Per ascoltare l’audio di oggi, 20 luglio 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;  

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/195 (2147)

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Causale: Donazione per Anbamed

A giugno, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 320,00 € (- 765,00 €) rispetto al precedente mese di maggio).

Datevi da fare, cari lettori e ascoltatori!

Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.202,55 € per adozioni + per pasti caldi e 725,00 € per il libro “Strega!”; nel solo mese di giugno. Siamo a 164 adozioni + 2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito. Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

Sempre per email: anbamedaps@gmail.com

Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.

Le notizie

Genocidio a Gaza

– 3 palestinesi uccisi e un ferito in un bombardamento di artiglieria che ha preso di mira un gruppo di cittadini nel quartiere di Al-Zaytoun;

– Un altro ucciso e un ferito in un bombardamento israeliano contro una tenda che ospitava sfollati a Mawasi di Khan Yunis;

– Veicoli dell’occupazione hanno aperto il fuoco a est del campo profughi di Bureij;

– Intensa sparatoria da veicoli militari israeliani nella città di Rafah;

– 5 persone sono rimaste ferite dal fuoco delle forze di occupazione israeliane fuori dalle loro aree di controllo a Mawasi di Khan Yunis.

– L’esercito invasore ha fatto radere al suolo un quartiere residenziale nel quartiere di Al-Zaytoun;

A Gaza non c’è nessun Cessate il fuoco.

Situazione umanitaria

La fame nella Striscia di Gaza si sta aggravando bruscamente dopo che il Programma alimentare mondiale ha ridotto le quantità di pane prodotta nei suoi forni e chiuso molti punti di distribuzione, raddoppiando così le sofferenze delle famiglie sfollate e residenti.

Il viaggio alla ricerca del cibo per la giornata si trasforma in un’ardua routine quotidiana che inizia alle prime ore dell’alba, alla luce della totale assenza di alternative di base come farina e carburante, per produrre il pane in casa. La ricerca quotidiana di rifornimento del pane diventa un calvario, tra successive chiusure di punti vendita, pericolose condizioni di sicurezza e continui bombardamenti.

La politica israeliana è affamare per uccidere o deportare.

Questo popolo ha sette anime

È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”.
Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.

In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6

Settima puntata: Lo sport come supporto psicologico per affrontare il trauma dei continui sfollamenti

Il settore sportivo giovanile nella Striscia di Gaza sta lottando per sopravvivere e far fronte alle ripercussioni della guerra in corso. A Deir al-Balah (nella parte centrale della Striscia di Gaza), tende di plastica temporanee sono state trasformate in palestre improvvisate per bambini, offrendo corsi di karate e autodifesa. Questa iniziativa mira a fornire supporto psicologico e ad aiutare i bambini ad affrontare il trauma accumulato a causa dei bombardamenti e dei continui spostamenti forzati.

L’iniziativa è stata autofinanziata e realizzata in modo indipendente dal Capitano Hassan, allenatore dell’Al-Zaytoun Karate Club, la cui sede è stata completamente distrutta dalle forze di occupazione israeliane. Continua a leggere!

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Iran/USA/Israele

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha comunicato di aver concluso la nona notte consecutiva di attacchi contro l’Iran.

Media occidentali hanno citato il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, il quale ha affermato che Washington rimane aperta a una soluzione diplomatica con l’Iran.

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno avvertito l’esercito statunitense di quella che hanno definito un'”operazione punitiva” in risposta alle sue azioni, che hanno ritenuto illegali.

Gli Stati Uniti hanno annunciato la morte di un loro militare e il ferimento di un altro ieri nel nord dell’Iraq durante lo smantellamento di un drone kamikaze iraniano.

L’esercito giordano ha dichiarato di aver intercettato tre missili iraniani diretti verso la Giordania e che un quarto missile è atterrato in una zona remota. Il Ministero degli Esteri giordano ha annunciato di aver convocato l’incaricato d’affari iraniano e di avergli trasmesso una ferma protesta.

