Per ascoltare l’audio di oggi, 05 agosto 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/211 (2163)
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Le notizie
Genocidio a Gaza

Si sono tenute ieri a Gaza i funerali di 112 persone della stessa famiglia, assassinati in bombardamenti israeliani del 22 novembre 2023, i corpi dei quali sono stati recuperati nei giorni scorsi. Quella del quartiere Sabra è stata una delle più grandi stragi compiute da Israele a Gaza. Il totale delle vittime allora era stato di 308 e sono ancora dispersi sotto le macerie altre 196 persone. Sono i funerali collettivi più numerosi dall’inizio dell’aggressione israeliana.
L’accordo per la seconda fase a Gaza, annunciato venerdì dal cosiddetto Consiglio degli affari di Trump (Board of Peace), già vacilla. Il criminale di guerra ricercato, Netanyahu, ha annunciato che non si ritira dalle zone attualmente occupate, fino al totale disarmo della Striscia.
Su pressioni Usa, Israele ha annunciato il blocco degli attacchi mirati. In realtà è una dichiarazione propagandistica, perché continuano i bombardamenti alla cieca in mezzo ai campi di tende degli sfollati.
Nella giornata di ieri sono stati uccisi 2 persone e ferite altre 17 in diversi bombardamenti di artiglieria e con droni, a Gaza e Khan Younis.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Questo popolo ha sette anime
È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”. Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.
In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata
Decima puntata: sfollare con sottobraccio il pannello solare per sopravvivere
Gli abitanti dei campi profughi di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, continuano a lottare contro la grave crisi energetica attraverso iniziative individuali che sfruttano l’energia solare per ricaricare telefoni e batterie. Questo avviene in un contesto di frequenti interruzioni di corrente e divieto di importazione di apparecchiature per energie alternative, trasformando questi servizi in una fonte di reddito limitata per alcuni e in una risorsa indispensabile per gli sfollati.
Un palestinese sfollato ci ha raccontato di aver dovuto portare con sé un pannello solare sin dal suo trasferimento da Rafah e di averlo sempre con sé ogni volta che si spostava da un campo profughi all’altro, poiché rappresenta il suo sostentamento e l’unico modo per ottenere elettricità.
“Ho aperto una stazione di ricarica per cellulari nel campo di sfollati ad Al-Mawasi, alimentata a energia solare. Questo progetto è diventato il mio lavoro e l’unico modo per sostenere la famiglia, nonostante il reddito limitato che genera”. leggi tutto!
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Cisgiordania
In Cisgiordania si sta assistendo a una forte escalation di aggressioni e attacchi indiscriminati da parte dei coloni ebrei. Solo a luglio sono stati registrati 2.256 attacchi, perpetrati congiuntamente dall’esercito israeliano e dai coloni.
Tuttavia, questi attacchi si stanno ora trasformando in qualcosa di ben più esteso. Le violazioni – per quanto gravi – non si limitano più ad alberi, persone e pietre. Si sono estese all’occupazione abusiva del territorio, inondandolo di avamposti di insediamento. Secondo i rapporti della Commissione palestinese per la resistenza al Muro e agli insediamenti, dall’inizio del 2026 sono stati costruiti 56 avamposti di insediamento, sei dei quali si trovano nell’Area B, ovvero sotto il controllo amministrativo dell’Autorità Palestinese secondo gli Accordi di Oslo.
Il diffuso fenomeno degli avamposti di insediamento ebraico non si concentra su una specifica area geografica, ma mira piuttosto a ridistribuire il controllo sulla terra palestinese, a colmare le lacune tra gli insediamenti e a interrompere le comunicazioni tra le comunità palestinesi.
Negli ultimi anni si è assistito a un’accelerazione nella creazione di avamposti di insediamento: il numero di nuovi avamposti è passato da 12 nel 2022 a 18 nel 2023, per poi balzare a 56 nel 2024 e raggiungere quota 86 nel 2025.
