Per ascoltare l’audio di oggi, 29 aprile 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/114 (2066)

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Causale: Donazione per Anbamed

A marzo, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 240 € (+ 110 €) rispetto al precedente mese di febbraio).

Siamo ancora sotto la media. Vi preghiamo di darvi da fare, cari ascoltatori.

Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 10.101,00 € per adozioni + per pasti caldi + libro “Strega!”; nel solo mese di marzo.

Siamo a 147 adozioni.

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

Sempre per email: anbamedaps@gmail.com                                                                                      

Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Fonti mediche hanno riferito della morte del bambino palestinese di nove anni Adel Lafi al-Najjar e del ferimento di un uomo di 30 anni a seguito di un raid aereo israeliano nel centro di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Nostri contatti a Khan Younis hanno riferit che un drone israeliano ha lanciato un missile nei pressi della rotonda di Abu Hamid, nel centro di Khan Younis, in un’area al di fuori della zona di controllo e di schieramento dell’esercito di occupazione.

L’artiglieria israeliana ha bombardato pesantemente le zone orientali del campo profughi di Jabalia, sparando contemporaneamente sulle stesse aree.

Secondo il Ministero della Salute, Israele ha ucciso 818 palestinesi e ne ha feriti altri 2.296, dall’11 ottobre 2025.

A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.

Situazione umanitaria a Gaza

Medici Senza Frontiere ha lanciato ieri l’allarme, affermando che Israele sta deliberatamente privando la popolazione di Gaza dell’accesso all’acqua potabile, condannando la campagna di punizione collettiva israeliana contro i palestinesi.

Nel suo rapporto, “L’acqua come arma di guerra”, l’organizzazione ha dichiarato che la diffusa distruzione delle infrastrutture idriche civili di Gaza, unita all’ostruzione dell’accesso all’acqua, costituisce parte integrante del genocidio perpetrato da Israele nella Striscia di Gaza.

Il rapporto, basato su testimonianze e dati raccolti dall’organizzazione tra il 2024 e il 2025, ha avvertito che tutto ciò impone condizioni di vita devastanti e disumane alla popolazione palestinese di Gaza.

MSF ha citato dati delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e della Banca Mondiale che indicano come Israele abbia distrutto o danneggiato circa il 90% delle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie di Gaza.

L’organizzazione ha affermato che impianti di desalinizzazione, pozzi, condutture e reti fognarie sono ora inutilizzabili o inaccessibili, e ha documentato diversi episodi in cui autobotti e i relativi pozzi sono stati presi di mira o distrutti.

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

L’aggressione Israele-USA contro l’Iran

Due mesi dall’aggressione USA-Israele contro il popolo iraniano.

Secondo la stampa USA, Trump ha respinto i tre punti dell’ultima proposta iraniana per uscire dalla guerra. Per costringere Teheran alla resa, avrebbe ordinato di prolungare il blocco dei porti iraniani. Azione che mira a strangolare la popolazione di fame, come hanno fatto gli israeliani con Gaza.

La proposta iraniana, fornita tramite la diplomazia pachistana, parla di un accordo in tre fasi: Sblocco dei porti e apertura di Hormuz, accordo per la fine della guerra e risarcimenti, trattative per il nucleare civile iraniano.

Una soluzione che non soddisfa gli appetiti di Netanyahu e sancirebbe la sconfitta della politica guerrafondaia della Casa Bianca. La risposta Usa era scontata. Le scelte di Trump di prolungare il blocco navale illegale sui porti iraniani sembra la scelta meno dolorosa per le forze armate statunitensi. Le voci critiche, anche dall’interno dell’amministrazione, parlano di difficoltà di stoccaggio di armamenti strategici come i missili anti-missili.

Cisgiordania

Invasioni di coloni ebrei israeliani e rastrellamenti dell’esercito di occupazione in 52 città e villaggi della Palestina occupata, ieri.

Tra le angherie dei coloni, ieri nel villaggio di Wadi al-Hayat, a ovest di Al-Auja, a nord di Gerico, sono stati fatti pascolare dei cammelli, di proprietà dei coloni,  in un terreno agricolo di una famiglia palestinese, distruggendo il raccolto.

Martedì, i coloni hanno iniziato a spianare un terreno nella città di Battir, a ovest di Betlemme. Un’attivista palestinese, raggiunto da Anbamed,              ha raccontato che i coloni, sotto la protezione delle forze di occupazione israeliane, hanno iniziato a spianare il terreno nelle aree di al-Qasir e Tuf Abdullah. L’obiettivo è costruire una strada segregazionista, per soli coloni ebrei israeliani, lunga un chilometro, predisporre le infrastrutture ed erigere pali della luce per estendere la rete elettrica all’avamposto coloniale sorto in queste zone circa due anni fa. L’area interessata supera i 100 dunom (1 dunom =1000 m2), ed è stata espropriata per espandere l’avamposto e trasformarlo nell’insediamento riconosciuto dal governo occupante denominato Heletz. Il nostro interlocutore ha aggiunto che ai palestinesi proprietari dei terreni è stato impedito l’accesso alle loro terre negli ultimi due anni.

