Per ascoltare l’audio di oggi, 06 agosto 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/212 (2164)
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A giugno, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 320,00 € (- 765,00 €) rispetto al precedente mese di maggio).
Datevi da fare, cari lettori e ascoltatori!
Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.202,55 € per adozioni + per pasti caldi e 725,00 € per il libro “Strega!”; nel solo mese di giugno. Siamo a 164 adozioni + 2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito. Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!
I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.
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Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.
Le notizie
Genocidio a Gaza
Nostri contatti a Gaza hanno riferito che nelle ultime 24 ore gli ospedali della Striscia hanno ricevuto quattro corpi di persone uccise, di cui due deceduti a causa di ferite riportate in precedenza, oltre a un’altra persona ferita.
Fonti mediche hanno indicato che il numero totale delle vittime dall’entrata in vigore del falso cessate il fuoco, l’11 ottobre 2025, è salito a 1.254, con 4.121 feriti e 804 corpi recuperati da sotto le macerie.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Questo popolo ha sette anime
È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”. Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.
In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto!
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Cisgiordania

All’alba di ieri, ingenti contingenti dell’esercito di occupazione israeliano hanno fatto irruzione nel campo profughi di Qalandiya e nella vicina città di Kafr Aqab, a nord di Gerusalemme occupata, supportati da veicoli militari, bulldozer e attrezzature per la demolizione, sotto la protezione di cecchini appostati sui tetti di edifici residenziali e commerciali.
Contemporaneamente all’inizio dell’incursione, le forze di occupazione hanno imposto un assedio militare totale, bloccando tutti gli accessi principali e secondari al campo con terrapieni e veicoli, isolandolo completamente dalle aree circostanti di Gerusalemme e Ramallah.
Le autorità di occupazione hanno inoltre imposto il coprifuoco e impedito ai residenti di uscire di casa, impedendo loro anche di partecipare alla preghiera dell’alba nelle moschee. Ciò ha comportato la completa paralisi delle attività scolastiche e commerciali. I residenti hanno anche ricevuto messaggi di testo sui loro cellulari che dichiaravano le strade del campo “zona militare chiusa” e annunciavano l’inizio di un’operazione su vasta scala.
Oltre all’occupazione militare, in Cisgiordania opera il terrorismo ebraico dei coloni. L’imprenditore agricolo Moad Sawalma, di Sa’ir, vicino a Nablus, ha scoperto che il suo gregge è stato avvelenato nella notte. “I coloni ebrei avevano tentato di rubare le pecore, ma la sorveglianza continua ha impedito loro di portare a termine i furti. Sono ricorsi al veleno”, ha spiegato. Nella notte, nello spazio di 2 ore di assenza dei guardiani, i coloni sono penetrati e avvelenato il cibo del gregge, uccidendo le pecore all’istante. “I coloni vogliono deportarci da questo luogo, e noi diciamo loro che rimarremo saldi qui, che ci prenderemo cura di ciò che resta delle pecore e che non ce ne andremo se non verso le nostre tombe”, ha concluso.
Campi di concentramento israeliani
La testimonianza di un prigioniero palestinese liberato aggiunge nuovi elementi sulla tragica uccisione sotto tortura in un campo di concentramento israeliano del dott. Adnan Al-Bursh. Il prigioniero palestinese rilasciato, Islam Hijazi, ha rivelato nuovi dettagli sulla morte del medico palestinese, deceduto sotto tortura nelle carceri israeliane: “è morto sotto tortura mesi dopo il suo arresto, mentre il suo corpo rimane tuttora sotto custodia israeliana”.
La vedova, Yasmin Hamada, ha dichiarato che la famiglia ha accolto le rivelazioni con profondo dolore, poiché hanno confermato i timori nutriti fin dal momento dell’arresto del marito, avvenuto mentre svolgeva il suo dovere umanitario di curare i feriti di guerra. nella Striscia di Gaza.
La sofferenza della famiglia non si esaurisce con la perdita del capofamiglia; si estende alla continua detenzione del suo corpo. I suoi cinque figli attendono ancora il giorno in cui il padre tornerà a casa per l’ultima volta, per poterlo salutare e seppellirlo nella sua città natale, ponendo fine a mesi di angosciante attesa.
La vedova del medico palestinese ha chiesto un’indagine internazionale indipendente sulle circostanze della sua morte nelle carceri israeliane, sollecitando il Comitato Internazionale della Croce Rossa ad agire per recuperare la salma, garantendo così alla famiglia il diritto umano fondamentale a una degna sepoltura e a un ultimo saluto.
La lotta contro il sionismo non è antisemitismo
In una sentenza emessa il 4 agosto 2026, l’Alta Corte d’Appello del Lavoro del Regno Unito ha respinto il ricorso dell’Università di Bristol contro il docente David Miller, confermando un precedente legale vincolante che considera le convinzioni antisioniste un credo protetto ai sensi della Sezione 10 dell’Equality Act 2010 del Regno Unito.
La decisione rappresenta un significativo cambiamento giuridico, definendo i limiti della libertà di espressione e della critica accademica al sionismo all’interno delle istituzioni e impedendo che opinioni antisioniste o solidarietà con la Palestina costituiscano motivo di provvedimenti disciplinari o licenziamento.
La corte ha affermato, nelle sue motivazioni, che l’analisi intellettuale che descrive il sionismo come un’ideologia razzista o colonialista possiede un grado sufficiente di coerenza e chiarezza da consentirgli di beneficiare della tutela giuridica come credo filosofico in una società democratica.