I media israeliani hanno riportato che, secondo l’esercito, dei detriti sono caduti in un’area aperta vicino a Eilat. Gli aerei cisterna statunitensi sono stati evacuati dalla base aerea di Ramon, nel sud di Israele, in seguito agli attacchi iraniani contro la regione di Aqaba, in Giordania.

L’esercito kuwaitiano ha annunciato che la sua difesa aerea ha intercettato attacchi missilistici e con droni iraniani.

Il Ministero dell’Elettricità e dell’Acqua del Kuwait ha riferito che un impianto di produzione di energia e desalinizzazione dell’acqua ha preso fuoco in seguito a un attacco, il secondo in due giorni.

In Bahrein, la televisione ha riferito che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato attacchi aerei iraniani sul regno.

Un funzionario della provincia iraniana del Khuzestan ha dichiarato che un attacco missilistico statunitense ha preso di mira aree al di fuori della città di Abadan, nel sud-ovest dell’Iran.

L’esercito iraniano ha dichiarato che la sua difesa aerea ha abbattuto un drone Lukas nel sud del Paese e un altro drone MQ-9 nell’ovest.

È chiaro che non è più una trattativa con altri metodi, ma una guerra vera e propria e non si vede una via d’uscita. Non è più chiaro neanche il motivo di questa escalation, se non la volontà di spezzare le reni al regime iraniano, che però ha dimostrato di resistere ai colpi duri inferti anche al sistema di comunicazioni civili e agli attacchi contro gli impianti energetici.

Sono stati vanificati tutti gli sforzi dei paesi mediatori, come il Pakistan e il Qatar. Sono state sterilizzate le trattative Oman-Iran per un accordo sullo stretto di Hormuz.

È una guerra che va fermata prima di far deragliare la pace nel mondo.

Cisgiordania

Il Ministero della Salute ha annunciato dopo mezzanotte la morte di due palestinesi, Awda Abdul Rahim (53 anni) e Ahmed Adel Rashid (26 anni), uccisi a colpi d’arma da fuoco dalle forze israeliane nella città di Deir Jarir, a est di Ramallah. Altri tre palestinesi sono rimasti gravemente feriti in un attacco dei coloni alla città.

Nostri contatti in zona hanno riferito che le forze israeliane hanno aperto il fuoco contro un’ambulanza che stava trasportando uno dei feriti in ospedale.

Nelle città e nei villaggi del governatorato di Ramallah e Al-Bireh si sta assistendo a un’escalation di attacchi da parte dei coloni contro i cittadini e le loro proprietà, tra cui aggressioni fisiche, spari, incendi dolosi e attacchi a terreni agricoli, il tutto sotto la protezione delle forze di occupazione israeliane.

In un altro attacco nella provincia di El-Khalil, ieri domenica, decine di coloni ebrei israeliani hanno attaccato il villaggio di Tuwana, incendiando parte della moschea di Al-Taqwa e tentando di appiccare il fuoco a case e proprietà degli abitanti. L’attacco ha causato danni alla moschea, a diverse abitazioni e veicoli, nonché a un caseificio. L’aggressione è stata condotta sotto la protezione dell’esercito di occupazione israeliano, che è intervenuto a protezione degli aggressori, dopo l’arrivo degli abitanti in zona per spegnere il fuoco nella moschea.

Colonialismo israeliano

Ieri sera, domenica, centinaia di coloni ebrei israeliani hanno marciato verso il confine con Gaza, chiedendo la ricostituzione degli insediamenti nella Striscia. Alla marcia hanno partecipato ministri e membri della Knesset. Secondo quanto riportato dai media, diversi ministri hanno preso parte alla manifestazione, tra cui il ministro delle Finanze Smotrich, quello per la Sicurezza Nazionale Ben-Gvir,  per le Pari Opportunità May Golan, delle Comunicazioni Shlomo Karhi, degli Affari della Diaspora Amichai Shekli e del Patrimonio Amichai Eliyahu, insieme a numerosi membri della Knesset.

La stampa israeliana ha riferito che la marcia, organizzata dal movimento degli insediamenti di Nahala, è partita dall’incrocio di Yad Mordechai e ha proseguito fino al valico Karem Salam, nel Negev occidentale. I manifestanti portavano gli slogan “Mettiamo il confine – Insediatevi a Gaza ora” e “Tornate a casa dopo 21 anni”.

