Per ascoltare l’audio di oggi, 12 agosto 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/218 (2170)
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Si torna a crescere, ma al di sotto della media. Datevi da fare, cari lettori e ascoltatori!
Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.600,00 € per adozioni (nuove e rinnovi) + per pasti caldi e 300,00 € per il libro “Strega!”.
Siamo a 167 adozioni (2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito). Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!
I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.
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Le notizie
Genocidio a Gaza
Israele continua la guerra genocida contro la popolazione palestinese di Gaza. Oltre ai bombardamenti aerei e d’artiglieria e gli attacchi con droni, l’esercito di occupazione israeliano demolisce con bulldozer e dinamite le case ancora in piedi anche se diroccate da precedenti colpi. L’obiettivo è quello di spostare sempre di più la cosiddetta linea gialla per restringere lo spazio vitale per 2,5 milioni di palestinesi, in meno del 30% del territorio di Gaza prima dell’aggressione.
L’esercito israeliano ha compiuto ieri un assassinio mirato contro un civile palestrinese, colpito da un missile mentre era sulla sua bicicletta sulla strada Salahuddine a Gaza città. La versione di comodo israeliana: “era un cecchino di Hamas”, narrazione che molta stampa scorta mediatica del genocidio ha spostato senza verifiche.
Ieri è stato bombardato per tutto il giorno il quartiere Hay Tuffah ad est di Gaza.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Appello: “Ai bambini di Gaza il Nobel per la Pace”
Il prof. Eugenio Mazzarella dell’università di Napoli ha lanciato un appello sulle pagine di avvenire.it. Moltissime le adesioni del mondo accademico, della cultura e dell’arte, oltre a politici di peso, come Bersani.
per leggere l’appello e aderire mailto:segr.direttore@avvenire.it
Questo popolo ha sette anime
È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”. Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori. Oggi è il 50esimo anniversario di quel massacro durante il quale in una sola notte sono stati assassinati, con una pallottola alla nuca, 3.000 uomini.
In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto!
11° puntata: Un bambini trasforma le scatole di cartone in modellini di case
Il giovane Ahmed Qudeeh non si è lasciato sfuggire nemmeno un minuto di tempo libero durante le lunghe ore trascorse nelle tende per sfollati. Ha invece incanalato il suo talento artistico nella progettazione di case.
Utilizza scatole di cartone provenienti da aiuti alimentari, trasformandole in modellini di abitazioni. La prima cosa che ha ricostruito è stata una replica della sua casa, distrutta dalle forze di occupazione israeliane nella città di Abasan, a est di Khan Younis. Spiega: “Progetto case con il cartone e cerco di dimenticare la vita nella tenda”. leggi tutto!
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
50 anni dal massacro di Tall Al-Zaatar
Oggi, 12 agosto, è il cinquantesimo anniversario del massacro di Tall el-Zaatar, campo profughi palestinesi in mezzo alla Beirut maronita dominata dalle Kataeb, le Falangi fasciste libanesi.
Dopo 6 mesi di attacchi delle milizie fasciste maronite e 52 giorni di assedio totale, con la popolazione senza cibo e soprattutto senza acqua, l’OLP ha raggiunto un accordo per la resa e la salvaguardia di tutti, con la mediazione siriana, il nuovo padrone allora del Libano. L’accordo prevedeva l’evacuazione della popolazione civile e la resa dei combattenti. Quella notte, il 12 agosto 1976, sono stati uccisi a tradimento 3.000 uomini, una delle più atroci carneficine nella storia palestinese, avvenuta in una sola notte. Un nostro articolo di qualche anno fa
La storia del poster di Viviano Domenici sulle scale del CdS
Cisgiordania
36 irruzioni dei soldati in città e villaggi palestinesi. I più gravi sono avvenuti in alcuni quartieri di Nablus e a Qalqilia. I rastrellamenti hanno portato in carcere oltre 49 palestinesi.
Gli attacchi dei coloni ebrei israeliani contro i nativi sono incessanti e coordinati con l’esercito di occupazione, con l’obiettivo dichiarato di voler cacciare la popolazione autoctona e rubarne le terre, come abbiamo spiegato nella NL di ieri sul furto di terra palestinese: QUI.
Giornalisti nel mirino
Protesta davanti alla sede del New York Times per chiedere giustizia per Anas al-Sharif. Molti attivisti newyorkesi hanno manifestato, ieri, davanti alla sede del New York Times per commemorare il primo anniversario dell’assassinio del giornalista Anas al-Sharif e dei suoi colleghi Muhammad Qariqa, Ibrahim Zahir, Muhammad Nawfal, Mu’min Aliwa e Muhammad al-Khalidi, uccisi da Israele.
