Per ascoltare l’audio di oggi, 26 luglio 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/201 (2153)
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Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.202,55 € per adozioni + per pasti caldi e 725,00 € per il libro “Strega!”; nel solo mese di giugno. Siamo a 164 adozioni + 2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito. Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!
I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.
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Le notizie
Genocidio a Gaza
Il Ministero dell’Interno di Gaza ha annunciato l’uccisione del capo della polizia della Striscia di Gaza settentrionale, colpito da un drone israeliano nel quartiere di Sheikh Radwan. Nel frattempo, fonti degli ospedali di Gaza hanno confermato la morte di sette persone e il ferimento di oltre venti a causa dei bombardamenti israeliani nella Striscia nella giornata di ieri, sabato.
Questo attacco si inserisce nel contesto dell’intensificarsi dell’aggressione israeliana contro Gaza e i suoi servizi, in particolare le forze di polizia, per creare maggiore caos e mancanza di sicurezza e controllo sulla malavita.
Stamattina un palestinese è stato assassinato mentre era sulla propria bicicletta. Un drone ha lanciato un missile che ha disintegrato il corpo.
A Gaza non c’è nessun cessate-il-fuoco.
Situazione umanitaria
La vita degli sfollati nella Striscia di Gaza continua a ruotare attorno ad avvertimenti e bombardamenti israeliani, che li spingono verso un nuovo esodo forzato che sembra destinato a non arrestarsi, poiché l’esercito di occupazione continua a inseguirli da un luogo all’altro.
Non appena gli abitanti della Striscia di Gaza arrivano in un nuovo campo profughi, ricevono un avviso di evacuazione israeliano, che impedisce loro di raggiungere anche la più elementare stabilità.
Uno sfollato ha raccontato di aver ricevuto il quarto avviso di sfratto per il piccolo negozio che aveva aperto in una casa distrutta per sbarcare il lunario. Ha sottolineato che lo sfollamento è difficile a causa delle lunghe distanze e del sovraffollamento in spazi ristretti.
L’occupazione ha stretto la sua morsa, confinando due milioni di palestinesi in un’area che non supera il 30% della superficie totale della Striscia di Gaza, aumentando così la pressione sui campi profughi.
Le famiglie che ricevono gli avvisi di sfratto si trasferiscono nei campi, che non sono più in grado di fornire tende per un numero così elevato di persone, costringendo molti a vivere all’aperto, senza riparo.
Questo deliberato aggravamento delle sofferenze degli abitanti della Striscia di Gaza non è un atto isolato o temporaneo, né fa parte di una specifica operazione militare. Piuttosto, è parte di un piano israeliano per rendere Gaza un luogo devastato e inabitabile, sepolto sotto le macerie, al fine di aggravare la catastrofe umanitaria e costringere la popolazione alla deportazione.
Questo popolo ha sette anime
È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”. Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.
In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Cisgiordania

È offensiva generale dell’esercito di occupazione israeliano in Cisgiordania. Assedio delle città e villaggi, incursioni all’interno dei quartieri abitati per rastrellamenti. Attacchi dei coloni e la confisca di altre terre per costruire avamposti coloniali.
La città di Tell, vicino a Nablus, è stata messa sotto sopra, dopo che un contadino palestinesi, Farouk Ramadan, aveva strappato un mitra ad un colono che stava minacciando lui ed altri cittadini sul loro proprio terreno. Negli scontri aveva ucciso due soldati israeliani, arrivati in soccorso degli aggressori. Non è stato sufficiente per Netanyahu l’assassinio di quattro persone della famiglia Ramadan, ma ha annunciato la confisca di terreni della zona per la costruzione di altre colonie ebraiche.
A Qasra, i coloni hanno incendiato nella notte la moschea Rahma e scritto frasi razziste contro gli arabi, minacciando i nativi di vendetta.
