Approfondimenti

San Fratello (ME): cerimonia della sezione ANPI nell’anniversario dell’assassinio di Benedetto Montalto

di Felicia Lo Cicero

“Dal più bel promontorio del mondo, corona di Ruggeri e di Guglielmi”, sulla strada di una recuperata libertà lungo un passato nuovo e rinnovato, è stato inaugurato il Circolo ANPI “Vincenzo Consolo” a San Fratello, nel giorno dell’anniversario della morte di Benedetto Montalto per mano nazifascista, avvenuta nel 1944.

La letteratura risveglia l’antica memoria, quella che intendiamo riscattare: parole non imposte e un grazie impronunciabile a Vincenzo Consolo!

Grazie alla delegazione ANPI Messina, al presidente del comitato provinciale Giuseppe Martino; grazie agli intervenuti: il giornalista Farid Adly, l’artista Michele Cannaò, il giornalista Marcello Mento, la rappresentante della CGIL Capo d’Orlando Donatella Ingrillì, a Gentile Rosalia e Alfio Marino; grazie a tutti i presenti…

Ecco il testo del’intervento introduttivo di Felicia Lo Cicero, responsabile della sezione ANPI di San Fratello:

“Dal più bel promontorio del mondo, corona di Ruggeri e di Guglielmi”, nell’anniversario dell’uccisione di Benedetto Montalto per mano nazifascista (7 agosto 1943 ‒ 7 agosto 2026) sono lieta di annunciare la fondazione del Circolo ANPI “Vincenzo Consolo” San Fratello.

A buon diritto si dice: “Dove è il tuo tesoro, là è il tuo cuore”. Il tesoro di Consolo è là dove sono gli alveari della conoscenza. Là vorremmo fosse il nostro! L’intitolazione del circolo equivale a riconoscerne il lascito. Fra le sue pagine, la lingua gallo-italica in un elegante impasto stilistico diviene quella “Lingua Altra”, che è la lingua del riscatto sociale contro la violenza perpetuata dal potere, i privilegi dei ricchi e la miseria dei poveri; un anelito di rivolta, laddove della libertà vi è privazione; un grido indomito di crescita culturale. All’impegno antropologico, cui Consolo ha consacrato la sua vita di scrittore, l’ANPI risponde con l’imperativo etico, affinché di San Fratello non rimanga che una lingua incomunicabile, inaudita; una lingua che più non si sa…

La letteratura risveglia l’antica memoria, quella che l’ANPI “Vincenzo Consolo” intende testimoniare, costruendo nuovi linguaggi per la Resistenza, parte viva e attiva d’impegno civile: parole non imposte in un grido Resistente.

La memoria storica è difficile, perché unisce due termini in perenne tensione tra di loro: la storia, oggetto della storiografia, che mira, almeno idealmente, all’oggettività; e la memoria, che risponde a esigenze prevalentemente identitarie, spesso incurante delle deformazioni cui sottopone il passato. Un passato di cui ci si può liberare, se si sceglie di obliterarne la memoria, ma della “coscienza del passato” non ci si libera… dai problemi che, in modo più o meno obbligante, ci costringono a fare i conti col passato e il suo condizionamento.

L’ANPI “Vincenzo Consolo” nasce dal bisogno di dare al passato un senso nuovo e rinnovato. Una necessità che valga a re-istituire punti di riferimento critici rispetto all’esistente, a quel presente che, come affermava a ragione Hannah Arendt, vuole chiarire il passato proiettando su di esso la propria luce. “Contemporaneità della storia” vuol dire questo: qualsiasi periodo del passato si tratti, il più lontano o il più vicino, il bisogno che dal presente ci spinge a interrogarlo ce lo rende vivo e presente. E i problemi di quel passato sono anche i nostri, perché è dei problemi nostri che, in realtà, attraverso i problemi del passato, trattiamo.

Il problema più grosso e minaccioso sta dietro ogni regime politico e la sua ideologia. Si tratta di un modo di pensare e di sentire che è intorno a noi, una serie di abitudini culturali, comunicative e psicologiche, una nebulosa di istinti oscuri e insondabili pulsioni. Umberto Eco lo chiama Ur-Fascismo: il “fascismo eterno”. Esso è nel culto della tradizione, per cui “non ci può essere avanzamento del sapere”; nelrifiuto della modernità, della critica e del pensiero critico; nel culto dell’azione fine a se stessa, perché pensare è una forma di evirazione; nella paura della differenza, perché il fascismo è essenzialmente razzista; nell’ossessione del complotto; nella percezione eccessiva della forza, della ricchezza e dei privilegi dei nemici; nell’elitismo di massa, nel disprezzo dei deboli, nel machismo, nel culto dell’eroismo e della morte. Esso è nella guerra permanente, perché il fascismo rifiuta la pace. 

Il nostro dovere è di smascherarlo. Come? Il suo contrario è l’antifascismo, l’antidoto è l’antifascismo. Occorre puntare l’indice su ognuna delle sue nuove forme, ogni giorno, in ogni parte del mondo. Questo fa l’ANPI, unitamente ad altre realtà associative e federative. Questo intende fare l’ANPI “Vincenzo Consolo”. Abbiamo l’obbligo morale di difendere la democrazia. Una parola la cui storia semantica e politica indica l’ingresso del popolo alla ribalta della storia, e la revoca di ogni potere che presume di essere originario.

Libertà e liberazione sono un compito che non finisce mai…

L’ANPI “Vincenzo Consolo” San Fratello, in guardia contro ogni rigurgito autoritario, vuole essere il terreno in cui si forma l’individuo libero e la società giusta; il luogo in cui la giustizia, la virtù e la libertà non si rivelino solo sterili illusioni.

Responsabile sezione ANPI “Vincenzo Consolo” San Fratello

Felicia Lo Cicero

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