I giornali di Tel Aviv hanno sottolineato che i partecipanti si sono diretti al confine con Gaza nell’ambito di una campagna guidata dal movimento che chiede la ricostruzione degli insediamenti nella Striscia di Gaza, da cui Israele si è ritirato nel 2005.

Largo spazio viene dato alle dichiarazioni di Daniela Weiss, leader del movimento Nahala, la quale ha affermato che l’evento rappresenta l’inizio di una serie di attività volte a promuovere la ricostruzione degli insediamenti nella Striscia di Gaza. I coloni israeliani sono ladri di terre.

Libertà per il dr. Abu Safiya

Appello dell’Associazione Culturale Pediatri per il Dott. Hussam Abu Safiya e per la tutela della neutralità della medicina. In un alettera al governo, al ministro degli esteri, per chiedere un loro intervento diplomatico sul caso del dr. Abu safiya. “L’Associazione Culturale Pediatri (ACP), società scientifica impegnata da oltre cinquant’anni nella promozione della salute, dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e della qualità delle cure pediatriche, esprime profonda preoccupazione per la detenzione del pediatra palestinese Dott. Hussam Abu Safiya e per la sorte degli altri operatori sanitari tuttora detenuti senza formale imputazione”.

Ricordiamo che il dottor Hussam Abu Safieh, durante una nuova visita dei suoi avvocati, ha riferito: “Sono stato picchiato di nuovo dalle guardie carcerarie, dopo la precedente visita, riportando una ferita a un dito, perdendo del sangue. Fate tutto il possibile per farmi uscire di qui. Sono detenuto in isolamento nel carcere sotterraneo di “Rakeft”, in condizioni di detenzione disumane”.

La Reta internazionale ebraica anti sionista ha organizzato, per oggi pomeriggio, venerdì 17 luglio, un presidio davanti all’ambasciata israeliana a Londra per chiedere il rilascio del dr. Abu Safiya. leggi tutto!

Michele Serra ha lanciato dalla sua rubrica “L’Amaca” un appello per la liberazione del dr. Abu Safiya. Leggi tutto!

Per firmare la petizione l’appello di Amnesty Int.: QUI

Proseguono in tutto il mondo le proteste, le campagne e gli appelli per la liberazione del dotto Abu Safiya: leggi tutto  Appello Rete DigiunoGaza e

Un presidio a Gaza davanti alla CRI

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, due mesi e 5 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi lunedì 20 luglio 2026 alla giornata di digiuno aderiscono i seguenti digiunatori: clicca per leggere i nominativi!

La storia di Sarah Rajab e della sua famiglia annientata

Israele non colpisce i bambini gazzawi come vittime collaterali, ma mira a uccidere il futuro di Gaza, annientando i bambini. Qui vi raccontiamo la storia di Sarah Rajab. Aveva 9 anni quando un missile l’ha presa di mira il 27 maggio, primo giorno della Festa di Eid Al-Adha. Era l’ultima della sua famiglia, cancellata per mano israeliana dal registro anagrafico palestinese. Leggi tutto!

Solidarietà/Al-Najdah

L’associazione Al-Najdah ha distribuito, ieri giovedì, le quote di sostegno, nel centro della Striscia di Gaza, alle famiglie dei bambini adottati tramite Anbamed e ACM. Guarda le foto. La distribuzione degli aiuti è iniziata l’11 luglio a Khan Younis, con piccoli gruppi di al massimo 10 bambini, per motivi ci sicurezza.

Per vedere le foto: https://www.facebook.com/photo?fbid=1444800357685602&set=pcb.1444801261018845

È uscita a giugno la raccolta di poesie “La nascita di Perseo”, di Filippo Senatore, uno degli affidatari di bambini di al-Najdah. Nella raccolta vi sono inserite poesie che riguardano il genocidio in corso a Gaza. leggi tutto e guarda il video QUI

Abbiamo spedito una settimana fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.

È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)

Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.

Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.

Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e le donatrici.

Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!

È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).

Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 164. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.

Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .

La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.

Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

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