Per ascoltare l’audio di oggi, 31 luglio 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;  

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/204 (2158)

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Causale: Donazione per Anbamed

A giugno, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 320,00 € (- 765,00 €) rispetto al precedente mese di maggio).

Datevi da fare, cari lettori e ascoltatori!

Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.202,55 € per adozioni + per pasti caldi e 725,00 € per il libro “Strega!”; nel solo mese di giugno. Siamo a 164 adozioni + 2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito. Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

Sempre per email: anbamedaps@gmail.com

Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Ieri, giovedì, sei palestinesi sono stati uccisi e altre decine di feriti in seguito a raid aerei israeliani che hanno colpito diverse zone della Striscia di Gaza.

Fonti mediche hanno riferito che gli ospedali della Mezzaluna Rossa palestinese hanno curato dieci feriti, oltre a una vittima non identificata, dopo un raid aereo israeliano che ha colpito l’area di Yarmouk, nella parte centrale di Gaza City.

Le stesse fonti hanno aggiunto che una vittima e diversi feriti sono giunti all’ospedale Al-Shifa, nella parte occidentale di Gaza City, dopo che un drone israeliano ha lanciato un missile contro un gruppo di civili a Jabalia, nella parte settentrionale della Striscia di Gaza.

A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.

Accordo palestinese per la II fase

In un nuovo sviluppo riguardante le disposizioni per la prossima fase nella Striscia di Gaza, tutte le organizzazioni palestinesi hanno raggiunto, in una serie di incontri al Cairo, un accordo preliminare sulla questione delle armi della resistenza. L’accordo subordina il graduale inventario e stoccaggio di queste armi al ritiro israeliano, all’amministrazione palestinese della Striscia e al monitoraggio internazionale dell’attuazione.

I punti più importanti sono i seguenti:

La bozza prevede l’avvio del processo di inventario e stoccaggio di armi pesanti, siti di produzione militare, depositi di armi e tunnel.

L’inventario e lo stoccaggio delle armi saranno effettuati gradualmente nell’ambito dell’attuazione del piano di pace.

Secondo la bozza, il Comitato Nazionale è l’unica entità autorizzata a possedere, immagazzinare o controllare armi a Gaza.

La bozza sottolinea che nessuna arma sarà trasferita o consegnata a Israele o a parti non palestinesi.

L’attuazione è subordinata all’ingresso del Comitato Nazionale, al dispiegamento della forza di pace internazionale e all’adempimento degli obblighi previsti dal Protocollo di Sharm el-Sheikh.

La resistenza palestinese ribadisce che non verrà intrapresa alcuna azione in merito alla questione delle armi prima del ritiro di Israele e del suo rispetto dei termini dell’accordo.

Trump ha descritto l’accordo come una svolta storica e il capo del “Consiglio per la Pace” ha affermato che l’attuazione e la verifica saranno le prove più cruciali.

L’applicazione del protocollo di Sharm Sheikh è bloccata dagli invasori israeliani che non intendono mettere fine all’occupazione e hanno finora impedito l’ingresso della Commissione palestinese di gestione, che dovrà subentrare al governo di Hamas a Gaza, che si era già dimesso e consegnato la gestione degli affari correnti alle strutture amministrative locali.

Questo popolo ha sette anime

È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”.
Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.

In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata 8a puntata

Nona puntata: Il ricamo come un mezzo per proteggere la memoria collettiva e creare nuove opportunità di vita.

Tra le macerie causate dai bombardamenti israeliani, le donne palestinesi hanno scelto di trasformare il dolore in speranza e la perdita in un nuovo inizio.

Dalla ricostruzione delle scuole nonostante le malattie, alle telecamere che immortalano i sorrisi dei bambini nonostante la loro sofferenza, fino ai piccoli laboratori che preservano il patrimonio culturale e offrono un sostentamento alle donne, stanno emergendo iniziative umanitarie e sociali che affermano che la resilienza non si ottiene solo con le armi, ma anche con la determinazione a proteggere la vita umana, l’istruzione e l’identità di fronte a una realtà di occupazione e invasione che cerca di privare i palestinesi del tessuto stesso della loro esistenza. continua a leggere!

