Per ascoltare l’audio di oggi, 09 luglio 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/184 (2136)
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Le notizie
Genocidio a Gaza

Il bambino Abdul Rahman Badwan (6 anni) del quartiere di Zeitoun è stato ucciso dalle forze di occupazione israeliane a sud-est di Gaza City, in un bombardamento di stamattina.
Ieri, tre morti e altri feriti in un raid aereo israeliano contro una tenda nella zona di Al-Maslakh a sud di Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale.
Sei morti sono giunti negli ospedali della Striscia di Gaza durante la mattinata di ieri. Il numero delle vittime del solo raid aereo israeliano contro una tenda che ospitava sfollati vicino al mattatoio turco a sud di Khan Younis è salito a quattro, con diversi feriti.
Un camionista è stato ucciso dal fuoco dell’esercito israeliano nella zona di Al-Mawasi a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza.
Diversi civili sono rimasti feriti vicino alla stazione “Eta” di Al-Mawasi, Khan Younis, dopo essere stati colpiti da veicoli militari israeliani stazionati nella zona cuscinetto tra Rafah e Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.
Il bilancio delle vittime del raid aereo israeliano che ha colpito un veicolo civile nel quartiere di Al-Sabra a Gaza City martedì sera è salito a quattro. Le vittime sono: Hamza Abdullah Al-Deiri (10 anni); Fadi Abdullah Al-Deiri (8 anni), Ahmed Jihad Daghmash (30 anni) l’anziano Haj Muhammad Fawaz Al-Wahidi.
Il numero totale di feriti giunti negli ospedali della Striscia di Gaza nella giornata di ieri, mercoledì, ha raggiunto quota otto. Il numero dei feriti è 17. A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Iran/USA/Israele

Il presidente Trump ha annunciato che il memorandum d’intesa con l’Iran è finito, “non c’è più”. Oltre 90 attacchi militari USA contro obiettivi iraniani nella notte passata, come preannunciato da Trump al vertice Nato di Ankara. Subito dopo ha affermato che questi attacchi non soltanto di vendetta e non è una guerra aperta con Teheran.
Secondo fonti giornalistiche Usa, gli attacchi hanno riguardato anche obiettivi civili, tra di loro due ponti ferroviari, bloccando il traffico dalla capitale verso sud. Anche l’aeroporto civile di Bushahr ha subito danni. Un enorme incendio si è sviluppato nel porto della città. Secondo fonti iraniane, è stato colpito l’ospedale Imam Ali a Chabahar, nel sud-est dell’Iran.
L’Iran se l’è presa con Kuwait e Bahrein, attaccando le basi militari Usa in questi due paesi. Le difese aeree kuwaitiane hanno intercettato attacchi missilistici e di droni, le sirene hanno suonato in Bahrein e il Ministero degli Interni del Qatar ha annunciato che il livello di allerta per la sicurezza era elevato.
Il Ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che il memorandum d’intesa è stato redatto sulla base del principio di “impegno reciproco”, accusando gli Stati Uniti di aver violato la struttura dell’accordo con le loro “azioni unilaterali e gli attacchi aggressivi” contro l’Iran.
Il Ministero degli Esteri pakistano ha espresso preoccupazione per l’escalation delle tensioni nella regione, sottolineando che un nuovo conflitto non è nell’interesse di nessuno e ha esortato tutte le parti a rispettare i propri obblighi.
Il movimento delle navi commerciali nello Stretto di Hormuz si è completamente fermato, tranne due navi che trasportano petrolio iraniano in uscita dal lato nord est, vicino alle coste dell’Iran.
Libano
La posizione diplomatica del governo di Beirut vacilla. Prima si opponeva al trasferimento del negoziato da Washington a Roma, vedendo in esso un alleggerimento delle pressioni su Netanyahu. Adesso invece si oppone ancora ma avanza condizioni per acconsentire. Una fonte diplomatica ha rivelato che la posizione attuale è la seguente: “L’accordo quadro prevede che Israele debba attuare misure concrete, cosa che non ha ancora fatto.
Il Libano insiste affinché Israele rispetti pienamente i suoi impegni prima di procedere con un nuovo ciclo di negoziati. Nutriamo riserve sulla partecipazione al sesto ciclo di negoziati proposto a Roma. Israele deve ritirarsi dalle due aree sperimentali prima di qualsiasi nuovo ciclo di negoziati”. Ne deduciamo che il governo Salam andrà alle trattative di Roma, il 15 e 16 luglio, prima ancora che Israele faccia qualsiasi mossa concreta.
Il criminale di guerra ricercato ha dichiarato più di una volta che l’accordo quadro è un’autorizzazione ad Israele di rimanere con le proprie truppe nel Libano.
Droni israeliani hanno lanciato ieri un attacco nei pressi dell’ospedale “Ghandour” nella città di Nabatieh al-Fawqa, nel sud del Libano.
