Per ascoltare l’audio di oggi, 14 luglio 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/189 (2141)
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Le notizie
Genocidio a Gaza
Due palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza dall’alba di oggi.
Ieri, un palestinese è deceduto a causa delle ferite riportate nel bombardamento di due giorni fa nella zona di Tuwam, a nord della Striscia di Gaza.
Un altro palestinese è deceduto a causa delle ferite riportate in un precedente bombardamento del campo profughi di Qadisiyah, a sud della Striscia di Gaza.
Fonti locali hanno riferito che Tala Juma Abu Matar, di nove anni, è stata uccisa dal fuoco dell’esercito israeliano nella zona di “Taba al-Nuwairi”, a ovest del campo profughi di Nuseirat.
L’ospedale Al-Quds ha riferito che due corpi sono stati ritrovati smembrati e una persona è rimasta ferita a seguito di un raid aereo israeliano su un’officina di manutenzione nel quartiere di al-Rayes, nel distretto di Sabra, a sud di Gaza City. Il numero totale delle vittime di questo attacco è salito a 6.
Fonti degli ospedali di Gaza: Quattro palestinesi, tra cui un bambino, sono stati uccisi dalle forze di occupazione israeliane a Gaza City e nel campo profughi di al-Bureij.
L’esercito israeliano ha emesso un ordine di evacuazione per la zona industriale a ovest di Gaza City.
Due raid aerei condotti da un drone israeliano hanno colpito l’incrocio di al-Bassa a Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale.
Tre giornalisti sono rimasti feriti mentre documentavano il bombardamento israeliano di una fabbrica in via al-Sina’a a Gaza City.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco
Situazione umanitaria a Gaza
Mohammed Riyad Ghabboun, dodicenne, non aspetta una nuova casa tra le macerie dell’abitazione della sua famiglia nel quartiere di Sabra a Gaza City. Aspetta invece i resti dei suoi familiari, sepolti sotto le macerie da otto mesi, nella speranza che le squadre della Protezione Civile concedano loro finalmente una tomba dopo la loro lunga assenza.
A pochi passi di distanza, un escavatore lavora instancabilmente, alla ricerca di circa 8.500 corpi e resti sotto le macerie delle case distrutte dall’esercito di occupazione israeliano durante la sua guerra genocida nella Striscia di Gaza. Le squadre della Protezione Civile, supportate dal Comitato Internazionale della Croce Rossa, hanno ripreso le operazioni di recupero alla fine di giugno con risorse estremamente limitate, tra gli avvertimenti che continuare a questo ritmo potrebbe richiedere anni.
Il recupero dei corpi a Gaza era stato ripetutamente interrotto negli ultimi mesi a causa della carenza di carburante e attrezzature pesanti.
L’ultimo annuncio della Protezione Civile di Gaza riguardo al recupero dei corpi dalle macerie risale al 12 maggio.
La guerra genocidaria israeliana nella Striscia di Gaza ha provocato una distruzione diffusa, colpendo circa il 90% delle infrastrutture civili, il che ha aggravato le limitate capacità della Protezione Civile e ostacolato l’accesso delle sue squadre alle migliaia di vittime intrappolate sotto le macerie.
Secondo le stime delle Nazioni Unite e degli esperti, il volume delle macerie risultante dalla diffusa distruzione nella Striscia di Gaza è stimato tra i 50 e i 68 milioni di tonnellate.
Questa enorme quantità di macerie ricopre vaste aree residenziali e civili, rendendo la ricerca delle vittime e il recupero dei corpi un’operazione complessa che potrebbe richiedere anni, viste le limitate risorse e attrezzature attualmente disponibili.
Questo popolo ha sette anime
È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”. Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.
In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà.
Prima puntata: Due sorelle di Gaza vincono un premio per un progetto che ricicla le macerie trasformandole in mattoni da costruzione.
Due sorelle adolescenti di Gaza hanno vinto un premio ambientale internazionale per aver trasformato le macerie in mattoni riutilizzabili, affermando che il loro obiettivo era “trasformare la distruzione in qualcosa di utile”.
