Per ascoltare l’audio di oggi, 24 giugno 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/169 (2121)

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Causale: Donazione per Anbamed

A maggio, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 1.085 € (+ 570 €) rispetto al precedente mese di aprile).

Andiamo avanti!

Adozioni a distanza: È stato importantissimo anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 4.690,00 € per adozioni + per pasti caldi e per il libro “Strega!”; nel solo mese di maggio.

Siamo a 160 adozioni.

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

Sempre per email: anbamedaps@gmail.com                                                                                      

Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.

Sono stati trasferiti ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio 2026: la somma è di 39.291,00 €. Grazie a tutt3 i donatori e le donatrici.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Continuano le violazioni israeliane della falsa tregua. I più importanti attacchi israeliani nella Striscia di Gaza dall’alba di ieri:

Un palestinese è stato ucciso e altri feriti in un attacco di un drone israeliano contro una motocicletta, a ovest di Khan Younis.

Diverse persone sono rimaste ferite quando un drone israeliano ha sganciato bombe, incendiando le tende degli sfollati nella zona di Atatra a Beit Lahia, a nord-ovest della Striscia di Gaza.

Ismail Mahmoud Al-Masri (48 anni) è stato ucciso e diverse altre persone sono rimaste ferite in un attacco israeliano contro un gruppo di civili nella zona di Al-Mawasi a Khan Younis.

Un bambino è stato ferito da colpi di arma da fuoco israeliani nella zona di Al-Iqlimi, a sud di Al-Mawasi, Khan Younis.

Veicoli militari israeliani hanno aperto il fuoco verso le zone orientali di Khan Younis, in concomitanza con la ripresa delle demolizioni di case nella stessa zona.

Carri armati israeliani hanno sparato proiettili a nord-ovest di Gaza City.

Cannoniere navali israeliane hanno preso di mira il mare al largo di Rafah con colpi di cannone e artiglieria, per impedire ai pescatori di uscire in mare.

Aerei da guerra israeliani hanno lanciato un raid aereo contro la scuola “Martiri di Gaza” vicino all’ospedale Al-Durra, a est del quartiere di Al-Tuffah, a est di Gaza City.

L’esercito di occupazione ha intimato a decine di famiglie di evacuare le proprie tende nella zona di Sheikh Ajlin, a Gaza City. Subito dopo, la zona è stata bombardata dai caccia di Tel Aviv, con diversi uccisi e feriti.

Testimoni oculari hanno riferito che veicoli militari israeliani sono avanzati nella zona di Al-Atatra, a nord-ovest di Beit Lahia, nella Striscia di Gaza settentrionale, e hanno assediato le famiglie sfollate all’interno delle loro tende.

Nostri contatti hanno riportato che carri armati israeliani hanno aperto il fuoco intensamente verso la zona di Al-Satar Al-Sharqi, a nord di Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale.

Neanche i morti si salvano dalla furia dei soldati israeliani. La protezione civile ha comunicato di aver trasferito 40 corpi dal cimitero di Sheikh Raduan, nella zona nord occidentale di Gaza città, dopo che i soldati israeliani avevano devastato le tombe, esponendo i corpi all’aria aperta. Un vandalismo irrispettoso che denota l’inciviltà degli invasori.

A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Aggressione USA-Israele sull’Iran

Oman e Iran stanno studiando le regole per i dazi di passaggio dallo stretto di Hormuz, dopo la conclusione della finestra di 60 giorni. Dalla data della firma dell’accordo lo hanno attraversato 150 navi. Anche i porti iraniani sono stati sbloccati.

Non è finita invece la guerra di dichiarazioni propagandistiche dalle due parti. Quelle di Trump sono come al solito condite di un po’ di minacce: “Le nostre forze sono ancora lì in zona e se gli iraniani non hanno imparato ancora la lezione, torneremo a colpire”.

