Per ascoltare l’audio di oggi, 18 maggio 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/133 (2085)
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Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 10.850,00 € per adozioni + per pasti caldi e 545 per il libro “Strega!”; nel solo mese di aprile.
Siamo a 150 adozioni. Altre due richieste di info.
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Le notizie
Genocidio a Gaza
Un drone israeliano ha preso di mira un gruppo di palestinesi sfollati, a sud della città di Deir al-Balah, provocando un ucciso e diversi feriti, che sono stati trasportati all’ospedale dei martiri di Al-Aqsa nella stessa città.
Un altro attentato con i droni, sempre nella Striscia di Gaza centrale, ha preso di mira una cucina comunitaria appartenente a un’organizzazione benefica turca, con sede a nord dell’ospedale dei martiri di Al-Aqsa.
L’ospedale Al-Quds, ha accolto nove feriti in un raid aereo israeliano che ha colpito ieri la zona circostante l’edificio della radio e della televisione nel quartiere di Tel al-Hawa, a sud-ovest di Gaza City.
A Rafah le squadre della protezione civile hanno recuperato il corpo di una persona uccisa e un’altra ferita, in seguito ad un attacco israeliano con droni a ovest di Khan Younis. I corpi sono stati trasportati all’ospedale Nasser.
Il rapporto del ministero della salute informa di 6 uccisi e 19 feriti, nella sola giornata di ieri.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Situazione umanitaria a Gaza
Nella Striscia di Gaza assediata, i gazzawi si trovano ad affrontare una crisi senza precedenti e soffocante per quanto riguarda la disponibilità di cimiteri, poiché i terreni sono diventati insufficienti per accogliere i defunti. I cimiteri esistenti o quel che ne è rimasto sono stati completamente riempiti. La macchina militare israeliana ne ha rasi al suolo decine durante l’invasione in corso, costringendo la popolazione a ricorrere a soluzioni drastiche come le sepolture in fosse comuni oppure in tombe sparse casualmente nel territorio.
Un’attivista di Al-Najdah ci ha raccontato le peripezie sofferte per garantire l’ultima dimora a un suo parente: “Il corteo funebre è uscito dall’ospedale Nasser, a Khan Younis, ma non sapevamo dove andare. Una buona parte del cimitero comunale era stata distrutta con i bulldozer dall’esercito di occupazione e la restante area è completamente piena di tombe. Alcune sono delle fosse comuni. In una sola buca si mettono a dimora più corpi. Alla fine abbiamo optato per seppellire Jawad in una strada laterale, in mezzo alle macerie. Sopra una pietra verniciata di bianco con scritto il suo nome e la data della morte sotto le bombe israeliane”.
I palestinesi non trovano riparo, né da vivi, né da morti. L’ultimo viaggio a Gaza è una epopea senza fine, che inizia con la ricerca della sopravvivenza dalle bombe e dalla fame e non si conclude finché non viene trovato un luogo di riposo definitivo sotto terra.
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Libano
Bombe e missili tutti i giorni, senza tregua. E non solo nel sud, ma anche nella Beqaa. Nella città di Baalbek, un missile israeliano ha distrutto una casa, uccidendo un’intera famiglia. Le vittime sono risultate palestinesi. Il padre è un membro della Jihad Islamica, Wael Abdel-Halim. Con lui è stata uccisa la figlia di 17 anni e altri parenti e vicini.
Il numero delle vittime dell’aggressione israeliana, dal 2 marzo, è salito ad oltre 3 mila persone, nella stragrande maggioranza civili.
Aggressione USA-Israele contro l’Iran
Presto riprenderanno i bombardamenti israeliane e statunitensi sull’Iran. Lo ha detto Trump dopo una telefonata con il criminale di guerra ricercato, Netanyahu. Poi ha condizionato la ripresa degli attacchi a come si comporterà Teheran. Le condizioni sono di resa, che sicuramente il gruppo dirigente iraniano non accetterà. Sia la stampa Usa che iraniana elencano i diktat del taycoon: Stati Uniti non pagheranno alcun risarcimento o indennizzo all’Iran; l’Iran consegni agli Stati Uniti 400 chilogrammi di uranio arricchito; fino al 25% dei beni iraniani congelati non venga rilasciato; solo un gruppo di impianti nucleari iraniani rimanga operativo.
La pubblicazione ufficiale delle due parti di queste condizioni capestri significa che le trattative indirette, mediate dal Pakistan, sono arrivate ad un binario morto.
Si nota nella regione un via vai di incontri diplomatici e contatti tra i ministeri degli esteri, dall’Egitto all’Arabia Saudita e dal Qatar alla Turchia, segno che ciascun paese vorrebbe prepararsi ad una nuova ondata di attacchi che coinvolgeranno tutta la regione.
