Per ascoltare l’audio di oggi, 03 luglio 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/187 (2130)
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Mille giorni di genocidio a Gaza,
giornata nazionale di digiuno per dire BASTA!
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Le notizie
Genocidio a Gaza
Dopo 1000 giorni di genocidio, Israele continua a sparare, bombardare e distruggere i campi di sfollati a Gaza.
Ecco un elenco delle operazioni militari di ieri, che ci hanno fornito i nostri contatti in loco: “bombardamenti di artiglieria israeliani a est di Gaza Città; l’artiglieria ha preso di mira anche le aree a est di al-Bureij; sei feriti, uno in modo grave, a seguito del bombardamento israeliano di una motocicletta vicino alla moschea Mu’adh ibn Jabal nel campo profughi di al-Nuseirat; feriti in un attacco di droni israeliani ad al-Mawasi, Khan Younis. Un giovane è deceduto a causa delle gravi ferite riportate in questo attacco; due uccisi e diversi feriti nel bombardamento di una tenda vicino a Khan Younis; navi da guerra israeliane hanno aperto il fuoco in mare al largo di Khan Younis, in concomitanza con i bombardamenti di artiglieria che prendevano di mira le aree orientali della città”.
Fonti degli ospedali di Gaza: almeno quattro civili uccisi e 15 feriti nei raid aerei israeliani sulla Striscia di Gaza di ieri.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Siria
Ieri, giovedì, la capitale siriana è stata scossa da un’esplosione che ha colpito un caffè in una zona trafficata e frequentata, provocando finora 9 morti e circa 20 feriti. Si tratta del più grave incidente di sicurezza di questo tipo nel cuore di Damasco degli ultimi mesi.
L’esplosione è avvenuta in un caffè situato in una zona ricca di importanti monumenti di Damasco, tra cui il Palazzo di Giustizia, lo storico Souq di Al-Hamidiyah, la Cittadella di Damasco e via Al-Nasr. L’area è rimasta chiusa per circa due ore.
Quest’area è una delle più frequentate della capitale, con un intenso traffico di turisti, lavoratori e visitatori. Si trova inoltre vicino al vivace Souq di Al-Hariqa, uno dei centri commerciali più importanti di Damasco.
Libano
L’esercito israeliano ha bombardato diverse località nel Libano e ha compiuto distruzioni con la dinamite di case e strade, per impedire il ritorno degli sfollati. Nelle ultime 24 ore, un drone israeliano ha colpito Nabatieh al Fawqa, mentre sono stati segnalati intensi colpi d’arma da fuoco nella zona di Khiam. L’esercito israeliano ha inoltre effettuato demolizioni nei villaggi di Haddatha e Beit Yahoun, nel distretto di Bint Jbeil. Un altro drone ha infine lanciato tre granate sulla località di Yater.
Il presidente libanese Joseph Aoun ha dichiarato che la comunità internazionale deve fare pressione su Israele affinché attui i termini dell'”accordo quadro” e non ostacolarne l’attuazione.
Cominciano ad esprimersi dubbi e contrasti all’accordo quadro negoziato a Washingon anche tra i partiti maroniti. Il capo del Movimento Patriottico Libero in Libano, Gebran Bassil, ha confermato che l’accordo quadro con Israele presenta lacune sia nella forma che nella sostanza, ma che il movimento sostiene i negoziati come alternativa alla guerra.
L’esercito israeliano ha annunciato che la Brigata Givati, una delle sei che hanno invaso il Libano, ha completato la sua missione militare.
A Beirut è arrivato in visita ufficiale il ministro degli esteri siriano, Shibany, che ha assicurato che il suo paese “non sarà coinvolto militarmente in Libano e che il dialogo tra fratelli potrà coinvolgere anche Hezbollah, per aprire una nuova pagine di collaborazione politica ed azione per il progresso e la prosperità economica di tutti i popoli della regione”. Ricordiamo che in una delle sue sparate, Trump aveva avanzato l’ipotesi di far intervenire l’esercito siriano per controllare Hezbollah, ma il nuovo regime siriano non è caduto nella trappola.
Crisi del Golfo
Un pingpong di dichiarazioni tra Washington e Teheran, alla vigilia dei funerali di Stato di Alì Khaminei. Trump ha detto che l’intento non è quello del cambio di regime. “Di fatto è già cambiato, perché gli attuali diurigenti sono più razionali”. Una pezza per coprire il suo fallimento di fronte all’opinione pubblica interna.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha dichiarato che la pace nella regione può essere mantenuta solo se è globale e inclusiva, senza alcuna interferenza esterna.
Il rappresentante dell’Iran presso le Nazioni Unite ha affermato che la priorità deve essere la piena attuazione del Memorandum d’intesa e che qualsiasi violazione da parte degli Stati Uniti incontrerà una risposta iraniana.
Il rappresentante degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite ha dichiarato giovedì al Consiglio di Sicurezza: “Diciamo all’Iran che la chiusura delle vie navigabili internazionali è inaccettabile e non costituisce autodifesa”.
Secondo The New York Times, la Casa Bianca sospettava che Israele potesse assassinare il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il Presidente del Parlamento Mohammad Qalibaf durante i delicati negoziati che hanno avuto luogo in questo trimestre. Washington, per non compromettere i negoziati e portare a una nuova guerra, ha chiesto ad alcuni paesi arabi del Golfo di mettere in guardia l’Iran da questo pericolo.
L’Iran ha adottato rigide misure di sicurezza per proteggere la sua delegazione negoziale, facendo fallire i subdoli piani del ricercato internazionale per crimini di guerra, Netanyahu.
