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L’Unione dei Comitati Sanitari riapre la sua sede a Khan Younis dopo oltre mille giorni di genocidio

L’Unione dei Comitati Sanitari ha riaperto, ieri domenica 5 luglio 2026, la sua sede sanitaria nel cuore di Khan Younis, a più di mille giorni dall’inizio del gernocidio nella Striscia di Gaza. Tutte le sedi dell’Unione erano state distrutte dai bombardamenti mirati israeliani. Il perasonale sanitario ha sempre lavorato in situazioni provvisorie e precarie. La ristrutturazione della sede di Khan Younis è una speranza di riavvio delle attività al servizio dei malati e feriti. Questo passo sottolinea l’impegno costante dei Comitati Sanitari nel fornire servizi di cura e diagnosi e rafforzare la resilienza dei cittadini, nonostante le difficili condizioni umanitarie. Questo passo è stato possibile a seguito della ricostruzione della sede, gravemente danneggiata dai bombardamenti. L’Unione dei Comitati Sanitari è in collegamneto diretto con Al-Najdah (Soccorso Sociale), l’associazione con la quale Anbamed è impegnata nel progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza.

Alla cerimonia di apertura hanno partecipato numerose personalità di spicco, rappresentanti di organizzazioni comunitarie e residenti della zona. Tutti hanno sottolineato l’importanza della ripresa delle attività delle strutture sanitarie come elemento fondamentale per soddisfare i bisogni della popolazione e alleviare le sue sofferenze nel contesto della crisi umanitaria in corso.

Nel suo intervento alla cerimonia, la responsabile del settore infermieristico dell’Unione dei Comitati Sanitari, la signora Duha Tayeh, ha affermato che la riapertura della sede centrale rappresenta un messaggio di speranza e resilienza, a testimonianza della determinazione dell’Unione a continuare a fornire servizi sanitari ai cittadini. Ha sottolineato che il personale medico e infermieristico continuerà a svolgere la propria missione umanitaria e professionale nonostante le significative difficoltà imposte dall’aggresdsione.

Da parte sua, Luay Abu Muammar, Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Unione dei Comitati Sanitari nella Striscia di Gaza, ha spiegato che l’apertura del centro si inserisce nel quadro dell’impegno dell’Unione a continuare a fornire servizi di assistenza sanitaria di base ai cittadini. Ha evidenziato che l’Unione sta proseguendo nell’attuazione dei piani per la riabilitazione e la gestione dei propri centri sanitari anche nelle altre province, al fine di garantire che i servizi medici raggiungano il maggior numero possibile di palestinesi.

Abu Muammar ha elogiato l’impegno del personale medico e amministrativo dell’Unione, che ha continuato a operare sul campo per molti mesi nei campi profughi, fornendo assistenza sanitaria ai feriti e agli infortunati nonostante i rischi e gli attacchi diretti contro il personale e le strutture mediche durante la guerra genociodaria.

La cerimonia di inaugurazione si è conclusa con una visita guidata del centro, durante la quale i partecipanti hanno potuto conoscere i vari reparti e i servizi medici che offrirà. Gli abitanti della zona hanno accolto con entusiasmo la riapertura del centro, considerandola un passo importante per rafforzare la resilienza della comunità locale e migliorare il livello dei servizi sanitari nelle circostanze eccezionali che la Striscia di Gaza sta affrontando.

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