Per ascoltare l’audio di oggi, 10 maggio 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/125 (2077)

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Causale: Donazione per Anbamed

Ad aprile, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 515 € (+275 €) rispetto al precedente mese di marzo).

Siamo ancora leggermente sotto la media. Andiamo avanti!

Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 10.850,00 € per adozioni + per pasti caldi e 545 per il libro “Strega!”; nel solo mese di aprile.

Siamo a 149 adozioni. Altre due in arrivo e due richieste di info.

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

Sempre per email: anbamedaps@gmail.com

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Le notizie

Genocidio a Gaza

Un drone israeliano ha lanciato un missile contro un gruppo di persone a nord ovest di Rafah. Un bombardamento intenso dell’artiglieria israeliana contro la zona a nord di Khan Younis.

Ad est di Gaza città, le truppe di occupazione hanno demolito con la dinamite diverse costruzioni, già bombardate in passato, radendole al suolo e poi il terreno è stato spianato con i bulldozer. Diventa chiaro, ogni giorno di più, che il piano di Tel Aviv è quello dell’occupazione permanente di una parte consistente di Gaza (circa il 63%, attualmente) e destinarla a futura colonizzazione ebraica.

Il rapporto del ministero della sanità palestinese afferma che ieri fino a mezzogiorno, sono stati uccisi (in 24 ore) 5 civili e feriti 15.

Il totale delle vittime dall’inizio dell’aggressione è: 72.736 uccisi e 172.535 feriti. Il numero dei dispersi è ancora stimato in circa 10 mila persone.

A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Libano

Sabato, l’esercito di occupazione israeliano ha lanciato incursioni a sud della capitale Beirut e attacchi in varie zone del Libano, tra cui raid aerei, bombardamenti di artiglieria, operazioni di rastrellamento, demolizioni di case e scontri di confine, provocando la morte (nella sola giornata di ieri) di 25 civili e il ferimento di altri 108.

Israele negozia con le armi. Appena è stato annunciato il prossimo incontro a Washington tra gli ambasciatori, Tel Aviv ha inasprito i bombardamenti. Vuole la resa del governo di Beirut, innescare una guerra civile libanese e il riconoscimento diplomatico, con diritto di ingerenza militare in territorio libanese. Richieste esose che il governo Salam sta cercando di attenuare parlando di salvare il paese dalla distruzione.

Hezbollah ha risposto agli attacchi israeliani con una serie di attacchi con droni e missili sulle truppe di occupazione e contro il nord di Israele.

Un deputato del partito ha dichiarato che se i negoziatori libanese dovessero concordare il disarmo della resistenza, mentre è ancora in corso l’occupazione, non potrebbero mai metterlo in pratica. “Nessun disarmo, prima del ritiro degli invasori”, ha affermato.

Aggressione USA-Israele contro l’Iran

Ieri, per il terzo giorno si sono avuti scontri tra unità navali Usa e iraniane. “Scaramucce”, per Trump. Nessuna nave commerciale però è riuscita a passare dallo Stretto di Hormuz. Sono in corso mobilitazioni navali dei paesi colonialisti europei, dalla GB, alla Germania e Francia, per la spedizione in zona di navi da guerra.  L’Italia ha annunciato l’invio di dragamine.

Da stamattina si osserva un’attenuazione della tensione. La Casa Bianca attende la risposta di Teheran all’ultima proposta USA, che viene considerata da diversi osservatori come molto favorevole alle tesi iniziali di Teheran. Il testo non è stato reso pubblico ufficialmente, ma le rivelazioni stampa danno l’impressione che Trump si fosse cacciato in un’avventura che non sta riuscendo a gestire. È in rotta di collisione con gli ex alleati europei e della Nato, sta perdendo il controllo sui paesi del Golfo e il dollaro sta calando di valore. Un mix di politica estera e interna che potrebbe aver ripercussioni sulle prossime elezioni statunitensi di mezzo termine.

I negoziatori iraniani continuano anche loro ad alternare dichiarazioni di disponibilità al dialogo con altre di irrigidimento. Il parlamento di Teheran sta approvando una legge che impone nuove regole per il passaggio dallo Stretto, con l’imposizione di un pedaggio. Una norma contestata dagli altri paesi del Golfo e dalle potenze economiche mondiali.

La stampa israeliana, ispirata alle direttive di Netanyahu, scrive che se nell’accordo finale non sarà compreso il divieto di arricchimento di uranio per un lungo periodo (si è parlato di 20 anni), si registrerà di fatto una sconfitta per Tel Aviv e Washington.

Cisgiordania

Irruzioni militari delle forze di occupazione israeliane a El-Bira, al campo profughi Jalazoun, a nord di Ramallah, a Beit Amer, vicino a El-Khalil, e a Betlemme. Sono gli interventi più violenti, in una giornata che ha registrato 43 attacchi militari dell’esercito contro la popolazione palestinese in Cisgiordania e Gerusalemme occupate. I rastrellamenti hanno portato all’arresto di oltre 80 palestinesi in carcere.

Anche i coloni ebrei israeliani non sono rimasti con le mani in mano. 31 attacchi contro case, serre agricole e terreni palestinesi. Il più grave è avvenuto a Kafr Malik, vicino a Ramallah: i coloni hanno devastato un allevamento di bestiame e rubato 80 pecore. Sotto la protezione dell’esercito.