I manifestanti hanno accusato il giornale di contribuire a una copertura giornalistica che giustifica il genocidio israeliano a Gaza e di insabbiare crimini di guerra contro i giornalisti.
Siria
Condanna a morte in contumacia per Bashar Assad. Il Tribunale penale di Damasco ha condannato a morte Bashar al-Assad, ex dittatore e leader del regime, suo fratello Maher al-Assad (comandante della Quarta Divisione) e l’ex capo della Sicurezza Politica di Daraa, Atef Najib, per omicidio premeditato e tortura, crimini che il tribunale ha classificato come crimini contro l’umanità e crimini di guerra.
A seguito della sentenza, sono giunte numerose reazioni di approvazione popolare. Il Ministro della guerra siriano Marhaf Abu Qasra, ha descritto la sentenza come “una grande vittoria per il popolo siriano sui suoi oppressori, dopo la liberazione del Paese e dopo che giustizia è stata fatta contro coloro che hanno ucciso e costretto alla fuga i figli della Siria”.
Iran/Usa
Trattative sotto il tavolo. Secondo quanto riportato dal sito web del governo iraniano, il Ministro degli Interni pakistano ha dichiarato di aver consegnato un messaggio del Primo Ministro e del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito pakistani al Presidente iraniano, precisando che lo scopo della sua visita era quello di dare seguito agli accordi raggiunti durante la visita del suo omologo iraniano a Islamabad.
Il Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano ha affermato che lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto finché gli Stati Uniti non porranno fine alla guerra e al blocco e non sbloccheranno i beni iraniani congelati.
Dal canto suo Trump continua a parlare di controllo completo Usa sullo stretto. Evidentemente bleffa, perché la navigazione nella zona è bloccata e passano soltanto le navi che hanno contrattato con le autorità marittime dell’Iran. Le navi che hanno tentato di forzare il blocco sono state colpite con droni o mine.
Le forze statunitensi continuano il blocco navale dell’Iran, annunciando di aver attaccato una nave battente bandiera panamense nel Golfo dell’Oman dopo che questa aveva ignorato ripetuti avvertimenti di fermarsi.
Nel frattempo, il gruppo Houthi in Yemen ha rivendicato la responsabilità di due distinti attacchi a navi avvenuti martedì. Il Ministero dei Trasporti yemenita, affiliato al governo di Aden, ha riferito che quattro membri dell’equipaggio di una piccola nave mercantile sono stati uccisi in un attacco che si sospetta sia stato compiuto dagli Houthi.
Libano 1
Il parlamento di Beirut ha votato a maggioranza per la cancellazione della pena capitale. È il primo paese arabo a compiere questo passo legale di enorme umanità. In Libano vigeva una moratoria, che dura da circa 22 anni. L’ultima esecuzione infatti risale al 2004.
L’Onu e le organizzazioni per i diritti umani hanno accolto positivamente il passo e invitato gli altri paesi della regione di seguirne l’esempio per mettere fine agli assassinii di stato.
Libano 2
L’Agenzia Nazionale di Stampa Libanese ha riferito che le forze israeliane hanno effettuato due forti esplosioni durante la notte nella città di Haddatha, oltre a una massiccia esplosione nella città di Beit Yahoun, nel distretto di Bint Jbeil, nel Libano meridionale.
Questi bombardamenti israeliani si verificano nonostante la firma, con la mediazione statunitense, dell'”Accordo Quadro” tra Beirut e Tel Aviv il 26 giugno, che prevede un ritiro graduale di Israele da tutti i territori libanesi occupati in cambio del dispiegamento dell’esercito libanese e del disarmo dei gruppi armati.
Libia

Attentato terroristico ieri a Bengasi. Il generale Fawzi Mansouri è stato assassinato con una bomba rudimentale nascosta sotto il sedile della sua auto, mentre era in moschea per la preghiera. Era a capo dell’intelligence militare nella regione orientale della Libia. Non c’è stata per il momento nessuna rivendicazione, ma si intravvedono dietro l’assassinio le impronte delle milizie di Tripoli, che contrastano il progetto di unificazione delle forze armate libiche dei due governi. Mansouri aveva guidato le trattative con gli alti ufficiali dell’esercito fedele al governo Dbaiba e le trattative erano giunte ad un passo dalla conclusione positiva. La nascita di istituzioni militari e civili unitarie avrebbe messo fine all’arricchimento dei signori della guerra che dominano a Tripoli, mungendo la Banca centrale.
