Per ascoltare l’audio di oggi, 05 luglio 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/180 (2132)

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Causale: Donazione per Anbamed

A giugno, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 320,00 € ( – 765,00 €) rispetto al precedente mese di maggio).

Datevi da fare, cari lettori e ascoltatori!

Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.202,55 € per adozioni + per pasti caldi e 725,00 € per il libro “Strega!”; nel solo mese di giugno. Siamo a 164 adozioni + 2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito. Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

Sempre per email: anbamedaps@gmail.com

Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Media israeliani sostengono che nei meandri dell’esercito e del governo e relativi organi per la sicurezza si sta discutendo di riprendere, entro ottobre 2026, gli attacchi in grande stile contro la popolazione di Gaza, con il pretesto del mancato rispetto da parte di Hamas della consegna delle armi. La data di ottobre è significativa per le motivazioni elettorali del criminale di guerra ricercato, che così vorrebbe aumentare la sua popolarità tra una maggioranza degli israeliani assetati di sangue e che guardano soltanto al proprio dolore e non a quello degli altri.

Sul campo, stamattina le forze israeliane hanno demolito edifici residenziali nelle aree sotto il loro controllo nella città di Bani Suheila, a est di Khan Younis. Durante la giornata di ieri, fonti degli ospedali di Gaza hanno comunicato che quattro persone sono state uccise e diversi feriti in distinti raid aerei israeliani sulla Striscia di Gaza nella giornata di ieri. Una delle vittime è Hudhaifa Hussein al-Hawajri, di 70 anni, che è stato ucciso a seguito di un bombardamento israeliano nella parte ovest del campo profughi di Jabalia.

Un attacco di droni israeliani ha preso di mira l’area di al-Tuam, a nord di Gaza.

L’esercito israeliano ha effettuato tre operazioni di demolizione nelle aree sotto il suo controllo a est di Khan Younis.

A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco

Situazione umanitaria a Gaza

Oltre alle condizioni materiali di sofferenza e privazioni, la popolazione di Gaza vive una pressione psicologica enorme a causa delle migliaia di dispersi o di rapiti dall’esercito israeliano e ammassati nei campi di concentramento nel deserto del Negev. Le vittime che soffrono di più sono i bambini che non hanno mai conosciuti i genitori o uno di loro.

I bambini crescono senza mai conoscere il volto dei loro padri. La storia del giovane Hassan racchiude la tragedia di un’intera generazione: conosce suo padre, Ahmed Rizqa, solo attraverso una fotografia salvata sul telefono della madre. La madre ha raccontato ad Anbamed, con amarezza, come cerca di creare un legame immaginario tra suo figlio e il padre assente, tentando di compensare la privazione imposta dalla sua incarcerazione.

Secondo Amani Al-Naouq, portavoce del Comitato Internazionale della Croce Rossa, il comitato riceve numerose richieste di informazioni da parte di famiglie palestinesi, ma non è in grado di rispondere. Il comitato ha confermato di non essere riuscito a ottenere alcuna informazione che possa collegarlo ai detenuti palestinesi reclusi nei centri di detenzione israeliani dall’ottobre 2023.

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Libano

Non c’è tregua in Libano. Israele viola il finto cessate il fuoco e il criminale di guerra ricercato si accinge a volare a Washington per incontrare Trump e convincerlo a non imporre un ritiro israeliano dal Libano prima delle elezioni di fine ottobre in Israele.

L’artiglieria israeliana ha preso di mira il Monte Basilio, di fronte alle città di Ramiya e Beit Leef. Droni israeliani hanno lanciato un attacco aereo contro un’area aperta nella città di Siddiqin. L’esercito israeliano ha condotto un’operazione di bombardamento su larga scala nella città di Beit Yahoun.

Il Ministero della Salute libanese ha riferito che 4.303 persone sono state uccise e 12.202 ferite negli attacchi israeliani dal 2 marzo.

Iran

Cerimonie di funerali di Stato per l’uccisione 4 mesi fa della guida spirituale iraniana, Alì Khaminei, a 86 anni. Ieri e oggi sono le giornate per il commiato popolare e si parla della mobilitazione di almeno 15 milioni di visitatori al mausoleo Khomeini nel centro della capitale Teheran.

Sono scene di dolore, ma anche di resistenza contro gli invasori. “Morte agli USA, morte a Israele”, gradava la folla. Molti media hanno intitolato sull’assenza dell’attuale guida, il figlio Mujtabi oppure sulle dichiarazioni sconsiderate di Trump: “Pensavo lo odiassero. Potremmo ucciderli tutti, ma così non avremmo più nessuno con cui trattare”. La cosa interessante è che queste dichiarazioni sconsiderate non vengono commentate come meritano: parole di un pazzo assestato di sangue.

Le trattative tecniche Iran-Usa a Doha sono sospese fino alla conclusione della settimana di lutto.  

