Per ascoltare l’audio di oggi, 15 luglio 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/190 (2142)
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I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.
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Le notizie
Genocidio a Gaza

Oggi, all’alba, quattro palestinesi della stessa famiglia, tra cui una donna e sua figlia di 6 anni, sono stati uccisi in seguito a un raid aereo condotto dagli elicotteri contro un’abitazione nella città di Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale, mentre i bombardamenti e le operazioni di attacco sono proseguiti in diverse aree della Striscia.
Fonti degli ospedali di Gaza hanno riferito ieri sera, martedì, che 11 persone, tra cui un bambino e una donna, sono state uccise e altre ferite da colpi di arma da fuoco israeliani in varie zone della Striscia di Gaza, incluso un raid aereo che ha colpito una stazione di polizia nel campo profughi di Jabalia.
Il Ministero dell’Interno della Striscia di Gaza ha annunciato la morte del direttore della stazione di polizia di Jabalia, Mohammed Salem, e di diversi agenti e personale a seguito di un raid aereo israeliano che ha colpito una stazione di polizia nella zona di Al-Fallujah, all’interno del campo profughi di Jabalia.
Testimoni oculari hanno riferito ad Anbamed che droni israeliani hanno lanciato quattro missili direttamente contro la tenda che ospitava la stazione di polizia. L’intento di Israele è quello di destabilizzare la situazione nelle zone di Gaza non sotto il suo diretto controllo, per permettere l’ingresso indisturbato dei suoi collaborazionisti armati.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Situazione umanitaria a Gaza
La crisi abitativa a Gaza City si è aggravata, costringendo centinaia di famiglie a vivere ai piani superiori di edifici danneggiati e fatiscenti, in assenza di alloggi alternativi e con una carenza di tende e aiuti di base, nonostante i pericoli quotidiani dovuti ai continui bombardamenti e ai gravi danni subiti dalle loro case. Sono palazzi pericolanti, già bombardati e con cumuli di macerie attorno, ma chi non ha una tenda è costretto a cercare riparo anche in queste condizioni di pericolo estreme. “Ogni volta che gli israeliani bombardano la zona, tutti i muri tremano e ci troviamo a correre fuori per non trovarci sepolti”, ha raccontato uno sfollato.
Questo popolo ha sette anime
È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”. Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.
In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà.
Seconda puntata: Maliha Nassar… una donna che affronta da sola un esercito di coloni
Su questa terra c’è quel che merita la lotta e la resistenza da parte della palestinese Maliha Nassar. Lei percorra lunghe distanze che si estendono per diversi chilometri per continuare a coltivare la sua terra in una grande sfida all’esercito di occupazione israeliano e ai suoi coloni, le cui persecuzioni nei suoi confronti hanno superato ogni limite, e per loro la sua presenza è diventata una “spina in gola”. Continua a leggere…
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Iran/USA/Israele
Quarto giorno di ripresa dei bombardamenti Usa sull’Iran. Washington ha annunciato il blocco dei porti iraniani e l’intenzione di controllo militare dello stretto di Hormuz e la richiesta di dazi del 20% del valore dei carichi delle navi che lo volessero attraversare sotto la protezione USA. Pirateria navale.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato: “Il nemico deve aspettarsi la chiusura di altre rotte di esportazione di petrolio e gas che servono gli interessi dell’America e dei suoi alleati”. Il riferimento è a Bab El-Mandab, nel sud del Mar Rosso, controllato dalle milizie Houthi yemenite.
La televisione di stato iraniana ha riferito di sono state udite forti esplosioni simultanee nella città di Ahvaz e sull’isola di Qeshm, nel sud dell’Iran. L’agenzia di stampa iraniana ha riferito che tre proiettili hanno colpito un impianto di produzione di acqua minerale vicino alla città di Musian, nella provincia di Ilam, nell’Iran occidentale.
L’esercito iraniano ha annunciato di aver preso di mira con droni “un sito che ospita caccia F-18 e altre installazioni militari statunitensi” presso la base di Azraq in Giordania. Sono stati attaccati anche il Bahrein e il Kuwait.
Libano
Ieri, martedì, sono iniziati a Roma i negoziati diretti tra Israele e Libano, malgrado che l’accordo quadro firmato dalle due parti il 26 giugno incontra ostacoli all’attuazione da parte degli invasori israeliani.
Questo nuovo ciclo di colloqui, della durata di due giorni (anche oggi), segue i cinque precedenti tenutisi a Washington.
La prima giornata di negoziati libanesi-israeliani, ospitata dall’ambasciata statunitense a Roma, si è conclusa ieri pomeriggio senza che si raggiungesse alcun accordo definitivo.
Il Libano ha richiesto il ritiro immediato delle forze israeliane da due aree pilota designate nel Libano meridionale. Ha sottolineato che questa è la richiesta principale del Libano in questa fase e ha indicato che i disaccordi non sono solo politici, ma anche tecnici e logistici.
Ha aggiunto che il principale punto critico nei negoziati riguarda la definizione dei nomi delle aree pilota da includere nel ritiro. La parte libanese insiste affinché il ritiro inizi nelle aree a sud del fiume Litani dove vi è effettivamente una presenza israeliana, e non nelle città che considera al di fuori dell’occupazione diretta.
Al contrario, gli israerliani propongonno altre città che non sono sotto il loro controllo, come Ghandouriyeh e Frun (nel distretto di Bint Jbeil) e Zawtar al-Gharbiyeh (nel distretto di Nabatieh) a nord del fiume Litani.
