di Elizabetta Tofful (dalla chat di Digiuno per la Pace)

Lunedì 15 giugno, ore 08:30 presidio davanti al tribunale di Pordenone

So che lo sforzo per Aviano è stato importante, ma è adesso che non dobbiamo mollare.
Lunedì 15 alle 8,30 per chi può, abbiamo appuntamento al tribunale di Pordenone per il presidio indetto dalla Wilpf (Women International League for Peace and Freedom) e dai comitati che hanno denunciato la presenza illegale di armi atomiche sul nostro territorio. Altre denunce sono state archiviate, in diverse procure e anche da quella di Pordenone, in passato. Il 15 una giudice non ha archiviato e ha acconsentito a leggere le carte, aprendo la strada a un possibile rinvio a giudizio nei confronti dei responsabili. Questo ci permette di aprire uno spazio di attenzione nell’opinione pubblica. Molto probabilmente, alla fine, non sarà la magistratura a darci soddisfazione, è raro, ma è importante far crescere un movimento d’opinione intorno alla presenza delle bombe nucleari e via via, di tutti gli strumenti di morte di cui il nostro paese permette e incentiva il passaggio, la produzione, l’acquisto.
Lo sforzo compiuto per Aviano, e per tutte le altre iniziative, deve trovare la strada della convergenza verso un movimento generalizzato contro le armi, i genocidi e la guerra, da cui poi si articolano tutti i discorsi che tornano alla società in termini di diritti umani e civili e di equa distribuzione delle risorse. È un processo, necessariamente articolato, di acquisizione di consapevolezza da parte delle persone. Quello che vedono, le morti, i bambini le guerre, i droni, tutto comincia da qui, da Leonardo, dal riarmo, dalle borse che brindano, dal lavoro sottopagato, ma non tutte le persone, anzi pochissime, hanno questa consapevolezza. Ci devono arrivare, ma non possiamo dare per scontato che ci arrivino da sole. Per questo ogni occasione che possa articolare questo concetto è buona, ed è più buona se sta dentro l’onda della mobilitazione pacifica e di massa. E che tanta massa possa, pacificamente, bloccare tutto, chi il giovedì, chi scioperando, chi tutti i giorni. Non molliamo, comincia adesso

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