Per ascoltare l’audio di oggi, 11 agosto 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/217 (2169)
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Si torna a crescere, ma al di sotto della media. Datevi da fare, cari lettori e ascoltatori!
Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.600,00 € per adozioni (nuove e rinnovi) + per pasti caldi e 300,00 € per il libro “Strega!”.
Siamo a 167 adozioni (2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito). Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!
I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.
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Le notizie
Genocidio a Gaza
Saba Naeem Abdullah al-Hashash, tredicenne, è deceduta ieri a causa delle ferite riportate in seguito ai colpi di artiglieria israeliana nella zona di al-Mawasi, a Khan Younis.
Secondo i rapporti del ministero della sanità, il numero totale di palestinesi uccisi dall’11 ottobre, data dell’accordo di Sharm Sheikh, è salito a 1.259, con 4.139 feriti e 807 corpi recuperati da sotto le macerie.
Diversi civili palestinesi sono rimasti feriti dai colpi di artiglieria israeliana a Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza.
Nostri contatti locali hanno riferito che l’artiglieria israeliana ha bombardato diverse aree di Khan Younis, al-Bureij e Beit Lahia.
Veicoli militari israeliani hanno aperto il fuoco anche nella zona di Qizan Rashwan, a sud di Khan Younis.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Situazione umanitaria
Il sistema di trasporto e spedizione nella Striscia di Gaza è stato completamente paralizzato dalla distruzione, da parte di Israele, delle infrastrutture stradali e di stoccaggio, dagli attacchi contro gli autisti e dal blocco dell’ingresso di pezzi di ricambio.
L’Organizzazione euro-mediterranea per i Diritti Umani, con sede a Ginevra, ha affermato che Israele sta attuando “una politica vendicativa volta a smantellare la catena di approvvigionamento, dal momento in cui anche le poche merci e aiuti che entrano attraverso i valichi non è possibile trasferirle all’interno per essere distribuite alla popolazione”.
Prima dell’invasione israeliana, nella Striscia operava una flotta di circa 1.200 camion, che coprivano i bisogni della popolazione in termini di cibo, medicine, carburante, foraggio, materiali da costruzione e altri beni di prima necessità. Solo circa 400 camion sono sopravvissuti ai bombardamenti e alla distruzione israeliani, di cui circa 100 si sono guastati a causa dell’impedimento dell’ingresso di pezzi di ricambio, pneumatici, oli e batterie, così che il numero di camion attualmente operativi è solo di circa 300, ovvero il 25% della dimensione della flotta precedente.
Appello: Ai bambini di Gaza il Nobel per la Pace
Il prof. Eugenio Mazzarella dell’università di Napoli ha lanciato un appello sulle pagine di avvenire.it. Moltissime le adesioni del mondo accademico, della cultura e dell’arte, oltre a politici di peso, come Bersani.
per leggere l’appello e aderire mailto:segr.direttore@avvenire.it
Questo popolo ha sette anime
È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”. Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.
In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto!
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Cisgiordania
Oggi, all’alba, le forze di occupazione israeliane hanno demolito la casa del contadino palestinese Farouq Ramadan, ucciso nel villaggio di Tell, a sud-ovest di Nablus. Le trupp hanno minato la costruzione, poche ore dopo aver fatto irruzione nel villaggio e costretto decine di famiglie palestinesi ad evacuare le proprie abitazioni intorno all’edificio preso di mira.
Un nostro contatto a Tell ha raccontato che le forze israeliane, supportate da decine di veicoli militari, hanno circondato l’area intorno all’edificio di tre piani prima di schierare squadre del genio militare che hanno piazzato esplosivi all’interno e poi hanno effettuato la detonazione. Ricordiamo che Farouq Ramadan è il contadino palestinese aggredito nel suo terreno dai coloni ebrei israeliani armati. Era riuscito a strappare il mitra da uno dei coloni e ha sparato uccidendo due soldati intervenuti in supporto degli aggressori. Nella sparatoria era stato ucciso Ramadan e suoi 3 cugini.
Questa aggressione è stata oggetto di un servizio scandaloso della RAI, che ha sposato la falsa tesi israeliana del’attacco terroristico palestinese (Leggi il nostro articolo sul caso del vergognoso servizio RAI)
Ieri, lunedì, le forze di occupazione israeliane hanno lanciato una campagna di arresti contro 25 palestinesi, in Cisgiordania, in concomitanza con la dichiarazione del villaggio di Al-Taybeh “zona militare chiusa”, con l’esecuzione di raid e la demolizione di due case.
Nel governatorato di El-Khalil (Hebron), le forze militari israeliane hanno arrestato un giornalista del campo di Al-Fawwar.
