Per ascoltare l’audio di oggi, 25 luglio 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/200 (2152)
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A giugno, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 320,00 € (- 765,00 €) rispetto al precedente mese di maggio).
Datevi da fare, cari lettori e ascoltatori!
Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.202,55 € per adozioni + per pasti caldi e 725,00 € per il libro “Strega!”; nel solo mese di giugno. Siamo a 164 adozioni + 2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito. Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!
I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.
Sempre per email: anbamedaps@gmail.com
Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.
Le notizie
Genocidio a Gaza
Ieri, un palestinese è stato ucciso in un raid aereo israeliano contro il quartiere di Zeitoun, a est di Gaza City. Un raid aereo israeliano ha colpito il campo profughi di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.
Una donna palestinese è stata uccisa, a causa delle ferite riportate in un raid aereo israeliano contro un condominio in via Al-Jalaa a Gaza City.
I nostri contatti riferiscono che l’esercito di occupazione continua l’opera di demolizioni della case diroccate da precedenti bombardamenti, per allargare la zona dietro la “linea gialla”. Gli abitanti palestinesi, accampati tra i ruderi, vengono costretti dagli spari dei cecchini ad abbandonare le zone, dopo che l’esercito aveva spostato i blocchi di cemento di colore gialla più a ovest. Nella parte sud della Striscia, tra Rafah e Khan Younis, Israele ha iniziato a costruire un muro di separazione, come quello realizzato nella Cisgiordania.
A Gaza non c’è nessun cessate-il-fuoco.
Questo popolo ha sette anime
È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”. Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.
In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Cisgiordania

Ieri, coloni ed esercito hanno ucciso 4 palestinesi e ferito altri 4, di cui 3 in condizioni critiche, nella città di Tell, a sud-ovest di Nablus, a seguito di un attacco lanciato da coloni armati contro la città e il loro assalto ai residenti e alle loro proprietà. Tutte le vittime sono della stessa famiglia Ramadan. Dopo un attacco dei coloni armati, uno dei cugini Ramadan era riuscito a strappare il mitra ad un colono ed ha sparato nella direzione degli aggressori facendoli fuggire. Dopo pochi minuti sono arrivati i rinforzi dell’esercito che hanno cominciato a sparare contro i palestinesi, uccidendo i quattro cugini. L’esercito ha annunciato l’uccisione di un ufficiale e un soldato e il ferimento di altri 3. Subito dopo l’esercito ha compiuto un assedio alla città di Nablus e un violento rastrellamento a Tell.
Nelle prime ore di oggi, sabato, diverse aree della Cisgiordania sono state teatro di una nuova ondata di raid da parte delle forze di occupazione israeliane e di attacchi da parte dei coloni, che hanno provocato il ferimento di un giovane palestinese e di un anziano a Betlemme e Nablus, colpiti da colpi d’arma da fuoco israeliani.
I nostri contatti hanno riferito che le forze israeliane hanno effettuato raid nel campo profughi di Aqbat Jabr, a sud di Gerico, nella città di Qalqilya, nel villaggio di Kobar, nel distretto di Ramallah, e nella città di Kafr Aqab, a nord di Gerusalemme.
Le forze israeliane hanno inoltre effettuato raid nella città di Ya’bad e nei villaggi di Zababdeh e Burqin, nel governatorato di Jenin, nonché nel villaggio di Far’un, a sud di Tulkarm.
Nel governatorato di Nablus, le forze israeliane hanno effettuato raid nei villaggi di Tell e Qaryut e nella città di Beit Furik, conducendo una vasta operazione di arresti a Tell e perquisendo diverse abitazioni a Beit Furik.
Secondo quanto riportato dai nostri contatti, le forze israeliane hanno lanciato bombe contro le case dei palestinesi a Qaryut, mentre i coloni hanno attaccato le abitazioni nel villaggio di Urif, a sud di Nablus.
La Mezzaluna Rossa palestinese ha annunciato venerdì sera che un ragazzo è stato colpito da colpi d’arma da fuoco sparati dalle forze di occupazione israeliane nel campo profughi di Dheisheh a Betlemme.
Iran/USA/Israele
Dopo 12 giorni continuativi di bombardamenti, quella passata è la prima notte senza bombardamenti Usa sulle città iraniane. Le minacce di Trump sono sempre ad un alto livello, ma si nota una disponibilità alla trattativa.
Secondo fonti di Islamabad, teheran e Washington si sono scambiati messaggio, anche sulla base di una proposta di Pechino, che non è stato svelato il suo contenuto.
Fonti diplomatiche irachene sostengono che il neo-premier, Al-Zayidi, è latore di una missiva di Trump al vertice iraniano. Il terzo canale di trattativa passa dall’Oman, l’altro paese che si affaccia sullo Stretto di Hormuz.
Secondo fonti giornalistiche Usa, Washington e Londra stanno lavorando per un vertice euro-Usa, da tenersi la prossima settimana, per il controllo militare dello Stretto di Hormuz e garantirne l’apertura. Finora i paesi europei aveva espresso la loro volontà di intervenire, ma soltanto dopo il raggiungimento di un accordo di cassate il fuoco permanente.
Arabia Saudita/Yemen
Caccia sauditi hanno attaccato il porto di Hodeida e l’isola yemenita di Kamaran, nel mar Rosso. È la risposta all’imposizione di un blocco dei porti saudita e l’attacco con droni contro due petroliere partite dai posti saudita.
