Per ascoltare l’audio di oggi, 02 maggio 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/116 (2068)

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Causale: Donazione per Anbamed

Ad aprile, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 515 € (+275 €) rispetto al precedente mese di marzo).

Siamo ancora leggermente sotto la media. Andiamo avanti!

Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 10.850,00 € per adozioni + per pasti caldi e 545 per il libro “Strega!”; nel solo mese di aprile.

Siamo a 147 adozioni. Altre due in arrivo e due richieste di info.

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

Sempre per email: anbamedaps@gmail.com                                                                                      

Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Israele sta preparando il ritorno alle operazioni militari in grande stile contro la popolazione di Gaza. Il centro di controllo sull’applicazione dell’accordo di Sharm Sheikh sarà smantellato. Lo rivelano molte agenzie stampa internazionali, ma da Wahington e Tel Aviv smentiscono.

Nell’ultima fase si sono osservate accentuate azioni di guerra e sempre più insistenti spostamenti della linea gialla.

Ieri, sono stati uccisi due civili e feriti altri 8.

A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.

Situazione umanitaria a Gaza

Il sistema sanitario della Striscia di Gaza sta affrontando una grave crisi di approvvigionamento di ossigeno, poiché la maggior parte degli impianti di produzione è stata distrutta e l’arrivo dei pezzi di ricambio è stato impedito, mettendo a rischio la vita dei pazienti, soprattutto nei reparti di terapia intensiva e nei neonati.

Secondo il Ministero della Salute palestinese di Gaza, prima della guerra la Striscia contava 34 impianti di produzione di ossigeno, ma le forze israeliane ne hanno distrutti 22, che rifornivano gli ospedali.

I impianti rimanenti rischiano la chiusura a causa del rifiuto di Israele di consentire l’ingresso delle attrezzature di manutenzione necessarie e non sono in grado di soddisfare il crescente fabbisogno di pazienti negli ospedali.

Tra gli impianti a rischio di chiusura c’è l’impianto centrale del complesso medico Al-Shifa a Gaza City, a causa dei frequenti guasti e delle restrizioni israeliane ai valichi di frontiera.

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Aggressione USA-Israele contro l’Iran

Trump ha annunciato che la guerra contro l’Iran è finita. Ma è soltanto un trucco istituzionale interno statunitense. La macchina di guerra Usa è a pieno regime: oltre al blocco dei porti iraniani, il Pentagono tiene in israele 100 aerei di rifornimento in volo.

L’Iran ha presentato una nuova nota, tramite il Pakistan, dopo il rifiuto della precedente posizione iraniana sulla conclusione della guerra e la riapertura dello Stretto di Hormuz.

In realtà, il blocco Usa dei porti iraniani è un colabrodo. Le immagini satellitari hanno dimostrato il passaggio dallo stretto di Hormuz, nella seconda metà di aprile, 85 navi dirette a porti iraniani. Soltanto 11 sono state bloccate.

La minaccia di Trump di ridurre le truppe Usa in Europa si sta trasformando in atti concreti. Il Pentagono ha ordinato il ritiro di 5mila soldati dalla Germania. Anche l’Italia è criticata dall’amministrazione Trump per “il mancato sostegno nella guerra contro l’Iran.

Una minaccia boomerang, perché le basi USA in Europa sono un segno di dominio e non di liberazione. Il loro allontanamento sarà seguito con sollievo dalla maggioranza della popolazione libera. I sovranisti a sovranità limitata, invece, vivranno giorni tristi.

Primo maggio a Gaza

Ieri, primo maggio, si è tenuta a Mawassi una marcia per il lavoro e la dignità. Un lungo corteo di lavoratori, attivisti e sfollati ha rappresentato l’attaccamento dei palestinesi alla loro libertà dall’oppressione coloniale e dallo sfruttamento dei corrotti e dei monopolisti.

