiungere e di attaccare la resistenza contro gli invasori. Naim ha invitato il governo a ritornare sui propri passi e di salvaguardare l’unità del paese. Un’accusa di quasi tradimento, praticamente.
Il presidente Aoun ha risposto che le trattative mirano a salvaguardare il paese dalla distruzione, “provocata dalle guerre che non hanno nulla a che fare con gli interessi libanesi”. Un riferimento alle azioni di Hezbollah in sostegno a Gaza e la sua alleanza con Teheran.
Israele continua a bombardare infischiandosi dell’accordo di tregua, che di fatto non c’è. Bombardamenti su tutte le città del sud da Sour (Tiro) a Nabatieh e anche nella Beqaa, a nord del fiume Litany. L’esercito israeliano ha minacciato gli abitanti a nord di Litany di evacuare oltre il fiume Zahrany.
La Grande Israele non ha confini, come aveva sostenuto Ben Gurion nel 1948, per convincere i sionisti riottosi ad accettare la risoluzione ONU di spartizione della Palestina storica: “I nostri confini sono dove arrivano i nostri carri armati”. Allora non c’erano né Hezbollah, né Hamas.
Sudan
Nella città di Taouila, nel Darfur settentrionale, si sta consumando una carestia senza precedenti. Il campo di sfollati da El-Fasher, il capoluogo caduto nelle mani delle milizie di Pronto intervento lo scorso ottobre, vive grazie alle mense comunitarie, con un pasto al giorno. Nei campi di sfollati vivono 700 mila persone, provenienti da altri campi di sfollati che nel frattempo sono stati occupati militarmente dalle milizie.
Le Nazioni Unite affermano che il Sudan sta vivendo “la più grande crisi umanitaria al mondo”, con 34 milioni di persone, ovvero circa due terzi della popolazione, che necessitano urgentemente di assistenza.
Dott. Abu Safiya
Processo stamattina in un tribunale israeliano per la conferma dell’arresto illegale del dott. Suffian Abu Safiya. La famiglia è molto preoccupata per la sua salute. Da due mesi, i carcerieri israeliani non gli fanno incontrare il suo avvocato. La famiglia non ha potuto visitarlo e le ultime notizie parlano di un suo trasferimento in un carcere militare nel deserto del Negev, il famigerato Sidi Tieman, che non è mai stato chiuso, come affermavano i media israeliani.
Ieri a Milano si è tenuta una manifestazione per chiedere la sua libertà.
Bahrein
Il Bahrein ha revocato la cittadinanza a 69 persone, comprese le loro famiglie, con l’accusa di simpatia per “atti ostili iraniani” o di spionaggio per conto di entità straniere.
L’agenzia di stampa del Bahrein ha riferito che la decisione è stata presa in conformità con le direttive reali emanate dal re Hamad Al Khalifa, “nell’ambito degli sforzi per mantenere la sicurezza e la stabilità”.
Un ricatto del potere monarchico che mina la stabilità della società, discriminando i cittadini nei loro diritti basilari sulla base del loro consenso al regime.
Global Sumuod Flotilla
Al grido “Free, free Palestine” sono partite dal porto di Augusta le barche della seconda missione della Global Somoud Flotilla dirette verso la Striscia di Gaza. Gli attivisti, riuniti al porto, tra cori solidali con la Palestina e la sua libertà, puntano a sfidare l’assedio illegale israeliano e forzare l’apertura di un corridoio umanitario. Il loro appelo all’ONU in questo senso è significativo. Le imbarcazioni porteranno aiuti e assistenza internazionale in territorio palestinese. clicca!
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Sono passati 11 mesi e 13 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, martedì 28 aprile, il digiuno a staffetta prosegue.
Ecco l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori, che ci hanno segnalato la loro adesione oggi.
Per capire i motivi, clicca!
Solidarietà/Al-Najdah
Il numero dei bambini presi in affido a distanza è salito a 147.
Si è tenuto, ad Orvieto, a cura del Coordinamento per la Palestina, un incontro con laboratorio per bambini sulla fiaba di Mia Lecomte, “Strega!”. Lo ha condotto Federica Pagnucco, una delle illustratrici della fiaba. In collegamento Farid Adly e l’autrice Mia Lecomte. Prossimamente, pubblicheremo il video realizzato durante l’evento.
Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .
La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.
Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Tutti gli altri eventi e campagne: clicca!
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