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Cisgiordania

La città di Nablus, il più grande governatorato della Cisgiordania settentrionale, è afflitta da una dilagante attività di insediamento in tutte le sue zone: nord, sud, est e ovest. Con questa espansione degli insediamenti, si sono intensificati anche gli attacchi dei coloni ebrei israeliani e le loro molteplici forme di violenza contro gli abitanti nativi.

Giorno dopo giorno, il governatorato di Nablus assiste a ulteriori forme di questa espansione degli insediamenti, accompagnate da un’escalation dell’attività militare da parte dell’esercito di occupazione. Nablus è ora assediata da almeno dieci posti di blocco militari permanenti e decine di cancelli di ferro e terrapieni sparsi tra i suoi villaggi, che di fatto interrompono i collegamenti della città.

Ieri, i soldati israeliani hanno sparato contro l’auto di un palestinese, Nasser Awwad, colpendolo al collo. È avvenuto nella cittadina di Beita, a sud di Nablus. La vittima versa in gravi condizioni in ospedale, a causa del diniego da parte dell’esercito alle ambulanze di soccorrere il ferito per oltre due ore.

Iran/USA/Israele

Non sono stati registrati attacchi Usa nella notte. Ieri, le Guardie Rivoluzionarie hanno comunicato di aver attaccato basi Usa in Kuwait, Giordania e Bahrein. Il Centcom ha sostenuto che tutti i missili sono stati intercettati in cielo e non hanno raggiunto terra.

Il Kuwait invece ha denunciato che un drone iraniano ha colpito un impianto industriale cinese, provocando l’uccisione di un lavoratore.

Fonti del Pakistan sostengono che, malgrado le dichiarazioni delle parti, le trattative e scambio di messaggi tra Teheran e Washington sono tuttora in corso.

L’Arabia Saudita ha ospitato un incontro internazionale per discutere l’iniziativa del Regno volta a istituire un’alleanza multinazionale per la difesa marittima, e 14 Paesi hanno confermato il loro sostegno.

Egitto

Adesso Teheran nega di aver lanciato droni contro il porto egiziano di Dumiat. Il Ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che Teheran respinge le speculazioni dei media occidentali riguardo al coinvolgimento dell’Iran negli attacchi contro due navi nel porto egiziano di Dumiat.

Il Ministero ha aggiunto che la politica iraniana si basa sul rispetto della sovranità egiziana, sottolineando che Teheran nega categoricamente qualsiasi coinvolgimento iraniano negli attacchi che hanno causato incendi su due navi per il trasporto di gas liquefatto. La rivendicazione precedente a nome delle Guardie rivoluzionarie e ripresa dagli stessi organi di stampa vicini al governo di Teheran, sono risultate fake news trasmesse via canali social.

Il ministero dell’interno egiziano, dopo una prima fase di silenzio sull’attacco con droni, ha ammesso che l’incendio è stato causato da droni, di nazionalità sconosciuta. Gli investigatori egiziani stanno vagliando tutte le immagini satellitari per scoprire la fonte dell’attacco. Non viene esclusa neanche l’ipotesi che siano partiti dallo Yemen o da Israele.

Siria

Il furto delle terre altrui è una caratteristica radicata nel sangue dei colonialisti israeliani. Adesso è di moda recarsi in territorio siriano e creare degli avamposti come fatti compiuti. Nell’ultimo mese, l’esercito israeliano ha descritto 150 casi di violazione della zona militare siriana, occupata dopo la caduta del regime degli Assad. L’ultimo caso riguarda due ragazze minorenni di 15 e 17 anni che hanno attraversato i posti di blocco dell’esercito e sono penetrate in territorio siriano con l’intenzione di stabilirsi nella “terra promessa”. Dopo il loro fermo, la polizia militare israeliana ha aperto un fascicolo di indagini finti e disposto immediatamente il loro rilascio.