I due giovani, Mahmoud Fadi Al-Sayyah del campo profughi palestinesi di Ain Al-Hilweh e Muhammad Mustafa Ibrahim del campo di Nahr Al-Bared, sono stati uccisi a seguito della continua aggressione israeliana.
Il ministero della sanità libanese ha comunicato che il numero delle vittime è salito a 4.321 uccisi e 12.203 feriti.
Cisgiordania
L’esercito di occupazione ha deciso di impedire al primo ministro dell’Autorità Palestinese, Mohammad Mustafa, di raggiungere i laghi di Soleiman a sud di Betlemme, dopo che il membro della Knesset, Tzvi Sukkot, aveva annunciato la sua intenzione di recarsi sul posto, per protestare contro la cerimonia di posa della prima pietra di una moschea che avrebbe dovuto sorgere in quel luogo.
Annessione di fatto strisciante. Con il pretesto di costruzioni senza permessi, l’occupazione israeliana continua a demolire case palestinesi e a impossessarsi dei loro terreni in Cisgiordania, espandendo al contempo il suo progetto di insediamento con la creazione di nuovi avamposti coloniali ebraici.
Fonti palestinesi confermano che gli attacchi israeliani contro proprietà palestinesi sono in corso nella città di Shuqba, a ovest di Ramallah. Terreni sono stati spianati con i bulldozer e edifici sono stati convertiti in caserme militari anche nel villaggio di Madama, a sud di Nablus.
Il movimento israeliano Peace Now ha documentato in un nuovo rapporto una serie di misure e decisioni adottate dal governo israeliano per rafforzare l’attività di insediamento ebraico in Cisgiordania, rilevando un’accelerazione del ritmo di annessione negli ultimi tre anni. (Comprehensive Report by Peace Now and Kerem Navot:
The Israeli Government Advanced De Facto Annexation of the West Bank During its First Three Years in Office. Download the full report)
Ostaggi palestinesi
Haaretz ha rivelato che Israele ammette di trattenere in ostaggio corpi di palestinesi dalla Striscia di Gaza, allo scopo di negoziare il rilascio di prigionieri e persone scomparse israeliane, nonostante nessuna organizzazione palestinese detenga tali ostaggi.
L’ammissione è giunta in risposta a una petizione presentata dall’organizzazione “Gisha” per il rilascio del corpo di un fotografo e padre di quattro figli, arrestato nel dicembre 2023 e deceduto il giorno successivo in un campo di concentramento israeliano al valico di Erez.
Il Centro legale israeliano per la libertà di movimento (Gisha) che documentato che Israele detiene 9.299 persone, per lo più provenienti dalla Cisgiordania e dalla Striscia di Gaza, senza contare quelle detenute dall’esercito. Almeno 104 palestinesi sono morti o sono stati uccisi mentre erano detenuti a Tel Aviv, di cui almeno 68 provenienti dalla Striscia di Gaza. (Il sito dell’organizzazione, in inglese)
Prigionieri palestinesi
Amnesty International ha dichiarato che le autorità israeliane devono scarcerare immediatamente il pediatra palestinese e direttore dell’ospedale Kamal Adwan, il dottor Hussam Abu Safiya, detenuto arbitrariamente, alla luce delle informazioni riferite dal suo avvocato dopo una visita in carcere, secondo le quali la sua vita è in imminente pericolo a causa delle torture e dei maltrattamenti cui è stato sottoposto durante la detenzione.
Per firmare la petizione: QUI
Il 15 luglio: l’Ora della Solidarietà Globale. Un’ora a mezzogiorno (ora locale), ovunque tu sia, per chiedere la liberazione di tutti gli ostaggi palestinesi, a partire dagli operatori sanitari.
Ma non aspettare il 15 luglio. Potrebbe non avere così tanto tempo. Fai la tua prima chiamata oggi stesso.
In solidarietà, Doctors Against Genocide”
Proseguono in tutto il mondo le proteste, le campagne e gli appelli per la liberazione del dotto Abu Safiya: leggi tutto Appello Rete DigiunoGaza e
Un presidio a Gaza davanti alla CRI
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, un mese e 24 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi mercoledì 08 luglio 2026 alla giornata di digiuno aderiscono i seguenti digiunatori: clicca per leggere i nominativi!
La storia di Sarah Rajab e della sua famiglia annientata
Israele non colpisce i bambini gazzawi come vittime collaterali, ma mira a uccidere il futuro di Gaza, annientando i bambini. Qui vi raccontiamo la storia di Sarah Rajab. Aveva 9 anni quando un missile l’ha presa di mira il 27 maggio, primo giorno della Festa di Eid Al-Adha. Era l’ultima della sua famiglia, cancellata per mano israeliana dal registro anagrafico palestinese. Leggi tutto!
Solidarietà/Al-Najdah
Abbiamo spedito una settimana fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.
È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)
Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.
Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.
Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e le donatrici.
Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!
È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).
Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 164. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.
Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .
La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.
Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
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