Funerali Khaminei
Una settimana di commemorazioni per il feretro di Alì Khaminei, la guida spirituale iraniana assassinata in un bombardamento israelo-statunitense il 28 febbraio, all’inizio dell’aggressione all’Iran. Le celebrazioni inizieranno oggi, venerdì 3 luglio, con un saluto ufficiale alle delegazioni e ai rappresentanti dei vari Paesi, prima della cerimonia pubblica di commiato che si terrà sabato e domenica presso la Sala di preghiera Imam Khomeini a Teheran. La capitale sarà poi teatro del corteo funebre principale lunedì, dopodiché la salma verrà trasferita a Qom martedì, a Najaf e Karbala, in Iraq mercoledì, e infine il ritorno in territorio iraniano a Mashhad giovedì 9 luglio. Si prevede la partecipazione di milioni di fedeli alle cerimonie, sia in Iraq, sia in Iran. Cerimonie simboliche parallele saranno attuate in Libano e Yemen, dove ci sono comunità confessionali musulmane sciite,
Cisgiordania
Irruzione dei soldati di occupazione nelle province di Betlemme, Nablus, Qalqilia e Jenin. I rastrellamenti nelle case hanno condotto in carcere, nella sola giornata di ieri, 38 palestinesi. Le truppe di occupazione hanno imposto il coprifuoco a Mikhmas, a nord di Gerusalemme occupata. I soldati hanno trasformato la sede del Consiglio comunale in un commissariato per gli interrogatori e gli arresti dei palestinesi.
I coloni ebrei israeliani hanno condotto una serie di operazioni contro villaggi e città palestinesi, che vanno dal taglio dei fili della corrente elettrica, alla devastazione di campi e fattorie agricole, oltre alle occupazioni di terreni per issare avamposti con tende o caravan.
Il governo israeliano ha approvato la costruzione di nuove 13 colonie ebraiche attorno a Gerusalemme, confiscando terreni palestinesi nelle zone limitrofe. Il piano prevede strade di esclusivo uso agli ebrei israeliani e non ai palestinesi musulmani e cristiani.
Prigionieri palestinesi

Una foto che circola sui social media ha scatenato un’ondata di indignazione. Mostra un prigioniero palestinese della Striscia di Gaza in condizioni deplorevoli, bendato e immobilizzato in modo umiliante. L’immagine ha riacceso le accuse contro l’esercito israeliano per il trattamento riservato ai detenuti palestinesi.
La foto era accompagnata dalla frase in ebraico (Buongiorno). La foto la pubblicata un soldato israeliano di nome Josef Benamou, vantandosi delle sue bravate.
L’organizzazione israeliana “Breaking the Silence” ha commentato l’immagine, affermando che “queste sono le immagini che l’esercito israeliano pubblica volontariamente al mondo”, aggiungendo “è un’immagine orribile di un palestinese rapito, legato e bendato in modo deliberatamente umiliante e offensivo”. L’organizzazione ha affermato che “la tortura è una politica israeliana”, aggiungendo che l’esercito israeliano ha reintegrato in servizio soldati accusati di aver torturato un detenuto palestinese, nonostante l’esistenza di prove fotografiche che dimostrano gravi lesioni subite dal detenuto, tra cui un polmone perforato, costole rotte e lesioni rettali, sottolineando che “questo caso è solo la punta dell’iceberg”.
Immaginate se i palestinesi pubblicassero la foto di un ostaggio israeliano in questo Stato: dominerebbe le prime pagine dei giornali, la copertura mediatica e le conferenze stampa della Casa Bianca. Ma quando sono gli israeliani a pubblicare la foto di un ostaggio palestinese, non succede nulla. I media scelgono quali notizie amplificare e quali atrocità ignorare. È la democrazia israeliana.
Algeria
oltre 24 milioni di elettori algerini sono stati chiamati, ieri, alle urne per votare alle elezioni parlamentari e rinnovare i membri dell’Assemblea Nazionale del Popolo. Si tratta di elezioni alla scadenza naturale del parlamento eletto nel 2021. Alle elezioni partecipano 793 liste, per un totale di 9.854 candidati. Di queste, 613 liste rappresentano 32 partiti politici e 125 sono liste indipendenti. I candidati si contendono i 407 seggi dell’Assemblea per una legislatura di cinque anni. Le urne sono state chiuse alle 18:00 ed è in corso lo spoglio delle schede. I risultati dovrebbero essere annunciati domani.
Mille giorni di genocidio
Oggi, venerdì 3 luglio, è il millesimo giorno di genocidio a Gaza.
Anbamed ha indetto una giornata nazionale di digiuno, per scuotere le coscienze e dire BASTA!
La rete Palestina Anima Mundi sta organizzando a livello nazionale, in tutte le città dove ci sono presidi, una giornata nazionale per dire basta!
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
La redazione di Anbamed indice, per oggi venerdì 3 luglio, una giornata di digiuno nazionale contro il genocidio a Gaza. Abbiamo pubblicato sul sito tutto l’elenco.
Intanto, prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, un mese e 18 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi venerdì 03 luglio 2026 alla giornata nazionale di digiuno aderiscono i seguenti digiunatori: cliccate per leggere tutti gli aderenti!
La storia di Sarah Rajab e della sua famiglia annientata
Israele non colpisce i bambini gazzawi come vittime collaterali, ma mira a uccidere il futuro di Gaza, annientando i bambini. Qui vi raccontiamo la storia di Sarah Rajab. Aveva 9 anni quando un missile l’ha presa di mira il 27 maggio, primo giorno della Festa di Eid Al-Adha. Era l’ultima della sua famiglia, cancellata per mano israeliana dal registro anagrafico palestinese. Leggi tutto!
Solidarietà/Al-Najdah
Abbiamo spedito alcuni giorni fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.
È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)
Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.
Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.
Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e le donatrici.
Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!
È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).
Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 164. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.
Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .
La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.
Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
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