Iran/USA/Israele
Un dialogo tra sordi. Trump minaccia, ma per il momento non attacca. Tiene la situazione sotto tensione per far guadagnare miliardi il suo cast e le società petrolifere Usa. Questa situazione di né pace, né guerra, è la migliore condizione per fare affari anche per l’industria bellica con grosse commesse dai paesi arabi del Golfo.
Trump sostiene che l’Iran ha chiesto di trattare e lui ha dato poco tempo per il negoziato. Se non si arrendono alle sue volontà, provocherà l’inferno: “il più grande attacco militare dalla II guerra mondiale”, ha detto letteralmente.
Il ministro degli esteri iraniano, Araqchi ha negato che ci siano in corso trattative e che per avviarle sarebbe necessario che gli Stati Uniti provvedano all’applicazione del memorandum d’intesa, cioè lo sblocco dei porti iraniani e lo scongelamento dei fondi iraniani e riduzione delle sanzioni. “Le trattative con l’Oman non riguardano la guerra, ma la gestione bilaterale dello Stretto di Hormuz nell’interesse della sovranità dei due paesi”, ha ribadito.
Yemen
Una nave mercantile indiana è affondata dopo essere stata attaccata al largo della costa di Hodeidah, nello Yemen, nel Mar Rosso. Il ministro indiano della Navigazione, Sarbanda Sonwal, ha dichiarato ieri martedì che una mina ha colpito la nave indiana vicino alla costa yemenita, causandone il ribaltamento e l’affondamento, ma tutti i 14 membri dell’equipaggio sono sopravvissuti.
Arabia Saudita
Un drone proveniente dallo Yemen ha colpito l’aeroporto saudita di Nijran provocando una forte esplosione che ha messo fuori uso il radar dello scalo aereo. L’attacco è stato rivendicato dalle milizie Houthi: “è la risposta alle violazioni dello spazio aereo yemenita da parte di caccia sauditi”, ha detto il portavoce militare di Sanaa. Gli Houthi hanno imposto ai porti sauditi un embargo navale, colpendo tutte le navi commerciali che partono o sono diretti nel regno.
Libano
Un nuovo ciclo di negoziati tra Libano e Israele si è concluso a Roma, con la partecipazione di squadre tecniche, con l’obiettivo di promuovere l’attuazione del quadro tripartito (Usa, Libano e Israele) e di aprire la strada a un “accordo globale di pace e sicurezza”. Tuttavia, i colloqui non hanno portato a una svolta. Come al solito Tel Aviv rifiuta il ritiro dei suoi soldati da altre città e villaggi libanesi e condiziona un simile passo al disarmo di Hezbollah anche al nord del fiume Litany.
Il Segretario Generale di Hezbollah, Naim, ha criticato i negoziati diretti, invitando il governo libanese a cessare le concessioni e ad avviare un dialogo con la resistenza. Dal canto suo, il Primo Ministro libanese, Salam, lo ha accusato di “usurpare il potere decisionale dello Stato e di allineare il Libano ad agende e alleanze esterne”.
Soldati italiani nel Golfo
All’insaputa del Parlamento. Da poco tempo si è appreso che un contingente di 700 uomini (400 militari dell’Aeronautica e 300 dell’Esercito italiani) da marzo scorso è schierato in Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein. Con essi quattro caccia Eurofighter, un velivolo radar per l’allarme precoce, un sistema antidrone, una batteria missilistica terra-aria SAMP-T e radar.
Siamo in un’area segnata dall’aggressione israelo-statunitense contro Iran e dalle tensioni tra Arabia Saudita e Yemen.
Siamo in guerra a nostra insaputa. Non c’è stata nessuna approvazione della missione in Parlamento. Quando l’opposizione unita ha interrogato il ministro della guerra, lui l’ha presa sull’ironico: “imparate a leggere le carte!”. La missione pericolosa e segreta è stata portata avanti dal governo col trucco delle interpretazioni subdole della riforma quadro delle Missioni Militari del 2024, che permette di “spostare forze e assetti nella stessa area geografica” dove già insistono missioni di pace autorizzate. Ma questa è una missione di guerra. Leggi il comunicato di REte Pace e Disarmo!