Nella sola giornata di ieri ci sono stati 80 arresti, 35 rastrellamenti e 54 attacchi di coloni contro comunità e villaggi palestinesi.
Yair Golan, leader del Partito Democratico Israeliano ha denunciato che “Il governo di Netanyahu sta deliberatamente trasformando la Cisgiordania in una polveriera. Invece di fermare gli attacchi dei coloni, il governo di Netanyahu li sostiene e li incoraggia, e sta anche annunciando, insieme al ministro della guerra, Katz, la creazione di nuovi avamposti e fattorie di insediamento”.
Iran/USA/Israele
Secondo giorno di calma apparente nel Golfo arabo persico. Ma le minacce rimangono. Funzionari della Casa Bianca hanno confermato che il presidente Trump ha segretamente incaricato i suoi negoziatori di proseguire i colloqui anche dopo aver dichiarato di stare valutando un attacco su vasta scala contro l’Iran.
Interrogato sulla possibilità di una guerra totale contro l’Iran, Trump ha risposto: “Se non otteniamo il 100% di ciò che vogliamo, allora ovviamente succederà”.
Le Guardie Rivoluzionarie hanno affermato che gli Stati Uniti hanno violato il memorandum d’intesa dichiarando un’ulteriore rotta di navigazione nello Stretto di Hormuz. Hanno inoltre ribadito che qualsiasi Paese, che sia la Gran Bretagna o qualsiasi altro, sarebbe un obiettivo legittimo se appoggiasse gli Stati Uniti in caso di guerra.
Tel Aviv ha mantenuto un livello di allerta alto nonostante le dichiarazioni di Trump sull’Iran. Fonti giornalistiche hanno spiegato che la decisione di mantenere il massimo livello di allerta deriva dalla convinzione che gli iraniani non si conformeranno alle richieste di Trump.
L’Iran ha predisposto una nuova banca di obiettivi in Israele, che verrebbero colpiti all’inizio di un’eventuale partecipazione israeliana a una guerra degli Stati Uniti contro Teheran.
Il Kuwait ha smentito la partecipazione di sue forze militari in un attacco sull’Iran, come avanzato da un giornale di Washington. “Non faremo la guerra al loro posto”, ha dichiarato una fonte.
Diversi analisti hanno sostenuto che gli Usa hanno provveduto a svuotare alcune loro basi militari nella zona, a causa delle perdite tra i soldati. Il numero delle bare ritornate a Washington ha scosso l’opinione pubblica Usa, malgrado i tentativi del Pentagono di nascondere i dati.
Arabia Saudita/Yemen
Le forze armate saudite hanno bombardato tre province yemenite, compreso il porto di Hodeida. Secondo il comandante delle truppe alleate arabe in Yemen, Turky Al-Maliky, “Abbiamo compiuto attacchi legittimi contro le basi degli houthi che hanno messo in pericolo la navigazione nel Mar Rosso”. Non è tardata la risposta delle milizie Houthi. Tre missili sono stati lanciati contro impianti della società petrolifera saudita Aramco a Jazan e Yanbu.
Criminale di guerra ricercato
Le dichiarazioni del sindaco di Londra Sadiq Khan sul ricercato internazionale per crimini di guerra, Netanyahu, hanno scatenato un’ampia discussionenon solo in GB. Khan ha affermato che Netanyahu “non è il benvenuto” nella capitale britannica e ha chiesto l’esecuzione del mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale nei suoi confronti qualora dovesse visitare il Regno Unito.
