Per ascoltare l’audio di oggi, 17 maggio 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/132 (2084)

Per info e contatti, manda un messaggio a anbamedaps@gmail.com 

Le vignette sono QUI e Biano  

Ciao, Silvio! Il maestro Silvio Benedetto non è più tra di noi.

Che sia lieve la terra che lo accoglierà!

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Causale: Donazione per Anbamed

Ad aprile, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 515 € (+275 €) rispetto al precedente mese di marzo).

Siamo ancora leggermente sotto la media. Andiamo avanti!

Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 10.850,00 € per adozioni + per pasti caldi e 545 per il libro “Strega!”; nel solo mese di aprile.

Siamo a 149 adozioni. Altre due in arrivo e due richieste di info.

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

Sempre per email: anbamedaps@gmail.com

Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Si sono svolti ieri a Gaza i funerali di Ezzeddine Haddad, il comandante di Brigate Qassam, l’ala militare di Hamas. In un comunicato ufficiale, il movimento ha ammesso l’assassinio di Haddad nell’attacco di ieri a Deir Balah. Haddad era inseguito da Israele dall’inizio dell’aggressione su Gaza. Veniva chiamato dagli israeliani “Il Fantasma”. In tutte le moschee di Gaza, sono state svolte preghiere dell’assente, la preghiera islamica per i morti. Nel bombardamento israeliano, con 12 missili sulla casa dove dimorava la famiglia, è stata uccisa la moglie e due figli, oltre a vicini e passanti. Il numero delle vittime è salito a 13, tra i quali anche due soccorritori, colpiti dalla seconda ondata di missili.

Stamattina, un nuovo bombardamento ha ucciso 3 palestinesi a ovest di Gaza città.

A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Libano

questa è la tregua di Trump in Libano.

L’agenzia di stampa ufficiale libanese ha riferito stamattina che almeno sette persone, tra cui tre sanitari, sono rimaste uccise e altre 23 ferite in un raid aereo israeliano contro un centro di protezione civile nel sud del Libano.

L’attacco viene meglio specificato in un comunicato del Centro Operativo di Emergenza. Ha confermato che un raid aereo israeliano contro il centro di protezione civile di Harouf, nel distretto di Nabatieh, ha fatto strage di civili.

Un corrispondente di Anbamed a Beirut ha riferito che più di 44 città del sud Libano sono state colpite da raid aerei israeliani, ieri.

I due giorni precedenti, un negoziato diretto, a Washington, a livello di ambasciatori, aveva deciso di prolungare la falsa tregua. Viene aggiunto alla trattativa politica anche un percorso di negoziati militare e di sicurezza. I negoziati riprenderanno alla fine del mese e agli inizi di giugno.

La condotta del governo Salam, che ha ceduto alle richieste israeliane e statunitensi, senza ottenere una tregua, sta creando tensioni all’interno del paese. Salam ha rovesciato la logica affermando che “il Libano otterrà pace e salvezza soltanto con uno Stato forte, che detiene il monopolio delle armi”. Tradotto dal politichese, chiede il disarmo di Hezbollah, invece del ritiro dell’esercito israeliano di occupazione.

La risposta politica di Hezbollah non è tardata. “Noi consegneremo le armi all’esercito soltanto dopo la liberazione del Libano dall’occupazione israeliana. Chi vuole disarmarci che venga a provarci”.

Hezbollah ha lanciato stamattina, domenica, droni contro una base israeliana in sud Libano, uccidendo un ufficiale e ferendo 6 soldati, secondo quanto riportato dalla stampa di Tel Aviv.

Aggressione USA-Israele contro l’Iran

“La quiete prima della tempesta”. La frase è di Trump, scritta sui social sotto la foto di una portaerei ferma davanti allo Stretto di Hormuz. Un messaggio minaccioso di una nuova guerra rivolto agli iraniani, subito dopo un probabile round di negoziati.

Il premier pachistano si è detto fiducioso che un negoziato indiretto si aprirà. Il ministro dell’Interno di Islamabad è a Teheran.

La stampa di oltre Atlantico è unanime sulla ripresa degli attacchi in tempi stretti.

