Per ascoltare l’audio di oggi, 02 luglio 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/177 (2129)
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A giugno, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 320,00 € ( – 765,00 €) rispetto al precedente mese di maggio).
Datevi da fare, cari lettori e ascoltatori!
Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.202,55 € per adozioni + per pasti caldi e 725,00 € per il libro “Strega!”; nel solo mese di giugno. Siamo a 164 adozioni + 2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito. Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!
I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.
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Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.
A metà giugno, sono state trasferite, ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio 2026: la somma è di 39.291,00 €. Grazie a tutt3 i donatori e le donatrici.
Le notizie
Genocidio a Gaza
Gli sviluppi più significativi nella Striscia di Gaza dall’alba di ieri:
Cannoniere israeliane hanno aperto il fuoco in mare al largo della Striscia di Gaza meridionale;
Intenso fuoco di artiglieria da parte di carri armati israeliani avanzati a est della città di Al-Qarara, a nord di Khan Younis;
Le forze di occupazione hanno condotto un’operazione di demolizione a nord-est di Khan Younis;
Veicoli militari israeliani hanno sparato contro le tende degli sfollati nella zona di Al-Mawasi a Rafah;
L’artiglieria israeliana ha bombardato aree a nord-est del campo profughi di al-Bureij;
Aerei da guerra israeliani hanno preso di mira un civile disarmato mentre camminava vicino alla rotonda di Dabit, nel centro di Gaza Città;
Un altro civile, Azmi Jumaa al-Louh, è stato ucciso dal fuoco israeliano nella zona di al-Mawasi;
Gli ospedali di Gaza hanno segnalato 3 morti e oltre 10 feriti nei raid aerei israeliani su Gaza Città a partire da questa mattina.
La Ministra per gli Insediamenti e membro del Gabinetto Orit Strock ha dichiarato: “Gaza è nostra, Gaza fa parte della Terra d’Israele. Spero che il Primo Ministro approvi al più presto la costruzione di insediamenti nella parte settentrionale della Striscia di Gaza.”
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco
Situazione umanitaria a Gaza
Protezione Civile a Gaza ha fornito i seguenti dati:
Sono trascorsi 1.000 giorni dall’inizio dell’aggressione. Le operazioni di soccorso si sono svolte in condizioni difficili, nonostante le risorse limitate e i continui attacchi.
145 membri della Protezione Civile sono stati uccisi e altri 347 feriti durante lo svolgimento delle loro mansioni.
Il 94% dei quartier generali e dei centri della Protezione Civile è stato distrutto e gli equipaggi sono stati presi di mira 38 volte durante le operazioni di soccorso.
Sono state ricevute 191.043 richieste di soccorso, ma solo il 49,8% ha ricevuto risposta a causa della mancanza di risorse.
39 veicoli sono fuori servizio e 45 necessitano di manutenzione urgente.
La tattica militare del doppio attacco a pochi minuti di distanza è stata un’azione criminale diretta contro i soccorritori civili.
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Libano

Il criminale di guerra ricercato, Netanyahu, continua a ripetere “Non ci ritireremo dal Libano. Sono in corso bombardamenti e distruzioni programmate, per radere al suolo la vita nei villaggi libanesi e preparare il terreno alle future colonizzazioni ebraiche.
Ieri sono stati particolarmente violente le distruzioni delle case a Hadatha e Beit Yahoun (vedi immagine).
In Libano è rottura degli equilibri all’interno stesso delle strutture dello Stato e non solo crisi politica. Nella mattinata di ieri è trapelata la notizia del licenziamento del capo di Stato maggiore e dei vertici della sicurezza,
“per dissidio sull’andamento delle trattative con Israele”. Ma poi nel pomeriggio la crisi si diradata e il premier Salam ha negato la notizia ed espresso la sua piena fiducia. Subito dopo il vertice politico ha cambiato il suo discorso di minaccia nei confronti di Hezbollah e di critiche ai negoziati iraniani per la fine dell’invasione israeliana del Libano. Salam ha affermato che Beirut chiede un programma non condizionato di ritiro dell’esercito israeliano dal Libano.
Crisi del Golfo
Nel quindicesimo giorno dopo la firma del memorandum d’intesa tra Washington e Teheran, e 125 giorni dopo lo scoppio dell’aggressione israelo-statunitense, ecco gli avvenimenti della giornata di ieri:
Il portavoce del Ministero degli Esteri del Qatar ha dichiarato che i mediatori del Qatar e del Pakistan hanno concluso incontri separati a Doha con le delegazioni Usa e iraniana.
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha smentito le notizie secondo cui all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) sarebbe stata concessa l’autorizzazione a ispezionare gli impianti nucleari bombardati.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che tutte le azioni intraprese durante i negoziati erano in linea con le politiche stabilite dal Paese. La dichiarazione è arrivata dopo che la tv di Stato iraniana aveva tagliato un’intervista con il negoziatore Ghalibaf, segno di dissidi all’interno del vertice iraniano sulle trattative.
Gli inviati Usa Steve Wittkopf e Jared Kushner hanno mandato all’Iran il messaggio che la sua richiesta di dazi doganali avrebbe potuto compromettere le possibilità di raggiungere un accordo con gli Stati Uniti.
Washington e Teheran hanno raggiunto un’intesa durante i colloqui di Doha in merito alla prima tranche dei beni iraniani congelati.