Farah e Tala Moussa hanno vinto il Middle East Youth Earth Prize 2026, nonostante abbiano subito ripetuti sfollamenti e vivano in una tenda da quando la loro casa è stata bombardata dall’esercito israeliano invasore.
“Dopo che la nostra intera città è stata ridotta in macerie, tutto ciò che ci circondava è diventato una fonte di motivazione per trovare una soluzione”, ha dichiarato Tala, 17 anni.
Le sorelle intendono utilizzare il premio di 12.500 dollari per insegnare ad altri come fabbricare mattoni e “partecipare attivamente al processo di ricostruzione, invece di aspettare semplicemente gli aiuti esterni”, ha sottolineato Farah, 15 anni.
Le due sorelle, che hanno perso il prototipo durante il loro ultimo sfollamento, hanno affermato che la forza motrice del loro lavoro è stata la “distruzione” che le circondava.
“Anche la vista dalla finestra della tenda è diventata la principale motivazione”, ha spiegato Tala, aggiungendo: “Abbiamo trasformato qualcosa di negativo in qualcosa di positivo, rifiutandoci di ridurre le macerie a un semplice simbolo di distruzione e perdita”. “Invece di vederla come una fine, abbiamo cercato di vederla come l’inizio di qualcosa di nuovo”, ha aggiunto.
Le due sorelle Farah e Tala Moussa intendono utilizzare il premio in denaro per organizzare laboratori di formazione per circa 100 giovani nella produzione di mattoni.
Fakenews e Hasbara israeliane
Un video che circola sui social media ha scatenato un’ampia discussione. Chi lo condivide afferma che mostra alcuni residenti di Gaza che gettano carne fresca, consegnata come parte di aiuti umanitari alla Striscia, per le strade in segno di protesta contro il suo trasporto su camion israeliani. E insinua che non c’è fame a Gaza e bisognerebbe chiudere i valichi.
È una fake news. Abbiamo indagato sulle immagini e abbiamo scoperto che i fatti sono tutta un’altra cosa. Se la Hasbara israeliana ha bisogno di questi mezzi mezzucci, vuol dire che è arrivata alla frutta.
Le bugie hanno le gambe corte. Leggi l’articolo completo
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Iran/USA/Israele
La guerra di Trump contro l’Iran entra in una fase di pericolo nucleare. I bombardamenti di ieri hanno toccato uno dei siti del programma nucleare iraniano a Bushehr. Trump ha minacciato di colpire il sito nucleare “Montagna dell’Ascia” (Pickaxe Mountain) in Iran. Trump ha notificato ufficialmente al Congresso la ripresa della guerra contro Teheran, avverte che è solo l’inizio.
Per tutta la notte e all’alba di oggi sono ripresi gli attacchi. Contro un porto le forze Usa hanno usato un drone marino, che ha distrutto un terminale petrolifero. L’esercito statunitense annuncia una nuova serie di attacchi contro l’Iran. Poco fa, le forze Usa hanno dichiarato che le operazioni di oggi sono terminate. clicca!
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane annuncia attacchi contro la base navale Usa in Bahrein ed una base in Giordania.
Comando Centrale degli Stati Uniti ha ricordato agli iraniani che oltre 50.000 soldati statunitensi sono attualmente schierati in tutto il Medio Oriente.
Gli Emirati Arabi Uniti affermano che l’Iran ha attaccato due petroliere nazionali nello Stretto di Hormuz, uccidendo una persona.
Trump ha dichiarato che Washington “diventerà il custode” dello Stretto di Hormuz in cambio di una quota del 20%. Trump conferma la reintroduzione del blocco navale contro l’Iran.
Guardie Rivoluzionarie in un comunicato hanno affermato che l’Iran continuerà a esercitare la propria sovranità sullo Stretto di Hormuz e a costringere le potenze straniere e i loro alleati alla resa.
Libano
All’alba di oggi martedì, le forze di occupazione israeliane hanno intensificato gli attacchi in diverse aree del Libano meridionale.
Fonti locali hanno riferito che le forze di occupazione hanno fatto esplodere diverse case e infrastrutture nelle città di Majdal Zoun e Haddatha, rispettivamente nei distretti di Tiro e Bint Jbeil, in concomitanza con i bombardamenti di artiglieria contro la città di Bayt al-Sayyad.