Campi di concentramento di Israele

Nel campo di concentramento israeliano, Sdi Tieman, situato nel mezzo del deserto del Negev, neanche i giovani soldati riescono a supportare le condizioni dure di vita imposte dai capi anziani. L’esercito israeliano ha comunicato che un gruppo di soldati (fonti di medie israeliani parlano di circa 100) hanno abbandonato le armi e lasciato la struttura. “Una ribellione contro il comportamento degli alti ufficiali”, dice uno dei soldati ad un giornale di Tel Aviv.  

Secondo una fonte militare, l’ammutinamento è scaturito dai tentativi di alcuni soldati veterani di imporre le proprie usanze e i propri comportamenti all’interno del Battaglione Tzabar, scatenando una disputa interna culminata con l’abbandono della base da parte di decine di soldati e comandanti.

La fonte ha descritto l’incidente come eccezionale e senza precedenti nell’esercito israeliano, sottolineando che le ripercussioni operative sono state immediate, poiché il battaglione è stato reso inabile a partecipare alle missioni di combattimento che si stava preparando a svolgere contro la popolazione della Striscia di Gaza.

Sde Teiman è un famigerato campo di concentramento utilizzato dall’esercito di occupazione israeliano dall’inizio dell’invasione di Gaza e la guerra genocida.

La prigione è stata oggetto di continue critiche internazionali da parte di organizzazioni per i diritti umani e dei media. Gruppi per i diritti umani e rapporti internazionali hanno accusato le autorità israeliane di detenere palestinesi in condizioni estremamente dure e di commettere sistematiche violazioni dei loro diritti.

Numerose segnalazioni e testimonianze hanno documentato episodi di tortura, maltrattamenti, aggressioni fisiche e sessuali, nonché decessi di detenuti all’interno della struttura, il che ha portato a ripetute richieste di indagini indipendenti e all’individuazione dei responsabili di tali violazioni.

Migranti

Oltre 1500 migranti sono arrivati dal Marocco fino alle coste a nuoto, nel territorio spagnolo di oltremare. Il governatore di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha dichiarato che oltre 1.500 migranti, tra adulti e minori, sono arrivati ​​dal Marocco nella città di Ceuta, sottolineando che la città sta attualmente affrontando “una vera e propria emergenza umanitaria e sociale”.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, due mesi e 16 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi venerdì 31 luglio 2026 alla giornata di digiuno aderiscono i seguenti digiunatori: cliccate per leggere i nominativi!

Solidarietà/Al-Najdah

Le magliette in dono agli affidatari e affidatarie sono state spedite nei giorni scorsi a coloro che hanno fornito l’indirizzo e la taglia. BUONA ESTATE!

Per coloro che non hanno ancora provveduto a fornire indirizzo e taglia, siete ancora in tempo: scrivete a anbamedaps@gmail.com

Lunedì 20 luglio, Al-Najdah ha iniziato la distribuzione delle rette nella città di Gaza e nel nord della Striscia. È stato stampato un opuscolo di disegni spedito da due affidatari, Alessandra e Filippo, per il compleanno della bimba adottata a distanza. L’opuscolo è stato distribuito a tutti i bimbi e le bimbe insieme a una scatola di matite colorate, per applicarsi in un momento di evasione e educazione artistica. il resoconto su Anbamed

guarda le foto sulla pagina social di Al-Najdah.

L’associazione Al-Najdah ha distribuito, la scorsa settimana, le quote di sostegno, nel centro della Striscia di Gaza, alle famiglie dei bambini adottati tramite Anbamed e ACM. Guarda le foto.

La distribuzione degli aiuti è iniziata l’11 luglio a Khan Younis, con piccoli gruppi di al massimo 10 bambini, per motivi di sicurezza. Per vedere le foto: QUI

È uscita a giugno la raccolta di poesie “La nascita di Perseo”, di Filippo Senatore, uno degli affidatari di bambini di al-Najdah. Nella raccolta vi sono inserite poesie che riguardano il genocidio in corso a Gaza. leggi tutto e guarda il video QUI

Abbiamo spedito una settimana fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.

È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)

Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.

Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.

Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e le donatrici.

Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!

È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).

Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 164. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.

Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .

La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.

Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

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