Per ridurre gli effetti del blocco dei porti iraniani, da parte degli USA, Teheran ha attivato vie di rifornimenti terrestri con tutti i vicini e rimodernato i porti del nord sul mar Caspio, per il commercio con la Russia.

Dalla chiusura dello Stretto di Hormuz rimangono danneggiati i paesi arabi del Golfo e i paesi europei, che hanno soprattutto problemi di approvvigionamento di petrolio e gas.

Secondo la tv pubblica di Teheran, diversi paesi europei (che non vengono nominati) hanno intrapreso contatti per ottenere l’approvazione al passaggio delle loro navi. In passato lo avevano fatto India, Giappone e Corea del Sud, ottenendo l’assistenza alle loro navi nel passare dallo stretto con i loro carichi provenienti da Iraq, Kuwait e Emirati.

Cisgiordania

Ieri sera, nel campo profughi di Nur Shams, a est di Tulkarem, un giovane è stato ferito da colpi d’arma da fuoco sparati dalle forze di occupazione israeliane. Un nostro contatto ci ha riferito che un contingente dell’esercito israeliano ha fatto irruzione nel quartiere, aprendo il fuoco con munizioni vere, ferendo il giovane alla spalla e alla coscia. È stato trasportato in ospedale dal personale di ambulanza della Mezzaluna Rossa palestinese.

Un altro attacco israeliano contro i civili è avvenuto a Bal’a, sempre vicino a Tulkarem. La Protezione civile palestinese ha riferito che i suoi operatori hanno accolto un bambino di 13 anni, aggredito e ferito dalle forze di occupazione che avevano invaso la cittadina di Bal’a.

Nella giornata di ieri, sabato, giorno di riposo per gli ebrei, esercito e coloni hanno compiuto 79 attacchi contro città e villaggi palestinesi, arrestando cittadini cristiani e musulmani.

Il totale degli arrestati nella sola giornata di ieri, a quanto ha riferito l’agenzia stampa Wafa, è stato di 53 persone, tra i quali 12 minorenni.

Gerusalemme

Dopo l’aggressione dei coloni contro cittadini palestinesi di Gerusalemme, le forze israeliane hanno arrestato le vittime, tra i quali un ragazzo di 16 anni. Nessun arresto tra i violenti coloni ebrei israeliani.

L’attacco dei coloni è avvenuto nel centro della Gerusalemme Vecchia, un quartiere abitato da palestinesi, musulmani e cristiani, messo sotto le mire dell’espansionismo sionista.

Congresso Al-Fatah

La redazione di Anbamed ha ottenuto i risultati finali delle elezioni del movimento palestinese Fatah. Trionfo per Marwan Barghouti, risultato il primo votato. I vincitori dei seggi del Comitato Centrale, elencati in ordine di voti ricevuti, sono i seguenti:

Marwan Barghouti, Majid Faraj, Jibril Rajoub, Hussein al-Sheikh, Dr. Laila Ghannam, Mahmoud al-Aloul, Tawfiq al-Tirawi, Yasser Abbas, Tayseer al-Bardouni, Zakaria Zubeidi, Ahmed Abu Holi, Ahmed Helles, Adnan Ghaith, Mousa Abu Zeid, Dalal Salameh, Iyad Safi e Dr. Mohammad Shtayyeh.

Diverse figure di spicco hanno lasciato la leadership del movimento, tra cui Abbas Zaki, Azzam al-Ahmad, Rouhi Fattouh, Ismail Jabr e Sabri Saidam.

Tra i volti nuovi più importanti nella leadership del movimento ci sono il maggiore generale Majid Faraj, capo del servizio di intelligence generale; i prigionieri rilasciati Zakaria Zubeidi e Tayseer al-Bardouni; Yasser Abbas, figlio del presidente Mahmoud Abbas; e la dottoressa Laila Ghannam, governatrice di Ramallah.

Come avevamo anticipato ieri, si apre la strada al figlio del presidente Abbas di aver un ruolo politico di primo piano nella futura geografia istituzionale del movimento Fatah e di conseguenza nell’ANP. Finora aveva lavorato come imprenditore milionario residente in Canada.

