Per ascoltare l’audio di oggi, 22 giugno 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/167 (2119)
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A maggio, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 1.085 € (+ 570 €) rispetto al precedente mese di aprile).
Andiamo avanti!
Adozioni a distanza: È stato importantissimo anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 4.690,00 € per adozioni + per pasti caldi e per il libro “Strega!”; nel solo mese di maggio.
Siamo a 160 adozioni.
I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.
Sempre per email: anbamedaps@gmail.com
Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.
Sono stati trasferiti ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio 2026: la somma è di 39.291,00 €. Grazie a tutt3 i donatori e le donatrici.
Le notizie
Libano
L’ordine di evacuare il Libano da parte di Trump non è ancora arrivato e nel frattempo il criminale di guerra ricercato, Netanyahu e il suo ministro della guerra, Katz, annunciano che non si ritireranno mai dal Libano. Sono state rinviate le trattative dirette a Washington, pur di mantenere in sella il governo israeliano. Bin Gvir che voleva incendiare il Libano, ha attaccato Trump e criticato Netanyahu: “Bisogna saper dire no al presidente. È stato un errore accettare il cessate il fuoco in Libano”.
Gli attacchi aerei e di artiglieria in sud Libano hanno ucciso altri civili. Gli scontri tra la resistenza libanese e i soldati invasori si concentrano su una collina nella provincia di Sour ed attorno alla fortezza di Shugaif, conquistata dagli israeliani dopo un duro bombardamento.
Il ministero della sanità libanese ha dichiarato che il totale delle vittime dall’inizio dell’aggressione israeliana è stato di 4106 persone uccise e 12153 ferite.
Genocidio a Gaza

Un attacco di droni israeliani ha colpito la zona del mattatoio turco a ovest di Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale.
Una fonte dei servizi di soccorso e di emergenza di Gaza ha riferito di due morti e diversi feriti in un raid aereo israeliano a ovest di Khan Younis.
L’esercito israeliano ha incendiato terreni di proprietà palestinese all’interno della “Linea Gialla” a est del campo profughi di al-Bureij, nella Striscia di Gaza centrale.
Un aereo da ricognizione israeliano ha colpito una tenda all’interno della scuola Ibn Sina nella zona settentrionale di al-Shati, a ovest di Gaza City.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco
Situazione umanitaria a Gaza
Una guerra nascosta, celata agli occhi del mondo, raggiunge il suo culmine al tramonto nei campi profughi della Striscia di Gaza, dove i roditori e gli scarafaggi emergono dalle loro tane tra le macerie, i cumuli di rifiuti e le fognature, e si intrufolano verso le tende affollate per dare inizio a una battaglia notturna combattuta dagli sfollati in difesa dei loro figli e di ciò che resta delle loro vite umane. Sopravvivere ai bombardamenti, alla fame e allo sfollamento non basta, poiché un altro pericolo si impone sui dettagli della loro vita quotidiana, insinuandosi nell’oscurità e condividendo le tende, il cibo e persino i posti letto dei bambini. La sofferenza delle famiglie non si esaurisce con morsi, paura e notti insonni. Si estende ad altre perdite, tra cui cibo e i pochi averi che gli sfollati sono riusciti a conservare nonostante i ripetuti spostamenti.
Israele, nella sua nota immensa umanità e democrazia, vieta l’ingresso nella Striscia di Gaza degli insetticidi.
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Aggressione USA-Israele sull’Iran
In Svizzera, trattative a zig zag. 80 minuti dopo l’inizio, la delegazione politica guidata dal capo del parlamento di Teheran, Ghalibaf, si è ritirata ed ha annunciato la partenza, a causa delle dichiarazioni minacciose del presidente Trump: “Se Hormuz verrà chiuso di nuovo, la delegazione iraniana in Svizzera non tornerà a Teheran”. Una sparata criminale, perché non si minaccia mai di morte chi sta trattando. Le parole infuocate di Trump sono state pronunciate dopo che un portavoce delle Guardie Rivoluzionarie aveva minacciato la chiusura di Hormuz, in caso di non rispetto della tregua in libano e il ritiro dell’esercito israeliano.
Una mediazione del Pakistan e del Qatar ha riportato le delegazioni al tavolo del negoziato diretto.
Le versioni propagandistiche delle due parti sull’andamento del negoziato e sugli argomenti trattati non collimano. Fonti della Casa Bianca parlano di progressi sul dossier del nucleare iraniano. L’agenzia stampa iraniana Tasnim afferma che al primo punto del negoziato vi è la situazione in Libano.
Giornalisti nel mirino
Secondo il Palestinian Media Forum, il bilancio delle vittime tra i giornalisti palestinesi è salito a 263 dall’inizio dell’aggressione contro la Striscia di Gaza, in una delle campagne contro i giornalisti più sanguinose della storia contemporanea. Il video-operatore di Al-Jazeera, Ahmad Washah è stato l’ultima vittima. Abbiamo raggiunto alcuni colleghi di Gaza che ci hanno parlato delle difficili condizioni nelle quali operano.