Il premier pachistano, Sharif, dopo l’incontro con il presidente iraniano, Pezeshkian, ha dichiarato che “bisogna mettere fine al doppio standard. Non si può permettere ad alcuni paesi di produrre missili balistici ed a altri no”.  E poi ha aggiunto che finora nelle trattative non si è mai parlato del nucleare iraniano, argomento che è all’ordine del giorno delle trattative future.

Il direttore dell’AIEA, Grossi, vuole al più presto visionare i siti nucleari iraniani. “per controllare il livello dell’arricchimento e le condizioni di sicurezza dei siti”. La risposta di Teheran non si è fatta attendere, delegata alla stampa governativa: “Quando i nostri siti nucleari civili sono stati bombardati, il signor Grossi non ha aperto bocca. Adesso vuole visionare, per andare a riferire a chi?”. Un’accusa palese di spionaggio ad uno dei più controversi enti internazionali.

Libano

Presso la sede del Dipartimento di Stato Usa a Washington si è tenuto il quinto round di negoziati diretti tra Libano e Israele, che proseguiranno per tre giorni consecutivi su temi sia politici che militari, in concomitanza con gli attacchi e le violazioni israeliane nel Libano meridionale, che hanno causato due morti e un ferito, in un contesto di fragile cessate il fuoco.

Secondo la Protezione Civile, due giovani sono stati uccisi e un terzo ferito quando soldati dell’esercito israeliano hanno aperto il fuoco con mitragliatrici contro di loro mentre si trovavano vicino a un bulldozer che stava lavorando alla costruzione di una strada nel quartiere di Deir, nella città di Nabatieh al-Fawqa, nel Libano meridionale. L’esercito israeliano per coprire il crimine attuato contro lavoratori civili, parla di “due armati che sono stati neutralizzati”.

Il governo libanese sta andando passo dopo passo verso la guerra civile. Invece di valorizzare il sostegno iraniano nelle trattative con gli Usa per includere il cessate il fuoco in Libano, il ministro degli esteri di Beirut ha affermato che il paese non accetta le interferenze di altri e non permette a nessuno di negoziare al suo posto. Il ministro della giustizia ha rincarato la dose ulteriormente sostenendo che “il disarmo di Hezbollah è una questione di sovranità”. Il segretario di Hezbollah, Naim, ha risposto che la “resistenza contro l’occupazione è un dovere legittimo. La nostra battaglia è contro gli invasori e chi vuole il ritiro dell’esercito di occupazione deve mobilitarsi, invece di limitarsi alle dichiarazioni bellicose contro la resistenza”.

La stampa israeliana parla di “ritiro parziale e simbolico da alcune parti del sud Libano da consegnare all’esercito di Beirut, sotto sorveglianza israeliana, per accertare il disarmo di Hezbollah”.

Il ministero della sanità libanese ha informato che il numero delle vittime dell’aggressione israeliana è stato finora di 4192 uccisi e 12.171 feriti.

A Tel Aviv manifestazioni dei parenti dei soldati che accusano il governo di aver abbandonato i loro figli alla loro sorte: “o lasciateli finire il lavoro oppure ritirateli. La mancanza di chiarezza negli obiettivi e le interferenze esterne (Usa. NdR) sono nefaste. Limitare il loro ruolo alla difesa significa lasciarli come un bersaglio agli attacchi. Non vogliamo che i nostri figli tornino dal fronte nelle bare”. Dello stesso tono gli attacchi dell’opposizione centrista, che accusa Netanyahu di aver ridotto Israele alla dipendenza dalle decisioni di Washington e di mettere in pericolo la vita dei soldati per suoi calcoli politici. Razzismo allo stato puro. Guardano soltanto al proprio ombelico. Delle 16 mila vittime libanesi non interessa loro nulla.

Cisgiordania

Deportazione coercitiva. È questo il significato dell’azione vandalica dell’esercito israeliano, ieri, a Shu’fat, a nord di Gerusalemme occupata, con la devastazione dei negozi commerciali di tutta la strada principale del campo profughi. Un attacco gratuito e immotivato ispirato unicamente ad indurre paura nella gente palestinese e di sentirsi insicura, oltre a perdere il lavoro e il sostentamento economico dalle proprie attività.