Leggi l’articolo del nostro corrispondente a Gaza e guarda il video

Global Sumoud Flotilla

Trentuno attivisti sono rimasti feriti nell’attacco israeliano alla “Global Sumoud Flotilla” nelle acque internazionali del Mar Mediterraneo. La flottiglia era diretta alla Striscia di Gaza per consegnare aiuti umanitari e rompere il blocco. Tra i feriti figurano quattro attivisti neozelandesi e quattro australiani, tre italiani e statunitensi, due canadesi, olandesi, spagnoli, britannici, colombiani e tedeschi, e uno ungherese, ucraino, francese, polacco e portoghese.

Uno dei feriti possiede la doppia cittadinanza turca e tedesca, mentre sono in corso le ricerche per identificare gli altri tre partecipanti feriti dalle truppe navali israeliane che avevano assaltato le barche.

I 175 attivisti rilasciati sono stati portati nell’isola greca di Creta. Lo sbarco in un piccolo porto nel sud-est dell’isola. Gli attivisti Saif Abu Keshek e Thiago Ávila invece sono stati rapiti dalla ciurma israeliane in acque internazionali e portati come trofeo a Tel Aviv, con l’accusa di appartenenza a organizzazioni sospette. Appello della Global Sumud Flotilla: “Rilasciateli ora”.

Manifestazioni in tutta Italia: Leggi e guarda le foto.

Cisgiordania

Ieri sera, venerdì, le forze di occupazione israeliane hanno lanciato una serie di raid contro diverse città della Cisgiordania, che hanno provocato scontri con giovani palestinesi e la chiusura coercitiva di negozi. Le truppe militari israeliane hanno fatto irruzione nel campo profughi di Dheisheh e nelle città di Tuqu’ e al-Khader, a sud-est di Betlemme, scatenando scontri all’ingresso del campo con l’uso di granate stordenti e gas lacrimogeni.

Nella Cisgiordania settentrionale, le forze israeliane hanno fatto irruzione nel quartiere di al-Bayader a Jenin, sparando contro i giovani palestinesi che si opponevano con il lancio di pietre all’avanzata delle truppe.

A Barqa, ad est di Ramallah, un giovane è stato ferito da colpi di arma da fuoco durante l’irruzione militare nella cittadina. L’attacco militare israeliano è avvenuto al momento della conclusione della preghiera collettiva del venerdì e l’uscita dei fedeli dalla moschea. L’attacco militare è avvenuto in supporto all’ingresso dei coloni ebrei israeliani nella zona della moschea. I coloni hanno scritto sul muro esterno della moschea frasi razziste contro palestinesi e musulmani e poi sono fuggiti protetti dai soldati.

A Toubas, i coloni hanno fatto irruzione in città, armi nella mano, aggredendo un gruppo di palestinesi che li aveva affrontati con il lancio di pietre. Un ragazzo è rimasto ferito alla testa con un colpo di arma da fuoco.

Libano

Il Ministero della Salute libanese ha riferito che “i raid israeliani sulla città di Haboush, nel distretto di Nabatieh, hanno provocato 8 uccisi tra i civili, tra cui un bambino e due donne, e 21 feriti, tra cui due bambini e una donna”. Il ministero ha inoltre comunicato che quattro persone sono state uccise nei raid israeliani sulla città di Zrarieh, nel Libano meridionale, tra cui due donne. E poi ha aggiunto che un attacco aereo su Ain Baal, vicino alla città di Tiro, ha causato un morto e sette feriti.

A Haboush, dove era stato emesso un avviso di evacuazione da parte di Israele, le immagini aeree mostravano un alto e denso fumo che si levava dagli edifici della città in seguito ai raid. Nell’attacco contro i quartieri residenziali sono stati usate bombe incendiarie al fosforo bianco.

Giornalismo nel mirino

Israele ha elencato 5 organi di stampa palestinesi nella sua “lista nera”, con l’accusa di appartenenza a Hamas. Un sito israeliano ha citato l’agenzia di sicurezza israeliana (Shin Bet), secondo la quale questa azione è mirata a colpire le piattaforme “Quds Plus”, “Maidan Al-Quds”, “Al-Quds Al-Bousala”, “Al-Miraj” e “Al-Asima”. Le pressioni di Tel Aviv hanno portato all’oscuramento delle pagine social di queste testate.