La situazione nell’ovest libico continua ad essere drammatica. Continuano per il terzo giorno consecutivo gli scontri tra le milizie ingaggiate dallo stesso governo Dbaiba per stabilire la sicurezza. Ieri un drone ha distrutto una centrale di benzina a Zawia, mandando in fumo milioni di litri di carburante. Un altro drone è stato lanciato contro una centrale per l’acqua potabile, ma ha sbagliato obiettivo. È una guerra per il controllo del territorio tra bande armate, alimentate dagli ingaggi governativi. La nascita di un esercito unitario sarebbe per loro la fine della manna.
Il governo Dbaiba finora non si è espresso su questi scontri che riguardano milizie finanziate dalla presidenza del consiglio e dal ministero dell’interno.
Turchia/Curdi
È stata approvata dal parlamento turco la proposta di legge per “la coesione sociale”. La legge prevede la sospensione delle pene detentive per le persone condannate per appartenenza al PKK o per averne sostenuto le attività. Resterebbero tuttavia in carcere i dirigenti del partito condannati per reati più gravi, così come i detenuti condannati all’ergastolo aggravato prima del 2005. La norma escluderebbe dunque Abdullah Öcalan dalla sospensione della pena, nonostante i vertici curdi avessero indicato la sua liberazione come una delle condizioni fondamentali per portare a termine il processo di pace e disarmo.
Il Parlamento turco ha dato ieri un primo via libera alla proposta, accolto con parziale favore dai rappresentanti curdi. Resta tuttavia irrisolta la richiesta di avviare un reale processo di democratizzazione del Paese che includa anche il popolo curdo.
La cosiddetta “legge quadro” per la normalizzazione dei rapporti tra Turchia e curdi è stata approvata ieri dal Parlamento turco con 468 voti favorevoli e 88 contrari. La proposta, avanzata dalla maggioranza di governo, è stata sostenuta, tra gli altri, dal Partito per la Giustizia e lo Sviluppo del presidente Erdoğan, dai suoi partner di coalizione e dal principale partito curdo del Paese.
La nota attivista italiana per i diritti dei curdi, Rosella Simone, ha dichiarato:”…forse è un processo necessario. Visto da qui sembra piuttosto restrittiva e zoppicante, ma in tempi di guerra come questi forse è opportuno provare a praticare la pace, anche sé incerta e pericolosa. In questa pericolosa deriva guerrafondaia mondiale, dove agiscono pazzi tiranni senza morale che capiscono solo la prepotenza e le armi, parlare di pace, anche se a caro prezzo, potrebbe essere rivoluzionario”.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, due mesi e 28 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi martedì 11 agosto 2026 alla giornata di digiuno aderiscono i seguenti digiunatori: cliccate per leggere i nominativi!
Solidarietà/Al-Najdah
Siamo a 167 bambini e bambine di Gaza adottati a distanza tramite il progetto di ACM e Anbamed, Ore Felici per i bambini di Gaza. Sono in arrivo altre richieste di informazioni.
Le magliette in dono agli affidatari e affidatarie sono state spedite nei giorni scorsi a coloro che hanno fornito l’indirizzo e la taglia.
BUONA ESTATE!
Per coloro che non hanno ancora provveduto a fornire indirizzo e taglia, siete ancora in tempo: scrivete a anbamedaps@gmail.com
Lunedì 20 luglio, Al-Najdah ha iniziato la distribuzione delle rette nella città di Gaza e nel nord della Striscia. È stato stampato un opuscolo di disegni spedito da due affidatari, Alessandra e Filippo, per il compleanno della bimba adottata a distanza. L’opuscolo è stato distribuito a tutti i bimbi e le bimbe insieme a una scatola di matite colorate, per applicarsi in un momento di evasione e educazione artistica. il resoconto su Anbamed
guarda le foto sulla pagina social di Al-Najdah.
L’associazione Al-Najdah ha distribuito, la scorsa settimana, le quote di sostegno, nel centro della Striscia di Gaza, alle famiglie dei bambini adottati tramite Anbamed e ACM. Guarda le foto.
La distribuzione degli aiuti è iniziata l’11 luglio a Khan Younis, con piccoli gruppi di al massimo 10 bambini, per motivi di sicurezza. Per vedere le foto: QUI
È uscita a giugno la raccolta di poesie “La nascita di Perseo”, di Filippo Senatore, uno degli affidatari di bambini di al-Najdah. Nella raccolta vi sono inserite poesie che riguardano il genocidio in corso a Gaza. leggi tutto e guarda il video QUI
Abbiamo spedito una settimana fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.
È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)
Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.
Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.
Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e le donatrici.
Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!
È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).
Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 164. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.
Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .
La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.
Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
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