All’alba di oggi, mercoledì, nel villaggio di Burin, a sud di Nablus, alcuni coloni ebrei israeliani hanno attaccato le case dei palestinesi, aggredendo un residente e i suoi figli e danneggiando due veicoli.

Ieri, martedì, decine di coloni hanno preso d’assalto il sito archeologico nella città di Sebastia, a nord-ovest di Nablus, sotto la stretta protezione delle forze di occupazione israeliane. Il sindaco di Sebastia, Muhammad Azem, ha dichiarato che decine di coloni hanno fatto irruzione nel sito archeologico, in un contesto di massiccio dispiegamento dell’esercito di occupazione nella zona per la protezione dell’assalto dei coloni.

In un altro sviluppo, le forze di occupazione israeliane hanno preso d’assalto la città di Nablus, schierandosi intorno alla Città Vecchia e al mercato.

Per comprendere il significato dell’espansionismo israeliano con annessione, Apartheid e deportazione dei nativi, leggete l’articolo del collega Michele Giorgio, ripreso da il manifesto: QUI

Uccisione mirata dei bambini come parte del genocidio

Rapporto ONU rivela lo sterminio di bambini a Gaza e le torture subite nelle carceri israeliane

La Commissione d’inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite ha rivelato che Israele continua a commettere genocidio e altri crimini efferati prendendo di mira deliberatamente i bambini palestinesi nella Striscia di Gaza e nella Cisgiordania occupata.

Il rapporto, pubblicato ieri martedì a Ginevra, spiega che il deliberato accanimento contro i bambini rivela l’intenzione di Israele di eliminare i palestinesi, in tutto o in parte. Il rapporto evidenzia che i bambini sono soggetti ad arresti e torture sessuali nelle carceri israeliane, e che i reparti di maternità vengono presi di mira, minacciando la sopravvivenza dei neonati e il futuro riproduttivo delle donne palestinesi.

La Commissione ha avvertito che le politiche di fame, assedio e distruzione dei servizi sanitari e scolastici avranno effetti devastanti e duraturi sui bambini di Gaza. Ha esortato la comunità internazionale ad adempiere ai propri obblighi legali, a garantire la responsabilità per questi crimini e a porre fine alla presenza israeliana nei territori occupati.

Yemen

Negli ultimi due giorni, in Yemen si è assistito a un’escalation militare in diverse aree, tra le forze governative sostenute dall’Arabia Saudita e il gruppo Ansar Allah (Houthi), sostenuto dall’Iran. che ha minacciato di riprendere le ostilità contro le forze governative. Questi sviluppi potrebbero mettere a repentaglio la relativa e tacita tregua che dura da oltre quattro anni.

Secondo la tv di Stato yemenita, che trasmette da Riad, gli scontri sono proseguiti per diverse ore nella serata di lunedì, con bombardamenti di artiglieria e scambi di fuoco, che hanno provocato il ferimento di cinque soldati. A Sanaa, gli Houthi hanno annunciato l’uccisione di due alti ufficiali del movimento e dichiarato la mobilitazione generale “per far fronte alla nuova situazione militare e politica nello Yemen e per la fine dell’assedio”.

La storia di Sarah Rajab e della sua famiglia annientata

Israele non colpisce i bambini gazzawi come vittime collaterali, ma mira a uccidere il futuro di Gaza, annientando i bambini. Qui vi raccontiamo la storia di Sarah Rajab. Aveva 9 anni quando un missile l’ha presa di mira il 27 maggio, primo giorno della Festa di Eid Al-Adha. Era l’ultima della sua famiglia, cancellata per mano israeliana dal registro anagrafico palestinese. Leggi tutto!

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, un mese e 9 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi mercoledì 24 giugno 2026 aderiscono i seguenti digiunatori: cliccate per leggere i nominativi!

Solidarietà/Al-Najdah

È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)

Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.

Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.

Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e donatrici.

Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!

È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).

Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 160. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.

Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .

La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.

Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

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