La tensione in Yemen tra esercito saudita e milizie houthi ha origini sia interne che regionali. Riad ha imposto di fatto un blocco sull’aeroporto di Sanaa ed ha ingaggiato diversi scontri con le milizie. Sia a terra per interposta persona, appoggiandosi su milizie tribali anti houthi, sia con bombardamenti aerei. I houthi avevano risposto bombardando con missili e droni l’aeroporto di Abha. Gli ultimi sviluppi sono legati principalmente alla crisi del Golfo e la chiusura dello stretto di Hormuz. Malgrado che l’Arabia Saudita non abbia mai risposto agli attacchi missilistici iraniani sul proprio territorio, gli houthi considerano il regno alla guida del blocco arabo filo USA. Per venire in iauto a Teheran, hanno minacciato di bloccare la navigazione comerciale a Bab el-Mandab.
Sudan
La strada per El Obeid, città nel Kordofan settentrionale, non è più sicura dopo che i droni delle Forze di Supporto Rapido hanno preso di mira diversi camion che trasportavano merci e aiuti destinati agli abitanti assediati.
Secondo rapporti delle associazioni umanitarie sudanesi, raggiungere El Obeid è come attraversare un campo minato, ma gli autisti continuano a percorrere la strada nonostante i rischi considerevoli.
Gli attacchi delle Forze di Supporto Rapido hanno portato all’interruzione del 90% delle forniture che raggiungevano il mercato. Oltre alla fame che minaccia milioni di sfollati della zona, i pochi prodotti che arrivano hanno prezzi esorbitanti che la maggior parte dei cittadini non hanno la possibilità di acquistare.
Libertà per il dr. Abu Safiya
Dopodomani 27 luglio, saranno passati 19 mesi dal rapimento del dr. Abu Safiya dal suo ospedale pediatrico nel nord di Gaza e la sua tenuta in ostaggio nei sotterranei dei campi di concentramento israeliani. Le campagne per la sua liberazione e gli appelli di organismi per i diritti umani e di alcune cancellerie non hanno smosso la coscienza del mondo. Israele gode di una totale impunità e non tiene in conto le mobilitazioni della solidarietà.
Ricordiamo che il dottor Hussam Abu Safieh, durante una nuova visita dei suoi avvocati, ha riferito: “Sono stato picchiato di nuovo dalle guardie carcerarie, dopo la precedente visita, riportando una ferita a un dito, perdendo del sangue. Fate tutto il possibile per farmi uscire di qui. Sono detenuto in isolamento nel carcere sotterraneo di “Rakeft”, in condizioni di detenzione disumane”.
La Reta internazionale ebraica anti sionista ha organizzato, per oggi pomeriggio, venerdì 17 luglio, un presidio davanti all’ambasciata israeliana a Londra per chiedere il rilascio del dr. Abu Safiya. leggi tutto!
Michele Serra ha lanciato dalla sua rubrica “L’Amaca” un appello per la liberazione del dr. Abu Safiya. Leggi tutto!
Per firmare la petizione l’appello di Amnesty Int.: QUI
Proseguono in tutto il mondo le proteste, le campagne e gli appelli per la liberazione del dotto Abu Safiya: leggi tutto
Un presidio a Gaza davanti alla CRI
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, due mesi e 10 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi sabato 25 luglio 2026 alla giornata di digiuno aderiscono i seguenti digiunatori: clicca per leggere i nominativi!
La storia di Sarah Rajab e della sua famiglia annientata
Israele non colpisce i bambini gazzawi come vittime collaterali, ma mira a uccidere il futuro di Gaza, annientando i bambini. Qui vi raccontiamo la storia di Sarah Rajab. Aveva 9 anni quando un missile l’ha presa di mira il 27 maggio, primo giorno della Festa di Eid Al-Adha. Era l’ultima della sua famiglia, cancellata per mano israeliana dal registro anagrafico palestinese. Leggi tutto!
Solidarietà/Al-Najdah
Le magliette in dono agli affidatari sono arrivate in sede. I volontari hanno cominciato a preparare i pacchi per la spedizione a chi ci ha fornito l’indirizzo e la taglia. Lunedì 27 partiranno alle destinazioni.
Lunedì 20 luglio, Al-Najdah ha iniziato la distribuzione delle rette nella città di Gaza e nel nord della Striscia. È stato stampato un opuscolo di disegni spedito da due affidatari, Alessandra e Filippo, per il compleanno della bimba adottata a distanza. L’opuscolo è stato distribuito a tutti i bimbi e le bimbe insieme a una scatola di matite colorate, per applicarsi in un momento di evasione e educazione artistica. il resoconto su Anbamed
guarda le foto sulla pagina social di Al-Najdah.
L’associazione Al-Najdah ha distribuito, la scorsa settimana, le quote di sostegno, nel centro della Striscia di Gaza, alle famiglie dei bambini adottati tramite Anbamed e ACM. Guarda le foto.
La distribuzione degli aiuti è iniziata l’11 luglio a Khan Younis, con piccoli gruppi di al massimo 10 bambini, per motivi di sicurezza. Per vedere le foto: QUI
È uscita a giugno la raccolta di poesie “La nascita di Perseo”, di Filippo Senatore, uno degli affidatari di bambini di al-Najdah. Nella raccolta vi sono inserite poesie che riguardano il genocidio in corso a Gaza. leggi tutto e guarda il video QUI
Abbiamo spedito una settimana fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.
È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)
Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.
Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.
Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e le donatrici.
Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!
È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).
Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 164. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.
Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .
La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.
Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
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