
I primi sei mesi del 2026 sono stati particolarmente impegnativi e densi di presentazioni, articoli, dibattiti e conferenze, un breve riassunto delle cose più interessanti con le segnalazioni più significative.
1. Il giardino arabo
Il giardino ha un ruolo centrale nella cultura e nell’arte araba e musulmana. La penisola arabica, il territorio abitato dalle tribù arabe nucleo primordiale dell’Islam, è una grande distesa desertica, uno “scatolone di sabbia”, arido e senza piogge; le oasi quale unico luogo di ristoro nelle lunghe traversate lungo le vie carovaniere. Acqua e vegetazione lussureggiante sono perciò un desiderio, un sogno da realizzare che diventa una promessa nell’aldilà; altri popoli di origine diversa, persiana, turca, mongola, indiana, berbera interpreteranno il giardino con le loro specificità culturali, dando origine a luoghi spettacolari colmi di colore profumi per contemplare e godere delle bellezze della natura. A Napoli ho tenuto una conversazione/conferenza su “Fiori e colori dei giardini arabo islamici” nell’ambito della manifestazione nazionale “Appuntamento in Giardino”, manifestazione nata per sensibilizzare e far conoscere il patrimonio dei parchi e dei giardini italiani, un’iniziativa questa, avviata nel 2018, promossa da APGI-Associazione Parchi e Giardini d’Italia in collaborazione con Ales Spa e con il patrocinio del Ministero della Cultura e ANCI-Associazione Nazionale Comuni Italiani e ancora con il patrocinio della Commissione europea e del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi in accordo con l’iniziativa Rendez-vous aux jardins che si svolge in contemporanea in oltre 20 Paesi europei, con l’intento di far conoscere il giardino nelle sue diverse declinazioni: botaniche, architettoniche, culturali. Il tema scelto per questo 2026 LA VISTA mi ha permesso di approfondire il significato dei cinque sensi e dei colori dei fiori simbolo della cultura araba, nella cornice di un’oasi verde nel cuore del quartiere Vomero: il villino Casciaro. Per approfondire tutte le diverse tipologie del giardino islamico basta esplorare le pagine del sito. Clicca qui.
Seguiranno altri incontri sul tema nei giardini mediterranei delle isole del Golfo di Napoli, a luglio a Procida; restate in contatto!
2. Rawābit/Connessioni
Nella rubrica Rawābit/Connessioni – Temi, spunti e curiosità da GCCK ritrovate tutti i post pubblicati sulla pagina Facebook Giuliana Cacciapuoti GCCK in cui racconto in modo semplice e sintetico ma mai superficiale alcuni aspetti del mondo arabo-islamico. L’articolo più cliccato da gennaio a giugno 2026 è stato quello sulla Moschea di Sultan Ahmed ad Istanbul, ma potete navigare nel sito alla ricerca delle curiosità, degli approfondimenti e temi sul mondo arabo islamico che preferite.
3. Donne musulmane
Il tema dei diritti delle donne in tutti i paesi arabi e musulmani hanno avuto rilevanza e diverse occasioni di confronto e dibattito. Dal sito è scaricabile il PowerPoint della relazione che ho tenuto in inglese dal titolo: ‘Nobel Peace Prize winners: women fighting for rights and freedom in Arabic-Islamic world’ – A Napoli, nell’ambito di University Women of Europe CONFERENCE & GENERAL ASSEMBLY NAPOLI, ITALY (6 – 9 NOVEMBER 2025) WOMEN’S VOICES AND SKILLS FOR A FUTURE OF PEACE in collaborazione con Egirls. Clicca qui per scaricarlo.
4. Recensioni e pubblicazioni di Astarte
La casa editrice ASTARTE che nella collana Manifesta racconta le molteplici esperienze di donne, soggettività LGBTQ+, mascolinità in trasformazione e lotte (trans)femministe quali lenti attraverso cui leggere e comprendere i profondi cambiamenti in atto nella realtà araba musulmana contemporanea, superando stereotipi patriarcali e orientalisti, ha pubblicato molte opere interessanti di cui ho recensito tre uscite, di cui l’ultima in ordine di tempo è Tunisia in rivolta.
Ma la novità più interessante che segnalo alla vostra attenzione è l’originale “Femministe musulmane” saggio illustrato di Jamal Ouazzani e Zainab Fasiki che ripercorre le vite e le lotte di venti figure emblematiche – maghrebine, arabe, nere, asiatiche, iraniane, queer, con o senza velo, e di cui potete conoscere voci e visioni. Pubblicato nel maggio 2026 il libro esplora le lotte e il pensiero di venti attiviste, studiose e teologhe per sfatare il pregiudizio che fede e femminismo siano inconciliabili. Il volume abbatte gli stereotipi orientalisti sull’Islam, dimostrando come sia possibile conciliare l’attivismo politico con la pratica religiosa. Tra i temi centrali affrontati nel testo troviamo l’interpretazione femminista del Corano e la riforma del diritto di famiglia. Non a caso l’opera si avvale delle prefazioni di due importanti studiose del mondo islamico e femminista: Asma Lamrabet per il testo francese e Renata Pepicelli, direttrice della collana, che cura l’edizione italiana tradotta da Carolina Paolicchi. In un mondo in cui i pregiudizi sull’Islam e sul femminismo circolano con sconcertante facilità, questo libro offre una prospettiva sul femminismo islamico. “Femministe musulmane” dimostra che non solo si può essere femministe e musulmane, ma femministe proprio perché musulmane.
5. Donne musulmane: Afghanistan e Iran
In collaborazione con la Rete per la Parità, Federazione Comunità Evangeliche Italiane e il Museo delle Civiltà di Roma-MUCIV è in fase di completamento il progetto per rendere onore alle donne afghane alla loro arte e cultura, esule e resistente, oltre ogni apartheid di genere attuato nella loro nazione. Il lavoro lungo e paziente di alcune rifugiate afghane è ormai in via di conclusione e sarà pronto per essere presentato a Roma.
In conclusione una segnalazione raffinata e insieme gradevolmente colma di ironia, opera di rigore scientifico e accademico, pubblicata grazie al sostegno della Rete per la Parità, a firma della studiosa Leila Karami, Il godibilissimo e curato saggio scientifico, con note e osservazioni; “Da Teheran alla Mecca” Il diario di viaggio di Mehramah Khanun nobile persiana.” Il racconto dell’avventuroso percorso di una viaggiatrice ottocentesca indipendente e volitiva che nel compiere il pellegrinaggio a Mecca, ci offre una cronaca storica colma di giudizi tranchant su usi e costumi arabi attraverso lo sguardo di una principessa persiana, in giro da sola con il suo seguito nella penisola arabica.
In attesa di una nuova newsletter con i principali appuntamenti autunnali, le presentazioni e gli incontri in Italia, as-salam aleikum, dove la parola pace non sia solo saluto ma realtà solida e sicura al più presto possibile.
