Per ascoltare l’audio di oggi, 07 luglio 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/182 (2134)

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A giugno, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 320,00 € ( – 765,00 €) rispetto al precedente mese di maggio).

Datevi da fare, cari lettori e ascoltatori!

Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.202,55 € per adozioni + per pasti caldi e 725,00 € per il libro “Strega!”; nel solo mese di giugno. Siamo a 164 adozioni + 2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito. Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

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Le notizie

Genocidio a Gaza

Fonti degli ospedali di Gaza: 6 civili uccisi e oltre 20 feriti a causa degli attacchi delle forze di occupazione israeliane in diverse zone della Striscia di Gaza durante la giornata di ieri.

L’aviazione israeliana ha bombardato il nord di Gaza.

Protezione Civile palestinese hanno informato che le loro squadre hanno completato stamattina il recupero di 8 corpi e resti di martiri dispersi sotto le macerie dell’abitazione della famiglia Safadi nel quartiere di Sabra, a sud di Gaza Città, e stanno ora cercando altri corpi dispersi sotto le macerie dell’abitazione della famiglia Jadallah nella stessa zona.

Due civili uccisi e diversi feriti in un bombardamento israeliano che ha colpito una tenda per sfollati vicino a Roni Street, nella zona di Khan Younis.

Tre pescatori sono rimasti feriti stamattina quando un drone israeliano ha sganciato una bomba sulla loro imbarcazione al largo della costa settentrionale di Gaza City.

Nell’ultimo bilancio, l’ospedale Nasser e il Field Crescent hanno riportato due morti e 15 feriti in un raid aereo israeliano che ha colpito un veicolo nella zona di Mawasi, a Khan Younis.

Un secondo raid aereo, condotto da un drone da ricognizione, ha colpito un’auto vicino alla zona industriale a sud di Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale. Le persone a bordo dell’auto sono rimaste illese.

A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco

Amministrazione di Gaza

Il Dott. Muhammad Hashim Al-Farra, presidente dimissionario del Comitato di monitoraggio dell’operato del governo e del Comitato governativo per le emergenze ha dichiarato in una conferenza stampa: “Presento le mie dimissioni per consentire al Comitato nazionale di iniziare i suoi lavori. Invito tutte le parti e i mediatori a esercitare pressioni sull’occupazione affinché permetta il suo ingresso e la ripresa delle attività.

Le mie dimissioni giungono dopo aver verificato che tutte le procedure necessarie per il passaggio di consegne completo e organizzato delle responsabilità governative siano state completate.

I funzionari che rimangono in carica sono dipendenti pubblici dei settori tecnico, dei servizi e amministrativo, e sono pronti a continuare il loro lavoro e a servire il nostro popolo.

Circa 4.000 dipendenti pubblici, tra cui 85 ufficiali, sono caduti in servizio, assassinati da Israele, mentre svolgevano il loro dovere al servizio dei cittadini e per garantire la sicurezza. Le restanti agenzie governative continuano a svolgere le loro normali attività tecniche e amministrative per garantire la continuità dei servizi e prevenire eventuali interruzioni”.

Le varie strutture promosse dal piano Trump infatti non sono state ammesse ad entrare a Gaza e sono rimaste parcheggiate al Cairo. L’esercito e il governo israeliani avanzavano l’obiezione che non è stato ancora completato il disarmo di Hamas. Con questa azione di Al-Farra cadono tutti i pretesti per il rinvio di applicare le condizioni dell’accordo del 10 ottobre 2025: ingresso degli aiuti umanitari in quantità sufficiente a nutrire la popolazione e garantire l’efficienza del sistema sanitario e l’inizio della seconda fase di ritiro dell’esercito invasore.

Il ricercato internazionale per crimini di guerra e i suoi ministri pensano invece di allargare ulteriormente l’area di Gaza occupata dalle loro truppe. Il fascista Smotrich ha annunciato che presto ci saranno due colonie ebraiche nel nord della Striscia.

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Libano

L’arroganza di Israele si legge chiaramente con l’ultima pretesa di dettare legge sulla scelta dei soldati e ufficiali libanesi che entreranno nelle prospettate due “zone sperimentali”. Tel Aviv ha consegnato un elenco di ufficiali libanesi che non sono graditi alle forze occupanti. Sono pretesti fuori da ogni logica negoziale e servono soltanto a ritardare l’applicazione del poco che è stato concordato. Le due zone infatti non sono città occupate dall’esercito invasore e, quindi, non si tratta di un ritiro.

Inoltre, il cessate il fuoco non è mai stato rispettato da Israele.

L’esercito israeliano ha condotto un’operazione di demolizione nella città di Bint Jbeil, nel Libano meridionale. Media libanesi riferiscono di

tre civili uccisi e diversi feriti a seguito di un raid aereo israeliano contro un veicolo a Nabatieh al-Fawqa. La direttrice dell’asilo Salman Shamoun, Esperanza Fakhry Ghandour, è stata uccisa a seguito di questo raid aereo israeliano contro la sua auto.