Le dichiarazioni di Khan sono state rilasciate durante un’intervista a Channel 4 News, nella quale ha affermato che “coloro che sono accusati di genocidio devono essere assicurati alla giustizia”. Ha inoltre ribadito che avrebbe fatto pressione sul primo ministro britannico affinché la legge venisse applicata qualora Netanyahu dovesse visitare il Regno Unito. QUI
Libertà per il dr. Abu Safiya
Domani 27 luglio, saranno passati 19 mesi dal rapimento del dr. Abu Safiya dal suo ospedale pediatrico nel nord di Gaza e la sua tenuta in ostaggio nei sotterranei dei campi di concentramento israeliani. Le campagne per la sua liberazione e gli appelli di organismi per i diritti umani e di alcune cancellerie non hanno smosso la coscienza del mondo. Israele gode di una totale impunità e non tiene in conto le mobilitazioni della solidarietà.
Ricordiamo che il dottor Hussam Abu Safieh, durante una nuova visita dei suoi avvocati, ha riferito: “Sono stato picchiato di nuovo dalle guardie carcerarie, dopo la precedente visita, riportando una ferita a un dito, perdendo del sangue. Fate tutto il possibile per farmi uscire di qui. Sono detenuto in isolamento nel carcere sotterraneo di “Rakeft”, in condizioni di detenzione disumane”.
La Reta internazionale ebraica anti sionista ha organizzato, per oggi pomeriggio, venerdì 17 luglio, un presidio davanti all’ambasciata israeliana a Londra per chiedere il rilascio del dr. Abu Safiya. leggi tutto!
Michele Serra ha lanciato dalla sua rubrica “L’Amaca” un appello per la liberazione del dr. Abu Safiya. Leggi tutto!
Per firmare la petizione l’appello di Amnesty Int.: QUI
Proseguono in tutto il mondo le proteste, le campagne e gli appelli per la liberazione del dotto Abu Safiya: leggi tutto
Un presidio a Gaza davanti alla CRI
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, due mesi e 11 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi domenica 26 luglio 2026 alla giornata di digiuno aderiscono i seguenti digiunatori: clicca per leggere i nominativi!
La storia di Sarah Rajab e della sua famiglia annientata
Israele non colpisce i bambini gazzawi come vittime collaterali, ma mira a uccidere il futuro di Gaza, annientando i bambini. Qui vi raccontiamo la storia di Sarah Rajab. Aveva 9 anni quando un missile l’ha presa di mira il 27 maggio, primo giorno della Festa di Eid Al-Adha. Era l’ultima della sua famiglia, cancellata per mano israeliana dal registro anagrafico palestinese. Leggi tutto!
Solidarietà/Al-Najdah
Le magliette in dono agli affidatari sono arrivate in sede. I volontari hanno cominciato a preparare i pacchi per la spedizione a chi ci ha fornito l’indirizzo e la taglia. Lunedì 27 partiranno alle diverse destinazioni.
Lunedì 20 luglio, Al-Najdah ha iniziato la distribuzione delle rette nella città di Gaza e nel nord della Striscia. È stato stampato un opuscolo di disegni spedito da due affidatari, Alessandra e Filippo, per il compleanno della bimba adottata a distanza. L’opuscolo è stato distribuito a tutti i bimbi e le bimbe insieme a una scatola di matite colorate, per applicarsi in un momento di evasione e educazione artistica. il resoconto su Anbamed
guarda le foto sulla pagina social di Al-Najdah.
L’associazione Al-Najdah ha distribuito, la scorsa settimana, le quote di sostegno, nel centro della Striscia di Gaza, alle famiglie dei bambini adottati tramite Anbamed e ACM. Guarda le foto.
La distribuzione degli aiuti è iniziata l’11 luglio a Khan Younis, con piccoli gruppi di al massimo 10 bambini, per motivi di sicurezza. Per vedere le foto: QUI
È uscita a giugno la raccolta di poesie “La nascita di Perseo”, di Filippo Senatore, uno degli affidatari di bambini di al-Najdah. Nella raccolta vi sono inserite poesie che riguardano il genocidio in corso a Gaza. leggi tutto e guarda il video QUI
Abbiamo spedito una settimana fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.
È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)
Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.
Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.
Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e le donatrici.
Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!
È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).
Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 164. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.
Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .
La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.
Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
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