Iran/USA/Israele
Trump ha capito che le minacce con l’Iran non funzionano. Tutti i governi della regione, tranne Israele, sono contrari alla guerra e lavorano per una composizione pacifica del conflitto. L’irrigidimento USA dopo la firma dell’accordo era legato soltanto alle speculazioni sul prezzo del petrolio e al mercato delle armi.
Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha annunciato di aver revocato le sanzioni contro tre entità legate al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, in previsione di una soluzione politica che potrebbe portare alla riapertura dello Stretto di Hormuz.
Teheran e Musate hanno annunciato l’imminente accordo per la transizione nello Stretto di Hormuz.
Libano
Il Ministero della Salute libanese ha riferito che una persona è rimasta uccisa e altre dodici ferite in un attacco di droni israeliani sulla città di Tibnin, nel distretto di Bint Jbeil.
L’esercito israeliano ha annunciato la morte di due soldati. Altri quattro sono rimasti feriti, uno in modo grave, a seguito dell’esplosione di un ordigno all’interno di un edificio che lo stavano ispezionando.
Le forze di occupazione israeliane hanno lanciato un secondo raid aereo nel giro di poche ore alla periferia della città di Burj al-Shamali, nel distretto di Tiro.
Il secondo giorno di negoziati tra Libano e Israele, mediati dagli Stati Uniti, si è concluso a Roma anticipatamente e senza nulla di fatto. Un funzionario del Dipartimento di Stato americano ha dichiarato che il round di colloqui di mercoledì si è concluso anticipatamente a causa degli sviluppi militari sul terreno.
Giornalisti nel mirino
Il Comitato Internazionale per la Protezione dei Giornalisti ha annunciato che conferirà il Premio internazionale per la libertà di stampa alla fotoreporter libanese Christina Assi, dopo che la sua gamba destra è stata amputata da un attacco missilistico israeliano mentre stava documentando l’aggressione in sud Libano, il 13 ottobre 2023.
Nell’attacco era stato ucciso il fotografo Essam Abdullah e altri sei giornalisti sono rimasti feriti.
«Sebbene questo attacco sia il più documentato tra tutti gli attacchi israeliani contro i giornalisti, a quasi tre anni di distanza nessuno è stato chiamato a risponderne», ha dichiarato il Comitato per la protezione dei giornalisti in un comunicato stampa che annunciava i premiati in vista della cerimonia del 19 novembre a New York.
Il comunicato aggiunge che, sin dall’attacco, Assi ha continuato a battersi per la giustizia per l’omicidio di Abdullah e per la sicurezza dei giornalisti, e ha anche sostenuto un programma di riabilitazione per le persone che hanno subito lesioni altrettanto gravi e invalidanti come la sua.
Turchia/Kurdistan
Il parlamento di Ankara ha approvato un progetto di legge sulla regolamentazione del reintegro dei militanti curdi del PKK nella vita civile. Il preambolo della proposta spiega che questa legge “costituisce un quadro fondamentale che rappresenta la prima fase del processo legislativo” volto a “ristabilire la pace e la fratellanza” in Turchia e nella regione.
La legge proposta include un meccanismo che consente ai combattenti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) di tornare alla vita civile in Turchia, a condizione che l’organizzazione armata abbia “cessato la sua presenza fisica e consegnato tutte le armi e le munizioni sotto il suo controllo”.
Ricordiamo che Abdullah Ocalan, padre del processo di pacificazione in corso, è ancora in carcere in isolamento nell’isola di Imrali da ben 27 anni.
Per approfondire il tema, visitate il sito curdo ANF News, in inglese.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, due mesi e 22 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi giovedì 06 agosto 2026 alla giornata di digiuno aderiscono i seguenti digiunatori: cliccate per leggere i nominativi!
Solidarietà/Al-Najdah
Le magliette in dono agli affidatari e affidatarie sono state spedite nei giorni scorsi a coloro che hanno fornito l’indirizzo e la taglia. BUONA ESTATE!
Per coloro che non hanno ancora provveduto a fornire indirizzo e taglia, siete ancora in tempo: scrivete a anbamedaps@gmail.com
Lunedì 20 luglio, Al-Najdah ha iniziato la distribuzione delle rette nella città di Gaza e nel nord della Striscia. È stato stampato un opuscolo di disegni spedito da due affidatari, Alessandra e Filippo, per il compleanno della bimba adottata a distanza. L’opuscolo è stato distribuito a tutti i bimbi e le bimbe insieme a una scatola di matite colorate, per applicarsi in un momento di evasione e educazione artistica. il resoconto su Anbamed
guarda le foto sulla pagina social di Al-Najdah.
L’associazione Al-Najdah ha distribuito, la scorsa settimana, le quote di sostegno, nel centro della Striscia di Gaza, alle famiglie dei bambini adottati tramite Anbamed e ACM. Guarda le foto.
La distribuzione degli aiuti è iniziata l’11 luglio a Khan Younis, con piccoli gruppi di al massimo 10 bambini, per motivi di sicurezza. Per vedere le foto: QUI
È uscita a giugno la raccolta di poesie “La nascita di Perseo”, di Filippo Senatore, uno degli affidatari di bambini di al-Najdah. Nella raccolta vi sono inserite poesie che riguardano il genocidio in corso a Gaza. leggi tutto e guarda il video QUI
Abbiamo spedito una settimana fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.
È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)
Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.
Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.
Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e le donatrici.
Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!
È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).
Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 164. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.
Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .
La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.
Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
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