Le autorità di occupazione israeliane hanno dichiarato il villaggio palestinese di Taybeh, nella Cisgiordania centrale occupata, “zona militare chiusa”, dopo che è stato preso di mira dai coloni ebrei.
Nostri contatti locali hanno riferito che i coloni insediati nei terreni della comunità di Ka’abneh a Taybeh hanno attaccato attivisti internazionali per la solidarietà, e che il villaggio è stato anche teatro di un attacco da parte dei coloni contro i suoi abitanti lo scorso venerdì. Il ruolo dei coloni è combinato con le attività militari, con l’obiettivo di deportare coercitivamente la popolazione nativa.
Furto di terra palestinese
Un’indagine ha rivelato una rete organizzata che persegue gli obiettivi degli insediamenti nella città di Deir Jarir e nelle aree circostanti a nord-est di Ramallah. Un importante leader dei coloni, considerato il padre spirituale del movimento dei “giovani coloni delle colline”, risiede su una collina che domina migliaia di dunam. Recluta minori per compiere atti di intimidazione che hanno costretto gli abitanti della città di Yanoun alla deportazione forzata.
I testimoni palestinesi intervistati hanno confermato che i coloni arrivano armati e accompagnati dall’esercito per protezione. Un residente, che ha preferito rimanere anonimo per timore di ritorsioni, ha espresso il timore che “l’occupazione ci ucciderà o ci costringerà a lasciare le nostre case, come ha fatto con le nostre famiglie”, una scena che riflette la realtà quotidiana di paura e oppressione vissuta dai palestinesi nella zona.
Per quanto riguarda le origini di questi minori, l’inchiesta spiega che vengono descritti come “ribelli contro le loro famiglie” o “affetti da difficoltà di apprendimento”. Il Ministero dell’Istruzione israeliano ha istituito per loro un programma chiamato “Terapia nella Natura”, che prevede il loro impiego sulle montagne della Cisgiordania. In seguito, il Ministero della Difesa israeliano ha adottato un altro programma chiamato “Forza del Cuore”, che mira a valorizzare le potenzialità di questi ragazzi e a fornire loro supporto educativo e terapeutico, utilizzandoli negli attacchi ai villaggi palestinesi.
Allo stesso modo, gli osservatori dei diritti umani sottolineano che questi programmi offrono protezione legale ai minori di fronte agli organismi internazionali, poiché la loro giovane età viene sfruttata come scudo per eludere le proprie responsabilità. Nel frattempo, l’intero sistema israeliano è responsabile dell’organizzazione e della direzione di questa violenza, ponendo questi ragazzi in prima linea negli attacchi contro i nativi palestinesi.
L’inchiesta documenta un addestramento militare estenuante condotto su minori tra le colline e le valli della Cisgiordania, comprese esercitazioni di attacco e controllo, guidate da un ufficiale dell’esercito israeliano che pubblica video, diffusi sui suoi profili personali, in cui appare in uniforme militare e si vanta apertamente, dalla cima delle colline, di ciò che sta facendo, invitando gli altri a non “perdere l’occasione” e a partecipare a “questa missione”.
Le dichiarazioni di alcuni leader dei coloni confermano che stanno lavorando per preparare una generazione che “formerà un esercito più capace di controllare il territorio ed espellere chiunque non sia uno di loro”, rivelando una strategia a lungo termine volta a consolidare il controllo dei coloni attraverso successive generazioni di minori addestrati militarmente.
Nel frattempo, i palestinesi della zona vivono in uno stato di paura e apprensione, poiché la scena di giovani coloni che assaltano i loro villaggi, supportati dall’esercito, diventa sempre più frequente. Questa operazione sistematica mira a stringere la morsa intorno a loro e a costringerli ad abbandonare le loro terre, nell’ambito di una continua espansione degli insediamenti volta a modificare la composizione demografica della Cisgiordania, con una sostituzione etnica, cacciando i nativi.
Giornalisti nel mirino
“L’immagine è presente, la penna è presente, la voce è presente e i volti sono presenti, nonostante tutte le perdite, il dolore e la stanchezza.”.
È il cartello che i giornalisti di Gaza hanno innalzato ieri nell’anniversario dall’assassinio di Anas Sharif, corrispondente di Al-Jazeera a Gaza, durante il bombardamento israeliano della tenda stampa nell’atrio dell’ospedale Shifà.
Il Blocco dei Giornalisti Palestinesi di Gaza ha organizzato un sit-in davanti alla tenda stampa, dove i partecipanti hanno chiesto che Israele sia ritenuto responsabile delle continue violazioni e dei crimini deliberati perpetrati contro i giornalisti palestinesi.