Hamas

Anche Hamas è alla ricerca di un nuovo capo, dopo l’assassinio di Sinwar, nel 2024. Un comunicato del movimento afferma che “sono state eseguite le consultazioni segrete tra i dirigenti e finora non è stato possibile designare una nuova figura dirigenziale”. Secondo esperti egiziani, la scelta è tra Mishaal (che si trova attualmente in Qatar) e il negoziatore Al-Hayya (che si trova tra Il Cairo e Ankara).

Tunisia

Le strade della capitale tunisina e di diverse altre città sono state teatro di proteste e manifestazioni popolari per denunciare il deterioramento delle condizioni di vita e l’aggravarsi della crisi economica, nonché per chiedere la liberazione dei prigionieri politici e il rispetto dei diritti e delle libertà pubbliche, compresa la libertà di riunione.

Questi movimenti di piazza avvengono in un momento di crescente tensione negli ambienti dei diritti umani in Tunisia. L’Ordine degli Avvocati ha annunciato una serie di scioperi generali nei tribunali a partire dal 19 maggio, per protestare contro “il disprezzo delle autorità per le rivendicazioni professionali degli avvocati e il continuo deterioramento del sistema giudiziario”.

ISIS

Le forze armate degli Stati Uniti e della Nigeria hanno ucciso Abu Bilal al-Minuki, indicato come il numero due globale dello Stato Islamico.

Abu-Bilal al-Minuki era nato nel 1982 nello stato nord-orientale nigeriano di Borno, al confine con Camerun, Ciad e Niger. Aveva come base il Sahel ed era un comandante di spicco nella divisione del Lago Ciad dell’Isis. Secondo analisti regionali, aveva un rapporto difficile con il leader di Boko Haram, Abubakar Shekau. Tra il marzo del 2015 e l’inizio del 2016, Shekau rifiutò la richiesta dell’Isis di inviare combattenti in Libia. Al suo posto lo fece Al-Mainuki, che all’epoca era comandante ISIS nella regione del Lago Ciad. 

Global Sumud flotilla

La Global Sumud Flotilla continua il suo viaggio verso la Striscia di Gaza per rompere il blocco criminale israeliano. I partecipanti hanno ribadito la loro determinazione a proseguire nonostante le minacce israeliane di intercettare le navi e impedire loro di raggiungere la Striscia.

In collegamento da bordo di una delle navi gli attivisti ci hanno risposto che considerano le minacce israeliane prevedibili e ricorrenti, sottolineando che questi avvertimenti non li dissuaderanno dal continuare il loro viaggio.

È il terzo giorno di sosta temporanea, avendo le barche fatto tappa vicino alla costa condivisa tra Grecia e Turchia, a causa delle intemperie climatiche, in attesa della conferma ufficiale di una data per riprendere la navigazione verso la Striscia di Gaza.

La nave più importante della flottiglia è la “Nave Famiglia”, che fornisce assistenza medica e sanitaria a circa 500 partecipanti. I responsabili della nave sottolineano che la loro missione non si limita al simbolico sostegno umanitario, ma mira anche a contribuire ad affrontare la grave carenza di personale medico nella Striscia di Gaza, a seguito dell’uccisione, del ferimento e dell’arresto di numerosi operatori sanitari durante l’invasione israeliana

I partecipanti alla flottiglia insistono nel proseguire i loro tentativi di consegnare aiuti medici e alimentari a Gaza. Affermano che riprenderanno a inviare convogli marittimi fino a quando l’assedio non sarà rotto e le squadre mediche all’interno della Striscia non riceveranno supporto.

Gli attivisti respingono le accuse israeliane di una missione che minaccia la sicurezza di Israele. “Respingiamo le accuse che consideriamo false. Abbiamo chiesto all’UE di mandare un’equipe tecnica per monitorare il materiale trasportato. Il nostro movimento è umanitario e di solidarietà, volto a sostenere i civili di Gaza”.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero e due giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi domenica 17 maggio 2026 aderiscono: Clicca per leggere i nomi

Solidarietà/Al-Najdah

Si è aggiunta una nuova adozione a distanza. Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 150. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.

Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .

La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.

Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

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2 commenti

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