Secondo l’agenzia nazionale di Stampa libanese, altri quattro civili sono stati uccisi in un altro attacco contro un veicolo sempre a Nabatieh al-Fawqa.

L’artiglieria israeliana ha bombardato la città di Barashit.

L’esercito israeliano ha condotto un’operazione di bombardamento nella città di Qounine.

Ministero della Salute libanese ha riferito che il numero delle vittime libanesi dell’invasione israeliana è salito a 4.319 persone uccise e 12.203 ferite.

Cisgiordania

Stamattina, all’alba, le forze di occupazione israeliane hanno fatto saltare in aria un’abitazione nella città di Nablus, dopo averla assediata per ore. Deportazione strisciante.

Un giovane palestinese è stato ferito dalle forze di occupazione israeliane vicino al muro di separazione nella città di Al-Ram, a nord di Gerusalemme occupata.

L’esercito israeliano continua le operazioni di demolizione con i bulldozer nel quartiere di Al-Jabriyat, che si affaccia sul campo profughi di Jenin, con l’obiettivo di costruire un campo militare israeliano.

La Mezzaluna Rossa palestinese ha segnalato otto feriti a seguito di attacchi dei coloni contro un gruppo di giovani, bambini e una ragazza nella zona di Masafer Yatta, vicino a Hebron.

L’amministrazione palestinese di Gerusalemme ha dichiarato che i coloni hanno stabilito un nuovo avamposto pastorale vicino alla comunità beduina di Ma’azi Jaba’, a nord della città. Questo fa parte della rapida espansione degli avamposti ebraici, che sono diventati uno degli strumenti più importanti del progetto di insediamento israeliano nell’area di Gerusalemme. Il progetto mira a imporre il controllo sulle terre palestinesi, isolare le comunità pastorali palestinesi e creare le condizioni per la loro deportazione forzato.

La Commissione palestinese per la resistenza contro il muro e gli insediamenti coloniali ha segnalato 11.074 attacchi perpetrati dalle forze di occupazione israeliane e dai coloni ebrei, nella prima metà del 2026 in Cisgiordania. Ciò rappresenta una significativa escalation nella forma, nel numero e nella natura degli attacchi, in concomitanza con l’aggressione contro la Striscia di Gaza.

Iran/USA/Israele

Dopo le minacce di Trump di ieri, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno lanciato droni contro due navi commerciali che non avevano chiesto la loro autorizzazione. Le due navi hanno subito danni ma nessuna vittima, secondo fonti giornalistiche USA.   

Ieri, Trump è tornato a minacciare l’Iran con il ritorno alla guerra. “Se non accettano le condizioni dell’accordo, completeremo il lavoro iniziato”. Da Teheran sono arrivate risposte dure, chiedendo rispetto e applicazione di quanto concordato. Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano ha tuonato: “Trump deve rivolgersi al nostro popolo con rispetto, altrimenti risponderemo con un linguaggio diverso”. Più diplomatico invece il ministro degli esteri Araqchi: “L’articolo 13 del Memorandum d’intesa stabilisce chiaramente che i negoziati per un accordo definitivo non avranno inizio finché persisteranno le minacce contro l’Iran. L’altra parte deve attenersi a quanto sottoscritto nel Memorandum d’intesa”.

Prigionieri palestinesi

Il Consiglio per i diritti umani dell’ONU di Ginevra ha espresso preoccupazione per la possibilità che Israele pratichi detenzioni arbitrarie diffuse o sistematiche. “La detenzione del dottor Hossam Abu Safieh da parte di Israele viola gli articoli della Dichiarazione universale dei diritti umani”.

Il Dott. Munir al-Barsh, Direttore Generale del Ministero della Salute di Gaza in una conferenza stampa ha affermato in merito alla campagna per la liberazione dei medici e operatori sanitari imprigionati nei campi di concentramento israeliani: “L’occupazione ha arrestato più di 360 operatori sanitari e ne ha uccisi quasi 1.700 nel tentativo di mettere a tacere la loro missione umanitaria. Gli ospedali sono stati un obiettivo diretto perché l’occupazione voleva distruggere la speranza e costringere la popolazione alla fuga. La fermezza dei medici e del personale sanitario è stata la ragione della resilienza della popolazione e della sua permanenza nella propria terra. Rimarremo fedeli ai martiri e ai medici imprigionati fino alla loro liberazione. Ricostruiremo Gaza e i nostri ospedali. La speranza rimarrà, per quanto dura sia la prova”.

Proseguono in tutto il mondo le proteste, le campagne e gli appelli per la liberazione del dotto Abu Safiya: leggi tutto  Appello Rete DigiunoGaza e

Un presidio a Gaza davanti alla CRI

Sport e Palestina

Il commissario tecnico della nazionale egiziana, Hossam Hassan, in conferenza stampa ha risposto per le rime a chi lo accusava di usare la politica nello sport e di nutrire sentimenti anti israeliani.

