di Vincenzo Bisbiglia e Alessandro Mantovani
Thiago e Saif erano su una nave italiana. Ieri sera operazione al largo del Peloponneso.
La Russa: “Propaganda per dire che ti hanno torturato”
Flotilla, Israele intercetta altre 4 barche. Roma indaga per sequestro
Flotilla, Israele prolunga fino a domenica la detenzione di Thiago Avila e Saif Abukeshek.

Prima è comparso un elicottero, che alle 18 e 27 italiane di ieri si è avvicinato alle barche della Freedom Flotilla Coalition in navigazione nello Jonio in direzione della Grecia. Alle 20 e 53, i volontari a bordo hanno avvistato tre droni e una nave, forse militare, a distanza, che ha subito spento le luci. Le notizie ieri sera erano confuse, c’è chi parlava di diversi elicotteri e piccole imbarcazioni veloci. Manovre che facevano pensare alla possibile intercettazione in alto mare delle 4 imbarcazioni: Lina, Perserverance, Adalah e Tenaz. Puntano anche loro a Gaza. La Freedom Flotilla Coalition è il gruppo storico che per primo ha organizzato spedizioni via mare. Se fosse intercettata da forze israeliane sarebbe la seconda operazione spregiudicata e illegale dopo quella che ha colpito la Global Sumud il 30 aprile, con l’abbordaggio di 22 barche su 58.
Su quella intanto sui muove la Procura di Roma. Per ora i reati ipotizzati sono sequestro di persona e danneggiamento con pericolo di naufragio, si valuterà anche il reato di tortura. In particolare, i pm si concentreranno sull’arresto – reputato illegittimo, se si può parlare di arresto – degli attivisti Thiago Avila e Saif Abukeshek, due dei leader della Flotilla, trasferiti in un centro di detenzione dei Servizi in Israele, in attesa della formalizzazione delle accuse che comunque riguardano supposti rapporti con Hamas e con potenze nemiche dello Stato ebraico.
Avila è brasiliano mentre Abukeshek è palestinese con passaporto spagnolo e svedese. A determinare la competenza di Roma – come evidenziato da due esposti presentati dal team legale della Flotilla – è il fatto che i due siano stati prelevati dall’imbarcazione “Eros 1”, battente bandiera italiana. L’operazione è avvenuta in acque internazionali, a centinaia di miglia dalle coste israeliane, senza alcun preavviso alle autorità italiane. Vale per Abukeshek e Avila ma anche per i 24 italiani che erano tra i 181 prelevati e per quanti viaggiavano su barche battenti bandiere italiane. La delega d’indagine sarà assegnata ai carabinieri dei Ros. Abukeshek, tra l’altro, potrebbe rischiare anche la pena di morte, a causa della legge approvata dalla Knesset il 30 marzo.
Come anticipato nei giorni scorsi dal Fatto, i pm hanno optato per un’indagine nuova e indipendente rispetto a quella già aperta a ottobre scorso dopo l’abbordaggio alla Flotilla da parte dell’eserciito di occupazione israeliano avvenuto a ottobre 2025 sempre in acque internazionali, ma a poche decine di miglia da Gaza. In quel fascicolo, ascoltati un centinaio di testimoni – tra cui 4 fra parlamentari ed europarlamentari – i pm Stefano Opilio e Lucia Lotti (coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi) contestano anche il reato di tortura. Un’accusa su cui si ragionerà (con buona pace del presidente del Senato La Russa, secondo cui “quelle della Flotilla sono manifestazioni propagandistiche a scarso rischio e a molto ritorno mediatico, ti fermano per tre o quattro ore e puoi gridare che sei stato torturato”) ma solo una volta analizzato il materiale depositato e acquisite le testimonianze degli altri 34 attivisti – tra cui molti italiani – che hanno denunciato pestaggi e maltrattamenti, in parte ancora a Creta in attesa di ripartire con la Flotilla e in parte rientrati nei loro Paesi.
Questa volta è stato ritenuto rilevante il ruolo delle autorità greche e i pm valuteranno una rogatoria anche in Grecia, oltre che in Israele. Atene sarà obbligata a rispondere ai sensi dalla direttiva Ue 41 del 2014. Sul caso, come noto, il team legale della Flotilla ha presentato anche un ricorso urgente alla Cedu.
Oggi ad Ashkelon il giudice deciderà sulla detenzione di Abukeshek e Avila, da sei giorni in sciopero della fame. Il pubblico ministero potrebbe formulare le accuse o chiedere un altro termine. Nel frattempo ieri le avvocate Adalah Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma sono state in carcere e hanno ribadito che soprattutto Avila subisce minacce di morte o di “100 anni in prigione”, oltre a “deprivazione sensoriale”. La Flotilla è alla fonda a Ierapetra, a Creta. Dovrebbe ripartire giovedì verso la Turchia.
Aggiornamento: Thiago Avila e Saif Abukeshek resteranno detenuti in isolamento nel carcere di Shikma, in Israele almeno fino a domenica mattina. Si tratta di una nuova proroga decisa dal tribunale di Ashkelon. Per i due attivisti, membri del comitato direttivo della Global Sumud Flotilla, la polizia israeliana aveva chiesto altri sei giorni di carcere. Richiesta accolta dal tribunale. A comunicare la decisione è stata la ong Adalah che li assiste legalmente.
