Per ascoltare l’audio di oggi, 23 luglio 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;  

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/198 (2150)

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Causale: Donazione per Anbamed

A giugno, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 320,00 € (- 765,00 €) rispetto al precedente mese di maggio).

Datevi da fare, cari lettori e ascoltatori!

Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.202,55 € per adozioni + per pasti caldi e 725,00 € per il libro “Strega!”; nel solo mese di giugno. Siamo a 164 adozioni + 2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito. Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

Sempre per email: anbamedaps@gmail.com

Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Un attacco israeliano, stamattina, sul campo di sfollati a Mawassi ha provocato una decina di feriti.

Secondo nostri contatti a Gaza, il numero delle persone uccise ieri è stato di 4 civili colpiti in diversi attacchi.

L’espansione della zona di Gaza sotto l’occupazione diretta israeliana ha reso infernale la vita della popolazione nei quartieri est di gaza città. Molte famiglie non sono riuscite a raccogliere i corpi dei parenti uccisi, a causa delle continue sparatorie dei cecchini. Questi uccisi non rientrano nelle statistiche di morte ufficiali, perché i loro corpi non sono giunti negli ospedali.

A Gaza non c’è nessun Cessate il fuoco.

Situazione umanitaria

La guerra israeliana contro la Striscia di Gaza ha distrutto più di 210 dei 320 pozzi, oltre a quasi l’80% degli impianti di desalinizzazione, oltre all’impianto centrale di trattamento dell’acqua di mare, lasciando in funzione un solo impianto. Oltre alle intenzioni israeliane di annientare la popolazione gazzawi per sete, c’è anche il problema dell’inquinamento delle falde acquifere per le infiltrazioni delle acque reflue.

Oltre a perdere una parte della giornata aspettando un sacchetto di pane, bisogna fare lunghe file davanti alle centraline di distribuzione dell’acqua, per riempire un contenitore di al massimo 10 litri.

I crimini di Israele non si compiono soltanto sganciando bombe, ma anche uccidendo la gente di sete e malattie, legate all’uso di acqua inquinata.

Questo popolo ha sette anime

È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”.
Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.

In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Iran/USA/Israele

L’aggressione Usa contro l’Iran si sta allargando. Il Pentagono ha spedito nelle basi statunitensi in Germania personale sanitario ed ha messo in allerta bombardieri a lungo raggio per operazioni di combattimento su larga scala. Trump probabilmente ha intenzione di bombardare i siti nucleari iraniani e mettere in pericolo tutte le popolazioni della zona. Le sue minacce dichiarate per il momento parlano di colpire centrali elettriche e ponti. La risposta iraniana che in tal caso saranno colpiti gli stessi obiettivi nei paesi dove ci sono basi USA nella regione, cioè i paesi arabi.

I bombardamenti USA non hanno risparmiato finora nessun obiettivo, che sia civile o militare. Il valico di frontiera con l’Iraq, Shalamja, è stato colpito da un missile. Secondo fonti turche, Israele sta preparando milizie curde per un attacco di terra. Ankara ha minacciato di non rimanere neutrale in tal caso e si sarebbe intervenuta contro i curdi.

Sul fronte di Hormuz, Trump sostiene che è aperto e che le uniche navi impedite dal passaggio sono quelle iraniane. Teheran dice che è chiuso e passano soltanto le navi autorizzate dalle guardie rivoluzionarie. Gli enti di osservazione sulla navigazione affermano che ieri è passata una sola nave dalla parte vicina alle coste dell’Oman.

Stamattina, le milizie Houthi hanno colpito una nave nel mar Rosso, che aveva appena lasciato un porto saudita diretta verso Bab El-Mandab. Si è sviluppato un incendio a bordo e sono in corso le operazioni di salvataggio.

Le quotazioni del petrolio sono salite del 2% nella giornata di ieri.

Cisgiordania

I coloni hanno preso possesso delle sorgenti di Ain Samia, ad est di Ramallah. Le sorgenti fornivano l’acqua potabile e per l’uso agricolo e pastorale a 13 villaggi della zona. Ieri è stato compiuto il centesimo attacco contro le comunità native per impossessarsi delle terre palestinesi. Dopo aver impedito ai contadini di lavorare le loro terre, lo stato occupante ha dichiarato la confisca delle terre per motivi militari oppure per lo stato di abbandono.

La stessa politica viene applicata a Kafr Aqab, a nord di Gerusalemme, con la demolizione delle case. Nella scorsa settimana 20 famiglie sono state avvisate di evacuare le loro case, per essere demolite. Espansionismo coloniale per svuotare i luoghi dagli abitanti autoctoni e lasciare spazio a gente arrivata da ogni dove e senza nessun legame con il territorio.

“Questa è la casa dei miei avi”, ha gridato il ministro fascista Bin Gvir in faccia al proprietario palestinese di una palazzina a Gerusalemme, che era occupata con la forza dai coloni appoggiati dall’esercito.

Un’altra zona minacciata dalla colonizzazione selvaggia è Massafer Yatta. Nel villaggio di Deirat sono state recapitate nell’ultimo mese 20 ordini di demolizione di case abitate dai palestinesi.