Il viceministro degli Esteri iraniano ha annunciato la conclusione dei colloqui con le parti del Qatar e del Pakistan a Doha, senza citare Washington.
Cisgiordania
Il governo israeliano ha approvato la realizzazione, nei prossimi mesi, di 6 nuovi insediamenti nei dintorni di Ramallah, per un costo di decine di milioni di shekel.
La furia dei coloni ebrei israeliani contro la popolazione nativa palestinese sta prendendo una forma programmata e studiata a tavolino, in combutta con l’esercito e il governo. Attacchi contro la popolazione nei villaggi ed alla periferia della città sono accompagnati da occupazione di case, cacciando gli abitanti con la forza delle armi. Nella sola giornata di ieri, di attacchi simili ne sono stati fatti 13, sempre con il supporto dei soldati.
A questo programma di deportazione, c’è un altro piano per la distruzione dell’economia palestinese e rendere la vita agli autoctoni un inferno. È il blocco dei check-point predisposti sulle principali arterie della Cisgiordania. Ieri sono state bloccate quelle attorno a Ramallah e Betlemme. Non sono operazioni armate violente, ma uno strozzamento silente della vita di tre milioni di palestinesi.
Prigionieri palestinesi
Ieri, a Gerusalemme, le forze di occupazione hanno arrestato 20 palestinesi, tra i quali 5 donne e un giornalista. Non sono state avanzate nei loro confronti accuse, ma sembra che gli arresti sono avvenuti sulla base di post sui social. Se metti la bandiera palestinese sul tuo profilo e sei abitante di Gerusalemme (che per gli israeliani è parte dello Stato; anzi la sua capitale, anche se è riconosciuta soltanto da Usa e qualche altro paese satellite), hai commesso un reato. Se sei ebreo israeliano, non ti arrestano; se sei palestrinese musulmano o cristiano, finisci diritto in carcere.
È la democrazia dell’Apartheid israeliana.
Il Consiglio degli affari
In un post pubblicato mercoledì sui social, il Consiglio per gli Affari ha dichiarato che l’UNRWA non avrà più posto nel futuro della Striscia di Gaza, ribadendo il proprio impegno a porre fine a quella che ha definito “la continua dipendenza dagli aiuti” e aggiungendo che “il popolo di Gaza merita di meglio”. (leggi tutto sul casnale social)
Il Consiglio per gli affari è una delle strutture amministrative di transizione per Gaza, approvata da Trump il 16 gennaio, insieme al Consiglio Esecutivo di Gaza, al Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza e alla Forza Internazionale di Stabilizzazione. Il capo di questo Consiglio degli Affari, Mladenov, percepisce uno stipendio annuo di 400 mila dollari e poi pontifica che bisogna mettere fine agli aiuti umanitari per la popolazione, condendola con una frase ad effetto, ma non significa nulla, “I palestinesi meritano meglio”. Il piano concreto prevede le isole di accoglienza umanitaria in alcune zone di Gaza, dove i palestinesi saranno rinchiusi, dopo aver subito l’identificazione biometrica. Il tutto in pieno coordinamento con l’esercito di occupazione. È la via strisciante verso la deportazione, assecondando i piani di Israele.
Boicottaggio
Un colpo alla normalizzazione accademica: un organismo europeo appoggia il boicottaggio delle università israeliane. Il Gruppo permanente dell’Unione europea su genere e politiche ha votato all’88% a favore dell’appello palestinese al boicottaggio degli istituti accademici israeliani complici. Si è impegnato a interrompere collaborazioni, finanziamenti ed eventi congiunti con tali istituti e ha esortato ricercatori e università ad adottare misure analoghe.
Mille giorni di genocidio
Domani, venerdì 3 luglio, è il millesimo giorno di genocidio a Gaza.
Anbamed ha indetto una giornata nazionale di digiuno, per scuotere le coscienze e dire BASTA!
La rete Palestina Anima Mundi sta organizzando a livello nazionale, in tutte le città dove ci sono presidi, una giornata nazionale per dire basta!
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
La redazione di Anbamed indice per venerdì 3 luglio una giornata di digiuno nazionale contro il genocidio a Gaza. Chiediamo a tutti e tutte, singoli o movimenti, comitati, organizzazioni che intendono partecipare di scrivere a anbamedaps@gmail.com, indicando nome e cognome (oppure denominazione) città e motivazione. Oggi, pubblichiamo sul sito tutto l’elenco.
Intanto, prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, un mese e 17 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi giovedì 02 luglio 2026 aderiscono i seguenti digiunatori: cliccate per leggere i nominativi!
La storia di Sarah Rajab e della sua famiglia annientata
Israele non colpisce i bambini gazzawi come vittime collaterali, ma mira a uccidere il futuro di Gaza, annientando i bambini. Qui vi raccontiamo la storia di Sarah Rajab. Aveva 9 anni quando un missile l’ha presa di mira il 27 maggio, primo giorno della Festa di Eid Al-Adha. Era l’ultima della sua famiglia, cancellata per mano israeliana dal registro anagrafico palestinese. Leggi tutto!
Solidarietà/Al-Najdah
Abbiamo spedito alcuni giorni fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.
È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)
Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.
Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.
Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e donatrici.
Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!
È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).
Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 164. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.
Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .
La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.
Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
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