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[Il nuovo nazismo] Moshe Feiglin: “O deportazione o morte per sete per tutti gli abitanti di Gaza”

Il politico israeliano Moshe Feiglin, leader del gruppo Zehut (Identità), ha pubblicamente chiesto lo spopolamento completo della Striscia di Gaza, offrendo ai suoi abitanti la scelta tra la deportazione e la morte.

Queste dichiarazioni sono state rilasciate durante la sua partecipazione al programma “Primo Voto” del Canale TV della Knesset, dove ha avuto un acceso dibattito con un giovane intervistatore, Eitan Neumann, sul suo piano (di Feiglin), che definisce “emigrazione volontaria”.

Durante il dibattito, Feiglin ha sottolineato che nessun abitante di Gaza dovrebbe rimanere nella Striscia, affermando che la stragrande maggioranza dei residenti desidera andarsene, ma che sono le complesse procedure israeliane a impedirlo.

In risposta diretta alla domanda del giovane intervistatore sul destino di coloro che si rifiutano di lasciare le proprie case e di opporsi a questa deportazione, Feiglin ha rivelato l’aspetto coercitivo del suo piano, affermando che devono essere costretti ad andarsene con ogni mezzo possibile.

Ha fatto un esempio estremo della necessità di chiudere i rubinetti dell’acqua e di far morire di fame la popolazione, indicando che ogni abitante di Gaza sarebbe stato costretto ad andarsene appena avesse trovato l’impossibilità di reperire un bicchiere d’acqua da bere, e che chiunque si fosse rifiutato sarebbe morto di sete, come ha detto esplicitamente lui stesso.

Feiglin non ha mostrato alcun segno di cedimento di fronte all’indignazione dell’intervistatore quando gli ha chiesto se intendesse davvero lo sterminio di due milioni di persone. Al contrario, ha giustificato la sua posizione, sostenendo che la visione distorta che concedeva i diritti umani ai palestinesi ha portato alla “catastrofe” del 7 ottobre, citando la morte di suo nipote in guerra come “un prezzo altissimo da pagare per queste politiche”, che considerava troppo indulgenti, e chiedendo un approccio più duro e brutale.

Le ripercussioni

Questo confronto ha suscitato una notevole attenzione mediatica. Lo scrittore israeliano Gideon Levy, in un articolo pubblicato su Haaretz, ha elogiato la performance del giovane intervistatore, Eitan Neumann, considerandola una lezione di giornalismo per le figure di spicco in Israele.

Levy ha spiegato che il giovane è riuscito a smascherare la vergognosa menzogna del termine “emigrazione volontaria” e ha costretto Feiglin ad ammettere i dettagli di quella che Levy ha descritto come una soluzione in stile nazista, presentata con diabolica freddezza e terrificante compostezza.

Allo stesso tempo, Levy ha criticato le figure dei cosiddetti grandi giornalisti dei media israeliani, che ha descritto come codardi, sottolineando che tendono sempre a pubblicare tali dichiarazioni senza controllo, preferendo porre domande superficiali e banali.

Moshe Feiglin è un politico israeliano di estrema destra e leader della fazione “Leadership ebraica” nel partito Likud, che cerca di istituire uno stato religioso ebraico in conformità con “la pura identità, i valori e la morale ebraica” che si estende in Israele e nei territori palestinesi occupati.

Feiglin risiede nell’insediamento di Karnei Shomron, costruito su territorio palestinese in Cisgiordania. Tra le sue posizioni si annoverano il rifiuto di concedere diritti politici ai non ebrei in Israele e la negazione che i palestinesi costituiscano un gruppo nazionale.

È noto per le sue persistenti affermazioni razziste, in cui definisce i palestinesi “parassiti”, e sostiene regolarmente, come parte integrante del suo programma politico, piani per il “trasferimento” dei palestinesi dai territori occupati ad altri Paesi.

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