“Non sentire la sofferenza del popolo palestinese non è umano. Il popolo palestinese vive all’aperto, in tende, affrontando immense difficoltà sotto ogni aspetto. È una vergogna per tutti noi che questo popolo venga lasciato solo in queste circostanze. La morte di migliaia di bambini e donne è profondamente dolorosa. Ci sono malattie, carestia, condizioni climatiche estreme e sofferenze umane incessanti. Per favore, lasciate che il popolo palestinese viva in pace. Alzare la bandiera palestinese è un messaggio di sostegno e di giustizia per questo popolo”.

Solidarietà nel mondo con la Palestina

300.000 persone hanno manifestato ieri a Londra chiedendo la fine del genocidio a Gaza. La mobilitazione è avvenuta in concomitanza con il Giorno della Memoria, in cui la Gran Bretagna commemora i suoi caduti in guerra, e a un anno dalla messa al bando del movimento di solidarietà “Palestine Action”. La marcia si è svolta nonostante gli appelli del governo a cancellarla e il dispiegamento di circa 2.000 agenti di polizia. Decine di partecipanti sono stati arrestati durante le proteste.

– Campagne globali chiedono la liberazione di Hossam Abu Safieh dopo una sconvolgente lettera dal carcere. Con lo slogan “Liberate subito il dottor Hossam Abu Safieh”. Studenti della London School of Oriental and African Studies (SOAS) sono intervenuti e hanno letto la lettera di Abu Safieh. La Campagna del Nastro Rosso ha indetto una marcia di emergenza per oggi martedì 7 luglio, davanti alla residenza del Primo Ministro a Downing Street alle 18:00.

– I tifosi norvegesi sventolano bandiere palestinesi durante la partita contro il Brasile. I tifosi norvegesi hanno sventolato bandiere palestinesi sugli spalti durante la partita Norvegia-Brasile, terminata con la vittoria della Norvegia.

– Appelli a manifestare a Parigi a sostegno di Rima Hassan prima del suo processo: Organizzazioni francesi come EuroPalestine hanno indetto una manifestazione di solidarietà davanti al tribunale di Parigi in concomitanza con il processo alla parlamentare europea Rima Hassan, accusata di “incitamento al terrorismo” per un post a favore della Palestina. Gli organizzatori hanno sottolineato che il caso trascende la persona di Rima Hassan e rappresenta un tentativo di criminalizzare la solidarietà con la Palestina e la libertà di espressione.

– Continuano le proteste a sostegno della Palestina dalla Spagna, dall’Italia, alla Turchia e dagli Stati Uniti

In Spagna, i giornalisti hanno reso omaggio ai colleghi uccisi a Gaza, e a Liverpool, i residenti hanno continuato la loro marcia mensile e hanno applaudito le campagne a favore della Palestina. Anche in Turchia si sono svolte proteste contro la visita di Donald Trump, e negli Stati Uniti gli attivisti hanno manifestato chiedendo la fine del sostegno all’occupazione.

In Italia proseguono le manifestazioni del sabato pomeriggio a Milano e i presidi quotidiani o settimanali in tantissime città della penisola.

Marocco

L’Ufficio centrale di investigazione giudiziaria (BCIJ) del Marocco, l’agenzia antiterrorismo del Paese, ha annunciato lunedì di aver sventato “complotti terroristici estremamente pericolosi” che prendevano di mira siti sensibili e minacciavano la sicurezza pubblica. Questi complotti sarebbero stati orchestrati da una cellula affiliata alla branca dello Stato Islamico nella regione del Sahel. I dati del BCIJ indicano che le cellule affiliate allo Stato Islamico in Africa hanno reclutato più di 130 marocchini negli ultimi anni.

Le perquisizioni hanno portato al sequestro di armi da taglio, uniformi militari, documenti contenenti istruzioni dettagliate su come assemblare ordigni esplosivi, bombole di gas, materiale digitale e sostanze chimiche.
Siria

Visita Macron. A Damasco è arrivato il presidente francese Macron, nella prima visita di un capo di Stato europeo in Siria. Ricordiamo che la Francia è stata la potenza coloniale che ha occupato la Siria dopo la prima guerra mondiale, in base agli accordi tra colonialisti noti come Sykes-Picot del 1916.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Intanto, prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, un mese e 22 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi martedì 07 luglio 2026 alla giornata di digiuno aderiscono i seguenti digiunatori: clicca per leggere i nominativi!

La storia di Sarah Rajab e della sua famiglia annientata

Israele non colpisce i bambini gazzawi come vittime collaterali, ma mira a uccidere il futuro di Gaza, annientando i bambini. Qui vi raccontiamo la storia di Sarah Rajab. Aveva 9 anni quando un missile l’ha presa di mira il 27 maggio, primo giorno della Festa di Eid Al-Adha. Era l’ultima della sua famiglia, cancellata per mano israeliana dal registro anagrafico palestinese. Leggi tutto!

Solidarietà/Al-Najdah

Abbiamo spedito una settimana fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.

È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)

Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.

Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.

Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e le donatrici.

Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!

È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).

Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 164. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.

Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .

La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.

Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

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