Le forze di invasione hanno anche aperto il fuoco con mitragliatrici pesanti contro le città di Majdal Zoun e Mansouri e le valli circostanti, e hanno effettuato esplosioni nelle valli che si estendono da Majdal Zoun a Wadi Hassan, oltre a esplosioni nei pressi delle città di Tayri e Qounine.
Nel distretto di Bint Jbeil, l’esercito di occupazione ha fatto esplodere una grossa mina all’interno della città di Qounine.
Un drone israeliano ha inoltre sganciato una bomba incendiaria sulla collina di Al-Tahra, nella città di Kfar Rumman, mentre un altro drone ha sorvolato a bassa quota la capitale Beirut, suscitando apprensione tra i cittadini.
Cisgiordania

Ieri, lunedì, il ministro estremista israeliano Ben-Gvir ha fatto irruzione nell’ingresso del villaggio di Al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah. Un palestinese è rimasto ferito da colpi d’arma da fuoco sparati dai coloni a sud di Betlemme.
L’agenzia di stampa ufficiale palestinese WAFA ha citato Marzouq Abu Naim, vice capo del consiglio del villaggio di Al-Mughayyir, il quale ha affermato che Ben-Gvir ha fatto irruzione nell’ingresso del villaggio accompagnato da alcuni coloni.
Secondo nostri contatti, Al-Mughayyir e i villaggi e le città circostanti sono soggetti a frequenti attacchi da parte dei coloni ebrei israeliani, tra cui aggressioni contro palestinesi e le loro proprietà, nonché a continue incursioni delle forze di occupazione israeliane. Subito dopo l’incursione di Bin Gvir, i soldati sono entrati ad al-Mughayyir e hano rapito 10 giovani palestinesi.
Nel villaggio di Al-Maniya a sud di Betlemme, un giovane è rimasto ferito ieri da schegge di proiettili sparati dai coloni durante un attacco contro alcune case palestinesi nel villaggio.
L’agenzia WAFA ha citato Ahmed Kawazbeh, capo del consiglio del villaggio, il quale ha affermato che i coloni hanno attaccato le case vicino alla rotonda di Al-Maniya appartenenti ai membri delle famiglie Jabarin e Farroukh, sparando contro di esse. A seguito di ciò, un giovane palestinese, Muhammad Abdul Aziz Jabarin, è rimasto ferito a un piede da una scheggia.
Kwazbeh ha aggiunto che gli attacchi dei coloni contro gli abitanti di Al-Maniya si sono intensificati di recente, con i coloni che, pochi giorni fa, hanno distrutto la rete idrica per l’irrigazione e bloccato le strade vicino alla rotonda di Al-Maniya.
Yemen
L’aeronautica militare saudita ha bombardato l’aeroporto di Sanaa per impedire l’atterraggio di un aereo iraniano. Gli houthi hanno risposto bombardando con droni l’aeroporto saudita di Abha, nel sud del regno. L’aereo iraniano è stato fatto atterrare a Hodeida, nella parte occidentale dello Yemen, sempre sotto il controlo degli Houthi. Il bombardamento sull’aeroporto di Sanna è stato rivendicato dal governo filo saudita installato ad Aden, che però non ha una propria forza aerea. L’escalation dello scontro nello Yemen è un passo verso la chiusura di Bab el Mandab, lo stretto nel sud del Mar Rosso.
Prigionieri palestinesi 1
Il Mandela palestinese ha ricevuto in carcere una pallottola nella gamba a bruciapelo. “Marwan Barghouti è stato ferito alla gamba da una pallottola sparata a bruciapelo da una guardia carceraria”. È la dichiarazione della moglie del prigioniero palestinese Marwan Barghouti, secondo cui il marito sarebbe stato ferito da un proiettile di gomma sparato da una guardia carceraria israeliana, in un nuovo attacco contro il leader di Fatah, incarcerato da quasi un quarto di secolo.