Libano

Israele ha intensificato le operazioni militari con raid aerei e bombardamenti di artiglieria contro aree del Libano meridionale, in un’azione di continue violazioni del “cessate il fuoco temporaneo”. Il ministro della Difesa israeliano Yisrael Katz ha dichiarato: “Abbiamo impartito istruzioni per distruggere tutte le infrastrutture nella zona di sicurezza del Libano meridionale, fino alla linea gialla”. La linea gialla è una pura invenzione di Tel Aviv, perché l’accordo mediato da Trump non parla di nessuna linea gialla.

L’esercito israeliano ha preso di mira ieri i soccorritori della protezione civile libanese, uccidendo due o ferendo altri sette. Sono stati feriti anche soldati dell’esercito libanese che scortavano i soccorritori.

Oltre agli attacchi militari con bombardamenti e attacchi, l’esercito israeliano sta radendo al suolo tutte le costruzioni nei villaggi di confine. I comunicati militari parlano di distruzioni di covi di Hezbollah, ma la stampa israeliana riporta testimonianze di soldati e ufficiali tornati dal fronte, che “lì stiamo distruggendo tutto. Non lasciamo nulla in piedi. Annientiamo ogni possibile ritorno alla vita a sud di Litany”. (Haaretz)

Siria

Attacco israeliano nel sud della Siria. Circa 20 veicoli militari israeliani sono entrati, ieri, nella provincia di Daraa, nel sud della Siria, in concomitanza con il sorvolo della zona da parte di droni israeliani, per poi ritirarsi. L’agenzia di stampa ufficiale siriana SANA ha riferito che l’esercito israeliano ha effettuato un’incursione nel villaggio di Maariya, nella zona del bacino del fiume Yarmouk, nella campagna occidentale di Daraa, precisando che le forze d’invasione hanno pattugliato le strade del villaggio mentre i droni sorvolavano la zona.

Israele sta applicando in Siria la stessa politica di dominio in Libano, con l’obiettivo di controllare le fonti di acqua, per una futura colonizzazione di queste aree, da annettere per il Grande Israele. E sempre con il vittimismo della difesa delle colonie ebraiche di confine.

Dott. Abu Safiya

Secondo una fonte per i diritti umani, un tribunale israeliano ha approvato ieri, martedì, la proroga della detenzione del dottor Hossam Abu Safiya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan nella Striscia di Gaza, senza che siano state formulate accuse contro di lui, in un contesto di condizioni disumane e negazione di cure mediche.

Il Tribunale israeliano di Beersheba (nel sud di Israele) ha approvato la proroga della detenzione del dottor Hussam Abu Safieh, senza formulare alcuna accusa formale, e ha respinto la richiesta della difesa di un suo rilascio immediato. La proroga è a tempo indeterminato.

Secondo le organizzazioni per i diritti umani palestinesi e israeliane, il dottor Abu Safiya è attualmente detenuto nel lager del Negev in condizioni disumane, senza accesso ai suoi farmaci né a cure mediche, nonostante il suo stato di salute in peggioramento.

A Milano si è tenuta lunedì una manifestazione per chiedere la sua libertà.

clicca! e Guarda il video

Bahrein

Condanne all’ergastolo. Ieri, l’Alta Corte Penale di Manama, capitale del Bahrein, ha condannato cinque imputati (due afghani e tre bahreiniti) all’ergastolo in due distinti processi per spionaggio a favore delle Guardie Rivoluzionarie iraniane. Un sesto imputato bahreinita è stato assolto. Gli imputati stranieri saranno espulsi dal Paese dopo aver scontato la pena.

Secondo l’Agenzia di Stampa del Bahrein, la corte ha inoltre condannato 24 imputati a pene detentive da cinque a dieci anni, per post pubblicati sui social.

OPEC

Gli Emirati sono usciti dall’OPEC, il cartello dei paesi esportatori di petrolio. La politica energetica di Abu Dhabi intende sgravarsi dalle condizioni collettive dei paesi esportatori, per aver una mano libera nell’aumentare la produzione secondo le richieste future del mercato mondiale, subito dopo la fine della crisi del Golfo. Il ministro dell’energia emiratino ha dichiarato che “bisogna ascoltare anche la voce dei paesi consumatori”.

La crisi del modello emiratino, di espansione finanziaria e immobiliare, conseguente alla guerra statunitense e israeliana contro l’Iran, si vuole affrontarla con l’aumento della produzione petrolifera.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Sono passati 11 mesi e 14 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, mercoledì 29 aprile, il digiuno a staffetta prosegue.

Ci sono arrivate richieste per dedicare una giornata di digiuno nazionale alla causa dei sanitari palestinesi presi in ostaggio dall’esercito israeliano.

Giriamo la richiesta alle organizzazioni e associazioni partner in questa campagna.

Ecco l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori, che ci hanno segnalato la loro adesione oggi.

Per capire i motivi, clicca!

Solidarietà/Al-Najdah

Il numero dei bambini presi in affido a distanza è salito a 147.

Si è tenuto, ad Orvieto, a cura del Coordinamento per la Palestina, un incontro con laboratorio per bambini sulla fiaba di Mia Lecomte, “Strega!”. Lo ha condotto Federica Pagnucco, una delle illustratrici della fiaba. In collegamento Farid Adly e l’autrice Mia Lecomte. Prossimamente, pubblicheremo il video realizzato durante l’evento.

Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .

La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.

Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Tutti gli altri eventi e campagne: clicca!

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