Ieri, mercoledì, i coloni ebrei hanno cacciato la famiglia Al-Toubasi nella città di Jalud, a sud di Nablus, e hanno sequestrato la loro casa. I coloni hanno preso il controllo della casa di Al-Toubasi, dopo un assedio durato più di tre mesi, e aver aggredito i suoi membri quotidianamente. La casa della famiglia Al-Toubasi è stata bruciata più volte dai coloni, che hanno stabilito un avamposto coloniale vicino ad essa, ma la famiglia ha insistito per restare e vivere in condizioni molto difficili, inclusa l’interruzione di acqua e cibo. I coloni hanno tagliato l’elettricità alla casa della famiglia e hanno anche bloccato la strada a chiunque cercasse di aiutarli o di consegnare loro cibo, acqua e medicine. Li hanno costretti a lasciare la casa e poi l’hanno sequestrata.

Nelle diverse operazioni di rastrellamento, le truppe israeliane hanno arrestato ieri 24 palestinesi.

Giornalisti nel mirino a Gaza

Screenshot

Si è tenuto, martedì a Gaza, un presidio di giornalisti malati, feriti o amputati, per chiedere la possibilità di espatrio per cure all’estero. “Questa è una manifestazione di solidarietà con i giornalisti malati e feriti nella Striscia di Gaza, durante la quale chiediamo alle autorità competenti di intervenire con urgenza per facilitare la nostra partenza e permetterci di ricevere le cure mediche necessarie.

Da quasi due anni, molti giornalisti malati e feriti non riescono a lasciare Gaza per ricevere le cure di cui hanno urgente bisogno, nonostante la gravità delle loro condizioni di salute”, ha detto al megafono il giornalista Mohammed Naim. Per guardare foto e video sull’account social: qui e qui

Libertà per il dr. Abu Safiya

Medici Senza Frontiere chiede a Israele di rilasciare due operatori sanitari palestinesi. Medici Senza Frontiere (MSF) ha chiesto l’immediato rilascio di tutti gli operatori sanitari palestinesi arbitrariamente detenuti da Israele.

In una dichiarazione, l’organizzazione ha espresso la propria indignazione per il trattamento riservato agli operatori sanitari, la maggior parte dei quali è detenuta in condizioni deplorevoli senza motivo né giustificazione.

L’organizzazione medico-umanitaria si è unita all’appello per il rilascio del dottor Hussam Abu Safieh, pediatra e direttore dell’ospedale Kamal Adwan di Gaza, detenuto da Israele dal dicembre 2014.

L’organizzazione con sede a Ginevra ha affermato che la sua detenzione si inserisce in un quadro più ampio di arresti e persecuzioni vergognose da parte delle autorità israeliane nei confronti degli operatori sanitari in tutta la Palestina.

Ricordiamo che il dottor Hussam Abu Safieh, durante una nuova visita dei suoi avvocati, ha riferito: “Sono stato picchiato di nuovo dalle guardie carcerarie, dopo la precedente visita, riportando una ferita a un dito, perdendo del sangue. Fate tutto il possibile per farmi uscire di qui. Sono detenuto in isolamento nel carcere sotterraneo di “Rakeft”, in condizioni di detenzione disumane”.

La Reta internazionale ebraica anti sionista ha organizzato, per oggi pomeriggio, venerdì 17 luglio, un presidio davanti all’ambasciata israeliana a Londra per chiedere il rilascio del dr. Abu Safiya. leggi tutto!

Michele Serra ha lanciato dalla sua rubrica “L’Amaca” un appello per la liberazione del dr. Abu Safiya. Leggi tutto!

Per firmare la petizione l’appello di Amnesty Int.: QUI

Proseguono in tutto il mondo le proteste, le campagne e gli appelli per la liberazione del dotto Abu Safiya: leggi tutto  Appello Rete DigiunoGaza e

Un presidio a Gaza davanti alla CRI

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, due mesi e 8 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi giovedì 23 luglio 2026 alla giornata di digiuno aderiscono i seguenti digiunatori: clicca per leggere i nominativi!

La storia di Sarah Rajab e della sua famiglia annientata

Israele non colpisce i bambini gazzawi come vittime collaterali, ma mira a uccidere il futuro di Gaza, annientando i bambini. Qui vi raccontiamo la storia di Sarah Rajab. Aveva 9 anni quando un missile l’ha presa di mira il 27 maggio, primo giorno della Festa di Eid Al-Adha. Era l’ultima della sua famiglia, cancellata per mano israeliana dal registro anagrafico palestinese. Leggi tutto!

Solidarietà/Al-Najdah

Lunedì, Al-Najdah ha iniziato la distribuzione delle rette nella città di Gaza e nel nord della Striscia. È stato stampato un opuscolo di disegni spedito da due affidatari, Alessandra e Filippo, per il compleanno della bimba adottata a distanza. L’opuscolo è stato distribuito a tutti i bimbi e le bimbe insieme a una scatola di matite colorate, per applicarsi in un momento di evasione e educazione artistica. il resoconto su Anbamed

guarda le foto sulla pagina social di Al-Najdah.

L’associazione Al-Najdah ha distribuito, la scorsa settimana, le quote di sostegno, nel centro della Striscia di Gaza, alle famiglie dei bambini adottati tramite Anbamed e ACM. Guarda le foto.

La distribuzione degli aiuti è iniziata l’11 luglio a Khan Younis, con piccoli gruppi di al massimo 10 bambini, per motivi di sicurezza. Per vedere le foto: QUI

È uscita a giugno la raccolta di poesie “La nascita di Perseo”, di Filippo Senatore, uno degli affidatari di bambini di al-Najdah. Nella raccolta vi sono inserite poesie che riguardano il genocidio in corso a Gaza. leggi tutto e guarda il video QUI

Abbiamo spedito una settimana fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.

È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)

Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.

Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.

Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e le donatrici.

Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!

È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).

Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 164. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.

Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .

La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.

Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

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