Approfondimenti

Pink a Gaza: il video della nuova versione di Roger Waters e Mona Miari di ‘Comfortably Numb’

 “basta indifferenza, torniamo al 1948”. 

Questo pezzo di Roger Waters e Mona Miari, cantante statunitense di origine palestinese, ha fatto piangere molti. Roger Waters, classe 1943, realizza quello che nessun altro ha fatto finora: uno struggente canto di dolore, una lamentazione funebre, a due voci sulla “Nakba”, sulla “catastrofe” che ha colpito e continua a colpire i Palestinesi dal 1948.”

Pink a Gaza: il video della nuova versione di Roger Waters di ‘Comfortably Numb’

Il classico dei Pink Floyd è reinterpretato in inglese e in arabo con Mona Miari, cantante USA di origine palestinese. Il messaggio: “basta indifferenza, torniamo al 1948”.

Pink a Gaza: il video della nuova versione di Roger Waters di ‘Comfortably Numb’ (da Roling Stones- Italia: QUI

Poco più di un mese fa Roger Waters si è esibito con la cantante di origine palestinese Mona Miari in un evento allo SVA Theatre di New York. I due hanno interpretato con l’accompagnamento di un pianoforte un pezzo chiamato Sumud, dall’andamento tipico del repertorio solista di Waters. L’occasione era la presentazione di Comfortably Numb Re-Imagined, rivistazione del classico dei Pink Floyd trasformato, recita un comunicato, «in un potente grido di battaglia per porre l’attenzione globale sul genocidio in corso a Gaza. La nuova interpretazione amplifica il messaggio originale del brano, che invita a rifiutare alienazione e apatia».

Ora è uscito anche il video diretto da David Barron e co-diretto da Miari, che è stato proiettato quella sera. Si vedono i due cantanti e un montaggio di immagini girate a Gaza. La base della canzone richiama quella che Waters ha pubblicato nel 2022, quindi senza l’assolo di chitarra. È interpretata in inglese e arabo, ci sono un flauto, percussioni, un coro di una decina di elementi. In uno spostamento di significato del testo, l’apatia della rockstar Pink cantata dell’originale diventa un appello all’umanità e un grido di aiuto.

Nel video, le parti cantate in arabo sono sottotitolate in inglese. La prima è: “Dopo tutto quello che è successo / senza più nessuno / le parole sono svanite, tutte / perché porsi domande, del resto? / Tutto ciò che è perduto / casa… oh amata casa / la notte cala silenziosa e si sgretola / oh amata casa… digli / il ramo d’ulivo / che si protende verso le stelle / una ferita aperta / che grida libertà”.

Alla parte cantata da Miari, Waters risponde reimmaginando il ritornello un tempo interpretato da David Gilmour: “Sento il tuo dolore da New York City, sento il tuo dolore dall’altra parte del mare che chiama me e te”. Miari risponde: “Quando ero giovane sognavo la libertà / la speranza arde feroce in ciò che sono / come radici che si fanno strada tra le macerie / plasmiamo il nostro destino / la nostra luce spezzerà l’oscurità / siamo la promessa di una nuova alba”.

Il verso chiave rovescia la dichiarazione di Pink dell’originale. Era “I have become comfortably numb”, è diventato “I will never become comfortably numb”, ovvero: non mi lascerò mai andare all’indifferenza.

Nel pezzo, che dura circa otto minuti, Waters canta della Nakba, “avevo solo 5 anni nel 1948, non sapevamo che cosa stava accadendo laggiù / mi spezza il cuore essermi unito alla causa così tardi”. La risposta in arabo di Miari: “Per favore, continua a scrivere, fai asciugare l’inchiostro / Fai loro sapere come l’assedio / ci ha tolto ogni soffio di vita / ci ha distrutto le case / alcuni vivono, ma tanti sono morti / La terra aspetta, abbiamo il diritto di tornare”.

“È giunto il momento di un nuovo inizio”, canta Waters, “è giunta l’ora di tracciare un nuovo limite”. Per il cantante è il momento di “tornare al 1948, prima che i coloni rubassero la terra” e chiedere “gli stessi diritti umani per tutti, dal fiume fino al mare”. Il canto finale: “La Palestina sarà libera… Falasteen”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *