Per ascoltare l’audio di oggi, 24 luglio 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;  

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/199 (2151)

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Causale: Donazione per Anbamed

A giugno, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 320,00 € (- 765,00 €) rispetto al precedente mese di maggio).

Datevi da fare, cari lettori e ascoltatori!

Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.202,55 € per adozioni + per pasti caldi e 725,00 € per il libro “Strega!”; nel solo mese di giugno. Siamo a 164 adozioni + 2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito. Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

Sempre per email: anbamedaps@gmail.com

Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Giovedì sera, aerei da guerra israeliani hanno lanciato una serie di raid aerei, distruggendo abitazioni nel campo profughi di Bureij, nel campo profughi di Jabalia, nei quartieri di Zeitoun e Jalaa a Gaza City e nel campo profughi di Maghazi, causando anche diversi feriti.

Le immagini mostravano edifici distrutti, fiamme e crateri nel terreno nelle zone colpite. Nostri contatti a Gaza hanno riferito che si è trattato dei raid aerei più estesi sulla Striscia di Gaza dallo scorso ottobre 2025.

Un portavoce della Protezione Civile di Gaza ha dichiarato che le forze di occupazione israeliane hanno emesso ordini di evacuazione per le abitazioni in sei aree della Striscia nelle ore precedenti.

Una fonte dell’Ospedale Al-Maamadany (Battista) ha riferito che diversi palestinesi sono rimasti feriti in un raid aereo israeliano che ha colpito un edificio nel quartiere di Zeitoun.

Una fonte dell’Ospedale Al-Shifa ha inoltre riferito che due persone sono rimaste ferite in un raid aereo contro un’abitazione in via Jalaa a Gaza City.

Il rapporto del ministero della sanità informa di 6 palestinesi, tra i quali due donne e un bambino, sono stati uccisi ieri.

A Gaza non c’è nessun Cessate il fuoco.

Situazione umanitaria

Ieri sera, giovedì, forze politiche e sociali palestinesi hanno organizzato una marcia a Gaza città, per chiedere la fine della guerra genocida di Israele, la revoca dell’assedio e per respingere i piani di deportazione dei palestinesi dalla loro terra e dare spazio alla colonizzazione ebraica.

I partecipanti alla marcia, svoltasi con lo slogan “Mille giorni di genocidio… Gaza resiste e grida contro l’ingiustizia e il silenzio”, hanno sventolato bandiere palestinesi e striscioni, che condannano il genocidio in corso e denunciano il silenzio delle cancellerie coloniali riguardo alla grave situazione umanitaria che i palestinesi affrontano nella Striscia di Gaza. Hanno inoltre chiesto alla comunità internazionale di fare pressione su Israele affinché fermi l’aggressione, proteggere i civili e garantire la consegna degli aiuti umanitari.

Questo popolo ha sette anime

È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”.
Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.

In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Cisgiordania

Sei palestinesi uccisi in 24 ore.

Una nuova aggressione di coloni, sostenuti dall’esercito di occupazione, ha lasciato a terra 4 palestinesi uccisi e 7 feriti, tra di loro 3 gravi. È avvenuto stamattina a Tel vicino a Nablus. All’alba, i coloni ebrei israeliani hanno attaccato la cittadina, sparando contro le case dei palestinesi. Alle loro spalle c’erano i soldati che hanno dato loro manforte, quando il lancio di pietre da parte dei palestinesi era diventato fitto. Un altro crimine genocida che mira alla deportazione dei nativi per lasciare posto alle orde di coloni arrivati da ogni dove.

Ieri, coloni israeliani hanno appiccato un incendio a terreni agricoli nel villaggio di Salim, sempre nei pressi di Nablus, nella Palestina occupata.  I soldati israeliani invece di allontanare gli aggressori, hanno attaccato i palestinesi che tentavano di spegnere il fuoco. Due palestinesi sono stati uccisi e altri due feriti.

Iran/USA/Israele

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha lanciato una nuova serie di attacchi contro obiettivi militari iraniani per la tredicesima notte consecutiva, con esplosioni udite in diverse città e regioni dell’Iran meridionale.

Trump ha minacciato di utilizzare i fondi iraniani detenuti negli Stati Uniti per risarcire eventuali danni a navi o merci in transito nello Stretto di Hormuz. Ha anche minacciato gli Houthi e l’Iran con “gravi punizioni militari” dopo che la milizia yemenita ha lanciato attacchi missilistici e con droni contro due petroliere saudite nel Mar Rosso.

Non è tardata la reazione politica di Teheran: il ministro degli Esteri, Abbas Araqchi, ha affermato che “sequestrare i beni di un altro Paese per risolvere rivendicazioni future non correlate è pericoloso e alimenta il conflitto”. Araqchi ha aggiunto che “una volta che i governi considereranno normale la confisca dei beni, i beni di nessuno saranno al sicuro e il caos non sarà pacifico”.

Ci sono segnali evidenti di un imminente allargamento della guerra. Il Dipartimento di Stato Usa, infatti, ha dichiarato che i cittadini statunitensi in Medio Oriente dovrebbero prepararsi alla possibilità di cancellazioni di voli e chiusure dello spazio aereo nella regione.

