Per ascoltare l’audio di oggi, 09 maggio 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/124 (2076)

Per info e contatti, manda un messaggio a anbamedaps@gmail.com 

Le vignette sono QUI e Biano   

Oggi anniversario della vittoria sul nazismo

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Causale: Donazione per Anbamed

Ad aprile, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 515 € (+275 €) rispetto al precedente mese di marzo).

Siamo ancora leggermente sotto la media. Andiamo avanti!

Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 10.850,00 € per adozioni + per pasti caldi e 545 per il libro “Strega!”; nel solo mese di aprile.

Siamo a 149 adozioni. Altre due in arrivo e due richieste di info.

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

Sempre per email: anbamedaps@gmail.com

Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Nove palestinesi, tra cui un bambino, sono rimasti feriti, ieri venerdì, quando aerei da guerra israeliani hanno bombardato un’abitazione nel campo profughi di Al-Shati, a ovest di Gaza città.

La Protezione Civile ha affermato che il bombardamento israeliano ha provocato “la completa distruzione dell’abitazione, oltre a danni a decine di case ed edifici vicini e allo scoppio di incendi in molti di essi, il che minaccia di impedire a decine di famiglie di rimanere nelle proprie case a causa dell’entità dei danni e del pericolo imminente”.

Il criminale di guerra Netanyahu ha annunciato che la “guerra a Gaza riprenderà con il consenso di Trump”. La stampa di Tel Aviv scrive che l’esercito ha preparato i piani per l’attacco ed ha già spostato a Gaza diverse brigate che erano in Libano o nella Cisgiordania.

A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Libano

Si intensifica l’attacco israeliano contro città e villaggi libanesi. Bombardamenti anche a nord del fiume Litany. Nelle ultime 24 ore – secondo un comunicato del ministero della sanità di Beirut di stamattina – sono stati uccisi 10 persone e ferite 27, riportando il numero totale delle vittime dal 2 marzo a 2.759 uccisi e 8.512 feriti.

Hezbollah ha annunciato di aver condotto, ieri, un attacco missilistico contro la base militare di Shraga, appartenente alla Brigata Golani, situata tra le città di Nahariya e Akka, precisando che l’attacco è stato effettuato con missili di ultima generazione.

In un comunicato, il partito ha confermato che l’operazione è stata una risposta agli attacchi israeliani contro i sobborghi meridionali di Beirut, avvenuti due giorni prima, e per la continua violazione dell’accordo di cessate il fuoco.

Il governo libanese parla di condizioni per la ripresa delle trattative. Si chiede all’amministrazione Trump garanzie per la fine dell’aggressione israeliana, un cessate il fuoco effettivo e il rispetto della sovranità e dei confini del paese. Le dichiarazioni in realtà sono soltanto per il consumo interno, una propaganda per coprire la resa ai diktat di Tel Aviv e Washington. Il 14 e 15 maggio, infatti, si terranno alla Casa Bianca incontri diretti tra due delegazioni politiche (a livello di ambasciatori) tra Beirut e Tel Aviv. Israele ha annunciato che le operazioni militari continueranno e manterrà una presenza militare in sud Libano, anche dopo il raggiungimento di un accordo di cessate il fuoco, condizionato al riconoscimento diplomatico.

Aggressione USA-Israele contro l’Iran

È tornata la calma stamattina nel golfo, dopo l’escalation di ieri. Per il secondo giorno consecutivo, ieri, la marina Usa ha attaccato due navi commerciali direte nei porti iraniani causando incendi a bordo.

Malgrado gli attacchi, il negoziato sotto il tavolo prosegue. Trump continua a parlare di ultimatum -entro oggi- per la consegna della risposta iraniana alle proposte USA. Da Teheran, invece, arrivano segnali di temporeggiamenti per migliorare le condizioni delle trattative. “Non trattiamo sotto minaccia”, ha detto il vice presidente del Parlamento. “Le proposte di Trump sono allo studio e la risposta arriverà soltanto dopo l’approvazione della guida suprema”.

Il tentativo di Trump di aprire lo stretto di Hormuz con la forza è fallito miseramente  anche a causa della mancata consultazione con gli alleati, Arabia Saudita in primis. Riad non ha autorizzato l’uso delle basi Usa nel suo territorio per attaccare l’Iran e il taycoon ha dovuto arretrare, adducendo ragioni diverse.

Quelli che versano benzina sul fuoco sono gli israeliani, che annunciano un incontro tra Netanyahu e trump entro la settimana.

Emirati Arabi Uniti

Oltre alla presenza di “consulenti” israeliani per la conduzione dei lancia missili anti-missile, ad Abu Dhabi ci sono anche militari egiziani a difesa dell’emirato. La vicenda è stata svelata durante la visita del presidente Al-Sissi, che ha passato in rassegna le truppe. Una fonte del ministero della guerra egiziano ha rivelato che truppe egiziane si trovano in 4 paesi arabi del Golfo, senza però nominare gli altri tre. Fonti di Anbamed nel Golfo sostengono che si tratti di Arabia Saudita, Bahrein e Quwait.

Cisgiordania

Si sono svolte oggi, venerdì, a Qalqilia, i funerali del giovane Khaled Qaraan, assassinato dall’esercito israeliano nel settembre scorso e il suo copro preso in ostaggio fino ad ieri.