La distruzione dell’economia palestinese fa parte del piano sionista di deportazione dei palestinesi nativi dalle loro terre per far spazio ai coloni arrivati da ogni dove. Lo ha dichiarato esplicitamente il ministro fascista Smotrich: “Vi abbiamo colpito nella cosa più sacra che avete: gli ulivi centenari. Non c’ spazio per voi. Andatevene, se volete salvare la pelle!  Noi stiamo costruendo ‘la Terra d’Israele’ ed eliminando il progetto dello Stato palestinese”.

Farhan Haq, vice portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite, ha dichiarato, citando rapporti dell’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), che quasi 40.000 palestinesi sono stati deportati in tutta la Cisgiordania dall’inizio dello scorso anno (2025) ad oggi, a causa delle pratiche israeliane.

I colonialisti israeliani non lasciano in pace neanche i morti in cimitero

Esercito di occupazione e coloni ebrei israeliani hanno imposto ad una famiglia palestinese di disseppellire il corpo di un loro defunto dal cimitero. È avvenuto ieri nel villaggio di Assa’sa, vicino a Jenin. I coloni del vicino insediamento illegale di “Sa-Nur” hanno attaccato il corteo funebre, lanciando pietre e danneggiando i veicoli, nonostante la presenza sul posto delle forze dell’esercito di occupazione. Non contenti della bravata, i coloni hanno iniziato a scavare nel cimitero e quando la popolazione del villaggio ha tentato di impedire loro lo scempio, i soldati sono intervenuti, imponendo alla famiglia di spostare il corpo, se non volessero che venga profanato e buttato lontano senza rispetto per i defunti. Sotto questa pressione e minaccia, sette giovani della famiglia furono costretti a recuperare il corpo e a trasportarlo per una nuova sepoltura nel vicino villaggio di Funduqmiya. La motivazione dei sionisti è che la tomba è troppo vicina all’avamposto coloniale illegale. guarda il video sull’account social di Haaretz. I palestinesi sono sottoposti ad un regime di Apartheid anche da morti.

UE/ Palestina

Il Parlamento europeo ha votato subito per il congelamento del sostegno finanziario all’istruzione in Palestina. Con 418 voti favorevoli, 207 contrari e 14 astensioni. Tra le richieste dell’Unione Europea alle modifiche dei testi scolastici palestinesi, c’è la rimozione dei riferimenti a Jaffa come “antica città palestinese”. Un’altra richiesta è quella di cambiare, nei libri scolastici, il testo dell’inno nazionale palestinese. Inoltre le richieste esose dell’UE sono arrivate a imporre la cancellazione del testo di una canzone tradizionale antica mediorientale risalente a molto prima della nascita di Israele (Ala Dalouna), che parla dell’importanza della terra e della necessità di difenderla.

Il ministero dell’istruzione dell’ANP aveva accettato, a gennaio, le richieste, ma la pubblicazione della lettera che comunicava la sottomissione alle imposizioni UE/israeliane ha fatto fallire l’atto di collaborazionismo e di falsificazione della storia e della verità.

Invece di applicare le sanzioni sui genocidari israeliani, la “civile Europa” cancella gli aiuti all’istruzione in Palestina. Due pesi e due misure. Il danno politico maggiore è stato il voto di alcuni parlamentari del PD a favore delle sanzioni contro la Palestina.

Global Sumoud Flotilla

Saranno liberi oggi! I due ostaggi nelle mani dell’esercito israeliano rapiti in acque internazionali, Saif Abu-Keshek e Thiago Avila, lasceranno il carcere oggi e saranno espulsi. Lo hano annuncaito ieri gli avvocati dell’associazione Adalah. Finisce così l’incubo dei due attivisti della Flotilla, che sono stati sequestrati illegalmente, torturati e minacciati dagli agenti dello Shin Bet e del Mossad. Hanno svolto uno sciopero della fame e attorno al loro caso si sono mobilitati milioni di persone in tutto il mondo. Tranne il governo italiano, che ha assunto un silenzio complice. Adesso diranno che hanno lavorato dietro le quinte e in silenzio. L’unico governo europeo che si è mosso con un attivismo diplomatico senza precedenti è stato quello spagnolo, che ha difeso il suo cittadino di origine palestinese, Abu-Keshek. In Italia, nei giorni scorsi sono state tenute moltissime mobilitazioni e appelli: Appello per la liberazione dei rapiti dall’esercito israliano

Giornalisti palestinesi

In Belgio si terrà la cerimonia di consegna del Premio Shireen Abu Aqileh.

Domani, 11 maggio 2026, si terrà a Bruxelles la cerimonia di consegna del Premio Shireen Abu Aqileh 2026 “Per il coraggio e l’impegno delle giornaliste”. La Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ) e l’Unione Internazionale della Stampa Francofona (UPF) invitano giornalisti e sostenitori della libertà di stampa a partecipare alla cerimonia. Leggi in francese sul sito del’IFJ.

Cultura

Ora si potrà vedere gratuitamente il film documentario Every day in Gaza, che ha vinto il premio David di Donatello. Prodotto da WeWorld, diretto da Omar Rammal con le riprese di Sulaiman Hejji effettuate tra aprile e maggio 2025, nel cuore della striscia di Gaza. Guarda

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Prosegue il digiuno a staffetta. Sono passati 11 mesi e 24 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio 2025 da Anbamed. Oggi domenica 10 maggio 2026 aderiscono: i seguenti nominativi

Solidarietà/Al-Najdah

Il numero dei bambini presi in affido a distanza finora è di 149. Sono attivate, infatti, due nuove adozioni e altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza. Stiamo arrivando all’ottimo traguardo di 150.

Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .

La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.

Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

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