Per ascoltare l’audio di oggi, 07 agosto 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;  

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/213 (2165)

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Causale: Donazione per Anbamed

A giugno, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 320,00 € (- 765,00 €) rispetto al precedente mese di maggio).

Datevi da fare, cari lettori e ascoltatori!

Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.202,55 € per adozioni + per pasti caldi e 725,00 € per il libro “Strega!”; nel solo mese di giugno. Siamo a 164 adozioni + 2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito. Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

Sempre per email: anbamedaps@gmail.com

Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Sono passati 300 giorni dalla firma del falso cessate il fuoco. Almeno 300 bambini sono stati uccisi nella Striscia di Gaza dall’entrata in vigore dell’accordo nell’ottobre 2025. Lo ha annunciato il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF). In una dichiarazione, l’organizzazione ha affermato che “un bambino è stato ucciso ogni giorno per quasi 300 giorni dall’entrata in vigore del cessate il fuoco”, mentre Israele continua a violarlo, causando morti e feriti tra i palestinesi.

Secondo il ministero della Salute di Gaza, il numero totale di feriti ricoverati negli ospedali della Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore è stato di una persona uccisa e 5 feriti.

Dall’inizio del falso cessate il fuoco (11 ottobre):

* Numero totale di uccisi: 1.255

* Numero totale di feriti: 4.125

A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.

Questo popolo ha sette anime

È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”.
Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.

In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto!

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Cisgiordania

Le forze di occupazione israeliane e i coloni hanno continuato i loro attacchi, arrestando decine di palestinesi, tra cui donne e bambini, a Hebron, Tubas, Tulkarm, Nablus, Gerico e Ramallah. Per il terzo giorno consecutivo, hanno proseguito l’assalto su larga scala al campo profughi di Qalandiya e alla città di Kafr Aqab, a nord di Gerusalemme occupata, effettuando demolizioni e incursioni diffuse che hanno causato decine di feriti.

Le forze di occupazione hanno anche demolito case a Hebron e emesso ordini di demolizione a Gerusalemme e Jenin, oltre a impartire nuovi ordini militari per occupare terreni e sradicare alberi a Jenin. Anche i coloni hanno lanciato violenti attacchi a Hebron e Ramallah e hanno continuato a recintare terreni nella parte settentrionale della Valle del Giordano.

Il lato nazista del sionismo

Un politico israeliano del Likud, Moshe Feiglin, ha affermato che “i palestinesi di Gaza bisogna deportarli tutti con la forza oppure togliere loro l’acqua, per metterli di fronte alla scelta: emigrare o morire”. leggi tutto!

Siria

Un atto terroristico in Siria. Un’esplosione è avvenuta all’interno di un autobus di linea nel centro di Jaramana durante l’ora di punta, segnando il primo incidente di questo tipo in città dalla caduta del regime dittatoriale.

Il Ministero della Salute ha comunicato che due persone sono state uccise  e altre 14 sono rimaste ferite a seguito dell’esplosione di un ordigno a bordo di un autobus di linea nella città di Jaramana, nella periferia di Damasco.

Il ministero ha inoltre precisato che le squadre mediche legali hanno esaminato i resti umani rinvenuti dopo l’esplosione.

Le immagini video trasmesse mostrano l’autobus con il tetto completamente distrutto, mentre gli effetti personali dei passeggeri e dei passanti feriti nell’esplosione sono sparsi all’interno e sulla strada adiacente.

Iran/USA/Israele

Il fronte del Golfo è ancora calmo. Le dichiarazioni ottimistiche di Trump hanno fatto scendere le quotazioni del petrolio. In dichiarazioni con un numero ristretto di giornalisti sembra che si sia lamentato sulla fuga di notizie sulla scarsezza dell’arsenale missilistico statunitense. “Abbiamo vinto e loro sono in ginocchio. Ci hanno supplicato di non attaccare e si stanno trattando per la riapertura di Hormuz. Non avranno mai l’arma nucleare”. Un delirio.

Sul terreno, il braccio di ferro sullo Stretto di Hormuz è ancora in corso e nella notte si sono sentite esplosioni nell’isola di Qashm. Sarebbero avvenute in mare durante le operazioni di blocco del traffico nello Stretto.

Secondo fonti di Teheran, l’accordo con l’Oman per il traffico marittimo nello Stretto è pronto e sarà pubblicato a breve “se non ci saranno azioni di disturbo dalle solite manine straniere”.

Libano

Il settimo round di negoziati a Roma tra Libano e Israele si è concluso senza una svolta sui punti chiave, e la discussione è stata rinviata a un ottavo round all’inizio di settembre, in concomitanza con la continuazione dell’escalation militare israeliana in Libano.

L’esercito israeliano ha continuato le sue operazioni militare come se i negoziati non fossero in corso. “Una tregua sotto il fuoco”, la chiama la stampa israeliana.

Secondo l’agenzia di stampa ufficiale libanese National News Agency, il distretto di Tiro è stato teatro di una “vasta aggressione, che ha incluso una serie di raid aerei e bombardamenti di artiglieria”. L’agenzia ha riferito che “droni israeliani hanno effettuato tre raid aerei nella città di Burj al-Shamali, seguiti da un quarto raid aereo nella stessa zona da parte di aerei da guerra, provocando il ferimento di quattro persone che sono state trasportate negli ospedali di Tiro. È stato inoltre registrato un movimento di persone in fuga dalla città verso la città stessa”.

