di Gad Lerner (dal suo account social)
Grazie all’amico e compagno Gad Lerner per questa sua presa di posizione, che onora la sua storia e il suo impegno per la Pace. (Farid Adly)

Un ventunenne della Comunità ebraica di Roma, fermato stanotte, pare abbia ammesso di avere sparato con una pistola ad aria compressa contro due manifestanti che indossavano il fazzoletto dell’Anpi il 25 aprile.
Da tempo denunciamo una degenerazione squadristica di elementi che in nome dell’autodifesa minacciano e aggrediscono nelle scuole e per strada chi individuano come nemico di Israele.
Basta omertà dall’alto per questi estremisti sospinti al fanatismo da leader irresponsabili.
Anche noi ebrei dissidenti dall’importazione della guerra mediorientale nelle nostre Comunità veniamo fatti oggetto da tempo di simili minacce, non solo verbali. Chi sa parli. Vengano disciolti questi nuclei paramilitari. E chi ha accusato l’Anpi di antisemitismo chieda scusa.
Gad Lerner
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La notizia (approfondimento della redazione)
Spari su militanti Anpi al corteo del 25 aprile, preso l’aggressore: «Appartengo alla Brigata ebraica»
Si tratta di un 21enne, incastrato dalle telecamere dopo che è fuggito sul suo scooter bianco. Nella serata del 28 aprile c’è stata la prima perquisizione e poi il fermo.
Il 25 aprile, giorno della festa della Liberazione, il giovane ha esploso diversi colpi di un fucule ad aria compressa contro due militanti dell’Anpi a Roma.
Etian Bondì, 21 anni, incensurato, è stato fermato questa mattina dalla polizia e ha confessato. Ai militari che lo hanno perquisito avrebbe detto di «appartenere alla Brigata Ebraica». «Provo orrore e condanno nella maniera più risoluta, e senza alcuna giustificazione», ha detto in una nota Davide Romano, direttore del Museo della Brigata ebraica di Milano. Bondì risulta iscritto alla Comunità ebraica romana.
Fondamentali per gli inquirenti le immagini delle telecamere di vigilanza che hanno portato a individuarlo, grazie a due elementi: il casco integrale, riconoscibile per i segni distintivi apposti, e la targa del suo scooter bianco.

Dopo i fatti del parco Schuster, la procura di Roma, coordinata da Francesco Lo Voi, ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di tentato omicidio, detenzione e porto d’arma: l’accusa che, dunque, si prospetta per il giovane con la giacca mimetica che ha provato a colpire Rossana Gabrieli e Nicola Fasciano.
L’uomo è stato ferito vicino al collo e alla guancia mentre la donna alla spalla. Entrambi hanno riportato lievi escoriazioni e sono stati medicati dal 118 sul posto.
L’attentatore Etian Bondì è difeso dall’avvocato Cesare Gai e nei prossimi giorni sarà interrogato dai magistrati capitolini.
In base a quanto si apprende, nel corso della perquisizione non è stata trovata l’arma softair con cui Bondì il 25 aprile ha tentato di colpire i due militanti. Se ne sarebbe liberato, ha detto. Rinvenuti invece alcuni coltelli nella disponibilità del ragazzo. Il giovane, trasferito nel carcere di Regina Coeli, abita a Roma con la famiglia e svolge lavori saltuari. Secondo gli inquirenti farebbe parte dei gruppi di giovani della comunità ebraica romana che si sospetta siano stati arruolati per combattere a Gaza.
Anche secondo l’Anpi Roma «l’episodio non è isolato e si colloca all’interno di una lunga serie di raid nelle scuole e intimidazioni di varia natura ad opera di sedicenti gruppi sionisti contro l’Anpi e contro professori, studenti, spazi sociali e lavoratori. La violenza usata per colpire la coppia di compagni e con loro l’Anpi e tutta intera la grande comunità antifascista di Roma conferma come la memoria storica della Resistenza e la mobilitazione popolare che tutt’oggi sa suscitare rappresenti il nemico di coloro che non solo sostengono guerre di aggressione coloniali e genocidi come quelli che da anni sono perpetrati dal governo Netanyahu contro il popolo palestinese», si legge in una nota.
Nella dichiarazione del presdiente della comunità ebraica romana non c’è traccia di scuse all’ANPI, alla quale appartengono, e fieramente, le due vittime.
“Se confermate le indiscrezioni giornalistiche finora uscite desidero esprimere la mia più sincera gratitudine agli inquirenti per aver individuato il responsabile dell’atto criminale avvenuto il 25 aprile scorso. Il loro impegno merita la mia più sincera riconoscenza”. Con queste parole Rossana Gabrieli, una delle due persone rimaste ferite durante l’episodio avvenuto il 25 aprile, ha commentato il fermo del ventunenne Eithan Bondi, avvenuto questa mattina.