Riad ha denunciato di aver abbattuto ieri 5 droni provenienti dal confine iracheno. Più grave l’attacco – pere il momento di ignoti – sulla centrale nucleare negli Emirati. Un drone è stato fatto esplodere nelle vicinanze della centrale. I comunicati ufficiali rassicurano che i livelli delle radiazioni sono nella normalità e che l’attacco non ha danneggiato l’impianto.
Cisgiordania
Ieri, domenica, i coloni hanno sradicato 150 alberi da frutto nei terreni del villaggio di Yasuf, a est di Salfit. Nostri contatti hanno riferito che i coloni hanno fatto irruzione nella zona di “Al-Nasba” e hanno abbattuto alberi di vario tipo, tra cui ulivi, mandorli, peschi e viti, appartenenti ai cittadini palestinesi di tre famiglie. “Questo attacco si inserisce in un contesto di crescente violenza dei coloni contro terre e proprietà palestinesi, in particolare nelle aree vicine agli insediamenti e agli avamposti. L’obiettivo è la cacciata della popolazione nativa per sostituirla con immigrati ebrei arrivati da ogni dove e che non hanno nessun legame con la terra di Palestina”, ha affermato il nostro interlocutore.
Non solo i coloni ma anche l’esercito si prende d’impegno a distruggere l’economia agricola dei palestinesi. Le forze di occupazione israeliane hanno iniziato a spianare terreni di proprietà palestinese nella città di Azzun, a est di Qalqilya. I bulldozer dell’esercito hanno iniziato a sradicare ulivi secolari lungo un tratto di terreno di 500 metri che circonda l’insediamento di Ma’ale Shomron, costruito su terreni di proprietà comunale della cittadina palestinese. Espansionismo coloniale.
Gerusalemme
Le autorità di occupazione israeliane hanno approvato un nuovo piano coloniale per la costruzione di un museo dedicato all’esercito di occupazione, un ufficio di reclutamento e una sede per il “Ministero della Sicurezza israeliano” tra le rovine del complesso dell’UNRWA nel quartiere di Sheikh Jarrah, nella Gerusalemme occupata. È una pericolosa escalation, una palese violazione del diritto internazionale e una flagrante violazione delle immunità e dei privilegi delle organizzazioni delle Nazioni Unite. In quella sede dell’ONU, oltre agli uffici, c’erano scuole e ambulatori al servizio dei profughi palestinesi nella propria terra, dal 1948.
Corte Penale Int.
Secondo la stampa israeliana, la Corte dell’Aja ha emesso ordini di cattura segreti contro 5 israeliani, tra i quali due militari. Non vengono svelati i nomi. In un comunicato, la CPI ha dichiarato che la notizia non è precisa. Una smentita che conferma però le indagini in corso, nella giustizia internazionale, sui crimini di guerra e contro l’umanità, compiuti dall’esercito e dal governo israeliani.
Global Sumud Flotilla
Le barche della Global Sumud Flotilla hanno lasciato il golfo di Çavuşköy, costa meridionale della Turchia e stanno navigando verso le coste di Gaza. A questo punto la navigazione dovrebbe essere diretta fino a Gaza o fin dove li faranno arrivare i pirati israeliani. Sono 400 miglia, in genere con questo tipo di barche si fanno in 3-4 giorni.
Nella tarda serata di ieri domenica, la flottiglia ha annunciato di aver avvistato “imbarcazioni non identificate” vicino alle barche. La stampa israeliana scrive che una fonte militare ha detto: “Prenderemo il controllo delle navi della flottiglia e trasferiremo i partecipanti in una prigione galleggiante”.
“Vedremo se, quando e come la marina israeliana riterrà di intervenire, perché c’è anche da aspettarsi un intervento piuttosto anticipato. Del resto hanno dimostrato di muoversi con grande spregiudicatezza per tutto il Mediterraneo”, dicono gli attivisti nei loro messaggi in diretta sui social. Scopri video correlati
Il nuovo antisemitismo contro i palestinesi

Il 21 maggio, l’attivista palestinese Rami Shaath dovrà comparire davanti alla commissione per le espulsioni delle Prefettura di Nanterre, in Francia. Sulla base di accuse false e di opinioni espresse pubblicamente in manifestazioni e trasmissioni radio-televisive. Secondo le accuse amministrative, Rami sarebbe stato addirittura contrario al cessate il fuoco, lui che si è battuto invece per la fine dell’aggressione israeliana contro la popolazione civile di Gaza.
Shaath è sposato con una cittadina francese e se venisse espulso non avrebbe dove andare, perché la sua cittadinanza egiziana era stata annullata, dopo 900 di carcere per il suo impegno nel movimento BDS internazionale. La sua Palestina è occupata militarmente e se mettese piedi in Cisgiordania occupata, non rimarrebbe un solo giorno libero. leggi tutto!
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero e tre giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi lunedì 18 maggio 2026 aderiscono i seguenti digiunatori: Clicca per leggere i nominativi
Solidarietà/Al-Najdah
Si è aggiunta una nuova adozione a distanza. Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 150. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.
Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .
La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.
Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
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