Fadwa Barghouti ha aggiunto che la sua famiglia ha appreso dell’attacco dopo l’ultima visita al marito, spiegando che una guardia carceraria ha sparato a Barghouti a bruciapelo a una gamba all’interno del carcere, ferendolo e facendolo sanguinare.
Secondo l’avvocato del leader politico incarcerato, le autorità carcerarie non hanno dato nessuna risposta alle richieste di indagini sull’accaduto. Anche il ricorso alle autorità giudiziarie, secondo le dichiarazioni del difensore, non ha finora portato a nessun passo concreto per chiarire i contorni dell’aggressione.
Prigionieri palestinesi 2
Domani, 15 luglio: l’Ora della Solidarietà Globale. Un’ora a mezzogiorno (ora locale), ovunque voi siate, per chiedere la liberazione di tutti gli ostaggi palestinesi, a partire dagli operatori sanitari. Appello in solidarietà con il dr Hussam abu Safiya da Doctors Against Genocide”
Amnesty International ha dichiarato che le autorità israeliane devono scarcerare immediatamente il pediatra palestinese e direttore dell’ospedale Kamal Adwan, il dottor Hussam Abu Safiya, detenuto arbitrariamente, alla luce delle informazioni riferite dal suo avvocato dopo una visita in carcere, secondo le quali la sua vita è in imminente pericolo a causa delle torture e dei maltrattamenti cui è stato sottoposto durante la detenzione.
Per firmare la petizione: QUI
Proseguono in tutto il mondo le proteste, le campagne e gli appelli per la liberazione del dotto Abu Safiya: leggi tutto Appello Rete DigiunoGaza e
Un presidio a Gaza davanti alla CRI
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, un mese e 29 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi martedì 14 luglio 2026 alla giornata di digiuno aderiscono i seguenti digiunatori: clica per leggere i nominativi!
La storia di Sarah Rajab e della sua famiglia annientata
Israele non colpisce i bambini gazzawi come vittime collaterali, ma mira a uccidere il futuro di Gaza, annientando i bambini. Qui vi raccontiamo la storia di Sarah Rajab. Aveva 9 anni quando un missile l’ha presa di mira il 27 maggio, primo giorno della Festa di Eid Al-Adha. Era l’ultima della sua famiglia, cancellata per mano israeliana dal registro anagrafico palestinese. Leggi tutto!
Solidarietà/Al-Najdah
Le compagne ed amiche dell’associazione Al-Najdah ci hanno comunicato di aver ricevuto i bonifici e che hanno iniziato la distribuzione delle somme alle famiglie dei bambini adottati. Lo fanno a piccoli gruppi, al massimo 10 per volta, per ragioni di sicurezza. Sabato 11 luglio, hanno iniziato dal sud della Striscia a Khan Younis. Hanno pubblicato un post e delle foto dell’incontro sull’account FB. Traduzione del testo in arabo:
“L’Associazione Soccorso Sociale Al-Najdah di Gaza ha distribuito oggi, sabato 11 luglio 2026, le donazioni a sostegno di un gruppo di bambini orfani adottati. La distribuzione ai bambini delle regioni centrali e settentrionali sarà completata nei prossimi giorni con un nuovo pagamento a copertura dei quattro mesi precedenti. Questa iniziativa è finanziata dall’Associazione Culturale Mediterranea d’Italia e dall’Agenzia di Stampa Anbamed. Grazie a tutti gli affidatari e affidatarie e agli amici per il loro sostegno e per aver sponsorizzato i bambini dell’Associazione Al-Najdah e i bambini di Gaza.”
Per vedere le foto: https://www.facebook.com/photo?fbid=1444800357685602&set=pcb.1444801261018845
È uscita a giugno la raccolta di poesie “La nascita di Perseo”, di Filippo Senatore, uno degli affidatari di bambini di al-Najdah. Nella raccolta vi sono inserite poesie che riguardano il genocidio in corso a Gaza. leggi tutto e guarda il video QUI
Abbiamo spedito una settimana fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.
È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)
Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.
Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.
Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e le donatrici.
Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!
È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).
Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 164. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.
Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .
La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.
Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Tutti gli altri eventi e campagne: clicca!
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Grazie per l’ascolto e a domani.
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