Un gruppo di coloni hanno attraversato il confine e sono entrati in territorio libanese per creare un avamposto ebraico. L’esercito israeliano dice di averli riportati indietro.

Giornalisti nel mirino

Amnesty International e Human Rights Watch hanno condannato l’attacco intenzionale dell’esercito israeliano, dello scorso aprile, che aveva portato all’uccisione della giornalista libanese Amal Khalil. Le organizzazioni per i diritti umani hanno pubblicato prove che dimostrano come l’occupazione israeliana abbia deliberatamente assassinato la giornalista Amal Khalil il 22 aprile, affermando che quanto accaduto quel giorno costituisce un vero e proprio crimine di guerra.

La dichiarazione è stata rilasciata durante una conferenza stampa tenutasi ieri, giovedì, a Beirut da Human Rights Watch, Amnesty International e Legal Agenda, per presentare i risultati della loro indagine congiunta sull’assassinio della giornalista, che lavorava come corrispondente sul campo per il quotidiano libanese Al-Akhbar.

Durante la conferenza stampa è stato presentazione video dell’operazione di assassinio, durante la quale la giornalista è stata inizialmente presa di mira da droni israeliani che hanno riconosciuto i volti delle due giornaliste, Amal Khalil e Zeinab Faraj, prima che venisse colpito l’edificio in cui si erano rifugiate, nella città di Al-Tira, nel sud del Libano, provocando la morte della prima e il grave ferimento della seconda. Video della conferenza stampa, in arabo

Boicottaggio BDS globale

– Burger King ha licenziato una dipendente dopo che ha gridato “Palestina libera”. Ariana Hamilton ha rivelato di essere stata licenziata da Burger King dopo aver gridato “Palestina libera” a un cliente israeliano, accusandola di “incitamento all’odio”. Ha confermato di essere stata successivamente oggetto di una campagna di minacce dirette da parte di account online israeliani.

– Proteste interrompono il discorso del CEO di Palantir a causa del ruolo dell’azienda nel genocidio a Gaza. Attivisti hanno boicottato un evento con il CEO di Palantir, Alex Karp, protestando contro il ruolo dell’azienda nel fornire supporto tecnico all’esercito israeliano durante il genocidio a Gaza. Le tecnologie di Palantir, insieme a sistemi come “Lavender”, “Bible” e “Where’s My Father?”, vengono utilizzate per individuare e uccidere i palestinesi.

– Oltre 600 artisti internazionali hano chiesto a Live Nation di interrompere i rapporti con Israele. Oltre 600 artisti e professionisti dell’industria musicale hanno firmato una lettera aperta chiedendo a Live Nation di interrompere i rapporti con la sua filiale israeliana, rispondendo all’appello del movimento palestinese per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni (BDS). I firmatari hanno affermato che l’azienda non può continuare a glorificare un esercito accusato di genocidio.

– Proteste contro la sede centrale di DSV per il trasferimento di equipaggiamento militare all’occupazione. Il gruppo “People Against Genocide” ha organizzato una protesta davanti alla sede centrale di DSV ad Aberdeen, in Scozia, accusando l’azienda di aver agevolato il trasferimento di equipaggiamento militare alla società israeliana Elbit Systems. Il gruppo ha affermato che continuerà a prendere di mira DSV finché non porrà fine alla sua collaborazione con il più grande produttore di armi israeliano.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, due mesi e 23 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi venerdì 07 agosto 2026 alla giornata di digiuno aderiscono i seguenti digiunatori: cliccate per leggere i nominativi!

Solidarietà/Al-Najdah

Le magliette in dono agli affidatari e affidatarie sono state spedite nei giorni scorsi a coloro che hanno fornito l’indirizzo e la taglia. BUONA ESTATE!

Per coloro che non hanno ancora provveduto a fornire indirizzo e taglia, siete ancora in tempo: scrivete a anbamedaps@gmail.com

Lunedì 20 luglio, Al-Najdah ha iniziato la distribuzione delle rette nella città di Gaza e nel nord della Striscia. È stato stampato un opuscolo di disegni spedito da due affidatari, Alessandra e Filippo, per il compleanno della bimba adottata a distanza. L’opuscolo è stato distribuito a tutti i bimbi e le bimbe insieme a una scatola di matite colorate, per applicarsi in un momento di evasione e educazione artistica. il resoconto su Anbamed

guarda le foto sulla pagina social di Al-Najdah.

L’associazione Al-Najdah ha distribuito, la scorsa settimana, le quote di sostegno, nel centro della Striscia di Gaza, alle famiglie dei bambini adottati tramite Anbamed e ACM. Guarda le foto.

La distribuzione degli aiuti è iniziata l’11 luglio a Khan Younis, con piccoli gruppi di al massimo 10 bambini, per motivi di sicurezza. Per vedere le foto: QUI

È uscita a giugno la raccolta di poesie “La nascita di Perseo”, di Filippo Senatore, uno degli affidatari di bambini di al-Najdah. Nella raccolta vi sono inserite poesie che riguardano il genocidio in corso a Gaza. leggi tutto e guarda il video QUI

Abbiamo spedito una settimana fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.

È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)

Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.

Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.

Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e le donatrici.

Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!

È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).

Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 164. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.

Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .

La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.

Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

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