Libia
Scontri a Sorman e Zawia tra due milizie governative. 4 uccisi e decine di feriti. Sono state chiuse le strade principali che collegano Tripoli al confine con la Tunisia. I disordini sono stati l’occasione per la fuga dal carcere di Sorman di molti criminali comuni.
Etiopia
Riprendono gli scontri in Tigray, dopo una tregua durata 4 anni. Il cessate il fuoco negoziato nell’ambito dell’Accordo di Pretoria del 2022 si sta facendo sempre più fragile. Nel Tigray occidentale, al confine con il Sudan, sono ripresi violenti scontri tra le Forze di Difesa Nazionali Etiopi (ENDF) e le forze affiliate al Fronte di Liberazione del Popolo del Tigray (TPLF), segnando la più grave ondata di violenza dalla fine della guerra civile.
Gli scontri, scoppiati tra l’1 e il 2 agosto, si sono concentrati nell’area di Shirerina, una posizione strategica nel Tigray occidentale, territorio conteso tra le regioni del Tigray e dell’Amhara. Secondo fonti del TPLF, negli scontri sarebbero stati utilizzati artiglieria pesante e droni. Il bilancio delle vittime è ancora sconosciuto, mentre migliaia di civili hanno attraversato il confine con il Sudan in cerca di rifugio.
Migranti
“Fallimento totale del governo italiano al vertice europeo dei ministri dell’interno. Nessuna copertura per la sospensione unilaterale di Schengen nei confronti della Spagna e nessuna copertura per il “modello Albania” tra poco a giudizio davanti alla Corte di giustizia Ue. Bocciata la proposta di centri Hub di rimpatrio in paesi terzi come Montenegro, Rwanda, Uganda e Ghana. Ancora una proposta senza basi legali che isola l’Italia e abbatte qualsiasi prospettiva di solidarietà europea a fronte di future emergenze che ci riguarderanno direttamente, anche se faranno un decreto legge al mese”. Dichiarazione di Fulvio Vassallo dell’ASGI.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, due mesi e 21 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi mercoledì 05 agosto 2026 alla giornata di digiuno aderiscono i seguenti digiunatori: cliccate per leggere i nominativi!
Solidarietà/Al-Najdah
Le magliette in dono agli affidatari e affidatarie sono state spedite nei giorni scorsi a coloro che hanno fornito l’indirizzo e la taglia. BUONA ESTATE!
Per coloro che non hanno ancora provveduto a fornire indirizzo e taglia, siete ancora in tempo: scrivete a anbamedaps@gmail.com
Lunedì 20 luglio, Al-Najdah ha iniziato la distribuzione delle rette nella città di Gaza e nel nord della Striscia. È stato stampato un opuscolo di disegni spedito da due affidatari, Alessandra e Filippo, per il compleanno della bimba adottata a distanza. L’opuscolo è stato distribuito a tutti i bimbi e le bimbe insieme a una scatola di matite colorate, per applicarsi in un momento di evasione e educazione artistica. il resoconto su Anbamed
guarda le foto sulla pagina social di Al-Najdah.
L’associazione Al-Najdah ha distribuito, la scorsa settimana, le quote di sostegno, nel centro della Striscia di Gaza, alle famiglie dei bambini adottati tramite Anbamed e ACM. Guarda le foto.
La distribuzione degli aiuti è iniziata l’11 luglio a Khan Younis, con piccoli gruppi di al massimo 10 bambini, per motivi di sicurezza. Per vedere le foto: QUI
È uscita a giugno la raccolta di poesie “La nascita di Perseo”, di Filippo Senatore, uno degli affidatari di bambini di al-Najdah. Nella raccolta vi sono inserite poesie che riguardano il genocidio in corso a Gaza. leggi tutto e guarda il video QUI
Abbiamo spedito una settimana fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.
È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)
Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.
Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.
Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e le donatrici.
Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!
È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).
Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 164. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.
Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .
La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.
Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
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