Il responsabile del Blocco dei Giornalisti Palestinesi, Imad Zaqout, ha affermato che i giornalisti erano presenti per denunciare un crimine e per riaffermare la loro continua attività di informazione, nonostante i sacrifici e la perdita dei loro colleghi, sottolineando che la narrazione palestinese rimarrà presente sul territorio.
Il 10 agosto 2025, sei giornalisti palestinesi sono stati uccisi in un raid aereo israeliano che ha preso di mira una tenda adibita a postazione per giornalisti e attrezzature vicino all’ospedale Al-Shifa di Gaza City.
I giornalisti uccisi erano:
- Anas Al-Sharif, corrispondente;
- Mohammed Qariqa, corrispondente;
- Mohammed Al-Khalidi, giornalista;
- Ibrahim Daher, cameraman;
- Mohammed Nawfal, cameraman;
- e Mo’men Aliwa, cameraman di.
I giornalisti stavano svolgendo il loro lavoro dalla tenda quando questa è stata colpita. Filmati d’archivio mostrano Qariqa rientrare nella tenda con il cameraman Ibrahim Daher dopo una diretta, alla quale erano presenti anche Anas Al-Sharif, Mohammed Nawfal e Mo’men Aliwa, prima che un drone israeliano colpisse la tenda con un missile.
Anas al-Sharif, nato nel 1996 nel campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza, è stato una delle figure di spicco del giornalismo palestinese a Gaza. Ha trasmesso immagini di bombardamenti, sfollamenti e fame da ospedali, strade e rifugi, nonostante le minacce e le campagne di incitamento. Prima di essere assassinato aveva scritto in risposta alle minacce pubbliche annunciate da parte di alti ufficiali israeliani: “Queste minacce sono continue e persistenti, compresi i tentativi di incitamento da parte dell’esercito di occupazione per impedirmi di trasmettere queste immagini. Ma questo è il mio dovere, e sto diffondendo le immagini con la massima professionalità e credibilità”.
Israele ha ucciso con bombardamenti mirati 262 giornalisti palestinesi a Gaza e altri 3 sono spariti, inghiottiti nei campi di concentramento israeliano nel deserto del Negev e dal 2023 non si sa nulla della loro sorte.
Iran/Usa
Il mondo capovolto. Adesso Trump pretende risarcimenti dell’Iran per i danni di guerra.
Al vertice iraniano c’è stato ieri un terremoto di nuove nomine che hanno modificato il precedente assetto e le nuove figure indicano u gioco di equilibrio tra le Guardie Rivoluzionarie e il governo. Le nuove nomine sono state indicate dalla guida suprema Khaminei dopo un incontro durato 7 ore con il presidente Pezeshkian. Il nuovo riassetto denota un equilibrio all’interno del vertice iraniano, in smentita delle informazioni provenienti da Washington e Tel Aviv che vorrebbero Khaminei ferito e gravemente malato e che la spaccatura tra le due correnti, riformatrice e conservatrice, fosse arrivata ad un livello insanabile. I messaggi pubblici a Teheran vorrebbero smentire queste versioni e l’equilibrio nelle nomine conferma l’immagine di compattezza della direzione politica e militare nel paese.
Libano

Ieri, lunedì, l’esercito israeliano ha condotto operazioni di bombardamento e cannoneggiamento, prendendo di mira obiettivi nel Libano meridionale, in continua violazione dell’accordo di cessate il fuoco.
L’Agenzia Nazionale di Stampa Libanese ha riferito che droni hanno sorvolato Beirut e i suoi sobborghi meridionali. Ha confermato che l’artiglieria israeliana ha bombardato posizioni a Wadi al-Salouqi e alla periferia di Nabatieh al-Fawqa, all’alba, e ha anche bombardato la città di Mansouri durante la notte.
Secondo l’agenzia libanese, le forze israeliane hanno anche effettuato bombardamenti questa mattina nelle città di Zawtar al-Sharqiyah e Kfar Tebnit.
Un funzionario del Dipartimento di Stato USA ha dichiarato che i colloqui tra Libano e Israele, mediati dagli Stati Uniti, riprenderanno a Roma all’inizio del prossimo mese, senza indicare una data.
I media israeliani scrivono che il ritardo nella definizione della data per il prossimo round di negoziati con il Libano è dovuto alle tensioni tra le due parti.
L’agenzia di stampa nazionale libanese ha riferito che le azioni militari israeliane hanno provocato un incendio in una zona boschiva vicino a Kfar Shouba, che si è poi propagato verso Halta, mentre le squadre della protezione civile libanese non sono riuscite a raggiungere alcune parti dell’area, a causa delle sparatorie dell’esercito di occupazione.
Una mappa pubblicata dagli account ufficiali del Ministero degli Esteri israeliano sulla piattaforma X ha incluso parti del Libano meridionale nel territorio assegnato allo Stato occupante, in un momento in cui le violazioni israeliane nella regione continuano.