“Operiamo in condizioni estremamente difficili, sia sul campo che a livello psicologico, il ruolo nostro è intrinsecamente legato alla narrazione dei dettagli della guerra, degli sfollamenti e delle perdite, nonché alla nostra esperienza diretta come testimoni della tragedia”. Nonostante la mancanza di sostegno internazionale e la situazione pericolosa sul terreno, i giornalisti a Gaza insistono nel continuare a svolgere il loro dovere professionale e umanitario, raccontando la realtà di ciò che sta accadendo.
In mezzo al continuo logoramento e agli sfollamenti, i giornalisti vivono lontani dalle loro famiglie in condizioni difficili, alla ricerca anche delle più elementari forme di sostegno morale.
I colleghi che abbiamo ascoltato hanno sottolineato di aver scelto questa professione per portare avanti una missione e un messaggio, non per cercare la morte. “Non siamo stati creati su questa terra per morire, ma per vivere e costruire vita e benessere”.
Cisgiordania
A Beit Amer, a nord di El-Khalil (Hebron), le truppe di occupazione hanno ucciso due ragazzi, Issa Awad (19 anni) e Rida Awad (15 anni). I soldati israeliani hanno sparato contro di loro all’alba di oggi mentre si stavano recando nelle terre di famiglia. I loro corpi sono stati presi in ostaggio dall’esercito di occupazione.
Altri due palestinesi sono stati feriti dalle forze di occupazione israeliane nella zona di Ash-Shuyukh-Al-Arroub, a nord di Hebron. Uno dei feriti è stato descritto come grave: una persona è stata colpita all’addome e l’altra a una gamba.
L’escalation non si è limitata al governatorato di Hebron. Anche i governatorati di Ramallah e Al-Bireh sono stati teatro di una serie di raid in diversi villaggi e città.
Le forze israeliane hanno inoltre attaccato il villaggio di Dura al-Qar’a, a nord di Ramallah, la città di Turmus Ayya e il villaggio di Abu Falah, a nord-est della città.
Parallelamente a questi raid militari, i coloni hanno intensificato i loro attacchi in diverse aree della Cisgiordania. Nel villaggio di Shuqba, a ovest di Ramallah, i coloni hanno appiccato il fuoco a un deposito di rottami, provocando la propagazione delle fiamme a vaste aree del sito e dei terreni circostanti, con conseguenti ingenti danni materiali. Le forze di occupazione israeliane hanno quindi preso d’assalto la zona per proteggere i coloni.
Nella zona di Al-Mu’arrajat, a ovest di Gerico, i coloni hanno bloccato la strada che collega Ramallah e Gerico e attaccato i veicoli palestinesi di passaggio, interrompendo il traffico e seminando il panico tra i residenti che utilizzano quotidianamente la strada.
Nel villaggio di Al-Rashayda, a est di Betlemme, i coloni hanno eretto una tenda su un terreno di proprietà degli abitanti del villaggio, con l’obiettivo di stabilire una nuova presenza di insediamenti. I residenti hanno protestato contro la costruzione della tenda, ma le forze di occupazione israeliane hanno lanciato gas lacrimogeni contro di loro e hanno fornito protezione ai coloni.
Nel governatorato di Nablus, un uomo di 33 anni ha riportato ferite e contusioni dopo essere stato aggredito dai coloni durante un assalto al villaggio di Burqa, a nord-ovest di Nablus.
Inoltre, un bambino di 9 anni ha riportato ferite dopo che un colono ha tentato di investirlo con la sua auto nei terreni della comunità di Abu Falah, vicino a Khan al-Ahmar, a est di Gerusalemme occupata.
Per comprendere il significato dell’espansionismo israeliano con annessione, Apartheid e deportazione dei nativi, leggete l’articolo del collega Michele Giorgio, ripreso da il manifesto: QUI
La storia di Sarah Rajab e della sua famiglia annientata
Israele non colpisce i bambini gazzawi come vittime collaterali, ma mira a uccidere il futuro di Gaza, annientando i bambini. Qui vi raccontiamo la storia di Sarah Rajab. Aveva 9 anni quando un missile l’ha presa di mira il 27 maggio, primo giorno della Festa di Eid Al-Adha. Era l’ultima della sua famiglia, cancellata per mano israeliana dal registro anagrafico palestinese. Leggi tutto!
Libertà per dr Abu Safiya
Medici e infermieri dell’ospedale “Fracastoro” di San Bonifacio (Verona) hanno avviato un digiuno di protesta per denunciare la vicenda del dottor Hussam Abu Safiya, detenuto senza accuse dal 27 dicembre 2024. “Il medico palestinese – hanno denunciato gli organizzatori della protesta – è stato rapito dai soldati israeliani dall’ospedale di Gaza dove lavorava, anche sotto le bombe, per salvare vite umane. Da due anni è detenuto senza nessuna colpa e sottoposto a duri interrogatori solo perché è palestinese. Suo figlio di 15 anni è stato ucciso dall’esercito di occupazione di fronte al suo ospedale. Numerose associazioni dei diritti umani chiedono la sua liberazione, ma i governi europei, come quello italiano, non intervengono”.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, un mese e 7 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi lunedì 22 giugno 2026 aderiscono i seguenti digiunatori: clicca per leggere i nominativi!
Solidarietà/Al-Najdah
Sono stati trasferiti ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e donatrici.
Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!
È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).
Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 160. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.
Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .
La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.
Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Tutti gli altri eventi e campagne: clicca!
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