Il Ministero della Salute iraniano ha riferito che 55 persone sono state uccise e 629 ferite negli attacchi statunitensi contro l’Iran. Un bilancio che non corrisponde a verità e probabilmente serve soltanto a ridurre le reazioni interne. Non è credibile che la quantità di missili e bombe sganciate in 146 giorni di aggressione abbiano ucciso soltanto una persona ogni tre giorni. La cronaca quotidiana, pubblicata sui media iraniani, parla di sette uccisi, nella sola giornata di ieri, in diversi bombardamenti USA.

L’Iran per rispondere a questi attacchi non prende di mira l’alleato più stretto di Washington, Israele, oppure le navi da guerra statunitensi presenti in zona, ma attacca i paesi arabi vicini. Ieri è toccato a Kuwait, Bahrein e Giordania.  

Arabia Saudita

Riad e Washington hanno firmato un accordo per l’avvio di una collaborazione tecnologica tra i due paesi, per consentire all’Arabia Saudita di avviare un proprio programma per il nucleare civile. È una questione posta sul tappeto da molto tempo, ma le amministrazioni Usa hanno sempre avanzato la condizione della firma degli accordi di Abramo, cioè il riconoscimento diplomatico di Israele, per poter avviare la collaborazione statunitense. Negli accordi pubblicati non se ne fa cenno a questa condizione, ma Trump come al solito ne ha scritto sui suoi social.

Libertà per il dr. Abu Safiya

Tra pochi giorni saranno 19 mesi dal rapimento del dr. Abu Safiya dal suo ospedale pediatrico nel nord di Gaza e la sua tenuta in ostaggio nei sotterranei dei campi di concentramento israeliani. Le campagne per la sua liberazione e gli appelli di organismi per i diritti umani e di alcune cancellerie non hanno smosso la coscienza del mondo. Israele gode di una totale impunità e non tiene in conto le mobilitazioni della solidarietà.

Ricordiamo che il dottor Hussam Abu Safieh, durante una nuova visita dei suoi avvocati, ha riferito: “Sono stato picchiato di nuovo dalle guardie carcerarie, dopo la precedente visita, riportando una ferita a un dito, perdendo del sangue. Fate tutto il possibile per farmi uscire di qui. Sono detenuto in isolamento nel carcere sotterraneo di “Rakeft”, in condizioni di detenzione disumane”.

La Reta internazionale ebraica anti sionista ha organizzato, per oggi pomeriggio, venerdì 17 luglio, un presidio davanti all’ambasciata israeliana a Londra per chiedere il rilascio del dr. Abu Safiya. leggi tutto!

Michele Serra ha lanciato dalla sua rubrica “L’Amaca” un appello per la liberazione del dr. Abu Safiya. Leggi tutto!

Per firmare la petizione l’appello di Amnesty Int.: QUI

Proseguono in tutto il mondo le proteste, le campagne e gli appelli per la liberazione del dotto Abu Safiya: leggi tutto  Appello Rete DigiunoGaza e

Un presidio a Gaza davanti alla CRI

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, due mesi e 9 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi venerdì 24 luglio 2026 alla giornata di digiuno aderiscono i seguenti digiunatori: clicca per leggere i nominativi!

La storia di Sarah Rajab e della sua famiglia annientata

Israele non colpisce i bambini gazzawi come vittime collaterali, ma mira a uccidere il futuro di Gaza, annientando i bambini. Qui vi raccontiamo la storia di Sarah Rajab. Aveva 9 anni quando un missile l’ha presa di mira il 27 maggio, primo giorno della Festa di Eid Al-Adha. Era l’ultima della sua famiglia, cancellata per mano israeliana dal registro anagrafico palestinese. Leggi tutto!

Solidarietà/Al-Najdah

Lunedì, Al-Najdah ha iniziato la distribuzione delle rette nella città di Gaza e nel nord della Striscia. È stato stampato un opuscolo di disegni spedito da due affidatari, Alessandra e Filippo, per il compleanno della bimba adottata a distanza. L’opuscolo è stato distribuito a tutti i bimbi e le bimbe insieme a una scatola di matite colorate, per applicarsi in un momento di evasione e educazione artistica. il resoconto su Anbamed

guarda le foto sulla pagina social di Al-Najdah.

L’associazione Al-Najdah ha distribuito, la scorsa settimana, le quote di sostegno, nel centro della Striscia di Gaza, alle famiglie dei bambini adottati tramite Anbamed e ACM. Guarda le foto.

La distribuzione degli aiuti è iniziata l’11 luglio a Khan Younis, con piccoli gruppi di al massimo 10 bambini, per motivi di sicurezza. Per vedere le foto: QUI

È uscita a giugno la raccolta di poesie “La nascita di Perseo”, di Filippo Senatore, uno degli affidatari di bambini di al-Najdah. Nella raccolta vi sono inserite poesie che riguardano il genocidio in corso a Gaza. leggi tutto e guarda il video QUI

Abbiamo spedito una settimana fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.

È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)

Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.

Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.

Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e le donatrici.

Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!

È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).

Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 164. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.

Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .

La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.

Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Tutti gli altri eventi e campagne: clicca!

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