Cisgiordania

Il presidente del consiglio del villaggio di Umm Safa, in Cisgiordania, ha riferito di sei feriti a causa di colpi d’arma da fuoco durante gli scontri con le forze israeliane, seguiti a un attacco dei coloni.

Coloni ebrei israeliani hanno dato fuoco a un ristorante durante un raid delle forze israeliane nel villaggio di Al-Lubban Al-Sharqiya, a sud di Nablus.

Ieri sera, sabato, coloni israeliani, protetti dalle forze di occupazione israeliane, hanno attaccato il villaggio di Deir Jarir, a est di Ramallah.

Nostri contatti hanno riferito che i coloni hanno attaccato la periferia di Deir Abu Jarir e che i residenti hanno reagito, dando luogo a scontri. I soldati di occupazione hanno fatto irruzione nel villaggio per proteggere i coloni, hanno perquisito una moschea e hanno arrestato i fedeli al suo interno.

Queste sono soltanto tre delle 27 aggressioni avvenute ieri in Cisgiordania per mano dei coloni appoggiati dai soldati di occupazione.

Prigionieri palestinesi

L’organizzazione israeliana Medici per i Diritti Umani (PHR) ha denunciato un grave peggioramento delle condizioni di salute del dottor Hussam Abu Safieh, direttore dell’ospedale Kamal Adwan nel nord di Gaza, in seguito al suo trasferimento nella sezione “Rekafet” del carcere di Nitzan.

PHR ha dichiarato che l’avvocato, Nasser Odeh, ha documentato gravi lesioni, segni di aggressione, difficoltà respiratorie e ripetuti episodi di perdita di coscienza dopo averlo visitato il 2 luglio.

Secondo Odeh, Abu Safieh è stato condotto alla visita ammanettato e incatenato, circondato da un gruppo di guardie mascherate. Presentava inoltre recenti e gravi lesioni ed ematomi alla testa, intorno agli occhi, alle orecchie e al collo, al punto che il suo avvocato ha avuto difficoltà a riconoscerlo.

PHR ha ribadito la sua richiesta di rilascio di Abu Safieh e degli altri medici detenuti senza accusa né processo.

Anche l’organizzazione Euro-Mediterranean Human Rights Monitor ha lanciato un appello urgente al Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) affinché visiti i dottori Hussam Abu Safieh e Marwan al-Hams, prima che vengano uccisi sotto tortura nelle carceri israeliane.

“Richiesta al CICR di intensificare gli sforzi per ottenere un accesso immediato ai due medici e far loro visita. Informazioni attendibili indicano un grave deterioramento delle loro condizioni di salute a seguito di torture e percosse brutali”.

Ipocrisia del colonialismo culturale

Il British Museum ha rimosso termini come “Palestina”, “palestinese” e “occupazione israeliana” da alcune delle sue mostre, dopo mesi di pressioni e proteste da parte di attivisti pro-Is nel corso del 2024. Il gruppo “Culture Unstained” ha chiesto un’indagine indipendente sul processo decisionale e sulle successive dichiarazioni della direzione.

Messaggi interni della direzione del museo, trapelati anonimamente, hanno contraddetto l’affermazione del museo secondo cui le modifiche sarebbero seguite a un “test pubblico”. I documenti hanno rivelato che nessun test di questo tipo ha avuto luogo e che alcune modifiche sono state implementate poche ore dopo una segnalazione di lobby filo israeliane finanziatrici del museo.

Mille giorni di genocidio

Si è svolta venerdì 3 luglio la giornata nazionale di digiuno, indetta da Anbamed, per i mille giorni di GENOCIDIO a Gaza. Vi hanno partecipato moltissime persone di ogni angolo d’Italia ed anche dall’estero. Moltissimi i comitati, i gruppi, le associazioni che hanno aderito e organizzato eventi di piazza o in luoghi pubblici per un momento di digiuno collettivo.  cliccate per leggere tutti i nominativi!

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Intanto, prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, un mese e 20 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi domenica 05 luglio 2026 alla giornata nazionale di digiuno aderiscono i seguenti digiunatori: clicca!

La storia di Sarah Rajab e della sua famiglia annientata

Israele non colpisce i bambini gazzawi come vittime collaterali, ma mira a uccidere il futuro di Gaza, annientando i bambini. Qui vi raccontiamo la storia di Sarah Rajab. Aveva 9 anni quando un missile l’ha presa di mira il 27 maggio, primo giorno della Festa di Eid Al-Adha. Era l’ultima della sua famiglia, cancellata per mano israeliana dal registro anagrafico palestinese. Leggi tutto!

Solidarietà/Al-Najdah

Abbiamo spedito alcuni giorni fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.

È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)

Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.

Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.

Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e le donatrici.

Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!

È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).

Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 164. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.

Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .

La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.

Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

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