Secondo la legge israeliana, tale classificazione rende illegali le attività connesse a queste piattaforme, conferendo alle forze di occupazione l’autorità di agire contro coloro che le gestiscono o ne promuovono i contenuti.

Questa azione repressiva israeliana non è la prima del suo genere, in materia di limitazione della libertà di espressione e di opinione. Per anni, l’occupazione israeliana e i suoi sostenitori hanno condotto una feroce guerra contro i contenuti palestinesi sui social network e nello spazio web, soprattutto dopo la guerra genocida nella Striscia di Gaza, per lasciare spazio libero alla sola narrazione israeliana.

Occupazione israeliana e libertà d’informazione

Nell’imminenza del 3 maggio, giornata internazionale per la libertà di stampa, l’occupazione israeliana oltre a prendere di mira e uccidere deliberatamente i giornalisti palestinesi, vieta alla stampa internazionale di accedere a Gaza e limita l’azione in Cisgiordania e Gerusalemme est occupate.

leggi la storia di Alì Al-Sanoud per un anno in un campo di concentramento israeliano nel Negev, senza accusa e senza processo: unica colpa è l’essere giornalista con la schiena dritta e la fronte alta.

Corte Penale Internazionale

Il procuratore capo della Corte penale internazionale, Karim Khan, ha rivelato i dettagli delle intense pressioni politiche esercitate da Stati Uniti e Gran Bretagna per impedirgli di richiedere mandati d’arresto per politici e militari israeliani. Khan ha ribadito l’indipendenza della Corte di fronte alle minacce internazionali e poi ha spiegato di aver subito pressioni dirette dopo aver annunciato, nel maggio 2024, la sua intenzione di richiedere mandati d’arresto per il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l’ex Ministro della Difesa Yoav Gallant.

Va ricordato che la Corte penale internazionale aveva emesso mandati di arresto nel 2024 contro Netanyahu e Gallant, accusandoli di aver commesso crimini di guerra e crimini contro l’umanità durante la guerra nella Striscia di Gaza. Leggi tutto!

Parlamento Africano

Un parlamentare algerino eletto a presidenza del Parlamento Africano (PA). Il 30 aprile 2026, l’algerino Fateh Boutabik è stato eletto Presidente del Parlamento panafricano, succedendo allo zimbabwese Fortuné Charombira. Ha ricevuto 119 voti su 159.

Boutabik è membro del Consiglio della Nazione algerino (la camera alta del parlamento) e ricoprirà la carica di Presidente del Parlamento panafricano per la legislatura 2026-2029.

BDS

Protesta pacifica e nonviolenta degli attivisti e attiviste del BDS-Italia contro la partecipazione dell’ENI alla sponsorizzazione del concerto del Primo Maggio a Roma.Sono stati lanciati palloni in cielo con le scritte: “Free Palestine, Boycott Eni e Eni complice del Genocidio”. Va ricordato che l’ente nazionale idrocarburi aveva firmato silenziosamente un accordo con il governo israeliano, per le ricerche di gas nelle aree marittime palestinesi al largo delle coste di Gaza. Firma che poi è stata ritirata in seguito alle proteste, una volta è stato scoperto mediaticamente il caso.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Sono passati 11 mesi e 17 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, sabato 02 maggio, il digiuno a staffetta prosegue.

Ci sono arrivate richieste per dedicare una giornata di digiuno nazionale alla causa dei sanitari palestinesi presi in ostaggio dall’esercito israeliano.

Giriamo la richiesta alle organizzazioni e associazioni partner in questa campagna.

Ecco l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori, che ci hanno segnalato la loro adesione oggi.

Per capire i motivi, clicca!

Solidarietà/Al-Najdah

Ieri sono arrivate due richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza. Il numero dei bambini presi in affido a distanza finora è di 147. Stiamo arrivando all’ottimo traguardo di 150.

Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .

La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.

Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Tutti gli altri eventi e campagne: clicca!

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  1. […] [Anbamed] NL 2068 – 02 maggio 2026 [Anbamed] NL 2067 – 1° maggio 2026 ANBAMED Tag articolo: #Anbamed#MEDIO ORIENTE#MEDITERRANEO#Palestina […]

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