Le truppe di occupazione hanno attaccato, ieri sera, la popolazione di Taquo’, vicino a Betlemme, colpendo i fedeli musulmani all’uscita dalla moschea.

I colonialisti israeliani hanno iniziato i lavori di ricostruzione di un insediamento ebraico abbandonato negli anni Novanta del secolo scorso in seguito agli accordi di Oslo.

Sporto per la libertà

La Maratona Internazionale di Palestina (clicca), tappa di Gaza, ha preso il via ieri, venerdì, con la partecipazione di 2.000 corridori. La gara si è svolta in concomitanza con il lancio della maratona di Gaza a Betlemme, nella Cisgiordania occupata.

La decima edizione della Maratona Internazionale di Palestina è iniziata a Betlemme, con lo slogan “Corriamo per la libertà”, dopo una pausa di due anni dovuta all’invasione israeliana.

Alla gara, non competitiva, vi partecipano anche corridori con arti amputate.

Libia

Scontri a Zawia. La raffineria è stata chiusa “per forza maggiore”, dopo la caduta di alcuni obici nell’area interna. Sono state bloccate le esportazioni e le navi attraccate nel porto sono state allontanate al largo. Le milizie filo governative hanno iniziato un’operazione militare per “combattere i trafficanti di petrolio”. In realtà gli scontri sono per il controllo del territorio tra milizie foraggiate da diversi ministeri del governo Dbeiba.

La firma di un accordo tra Roma e Tripoli, per l’aumento dell’esportazione di gas e petrolio, ha stuzzicato l’appetito delle milizie che vi hanno visto un’opportunità per aumentare i loro ingaggi criminali.  

Global Sumoud Flotilla

Le navi sono partite e attualmente sono in acque internazionali. “Non lasciamo i palestinesi da soli. Il mondo intero ha visto le atrocità compiute dai militari israeliani contro noi uomini e donne disarmat3 e impegnati in una missione umanitaria. Quello che fanno ai palestinesi è peggio”, ha detto un’attivista da un porto greco prima di partire alla volta delle coste turche. Per seguire il viaggio umanitario: Il Tracker

Appello congiunto di ARCI, ANPI, Pax Christi, ACLI e Libera per la liberazione dei due attivisti della Flotilla, rapiti dall’esercito israeliano in acque internazionali: “Tutte le Corti internazionali intervengano per condannare i reati commessi dalle forze armate israeliane. Governo italiano e UE operino per la liberazione dei rapiti dai militari”.

Appello per la liberazione dei rapiti dall’esercito israliano

Presidio per la Flotilla a Roma, ieri. Attivisti consegnano una lettera alla Commissione Ue: “Liberi subito Avila e Abukeshek”.

Il presidio è stata l’occasione anche per lanciare le prossime tappe della mobilitazione. Oltre alla manifestazione nazionale, che si terrà a Milano sabato 16 maggio, Guido Lutrario, dell’esecutivo nazionale Usb, ha annunciato lo sciopero generale a Roma per il prossimo 18 maggio.

Giornalisti palestinesi

In Belgio si terrà la cerimonia di consegna del Premio Shireen Abu Aqileh.

L’11 maggio 2026 si terrà a Bruxelles la cerimonia di consegna del Premio Shireen Abu Aqileh 2026 “Per il coraggio e l’impegno delle giornaliste”. La Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ) e l’Unione Internazionale della Stampa Francofona (UPF) invitano giornalisti e sostenitori della libertà di stampa a partecipare alla cerimonia. Leggi in francese sul sito del’IFJ.

Cultura

Biennale di Venezia nel caos, dopo le polemiche. 20 padiglioni chiusi per la protesta dei lavoratori. Sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici della cultura contro la presenza israeliana alla mostra internazionale. La polizia ha attaccato il corteo pacifico. Non ha garbato i commissari del governo il cartello “No al padiglione del genocidio”. La mobilitazione è stata promossa dal collettivo Anga – Art Not Genocide Alliance. La manifestazione è stata convocata “contro il genocidio e la militarizzazione dell’economia, per i diritti di lavoratrici e lavoratori e in solidarietà con gli attivisti della Global Sumud Flotilla Thiago e Saif, detenuti ora in Israele”.

La cultura non può essere neutrale di fronte alle atrocità della guerra. I due pesi e due misure non si addicono alle istituzioni culturali, ma il “civile occidente” è sguercio. Due anni fa a Venezia è stata impedita la presenza della Russia per l’invasione dell’Ucraina. Non si è voluto escludere Israele malgrado il genocidio in corso a Gaza e l’Apartheid e pulizia etnica nei territori palestinesi occupati. La pensata “geniale” degli organizzatori, che non volevano cancellare la presenza di Israele, è stata quella di ammettere la Russia, anche se il contesto della guerra non è cambiato rispetto a due anni fa. Ipocrisia all’ennesima potenza, che ha scatenato litigi all’interno del governo e indotto l’UE a cancellare il finanziamento alla Biennale.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Prosegue il digiuno a staffetta. Sono passati 11 mesi e 24 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio 2025 da Anbamed. Oggi sabato 9 maggio 2026 aderiscono: i seguenti nominativi.

Solidarietà/Al-Najdah

Il numero dei bambini presi in affido a distanza finora è di 149. Sono attivate, infatti, due nuove adozioni e altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza. Stiamo arrivando all’ottimo traguardo di 150.

Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .

La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.

Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

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