“Che ritiro sarebbe?”, scrive la stampa di Beirut. Nel frattempo i bombardamenti israeliani su città e villaggi libanesi continuano, con morti e feriti. Bulldozer e tritolo radono al suolo decine di case al giorno. Katz, ministro della guerra israeliano ha affermato che l’accordo di Washington ci autorizza a rimanere nel sud Libano fino all’estirpazione della minaccia di Hezbollah e non è previsto nessun termine per il nostro ritiro.
Cisgiordania
Espansionismo coloniale. Ieri, martedì, il governo israeliano ha annunciato lo stanziamento di 8,5 miliardi di shekel (circa 2,8 miliardi di dollari) per l’espansione degli insediamenti in Cisgiordania e la costruzione di migliaia di nuove unità abitative. È prevista la costruzione di 12.000 nuove unità abitative e importanti progetti infrastrutturali per soli ebrei.
Il ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra a Gaza, Netanyahu, ha descritto la Cisgiordania settentrionale durante la cerimonia di firma come “il tetto che protegge lo Stato di Israele”.
Libertà per il dr. Abu Safiya
Ieri, martedì, la ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper ha condannato la continua detenzione da parte delle autorità israeliane del dottor Hussam Abu Safiya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan nel nord di Gaza, sottolineando la profonda preoccupazione del Regno Unito per il suo caso.
Durante un’audizione davanti alla Commissione Affari Esteri del Parlamento britannico, Cooper ha ribadito la necessità di ritenere Israele responsabile delle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario a Gaza.
Le sue dichiarazioni sono giunte in risposta alle domande dei membri della commissione in merito alla detenzione di Abu Safiya nelle carceri israeliane da quasi 18 mesi, nonostante le Nazioni Unite abbiano definito la sua detenzione senza accusa una violazione del diritto internazionale.
“Israele sembra non voler ascoltare”, ha affermato Cooper. “La situazione del dottor Hussam Abu Safieh è drammatica e potrebbe morire in prigionia”.
Ha aggiunto che il governo britannico sta seguendo da vicino il caso e ha espresso preoccupazione per la detenzione di personale medico in condizioni prive di trasparenza.
La ministra britannica ha proseguito affermando che il caso del dr. Abu Safiya è particolarmente preoccupante perché “era un medico che forniva assistenza sanitaria alle persone”, e ha aggiunto che il suo caso ha attirato l’attenzione internazionale e che “il governo israeliano dovrebbe essere ritenuto responsabile delle decisioni prese”.
Prigionieri palestinesi
Oggi, 15 luglio: l’Ora della Solidarietà Globale. Un’ora a mezzogiorno (ora locale), ovunque voi siate, per chiedere la liberazione di tutti gli ostaggi palestinesi, a partire dagli operatori sanitari. Appello in solidarietà con il dr Hussam abu Safiya da Doctors Against Genocide”
Amnesty International ha dichiarato che le autorità israeliane devono scarcerare immediatamente il pediatra palestinese e direttore dell’ospedale Kamal Adwan, il dottor Hussam Abu Safiya, detenuto arbitrariamente, alla luce delle informazioni riferite dal suo avvocato dopo una visita in carcere, secondo le quali la sua vita è in imminente pericolo a causa delle torture e dei maltrattamenti cui è stato sottoposto durante la detenzione.
Per firmare la petizione: QUI
Proseguono in tutto il mondo le proteste, le campagne e gli appelli per la liberazione del dotto Abu Safiya: leggi tutto Appello Rete DigiunoGaza e
Un presidio a Gaza davanti alla CRI
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero e due mesi dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi mercoledì 15 luglio 2026 alla giornata di digiuno aderiscono i seguenti digiunatori: Clicca per leggere i nominativi!
La storia di Sarah Rajab e della sua famiglia annientata
Israele non colpisce i bambini gazzawi come vittime collaterali, ma mira a uccidere il futuro di Gaza, annientando i bambini. Qui vi raccontiamo la storia di Sarah Rajab. Aveva 9 anni quando un missile l’ha presa di mira il 27 maggio, primo giorno della Festa di Eid Al-Adha. Era l’ultima della sua famiglia, cancellata per mano israeliana dal registro anagrafico palestinese. Leggi tutto!
Solidarietà/Al-Najdah
Le compagne ed amiche dell’associazione Al-Najdah ci hanno comunicato di aver ricevuto i bonifici e che hanno iniziato la distribuzione delle somme alle famiglie dei bambini adottati. Lo fanno a piccoli gruppi, al massimo 10 per volta, per ragioni di sicurezza. Sabato 11 luglio, hanno iniziato dal sud della Striscia a Khan Younis. Hanno pubblicato un post e delle foto dell’incontro sull’account FB. Traduzione del testo in arabo:
“L’Associazione Soccorso Sociale Al-Najdah di Gaza ha distribuito oggi, sabato 11 luglio 2026, le donazioni a sostegno di un gruppo di bambini orfani adottati. La distribuzione ai bambini delle regioni centrali e settentrionali sarà completata nei prossimi giorni con un nuovo pagamento a copertura dei quattro mesi precedenti. Questa iniziativa è finanziata dall’Associazione Culturale Mediterranea d’Italia e dall’Agenzia di Stampa Anbamed. Grazie a tutti gli affidatari e affidatarie e agli amici per il loro sostegno e per aver sponsorizzato i bambini dell’Associazione Al-Najdah e i bambini di Gaza.”
Per vedere le foto: https://www.facebook.com/photo?fbid=1444800357685602&set=pcb.1444801261018845
È uscita a giugno la raccolta di poesie “La nascita di Perseo”, di Filippo Senatore, uno degli affidatari di bambini di al-Najdah. Nella raccolta vi sono inserite poesie che riguardano il genocidio in corso a Gaza. leggi tutto e guarda il video QUI
Abbiamo spedito una settimana fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.
È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)
Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.
Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.
Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e le donatrici.
Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!
È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).
Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 164. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.
Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .
La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.
Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
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