La mappa è stata pubblicata su account tra cui quello del Ministero degli Esteri israeliano, così come su account come “Israel in Arabic” e “Stand With Us”, come parte di un post statistico che confrontava i tassi manipolati di malnutrizione in Medio Oriente. Era un tentativo israeliano di smentire le notizie di carestia nella Striscia di Gaza.
Siria/Israele
Il “Nuovo Oriente” è un progetto dell’esercito israeliano per annettere territori siriani occupati al piano del Grande Israele.
Un quotidiano israeliano ha rivelato che l’esercito di occupazione ha completato l’80% dei lavori di scavo delle trincee nell’ambito del progetto “Nuovo Oriente” lungo la zona cuscinetto che va da Majdal Shams al bacino di Yarmouk, nella campagna di Daraa, nel sud della Siria.
Un corrispondente militare del quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, che ha visitato le alture del Golan siriane con un alto ufficiale israeliano del Comando Nord, ha spiegato che i lavori di scavo delle trincee hanno subito un ritardo maggiore del previsto, due anni dopo l’inizio del progetto “Nuovo Est”. Ha aggiunto che il progetto “mira a fortificare l’intera area di confine israelo-siriana con trincee profonde e larghe quattro metri e alti terrapieni”.
Ha inoltre osservato che si stanno utilizzando attrezzature di scavo pesanti per completare le infrastrutture fortificate nel territorio libanese adiacente, sottolineando che “il nuovo paesaggio che accompagna la recinzione è visibile: un sistema di profonde trincee fortificate”.
Siria/Curdi
Il rientro dei curdi siriani sfollati nella loro città natale di Ras al-Ayn, nel nord-est del Paese, è stato sospeso, ieri lunedì, dopo che il primo gruppo di rimpatriati è stato attaccato da miliziani filo turchi.
Ieri, lunedì, circa 2.500 sfollati originari dalla zona di Ras al-Ayn sono tornati alle proprie case, in base a un accordo raggiunto all’inizio di quest’anno tra le Forze Democratiche Siriane (SDF), a maggioranza curda, e le nuove autorità di Damasco. L’accordo prevede la graduale integrazione delle istituzioni militari e civili create dai curdi durante gli anni del conflitto nelle istituzioni statali siriane.
In conformità con l’accordo, un gran numero di sfollati è recentemente tornato anche nella regione di Afrin, a maggioranza curda, nella provincia di Aleppo, dopo essere fuggiti nel 2018 a seguito dell’offensiva turca.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, due mesi e 27 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi martedì 11 agosto 2026 alla giornata di digiuno aderiscono i seguenti digiunatori: cliccate per leggere i nominativi!
Solidarietà/Al-Najdah
Siamo a 167 bambini e bambine di Gaza adottati a distanza tramite il progetto di ACM e Anbamed, Ore Felici per i bambini di Gaza. Sono in arrivo altre richieste di informazioni.
Le magliette in dono agli affidatari e affidatarie sono state spedite nei giorni scorsi a coloro che hanno fornito l’indirizzo e la taglia.
BUONA ESTATE!
Per coloro che non hanno ancora provveduto a fornire indirizzo e taglia, siete ancora in tempo: scrivete a anbamedaps@gmail.com
Lunedì 20 luglio, Al-Najdah ha iniziato la distribuzione delle rette nella città di Gaza e nel nord della Striscia. È stato stampato un opuscolo di disegni spedito da due affidatari, Alessandra e Filippo, per il compleanno della bimba adottata a distanza. L’opuscolo è stato distribuito a tutti i bimbi e le bimbe insieme a una scatola di matite colorate, per applicarsi in un momento di evasione e educazione artistica. il resoconto su Anbamed
guarda le foto sulla pagina social di Al-Najdah.
L’associazione Al-Najdah ha distribuito, la scorsa settimana, le quote di sostegno, nel centro della Striscia di Gaza, alle famiglie dei bambini adottati tramite Anbamed e ACM. Guarda le foto.
La distribuzione degli aiuti è iniziata l’11 luglio a Khan Younis, con piccoli gruppi di al massimo 10 bambini, per motivi di sicurezza. Per vedere le foto: QUI
È uscita a giugno la raccolta di poesie “La nascita di Perseo”, di Filippo Senatore, uno degli affidatari di bambini di al-Najdah. Nella raccolta vi sono inserite poesie che riguardano il genocidio in corso a Gaza. leggi tutto e guarda il video QUI
Abbiamo spedito una settimana fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.
È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)
Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.
Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.
Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e le donatrici.
Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!
È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).
Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 164. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.
Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .
La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.
Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
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